European news and world report     

     
   
 

La crisi morde l'economia e ingrassa la finanza

 

  • 25.11.2009 silverbearcafe  -  La Cina sta lentamente introducendo un nuovo sistema finanziario basato sul renminbi (la moneta che ha corso legale in Cina) che sta per diventare pienamente convertibile.
    Non è un caso infatti se attualmente la Cina sta acquistando mille tonnellate di oro per sostenere, dice, un nuovo fondo progettato per sviluppare e commerciare tecnologie sin qui proibite. Il fondo avrà base fuori dalla Cina e sarà controllato da eminenti membri della comunità cinese di oltremare.
    D'altra parte il renminbi è ormai convertibile con le valute sudamericane, col rublo, con le valute mediorientali, lo Yen, le valute del sudest asiatico e le valute africane. “Introdurremo lentamente il nostro nuovo sistema finanziario in parallelo col vecchio e speriamo che la gente migri costantemente verso di esso”, ha affermato il funzionario cinese.
    Sia importanti esponenti dell'intelligence britannico che fonti del governo cinese confermano la previsione di un crollo del dollaro USA nel periodo gennaio-febbraio.

    Renzo Riva (Energia Ambiente Nuovo PSI F-VG)
    21.11.2009  -  Come responsabile di Energia e Ambiente del Nuovo PSI della regione Friùli-Venezia Giulia denuncio l'immobilismo dei sindacati tutti che penalizzano i lavoratori continuando ad ostacolare il rilancio dell'energia elettronucleare indispensabile all'industria invece di richiederla a gran voce urgentemente.

    L'energia elettronucleare è la sola fonte che può cambiare la rotta dell'attuale deriva che altrimenti porterà il Paese alla bancarotta.
    La decisione assunta dalla multinazionale Alcoa per le sue unità del Sulcis è solo la punta dell'iceberg di un male che emergerà con virulenza con il disimpegno di altre industrie energivore.
    È da almeno sei anni che lancio appelli sull'allarme delocalizzazioni e sarò facile profeta di cui tutti potranno verificare le ulteriori chiusure e licenziamenti (le CIG sono solo dei licenziamenti nascosti) quando grandi gruppi industriali nazionali se ne andranno a produrre vicino ai mercati che per ora vengono definiti all'estero (Gruppo Pittini? Gruppo Fantoni? Altri?
    I lavoratori sono i primi che pagano sulla loro pelle questo stato di cose con salari differenziati rispetto agli altri lavoratori europei.
    Pima per il fattore del costo energetico poi per i costi impropri delle "non decisioni" politiche e della macchina burocratica statale di oltre tre milioni di titolari di "sipendio a ruolo", proprio solo dei sistemi retti a collettivismo.
    Scopriremo, se lo vorremo, che fino a pochi anni fa eravamo di fatto un Paese dove si sperimentava il comunismo ricco, di tipo particolare, dove, grazie ai fattori geopolitici, in Italia si riversavano dollari in funzione anticomunista e aiuti (dollari non rubli) al partito comunista italiano confratello in funzione antiamericana.
    Oggi mutate le condizioni geopolitiche si sperimenterà il comunismo povero perché nonostante le cosiddette privatizzazioni, di fatto monopoli privati con accordi di cartello, constateremo che il lavoratore gestisce solo una piccola parte del proprio lavoro.
    L'azione liberale dell'associazione Futuragra con Giorgio Fidenato, che non assolve più come sostituto d'imposta la funzione di gabelliere per conto del fisco, porrà gli stessi  lavoratori di fronte alla realtà di constatare dove vanno i frutti del loro lavoro; per altri invece solo i frutti del loro stipendio e della relativa partita di giro.
     
  • Roma 09.11.2009 - Derivati, una bomba da 203 mila miliardi per le banche USA
    L'economia reale soffre e si dispera, mentre il sistema finanziario principe, i nuovi imperatori della finanza, JPMorgan e Goldman Sachs, rilasciano trimestrali strepitose, figlie di un tavolo verde, quello del trading che vede buona parte del sistema finanziario rilasciare utili derivanti da scommesse spesso estreme!
    Per le prime 25 banche Usa il valore nozionale in derivati è salito nella prima parte del 2009 di altri 1.500 miliardi, portando il totale alla stratosferica cifra di 203mila milardi di dollari.
    Una cifra quasi impronunciabile: 30mila miliardi in più della stagione pre-crisi Lehman, il doppio del 2006 e dieci volte tanto il valore di questi strumenti solo una decina d'anni fa. Ma non è il valore in sé a preoccupare. È il rapporto con le attività delle banche a far tremare i polsi. Quella montagna di strumenti speculativi siede su un attivo complessivo di appena 7.600 miliardi con un rapporto di 26 dollari in derivati per ogni dollaro di attività. E questo è il dato medio. Poi ci sono le reginette del rischio estremo: come Goldman Sachs che ha un rapporto di 300 volte o Jp Morgan che per ogni dollaro di attivo ha in pancia 48 dollari in derivati.
     

