European news and world report     

     
   
 

La crisi morde l'economia e ingrassa la finanza

  • 04.10.2011 - Cinque banche hanno il 96% dei 250.000.000.000.000 di $ in derivati americani 
    A questo ammonta la quantità di cartaccia che il sistema bancario si è inventato e ha fatto crescere a dismisura sino a quello che è oggi.Ricordiamo che il debito pubblico degli Stati Uniti, questo mostro terribile, ammonta a circa 14,5 Trilioni. Il prodotto interno lordo degli USA vale circa la stessa cifra.Il nostro terribile debito pubblico ammonta a meno di 2 Trilioni di euro.Il prodotto interno lordo del Pianeta Terra si aggira sui 62 Trilioni di dollari.E JPMorgan Chase da sola ha contratti derivati per 78 Trilioni di dollari.  ( ...... testo completo)

  •  11.09.2011 - Germany Preparing To Bail Out Its Banks If Greece Defaults
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    Germany is ready to plan to help banks if Greece defaults, according to multiple headlines on Bloomberg. One possibility is a rescue fund, so that if the sovereign debt they hold collapses in value, they'll be ringfenced, preventing contagion from hitting their financial sector.

  • 12.02.2011 - La prima crisi globale, con Internet come amplificatore di notizie
    Secondo un indice creato dal «Sole-24 Ore», con la collaborazione della Sace, il Pakistan ha infatti caratteristiche in molti casi simili a quelle del paese nordafricano.
    In posizione peggiore, secondo questo indice, c'è solo la Nigeria. E in situazioni potenzialmente critiche ci sono anche Siria, Madagascar, Sri Lanka, Honduras, Nicaragua e Vietnam. Se siano questi i possibili nuovi focolai di crisi economico-politico-sociale è difficile dirlo, ma di certo questi stati hanno tutte le caratteristiche per esserlo.
     

  • 20.12.2010 - Una strategia di sopravvivenza per l’ eurozona di Nouriel Roubini
    Dopo la crisi greca e irlandese e la diffusione del contagio finanziario al Portogallo, alla Spagna, e forse anche all’Italia, la zona euro è ora in una grave crisi. Si prospettano tre scenari possibili:
    1)“tirare a campare”, scenario basato sull’approccio attuale di “prestare e pregare che Dio ce la mandi buona”; 2) “il tracollo”, con ristrutturazioni disordinate del debito e possibile uscita dei membri più deboli;  3)“maggiore integrazione”, che implica una qualche forma di unione fiscale.
     
  • 17.11.2010  -  Il grafico del New York Times del 17 Nov. 2010 mostra le esposizioni incrociate dei cinque Paesi pericolanti della zona euro; ossia quanto le banche dell’uno hanno comprato di titoli pubblici dell’altro, e quanto rischiano di perdere se uno degli Stati fa default. Gli Stati sono i famigerati PIIGS, e le cifre dei rispettivi debiti e crediti sono state convertite da euro in dollari. Il grafico vorrebbe dimostrare la debolezza e l’irresponsabilità dei deboli. In realtà dimostra ben altro: ossia che a rischiare di più sono le banche e gli speculatori dei Paesi forti, in primo luogo la Germania.
     

  • 02.04.2010  - 110 miliardi di euro non basteranno alla Grecia
    Ieri l’Eurogruppo ha annunciato i particolari degli aiuti alla Grecia. Ma io sono tra quelli che credono, conti alla mano, non ne basterà l’ammontare, pur molto più considerevole di quello che inizialmente già per due volte in due mesi era stato definito, e lievitato grazie al nein tedesco. Come Martin Feldstein, Luigi Zingales e diversi altri, penso che in ogni caso sarà necessaria una forma di soft default, cioè un ridefinizione delle scadenze del debito, e mi auguro che ciò avvenga su base volontaria sotto l’egida del Fmi. Ciò porterà a perdite dei bondholder, a cominciare dalle banche greche ovviamente, e poi di quelle tedesche, francesi etc. Bisogna anzi augurarsi che tali perdite siano sostanziose, perché semplicemente altrimenti una decrescita del Pil greco di quattro o cinque punti per effetto dei tagli draconiani al bilancio pubblico attuati tutti in un colpo e per molti anni a venire avrà comunque l’effetto di accrescerne il debito pubblico sul Pil.
     

