L'illusione della"green economy"  

     
   

Capitoli scaricabili gratuitamente del libro L'Opzione Nucleare



Rapporto Speciale
Le contraddizioni degli ambientalisti

www.sepp.org/
www.john-daly.com/ Still Waiting for Greenhouse
www.envirotruth.org/
antigreen.blogspot.org
21stCentury Science and Technology
www.JunkScience.com
http://www.viadalvento.org/
http://www.newclear.it/

   
  • Il New York Times del 21 11.2009 svela la truffa sul clima:
    contraffatti dagli scienziati del clima i dati sul riscaldamento del pianeta.

    Il quotididano newyorkese riporta le prove che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del global war­ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti».
     L’accusa riguarda in particolare il Dr. Michael Mann, famoso per aver inventato il grafico a “mazza da hockey” il quale ammette candidamente di aver usato diversi trucchi  per manipolare i dati. Eppure questo argomento è tuttora il cavallo di battaglia dei sostenitori del protocollo di Kyoto. «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels,esperto climatico che da tempo accusa gli scienziati dell'IPCC di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.
     
  • 20.11.2009. In Italia l’eolico industriale è sovraincentivato, al punto da rendere economicamente convenienti (per chi li costruisce e li gestisce, si capisce) impianti scarsamente produttivi. E a pagare siamo tutti noi, con le bollette e con le tasse.
     
  • Campobasso 08.11.2009  -  La provincia di Campobasso ha annunciato che ricorrerà al TAR per evitare la realizzazione dell’impianto eolico off shore che dovrebbe sorgere al largo della costa adriatica molisana. La decisione dell’Ente arriva dopo la pubblicazione del sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare del decreto concernente il giudizio favorevole di compatibilità ambientale relativamente al progetto per la costruzione di una centrale eolica off shore di fronte alla costa di Termoli.
     
  • Ottobre  2009  - L’incredibile caduta di AIG, il colosso delle assicurazioni USA, ha lasciato un certo numero di problematiche sulla sua scia: miliardi di dollari volatilizzati.
    AIG, poco prima di fallire, aveva lanciato un nuovo ambizioso programma progettato specificamente per far fronte a tutto ciò che riguarda il cambiamento climatico. Secondo
    Climate Wire,
    la AIG aveva iniziati a vendere polizze assicurative per i fornitori di energia rinnovabile allo scopo di aiutare le innovazioni nel mondo dell’ecologia. Per questa iniziativa l'AIG era stata definita leader nella lotta al cambiamento climatico, malgrado tale polizze fossero considerate troppo rischiose e poco remunerative come campo di investimento.
    Da Climate Wire: "il fallimento dell’AIG potrebbe avere un profondo impatto su tutte le capacità degli assicuratori di alleviare il cambiamento climatico, dice Richard Thomas, che ha lasciato la società come Senior Vice President circa sei mesi fa. Questo potrebbe essere uno scenario inquietante per gli ambientalisti, che ritengono che negli Stati Uniti l' industria possa investire massicciamente, con 6,3 trilioni di dollari di attività, nei settori innovativi e nei mercati emergenti offerti dalle energie alternative".
    Ricordiamo che a fine settembre, dopo avere ricevuto 85 miliardi di dollari dal governo americano nel più grande salvataggio della storia di un'azienda sull'orlo della bancarotta, Aig premiò 70 manager con una vacanza in California a 1.600 dollari a notte. Il costo complessivo fu di 440 mila dollari, di cui quasi 7 mila per i campi di golf e oltre 23 mila per il salone di bellezza. «Si sono fatti fare pedicure, manicure, massaggi, capelli, trucco e il popolo americano ha pagato un conto esorbitante!»  tuonò il deputato democratico Elijah Cummings, impugnando le ricevute dell'albergo. E rivolto agli ultimi due amministratori delegati di Aig, Martin Sullivan e Robert Willumstad, in audizione alla Camera, esclamò: «Vergognatevi!».
     
