Illusioni verdi  

     
   




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L'Opzione Nucleare
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Rapporto Speciale
Le contraddizioni degli ambientalisti

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  • 04.04.2010 Il vento dei danesi è fuori mercato:
    In estate la Danimarca è costretta ad acquistare, a prezzi alti, l'energia idroelettrica dalla Norvegia e dalla Svezia, in inverno vende invece a prezzi bassissimi, spesso zero e ora anche meno, l'energia elettrica prodotta con l'eolico!   E le cose stanno peggiorando...  
                      Rapporto integrale del centro studi danese CEPOS Wind Energy, The Case of Denmark (PDF)
    L'energia eolica dei danesi è notoriamente  irregolare, abbondante in inverno minore in estate. la Norvegia e la Svezia hanno agito per anni come bilanciamento per l’energia dei danesi, utilizzando la corrente elettrica danese in inverno prodotta con l'eolico,  e vendendola alla Danimarca l'energia idroelettrica  in estate. Mantenendo così la loro rete in equilibrio perché le stazioni idroelettriche norvegesi e svedesi sono in grado di “caricarsi” quando la Danimarca offre energia abbondante e a basso costo.  I serbatoi  naturali e non, Svedesi e Norvegesi ,funzionano in pratica  come accumulatori.
    Il problema è che la Danimarca è così costretta ad acquistare a prezzi alti l'energia idroelettrica e vendere a prezzi bassissimi, spesso zero ed  ora anche ad un prezzo negativo! l'energia elettrica prodotta con l'eolico.
    Le cose inoltre stanno peggiorando di molto, nell’ottobre 2009, il  Nordpool - Nordic Power Exchange power market for Norway, Denmark, Sweden and Finland, il sistema di scambio commerciale di energia elettrica utilizzato in tutta l'area nordica, ha introdotto per la prima volta un prezzo minimo di scambio dell'elettricità addirittura negativo. Il prezzo minimo per l’energia elettrica, che negli anni passati era sempre stato pari a zero, è stato portato a meno 200 € per MWh. Ovviamente si tratta di una misura che va a sfavore unicamente della Danimarca  per la sua capacità di sfruttare  l’energia eolica abbondante nell’inverno.
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  • 27.03.2010  “Molto denaro pubblico,poca energia”
    Il fallimento dell'energia solare e eolica in Spagna.   
    Rapporto integrale del Prof. Gabriel Calzada, Università Re Juan Carlos di Madrid.
    Il governo degli Stati Uniti, come altri governi occidentali,  ha spesso menzionato la Spagna come un esempio di politica di successo per la "green economy". Ciò che viene taciuto di questa politica  è che se  qualsiasi altro governo occidentale, seguisse esempio spagnolo avrebbe bisogno di massicci sussidi governativi per tenere a galla le imprese  dell'energia solare e dell'eolico i cui effetti sono stati devastanti.
    Secondo uno studio condotto dal Prof. Gabriel Calzada, professore di economia presso l'Università Re Juan Carlos di Madrid, ogni nuovo posto di lavoro  "verde" è andato a discapito di almeno due vecchi posti di lavoro nel settore privato. Inizialmente quando Calzada e il suo team pubblicarono lo studio in questione, furono denunciati come anti-patriottici per essersi schierati contro la "rivoluzione solare". Lo stesso governo spagnolo però ammise tranquillamente, il 20 aprile, che il crescente deficit creato dalle sovvenzioni per il solare aveva messo a repentaglio la stabilità finanziaria del settore dell'energia spagnolo. Quando il governo fu poi  costretto a ridurre le sovvenzioni del 30 per cento e a mettere un tetto alla costruzione di nuovi impianti solari, l'intero settore è crollato. Senza le sovvenzioni, ha spiegato Calzada, l'industria delle energie rinnovabili spagnole semplicemente non esisterebbe.
    Anche dopo aver ricevuto l'equivalente di 43 miliardi dollari in sussidi, l'energia solare rappresenta ancora meno dell'1 per cento del totale dell’energia elettrica spagnola.
    Il problema ora è che le bollette elettriche stanno salendo, e le industrie ad alta intensità energetica hanno iniziato a spostare i loro impianti in Malaysia e in Brasile per sfuggire gli alti costi dell’energia elettrica e la disponibilità di potenza sempre meno affidabile.  La Spagna ha la peggiore prestazione dell'economia nell'Unione europea e, nonostante il suo sostegno massiccio alle energie rinnovabili, rimane il più grande violatore del Protocollo di Kyoto. Il tasso di disoccupazione - tra cui migliaia di ex lavoratori "verdi"  - è ora arrivato al 20 per cento e aumenta velocemente. Questa è la nazione che vogliamo  emulare?
     