  • Edimburgo, 21 ottobre 2009 - Il governatore della Banca d'Inghilterra Mervyn King ha ha chiesto di separare le banche commerciali da quelle d'affari, perché la piramide del debito globale non può essere interamente salvata. Fino ad ora, come affermato nel G20,  l'istituto inglese ha versato mille miliardi di sterline nel sistema bancario e abbassato i tassi a zero, ma tutto ciò non ha funzionato. Negli USA, l'ex presidente della Fed Paul Volcker, in un'intervista al New York Times, ha chiesto ai senatori di vietare le cartolarizzazioni, il trading per proprio conto e altre attività che normalmente svolgono le banche d'affari, mentre quest'ultime dovrebbero perdere la protezione governativa e il diritto ai salvataggi.
    Si fa strada quindi l'idea di una riorganizzazione del sistema finanziario mondiale in cui saranno protette solo le banche ordinarie e non quelle che svolgono attività speculativa.
    La politica di espansione monetaria fin qui seguita, basata sull'idea di salvare tutti i debiti anche quelli "cattivi" o speculativi, non ha fatto che aumentare enormemente il debito globale del sistema. La bolla dei derivati è cresciuta a livelli record. Oggi una nuova insolvenza di una grande banca provocherebbe il crollo della bolla dei Credit Default Swaps che alla fine del 2007 ammontava già a 57,8 trilioni di dollari. Nessuna economia sul pianeta, da sola o aggregata, è in grado di sostenere una simile montagna di debiti.

     

  • (16 ottobre 2009 ) L’annunciata cessazione dei pagamenti degli Stati Uniti è in corso come illustrano la caduta del dollaro e la fuga dei capitali fuori dal paese: solo il nome del liquidatore ed il riconoscimento del fallimento sono ancora sconosciuti, ma ciò non può ritardare. E, parallelamente al suo leader, l'Occidente, da cui il Giappone si allontana un po' di più ogni giorno con l'attuazione dei suoi nuovi orientamenti politici, economici, finanziari e diplomatici (2), è già in piena deliquescenza l’immagine della NATO in Afganistan (3). Così, secondo LEAP/E2020, l' anno 2010 metterà l'Unione europea nel cuore di quattro vincoli strategici che gli imporranno scelte urgenti in un contesto di crollo accelerato del campo occidentale, che si potrebbe semplificare riassumendolo col destino del dollaro USA.
    Global Europer Anticipation Bulletin N°38 (15 septembre 2009) Europe2000
     

  • Il l3 ottobre 2009, il Bureau of Labor Statistics (BLS) del governo americano è stato costretto ad ammettere che da quando si è insediata la Presidenza Obama, quasi 5 milioni di posti di lavoro sono andati perduti. Il BLS ha infatti riconosciuto che i 100.000 nuovi posti di lavoro al mese calcolati per "aggiustamento stagionale" nelle statistiche dall'insediamento di Obama non sono mai esistiti. Così, d'un colpo ha dovuto cancellare 824 mila occupati. In aggiunta, il mese di settembre ha registrato un aumento di 263.000 disoccupati, mentre gli "economisti" di Wall Street ne aspettavano solo 180.000.
    Questa è una prova drammatica che i "programmi di stimolo", varati dall'amministrazione  nel contesto dell'agenda del G20, sono serviti solo a salvare il sistema finanziario in bancarotta, mentre l'occupazione e l'economia reale continuano a sprofondare. I  profitti bancari - finanziati dal denaro dei contribuenti - hanno ripreso a salire e la bolla speculativa è continuata a crescere. Il valore nozionale dei derivati OTC (fuori bilancio) negli Stati Uniti, nella prima metà del 2009, ha raggiunto la cifra di 203 trilioni di dollari, il massimo storico. Dato che solo 6 banche posseggono l'80% di quella bolla, e che basterebbe un buco dell'uno per mille per scatenare una reazione a catena, il quadro del prossimo collasso finanziario è già
     tratteggiato. (
    Movisol)
     
  • 24.07.2009 - Con la complicità del New York Stock Exchange, Goldman Sachs riesce a fare i profitti enormi in tempo di crisi grazie a strategie di trading ad altissima frequenza, cambiando gli ordini in microsecondi e mandando al mercato segnali pericolosamente falsi perchè il 70% di quegli scambi è apparente.
    E' "insider trading" dentro la stessa NYSE. E' il monopolio del nulla.
    A proposito del software o «scatola nera» informatica che un dipendente di Goldman Sachs  ha cercato di rubare, e che secondo Goldman, se usato da malintenzionati (certo non Goldman), poteva manipolare i mercati, qualche lettore del mestiere mi ha chiesto chiarimenti più approfonditi.
    Adesso, finalmente, ne parla anche il Corriere di domenica 26 luglio. Il trucco è il trading ad altissima frequenza, High Frequency Trading.
    Rimando ad un illuminante articolo di Arnuk e Saluzzi di Themis Trading, un'agenzia di brokeraggio per investitori istituzionali, il primo articolo che ha chiarito il problema. Si intitola «Toxic Equity Trading Order Flow on Wall Street», e potete trovarlo non più al sito di Themis Trading (è, guarda caso, «in manutenzione») ma in altri siti e blog che l'hanno ripreso, digitando il titolo. Provate qui:( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
    http://www.effedieffe.com/content/view/7980/179/ 
     