  • 28.04.2010  -  Scetticismo tedesco sui finanziamenti alla Grecia
    Il Prof. Wilhelm Hankel, docente di economia all'Università di Francoforte, sostiene che non è nell'interesse della Grecia accettare i tagli ai salari e gli aumenti delle tasse imposti in cambio del prestito per salvarsi dal fallimento I greci dovrebbero lasciare l'Eurozona volontariamente, svalutare e ristrutturare il proprio debito. Questo è il percorso dettato dalla ragionevolezza economica.
    Quattro "professori" tedeschi hanno fatto ricorso presso la Corte Costituzionale tedesca per un eventuale finanziamento della Germania alla Grecia. Uno degli autori del ricorso, il Prof. Karl Albrecht Schachtschneider, ha dichiarato che esso verrà presentato entro pochi giorni e che chiederà l'iter rapido. La sentenza però potrebbe arrivare tra diversi mesi. L'argomentazione di Schachtschneider, docente di diritto all'Università di Norimberga, è che il prestito alla Grecia costituisce un sussidio a tasso illegale, che minaccia la stabilità monetaria prevista dal Trattato di Maastricht e viola la clausola di "no bailout" dello stesso trattato. "I giudici non hanno scelta se non prendere una decisione che ottemperi alla legge. Questo potrà causare una grande crisi in Europa ma la crisi c'è già", ha dichiarato Schachtschneider,  il quale chiederà anche alla Corte Costituzionale di congelare gli aiuti alla Grecia fino alla sentenza.
    Un altro dei quattro presentatori del ricorso, il Prof. Wilhelm Hankel, docente di economia all'Università di Francoforte, ha denunciato i negoziati in corso sul prestito alla Grecia dichiarando che "l'intera manovra non fa altro che rinviare il giorno della resa dei conti. Non è nell'interesse della Grecia accettare questi soldi, perché i tagli ai salari e gli aumenti delle tasse imposti in cambio del prestito condurranno ad una depressione economica senza fine. I greci dovrebbero lasciare l'Eurozona volontariamente, svalutare e ristrutturare il proprio debito, con l'aiuto del FMI. Questo è il percorso dettato dalla ragionevolezza economica. In ultima analisi, l'unico modo di salvare l'Euro è quello di ridurre l'Eurozona". Hankel ritiene che sia politicamente rischioso per Berlino trasferire fondi ad Atene mentre il caso è ancora pendente presso la Corte costituzionale. "Gli aiuti alla Grecia richiedono una manovra di bilancio straordinaria, e questo sarà molto impopolare" ha aggiunto Hankel".
    A quanto trapela dalla stampa tedesca, gli aiuti alla Grecia non dovrebbero essere solo di 30, bensì, come valuta l'Fmi, occorre prevedere  che i problemi della Grecia continuino fino al 2012, serve quindi un piano di finanziamento triennale da 120 milardi di £uro. Se vale la regola dei finanziamenti moltiplicati per tre-quarttro, anche l'Italia si dovrebbe preparare a finanziare la Grecia nei prossimi tre anni per un ammontare di 20 miliardi di Euro.
     

  • 18.04.2010 - Green economy, l´ultima congiura della Goldman Sachs
    Il grande colpo la Goldman Sachs, la banca più potente del mondo, lo aveva  preparato con cura attraverso il sogno della Green Economy, sogno costruita ad arte negli ultimi anni dai media di tutto il mondo. Sì, proprio quella doveva diventare la prossima grande "bolla" speculativa, magari "verde", con cui i Padroni dell´Universo  preparavano la nuova grande abbuffata...... (leggi  l'articolo)

     