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  • 22.03.2010  -   “Molto denaro pubblico,poca energia (2)”
    Il fallimento del fotovoltaico e dell'eolico in Germania. 
    Rapporto integrale dell'RWI
    Abstract:
      Il fascino di una fonte più rispettose dell'ambiente, abbondante e a basso costo ha portato un numero crescente di paesi industrializzati a sostenere con un finanziamento pubblico le energie rinnovabili, solare e eolico. L'esperienza della Germania  in questo campo è spesso citata come un modello da replicare altrove, essendo basata su una combinazione di misure che risalgono a quasi due decenni. Uno studio della  Rhineland-Westphalia Institute for Economic Research (RWI) di Essen, Economic Impacts from the Promotion of Renewable Energy Technologies, The German Experience, ha riletto criticamente l'efficacia di queste misure, incentivi basati su pagamento a privati di forniture elettriche prodotte da impianti fotovoltaici o eolici, Act (EEG), concentrandosi sui suoi costi ed effetti: la creazione di posti di lavoro, lo stimolo all'economia, la protezione del clima. Il rapporto mostra che a fronte di una massiccia spesa pubblica i risultati  conseguiti sono stati molto modesti, sia sul fronte occupazionale, sia su quello economico e ambientale.  Pertanto, anche se la politica tedesca di promozione delle energie rinnovabili è comunemente presentata dai media come un "fulgido esempio per il mondo "(The Guardian 2007), l'esperienza del paese mostra che è vero il contrario.
    Altri governi europei prima di emulare la Germania nel varare politiche di promozione delle energie rinnovabili dovrebbero esaminare attentamente il
    rapporto della RWI che qui presentiamo integralmente (pdf), è valutare fino a quale misura sia possibile sostenere finanziariamente, con denaro pubblico, fonti energetiche che non potrebbero competere sul mercato in assenza di tale sostegno.(commenta la notizia)

  • 18.03.2010 - “Molto denaro pubblico, poca energia (1)” - Il Rhineland-Westphalia Institute for Economic Research (RWI) di Essen riporta, dati alla mano, il fallimento del fotovoltaico e dell'eolico in Germania
    I risultati non sono incoraggianti : “Le installazioni di nuovi moduli fotovoltaici nel solo anno 2009 sono costati ai consumatori oltre 10 miliardi di euro, e così sarà per il prossimo ventennio. E questo per immettere sulla rete elettrica 1.800 GWh addizionali che rappresentano all’incirca il 0,3% della domanda nazionale, praticamente nulla. (Nel 2008 il fotovoltaico rappresentava lo 0,6% dell’elettricità prodotta). Dieci miliardi solo il costo per i pannelli installati nel 2009. Per tutti i pannelli installati prima, gli incentivi ammontano a oltre 30 miliardi di euro.
    Questi dati e il rapporto dell'EWI sono stati riportati dal quotidiano tedesco Die Zeit. .
    Stando alle previsioni dell’Unione Europea dell’industria fotovoltaica, in base alla previsioni di potenza da installare, entro il 2013, la Germania dovrebbe sborsare ben altri 77 miliardi di euro, senza contare l’inflazione.”
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  • 21.03.2010 - Le illusioni dell’eolico e del fotovoltaico  di Carlo Zucchi
    Uno dei mantra del pensiero ambientalista è quello delle energie rinnovabili. Poiché, appunto, rinnovabili, e perciò potenzialmente infinite, allora come mai non abbandonare gli inquinanti carbone e petrolio, sostituendoli con l’eolico e il fotovoltaico? Tutti lo vorremmo, ma purtroppo non si può fare, sia per motivi tecnici, sia perché i costi sarebbero proibitivi.