  • Il 22 giugno la Banca Centrale Europea ha emesso un totale di 442 miliardi di euro in prestiti a 12 mesi, al tasso dell'1%. Questa cifra supera abbondantemente il precedente record stabilito dalla BCE nel dicembre 2007 equivale a 1.300 euro per ogni cittadino dell'eurozona. Gli europei in pratica  fanno a gara con i disperati salvataggi di Obama, evidentemente non convinti dalla loro stessa propaganda per cui la crisi avrebbe già "toccato il fondo". I crediti della BCE vengono distribuiti a pioggia (ne hanno usufruito 1.121 banche). Benché i responsabili della BCE, abbiano detto che le banche "devono distribuire il credito" alle industrie, la probabilità che ciò avvenga è prossima allo zero. Ad esempio il Financial Times ha subito suggerito alle banche di investire quei capitali in titoli come i Buoni del Tesoro italiani i cui rendimenti sono infatti praticamente scesi a zero
    L'economia reale rimane quindi a secco.
    Il presidente dell'associazione delle imprese esportatrici tedesche, Anton Börner, ha detto che persino quest'iniezione record di liquidità non eviterà il credit crunch nella principale economia nazionale europea. Il 26 giugno Börner previde "un deterioramento drammatico" nelle condizioni del credito che avrebbe condotto ad una "massiccia stretta ai finanziamenti". Anche l'industria dell'auto tedesca ha denunciato la crescente difficoltà ad ottenere crediti dalle banche.
     
  • Oltre 700 grandi navi cargo (per un totale di oltre 41 milioni di tonnellate, quasi il 4% della flotta mondiale) galleggiano vuote al largo di Singapore. Ce ne sono 150 al largo di Gibilterra e 300 a Rotterdam. In Cina, il commercio estero è calato per il sesto mese consecutivo. In aprile, il crollo delle esportazioni è stato più marcato che in marzo, con -22,6% rispetto
    a -17%. Le importazioni sono scese del 23%.
     
  • E' fallita la BankUnited Financial Corp, Istituto di credito della Florida, si tratta del più importante fallimento bancario dell'anno negli Usa
    l'Istituto che è stato chiuso dalle autorità americane e i suoi asset sono stati venduti ad una serie di istituti di private-equity, inclusi WL Ross & Co. e Carlyle Group. L'acquisizione del gruppo, che costerà alla Federal Deposit Insurance Corp. 4,9 miliardi di dollari, è la «soluzione più economica» ha spiegato l'istituto in un comunicato. BankUnited va ad aggiungersi ad altre 33 banche che già hanno dichiarato fallimento da gennaio ad oggi.
  • Nell'Eurozona, la produzione industriale è caduta in media del 20,2% in marzo rispetto allo stesso mese del 2008. Le nuove cifre dell'auto mostrano il dodicesimo mese consecutivo in rosso. Il dato generale di -12,3% di aprile potrebbe essere peggio se non fosse per le vendite in Germania e Austria, dovute agli incentivi alla rottamazione. Le cifre di aprile seguono il -9% di marzo e il -27% di gennaio.
    La produzione di acciaio in marzo è scesa del 23% a livello mondiale, ma del 45,3% nell'Eurozona. Il picco si è avuto in Germania col 50%, mentre in Italia è scesa "solo" del 42,7%.

La Danimarca, che copre il 20 % del fabbisogno elettrico con i parchi eolici, sta tornando indietro,  il loro utilizzo ha spinto in alto il costo dell'elettricità e la popolazione  protesta. In Italia i venti come il libeccio, la tramontana, il maestrale, il grecale, e lo scirocco soffiano per 2000 ore l'anno, contro le 6000 ore dei venti in Danimarca o in Olanda
I parchi eolici da noi servono quindi a ben poco. Come si vede dalle autostrade le pale dei generatori eolici sono spesso ferme, addirittura ci sono diverse torri staccate dalla rete elettrica, tanto... E' solo un modo per spillare denaro ai contribuenti.
 

Dichiarazione del Sen Elio Lannutti Presidente Adusbef
Caso derivati, banche sotto sequestro a Milano
Roma - 29.04.2009.   Mi auguro che altre Procure, oltre a quella di Milano, si attivino per smascherare le banche che si sono comportate in modo truffaldino proponendo ad investitori inesperti prodotti finanziari ad alto rischio, come i derivati, tacendo consapevolmente sulla reale non convenienza dell'operazione.

Caso derivati, banche sotto sequestro
Sigilli a sedi, quote e conti dopo il «buco» al Comune di Milano

Milano 27.04.2009. Il giudice di Milano Giuseppe Vanore ha autorizzato il pm Alfredo Robledo a sequestrare, per la prima volta in Italia, fino a un tetto di 92 milioni di euro per Jp Morgan e Depfa Bank, di 84 per Deutsche Bank, di 75 per Ubs: istituti indagati per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano nella rinegoziazione del debito di Palazzo Marino con prodotti finanziari «derivati», cioè contratti per gestire il rischio di tasso d’interesse.

 
   
 
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