  • 07.04.2010 - Mentre attenzione della stampa è concentrata sulla Grecia e nel mercato si pondera nervosamente il fato delle nazioni iberiche, l'agenzia di rating Moody's ha declassato di nuovo la piccola nazione scandinava. La crisi continua, anche quando i riflettori si muovono altrove ed il risultato è tutt'altro che assicurato. Per il momento il governo di Rejkyavik si sta rifiutando di assumere il debito delle consociate estere delle proprie banche, dove è collocata la maggior parte del debito e paradossalmente, la legge potrebbe essere dalla parte degli islandesi. Le banche islandesi hanno infatti raccolto depositi e acquistato attività soprattutto all'estero, comportanti di fatto come degli hedge fund; un cavillo nella normativa di vigilanza europea ha permesso loro di evitare buona parte dei controlli normali per le banche domestiche sia in Islanda che nelle nazioni in cui hanno operato. Non esiste un particolare incentivo per le autorità islandesi per salvare i creditori esteri e soprattutto per salvare la faccia alle autorità di vigilanza inglese e olandese, che hanno trascurato di supervisionare i rischi presi dalle banche islandesi nelle proprie nazioni.
     

  • 18.03.2010 - Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio quattro banche e tredici persone, imputati per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vicenda dei derivati. Le banche in questione sono Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs e la tedesca Depfa Bank, in riferimento a uno swap con scadenza trentennale emesso nel 2005.
    Secondo l'accusa, gli istituti di credito avrebbero guadagnato illecitamente dall'operazione circa 100 milioni di euro
     

  • 02.03.2010 La Grecia e' vittima, oggi, di una aggressione. Prima, numerosi mass media asserviti al potere dei Soros, di Goldman Sachs (4) & CO iniziano a dire che i conti greci siano in pericolo di default). Sebbene strutturalmente non sia vero che i greci siano messi peggio del solito , guarda caso Soros & Co hanno comprato (anche sottocosto, come stanno facendo col debito pubblico italiano) dei titoli greci e se necessario possono rivenderli al ribasso per l'uopo. Una volta fatto questo, tutti quelli che hanno investito nei titoli greci hanno comprato dei titoli di swap sul debito greco. MA non solo: poiché si presume che un default greco farebbe abbassare il valore dell'euro, allora si vendono anche assicurazioni riguardo al fatto che l'euro svaluti.
    Quando sono entrate in campo Francia e Germania garantendo il debito greco, tutte queste assicurazioni hanno perso valore, proprio nelle mani di chi le aveva comprate. E così, il signor Soros l'ha presa in saccoccia. Ma era solo il primo round, perché subito Soros & CO hanno mosso le chiappe e hanno ordinato agli amici della FED di alzare i tassi sul dollaro, in modo da abbassare un pochino il valore dell'euro....(leggi tutto)
     

  • 05.02.2010  -  L'anno 2009 si è concluso con cifre che lasciano perplessa la maggior parte degli analisti economici. Infatti, il Dow Jones è aumentato del 18,82% nel 2009, lo S&P500 del 23,45% e il Nasdaq Composite del 43,89%. Per quanto riguarda il CAC 40, è stato guadagnato il 22,32% !
    Naturalmente, questi dati vengono utilizzati da coloro che sostengono a gran voce che la crisi è passata. Eppure, dobbiamo ricordare che il nostro sistema economico implode e che bisogna quindi analizzare perché l'economia mondiale non è ancora crollata.
     

  • 18.01.2010 -  Anziché adeguarsi alle norme più stringenti, e garantire quindi condizioni di maggiore sicurezza ai mercati, i fondi speculativi preferiscono cambiare aria. Tra di essi anche una serie di fondi che stanno pianificando di spostarsi in Asia,  ha spiegato il dirigente di Merrill Lynch Dan McNicholas a Bloomberg Television.  Anche il Soros Fund Management LLC e GLG Partners Inc. sono tra quelli che potrebbero pianificare una lunga “vacanza” ad Hong Kong.
     

  • 23.12.2009 -  La Banca mondiale aveva stimato il ribasso del PIL mondiale del 3% per il 2009,  le borse però continuano a salire, il Dow Jones è passato da 8577 punti, il 14 ottobre 2008, a 10.000 punti il 15 ottobre 2009, vale a dire più del 16% in piena crisi.
    Abbiamo quindi –3% per l’economia reale e + 16% per la borsa, strano no?
    Esperti come quelli della Goldman Sachs  riescono a tenere alti i profitti e le quotazioni con il cosiddetto trading “quantistico”, ovvero  programmi computeristici di trading e manipolazione dei corsi. Una piccola spiegazione (di natura tecnica) è quindi d’obbligo.
     

  • The tokamak

 
   
 
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