  • 24.02.2010  -  Si rompe una pala di 45 metri del parco eolico Whitelee, Glascow al buio?
    La produzione elettrica del Progetto Whitelee, il parco eolico più grande d'Europa da 322 Mw, che si trova vicino a Glasgow in Scozia è stata bloccata la sera del 19 marzo dopo che si è schiantata a terra una pala del rotore di una delle turbine Siemens.
    La ditta Iberdrola filiale scozzese della Power Renewables (SPR), che ha sviluppato e costruito il parco eolico (300 milioni di sterline), inizialmente ha sostenuto di ritenere che un fulmine potrebbe essere stata la causa della rottura. Il servizio meteo nazionale del Regno Unito, più tardi ha però smentito che vi fossero state segnalazioni di fulmini nella zona.
    Whitelee fornisce tutta l'energia elettrica per la vicina Glasgow, che è la più grande città della Scozia e che è a soli 9 chilometri di distanza. Attualmente la rete elettrica del Regno Unito è in grosse difficoltà per rifornire adeguatamente la città .
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  • 12.03.2010 -  I produttori di vino italiani contro il fotovoltaico:
    "f
    ermiamo il 'sacco' dei terreni agricoli prima che i pannelli fotovoltaici sostituiscano le colture con danni irreversibili".
    La denuncia arriva dalla Coldiretti di Ascoli e Fermo, nel raccogliere le preoccupazioni degli imprenditori agricoli della zona del Rosso Piceno, tra Offida e Ripatransone, dinanzi a un fenomeno che vede campi fertili affittati da gruppi estranei al settore primario per installarci strutture di medie e grandi dimensioni, collocati direttamente a terra.
    (commenta la notizia)
     
  • 24.02.2010 Il ministro per l’Energia del Presidente Obama, Steven Chu, premio Nobel per la fisica, ha pubblicato sul suo  profilo di Facebook, un articolo sul perché gli Usa hanno bisogno di più energia nucleare
    E' possibile commentare l'articolo  andando direttamente sulle pagine  Facebook di Chu
    " E’ nata un’accesa discussione qui su Facebook dal mio ultimo post sull’annuncio del President Obama di concedere una garanzia di prestito per quello che diventerà il primo impianto nucleare negli Usa dopo quasi tre decenni di sospensione. Vorrei fare alcune osservazioni e continuare la discussione.
    Alcuni di voi hanno espresso una preferenza per solare ed eolico rispetto all’energia nucleare. Condivido il loro entusiasmo per queste fonti di energia rinnovabili, e grazie al successo della legge Recovery Act, stiamo quasi per raddoppiare la nostra capacità di energie rinnovabili entro il 2012.
    Ma non esiste un’unica tecnologia che ci fornirà tutte le risposte. Vento e solare forniscono circa il 3 per cento della nostra energia elettrica, rispetto al 20 per cento per nucleare. Mentre stiamo lavorando al massimo per promuovere l’efficienza energetica in ogni settore dell’America, è probabile che la nostra richiesta di energia continuerà ad aumentare. In realtà, la Energy Information Administration prevede un incremento di circa 20 % della domanda globale di energia e oltre 30% della domanda di elettricità nei prossimi 25 anni secondo le leggi correnti. Se vogliamo seriamente attaccare le emissioni di anidride carbonica - per non parlare di ottenere aria più pulita e corsi d’acqua meno inquinati- l’energia nucleare non può essere scartata.
    Vale la pena ricordare che il solare e l’eolico sono fonti energetiche intermittenti. Il vento non soffia sempre, e il sole non splende sempre. In assenza di salti tecnologici decisivi nell’immagazzinamento efficiente su larga scala dell’energia, sarà difficile fare affidamento sulle energie rinnovabili intermittenti per una copertura superiore al 20-30% del nostra generazione elettrica.. L’energia nucleare fornisce, senza interruzioni, importanti quantitativi di energia senza emissioni di carbonio....
    ....Abbiamo bisogno delle centrali nucleari quale parte della soluzione completa che comprende investimenti in molte direzioni. Questo provocherà l’inseminazione di una nuova rivoluzione industriale responsabile della creazione di milioni di nuovi posti di lavoro e del benessere economico a lungo termine qui negli Usa ".


    Comunicato stampa ufficiale della Casa Bianca
    Westinghouse AP1000 (Pdf); le caratteristiche dei due reattori da 1154 MWe finanziati dal Governo USA  per il sito Vogtle  in Georgia
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  • 02.02.2010  -  La Cina ha programmato di costruire nei prossimi dieci anni il triplo delle centrali nucleari che saranno realizzate in tutto il resto del mondo.
    Solo gli Stati Uniti negli anni 70 realizzarono un programma nucleare di dimensioni comparabili; programma che fu poi bloccato dopo l'incidente di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979.
     
  • Parla l' Amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti in un'intervista a Le Monde: 
    "le energie rinnovabili saranno competitive tra dieci anni, adesso occorre  il nucleare"
     

  • The Great Global Warming Swindle  (Documentario)
    Il riscaldamento globale che non c’è mai stato
     
  • Dalle valutazioni svolte non c'è un solo elemento che possa essere portato a sostegno degli impianti solari rispetto agli impianti tradizionali omologhi in quanto essi sono dannosi non solo per il portafoglio ma soprattutto per il sito di installazione e per l’ambiente nella sua globalità.
     
  • Nel discorso sullo Stato dell'Unione del 27 gennaio  il Presidente Obama ha richiesto la costruzione di nuove centrali elettronucleari negli Stati Uniti
     
  • 18.01.2010  -  Energia nucleare per dissalare l'acqua del mare ad Haiti: verrano prodotti 1,5 milioni di litri di acqua potabile al giorno.
    La portarei nucleare americana USS Carl Vinson è arrivata a Port-au-Price come parte degli aiuti americani per il terremoto di Haiti. Oltre ai rifornimenti di cibo, gli elicotteri e l'ospedale da campo, la portaerei con i suoi due reattori  è in grado di dissalare l'acqua del mare e produrre 1,5 milioni di litri di acqua potabile al giorno. Il comandante Capitano Bruce Linfsey ha detto: "quando ci è stato ordinato di partire  per aiutare la popolazione di Haiti abbiamo immediatamente portato a piena potenza i reattori della portaerei e ci siamo  diretti verso Mayport, Florida, ad una velocità maggiore di 30 nodi, dove, in meno di otto ore, abbiamo caricato 19 elicotteri, personale e attrezzature di supporto da cinque diversi squadre navali. Non esiste un'altra nave al mondo che può fare tutto ciò così in fretta ".
    Energia nucleare per dissalare l'acqua del mare
     
  • 07.01.2010 - Come affrontare la chiusura della FIAT di Termini Imerese:
    negli Stati Uniti si pensa  di riconvertire  una parte delle capacità produttive del settore dell'auto in quella dei componenti per le centrali nucleari.  La chiave della trasformazione sarà la modularizzazione del reattore nucleare.

    I reattori nucleari HTR nella prospettiva energetica futura
     
    (N.Cerullo - G. Lomonaco - V.Romanello)
    L'industria nucleare italiana dalla sopravvivenza alla rinascita
    (Roberto Adinolfi, Ansaldo Nucleare)

     
  • 10.12.09 Copenhagen  - Successo della controconferenza sui cambiamenti climatici organizzata dagli scienziati "scettici", o meglio realisti,  sui cambiamenti globali del clima
     
  • Il New York Times del 20 11.2009 svela la truffa sul clima:
    contraffatti dagli scienziati del clima i dati sul riscaldamento del pianeta.

    Il quotididano newyorkese riporta le prove che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del global war­ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti».
     L’accusa riguarda in particolare il
    Dr. Michael Mann, famoso per aver inventato il grafico a “mazza da hockey” il quale ammette candidamente di aver usato diversi trucchi  per manipolare i dati. Eppure questo argomento è tuttora il cavallo di battaglia dei sostenitori del protocollo di Kyoto. «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels,esperto climatico che da tempo accusa gli scienziati dell'IPCC di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.
     
  • 20.11.2009. In Italia l’eolico industriale è sovraincentivato, al punto da rendere economicamente convenienti (per chi li costruisce e li gestisce, si capisce) impianti scarsamente produttivi. E a pagare siamo tutti noi, con le bollette e con le tasse.
     
  • Campobasso 08.11.2009  -  La provincia di Campobasso ha annunciato che ricorrerà al TAR per evitare la realizzazione dell’impianto eolico off shore che dovrebbe sorgere al largo della costa adriatica molisana. La decisione dell’Ente arriva dopo la pubblicazione del sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare del decreto concernente il giudizio favorevole di compatibilità ambientale relativamente al progetto per la costruzione di una centrale eolica off shore di fronte alla costa di Termoli.
     
  • Ottobre  2009  - L’incredibile caduta di AIG, il colosso delle assicurazioni USA, ha lasciato un certo numero di problematiche sulla sua scia: miliardi di dollari volatilizzati.
    AIG, poco prima di fallire, aveva lanciato un nuovo ambizioso programma progettato specificamente per far fronte a tutto ciò che riguarda il cambiamento climatico. Secondo
    Climate Wire,
    la AIG aveva iniziati a vendere polizze assicurative per i fornitori di energia rinnovabile allo scopo di aiutare le innovazioni nel mondo dell’ecologia. Per questa iniziativa l'AIG era stata definita leader nella lotta al cambiamento climatico, malgrado tale polizze fossero considerate troppo rischiose e poco remunerative come campo di investimento.
    Da Climate Wire: "il fallimento dell’AIG potrebbe avere un profondo impatto su tutte le capacità degli assicuratori di alleviare il cambiamento climatico, dice Richard Thomas, che ha lasciato la società come Senior Vice President circa sei mesi fa. Questo potrebbe essere uno scenario inquietante per gli ambientalisti, che ritengono che negli Stati Uniti l' industria possa investire massicciamente, con 6,3 trilioni di dollari di attività, nei settori innovativi e nei mercati emergenti offerti dalle energie alternative".
    Ricordiamo che a fine settembre, dopo avere ricevuto 85 miliardi di dollari dal governo americano nel più grande salvataggio della storia di un'azienda sull'orlo della bancarotta, Aig premiò 70 manager con una vacanza in California a 1.600 dollari a notte. Il costo complessivo fu di 440 mila dollari, di cui quasi 7 mila per i campi di golf e oltre 23 mila per il salone di bellezza. «Si sono fatti fare pedicure, manicure, massaggi, capelli, trucco e il popolo americano ha pagato un conto esorbitante!»  tuonò il deputato democratico Elijah Cummings, impugnando le ricevute dell'albergo. E rivolto agli ultimi due amministratori delegati di Aig, Martin Sullivan e Robert Willumstad, in audizione alla Camera, esclamò: «Vergognatevi!».
     
  • Ottobre 2009  - E' noto che gli squali sentono l'odore di una goccia di sangue nell'oceano ad un miglio di distanza. Probabilmente è quindi l'odore dei soldi dei contribuenti americani promessi dal presidente Obama che sta facendo muovere gli squali di Wall Street verso le tecnologie rinnovabili. Dopo Warren Buffett, ed Ingvar Kamprad, ora anche George Soros ha annunciato di avere intenzione di investire 1 miliardo di dollari nella cosidetta "green economy". I progetti legati alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico.
    Soros si è dichiarato intenzionato, inoltre, a finanziare un nuovo movimento politico internazionale, Climate Policy Initiative, con sede a San Francisco per il quale verserà 10 milioni di dollari all'anno per 10 anni. Il movimento politico si occuperà, per l'appunto, della lotta ai cambiamenti climatici.
    Non è la prima volta che lo squalo Soros rilascia dichiarazioni a favore della green economy, ma, stavolta, a quanto pare, è la prima volta che prende impegni precisi.
    Ricordiamo che Soros salì alla ribalta italiana nell'autunno 1992, quando orchestrò un'ondata speculativa contro la lira e la sterlina per frantumare il Sistema Monetario Europeo. Con la lira fatta a pezzi (-30% in pochi giorni), in Italia le allora partecipazioni statali furono vendute agli acquirenti stranieri ad un prezzo 20-30 per cento in meno del dovuto.
    Ricordiamo inoltre che le famose campagne filantropiche e culturali e le innumerevoli associazioni che Soros finanzia hanno come tema principale la legalizzazione della droga.
    Facciamo solo alcuni esempi.
    Nel 1994 G. Soros investì decine di milioni di dollari nella campagna referendaria per la droga libera in vari stati USA. Dopo aver ottenuto i primi successi in California e Arizona nel 1996 promosse un ambizioso programma referendario in altri venticinque stati americani.
    L'idea base  è che legalizzare la droga vuol dire risollevare le sorti economiche di molti paesi dell'America Latina  che non riescono più a pagare i debiti nonché di paesi come L'Afganistan e altri.. In pratica immettere legalmente, oggi questo avviene illegalmente nei paradisi fiscali, nei circuiti della internazionali i denari del traffico della droga che conta annualmente qualcosa come 500 miliardi di dollari
    .
  • L'industria tedesca dell'energia solare in bancarotta 20 agosto 2009
    L’industria tedesca dell’energia solare, la più importante in Europa, sta andando in bancarotta. E’ quanto emerge dopo la presentazione dei bilanci del primo semestre del 2009. La Q-Cells, secondo produttore mondiale di celle solari, ha registrato una perdita di 696,9 milioni di euro e, di conseguenza, ha annunciato il taglio di 500 posti di lavoro. Da parte sua la Ersol (gruppo Bosch) ha registrato nei primi sei mesi dell’anno una perdita di 15,8 milioni di euro, e la compagnia ha già messo in atto un programma di riduzione delle ore lavorative per metà del personale allo scopo di evitare – almeno per ora - i licenziamenti.
     
  • Seguendo la direttiva europea 20-20-20 sulle rinnovabili il  governo inglese prevede che l'energia verde costerà 17 volte di più rispetto ai suoi benefici.
    Le cifre sono riportate nel documento del governo sulle energie rinnovabili pubblicato il mese scorso.

    di  Edmund Conway  10 agosto 2009
    Il governo prevede di aumentare la quota di energia prodotta in Gran Bretagna con tecnologie "verdi" e calcola preventivamente un costo tra 11 e 17 volte maggiore rispetto a quello che tale cambiamento comporterà un termini di vantaggi economici.
    Le cifre sono "sepolte in profondità" nel Documento di Strategia sull'Energia Rinnovabile èubblicato  il mese scorso dal governo (libro bianco).
    Secondo tale documento, mentre il costo totale sarà di circa £ 4BN all' anno per i prossimi 20 anni, pari a una cifra che va da £ 57BN a £ 70BN, l'eventuale vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di biossido di carbonio saranno solo £ 4BN e non oltre i £ 5BN per l'intero periodo.
    I dati fanno parte della valutazione d'impatto delle politiche del governo, che comprendono di aumentare la quota di elettricità i n Gran Bretagna prodotta da fonti rinnovabili da 5.5% di oggi al 30%.
    La valutazione del governo è quindi che non ci saranno benefici dalle politiche energetiche volte ad aumentare il ruolo delle tecnologie verdi. Gli economisti sono scettici sui costi così rilevanti e cosa una simile politica può comportare.
    Il libro bianco del governo ha anche calcolato che per ogni abitazione le spese per l'energia elettrica dovrà salire fino a un massimo di 249 sterline l'anno, anche se il Segretario Ed Miliband ha insistito sul fatto che le nuove misure per migliorare l'efficienza energetica potrebbe ridurre i costi aggiuntivi sostenuti per circa 92 sterline all'anno per abitazione.

Il Progetto DESETEC, l'ultima follia del Club di Roma

Controversia tra il Nobel Prof. Carlo Rubbia e il  Prof. Franco Battaglia sul progetto Archimede (solare termodinamico)

 
  • Non c'è fine allo scempio perpetrato contro la montagna italiana e friulana
    in particolare da quando la regione Fvg è stata designata dal ministero dell'ambiente "regione pilota" per raggiungere  il 25% del suo fabbisogno elettrico  da fonti rinnovabili.(di
    Renzo Riva)
     
  • Dal fotovoltaico a costi proibitivi
    di Renzo Riva 10.07.2009
    Oggi dico ad alta voce che la politica delle energie rinnovabili e in particolare per le centraline idroelettriche asseterà la montagna e le valli italiane.
    Non c'è fine allo scempio perpetrato contro la montagna italiana e friulana in particolare da quando la regione Fvg è stata designata dal ministero dell'ambiente "regione pilota" per raggiungere il traguardo del 25% del suo fabbisogno elettrico prodotto da fonti rinnovabili.

  • Il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie
    alternative da 2400 a 800 megawatt
    Quanto costa creare posti di lavoro nel settore dell'energia solare ? in Spagna che è il paese che ha speso di più di tutti in % del PIL hanno calcolato che in media costa 774mila dollari di sussidi creare un posto di lavoro nel settore eolico e solare.
    Ora che sono alla frutta con disoccupazione schizzata al 18% zitto zitto il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie alternative da 2400 a 800 megawat. In Germania hanno finalmente notato che dopo aver garantito ai produttori di energia solare prezzi più di alti di SETTE VOLTE di quelli normali tramite un complicato sistema di sussidi il costo medio dell'elettricità è salito del 30% e ora stanno anche lì in silenzio tagliando sul solare ed eolico
    Purtroppo per gli Stati Uniti invece Obama sta ora bruciando decine di miliardi nel solare nel mezzo della peggiore crisi economica del dopoguerra e avendo i media che nascondono la verità sta infilando questo colossale spreco nel suo deficit da 1800 miliardi di dollari con cui affonderà il dollaro e i titoli di stato americani
  • L'energia eolica, un completo disastro
    Prof. Michael J. Trebilcock

    Michael J. Trebilcock è Professore Ordinario di Diritto ed Economia, Università di Toronto.
    L'energia eolica non è una valida alternativa economica alle altre opzioni di risparmio energetico. Ancora una volta, l'esperienza della Danimarca è istruttiva. La sua produzione di energia elettrica avviene con i costi più alti in Europa (15 ¢ / kWh rispetto all'attuale costo di circa il 6 ¢). Niels Gram della Federazione danese delle industrie, spiega, "i mulini a vento sono un errore e non hanno senso economicamente. Aase Madsen, il presidente della politica energetica del Parlamento danese, li ha definiti "una terribilmente costoso disastro."

    La Danimarca, che copre il 20 % del fabbisogno elettrico con i parchi eolici, sta tornando indietro,  il loro utilizzo ha spinto in alto il costo dell'elettricità e la popolazione  protesta. In Italia i venti come il libeccio, la tramontana, il maestrale, il grecale, e lo scirocco soffiano per 2000 ore l'anno, contro le 6000 ore dei venti in Danimarca o in Olanda
     
    I parchi eolici da noi servono quindi a ben poco. Come si vede dalle autostrade le pale dei generatori eolici sono spesso ferme, addirittura ci sono diverse torri staccate dalla rete elettrica, tanto... E' solo un modo per spillare denaro ai contribuenti.
  • Da Enzo Riva 25.04.2009
    Questo scrive giustamente il Prof. Franco Battaglia:
    “I posti di lavoro si aumentano consumando energia,
     non risparmiandola”

    Pubblicato sul Messaggero Veneto fascicolo di Udine il giorno 8.04.2009 a pagina XIX nella rubrica “Per posta e per e-mail”
    ENERGIA

    Irraggiungibile 25% di rinnovabile
    Venerdì scorso (3 aprile 2009) a Roma la regione Fvg è stata designata pilota nella sperimentazione delle energie rinnovabili con l’obiettivo di raggiungere il 25% del fabbisogno con tali fonti.
    Non riuscendo lo Stato a rispettare nemmeno l’insensato 20-20-20 deciso a Bruxelless qui vogliamo raggiungere il 25%?
    Insensati coloro che hanno sottoscritto qualcosa in tal senso.
    Dopo diranno che era una sperimentazione e giustificheranno in tal modo il mancato raggiungimento dei propositi e delle parecchie risorse finanziarie sprecate.
    Cosa c’è da sperimentare ancora, che già non si sappia, sarà un mistero. Comunque si potrà agevolmente raggiungere il 25%: basta solo metterci un po’ d’impegno e deindustrializzare ulteriormente qui in regione.
    Pensate, se chiudono Pittini, Fantoni, Abs e altre aziende energivore potremmo anche arrivare al 40% del fabbisogno energetico regionale.
    Contenti tutti, vero? Auguri per un 50%!  
  • Crolla il fotovoltaico in Europa
    Solo ottanta giorni fa sembrava ancora in crescita esponenziale.
    20.4.2009
    I consuntivi del 2008, per l'industria fotovoltaica, si erano appena chiusi a oltre 20 miliardi di dollari, cinque volte quelli del 2005. «Eppure, da allora, è cambiato tutto – spiega Paula Mints, analista della Navigant Consulting, azienda di ricerca sul fotovoltaico globale – oggi l'industria vive un clima completamente diverso, di sovraccapacità produttiva, di moduli e pannelli invenduti e accumulati nei magazzini, e di vera e propria guerra dei prezzi».

     
 

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