  • Ottobre 2009  - E' noto che gli squali sentono l'odore di una goccia di sangue nell'oceano ad un miglio di distanza. Probabilmente è quindi l'odore dei soldi dei contribuenti americani promessi dal presidente Obama che sta facendo muovere gli squali di Wall Street verso le tecnologie rinnovabili. Dopo Warren Buffett, ed Ingvar Kamprad, ora anche George Soros ha annunciato di avere intenzione di investire 1 miliardo di dollari nella cosidetta "green economy". I progetti legati alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico.
    Soros si è dichiarato intenzionato, inoltre, a finanziare un nuovo movimento politico internazionale, Climate Policy Initiative, con sede a San Francisco per il quale verserà 10 milioni di dollari all'anno per 10 anni. Il movimento politico si occuperà, per l'appunto, della lotta ai cambiamenti climatici.
    Non è la prima volta che lo squalo Soros rilascia dichiarazioni a favore della green economy, ma, stavolta, a quanto pare, è la prima volta che prende impegni precisi.
    Ricordiamo che Soros salì alla ribalta italiana nell'autunno 1992, quando orchestrò un'ondata speculativa contro la lira e la sterlina per frantumare il Sistema Monetario Europeo. Con la lira fatta a pezzi (-30% in pochi giorni), in Italia le allora partecipazioni statali furono vendute agli acquirenti stranieri ad un prezzo 20-30 per cento in meno del dovuto.
    Ricordiamo inoltre che le famose campagne filantropiche e culturali e le innumerevoli associazioni che Soros finanzia hanno come tema principale la legalizzazione della droga.
    Facciamo solo alcuni esempi.
    Nel 1994 G. Soros investì decine di milioni di dollari nella campagna referendaria per la droga libera in vari stati USA. Dopo aver ottenuto i primi successi in California e Arizona nel 1996 promosse un ambizioso programma referendario in altri venticinque stati americani.
    L'idea base  è che legalizzare la droga vuol dire risollevare le sorti economiche di molti paesi dell'America Latina  che non riescono più a pagare i debiti nonché di paesi come L'Afganistan e altri.. In pratica immettere legalmente, oggi questo avviene illegalmente nei paradisi fiscali, nei circuiti della internazionali i denari del traffico della droga che conta annualmente qualcosa come 500 miliardi di dollari
    .
  • L'industria tedesca dell'energia solare in bancarotta 20 agosto 2009
    L’industria tedesca dell’energia solare, la più importante in Europa, sta andando in bancarotta. E’ quanto emerge dopo la presentazione dei bilanci del primo semestre del 2009. La Q-Cells, secondo produttore mondiale di celle solari, ha registrato una perdita di 696,9 milioni di euro e, di conseguenza, ha annunciato il taglio di 500 posti di lavoro. Da parte sua la Ersol (gruppo Bosch) ha registrato nei primi sei mesi dell’anno una perdita di 15,8 milioni di euro, e la compagnia ha già messo in atto un programma di riduzione delle ore lavorative per
    metà del personale allo scopo di evitare – almeno per ora - i licenziamenti.
     
  • Seguendo la direttiva europea 20-20-20 sulle rinnovabili il  governo inglese prevede che l'energia verde costerà 17 volte di più rispetto ai suoi benefici.
    Le cifre sono riportate nel documento del governo sulle energie rinnovabili pubblicato il mese scorso.

    di  Edmund Conway  10 agosto 2009
    Il governo prevede di aumentare la quota di energia prodotta in Gran Bretagna con tecnologie "verdi" e calcola preventivamente un costo tra 11 e 17 volte maggiore rispetto a quello che tale cambiamento comporterà un termini di vantaggi economici.
    Le cifre sono "sepolte in profondità" nel Documento di Strategia sull'Energia Rinnovabile èubblicato  il mese scorso dal governo (libro bianco).
    Secondo tale documento, mentre il costo totale sarà di circa £ 4BN all' anno per i prossimi 20 anni, pari a una cifra che va da £ 57BN a £ 70BN, l'eventuale vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di biossido di carbonio saranno solo £ 4BN e non oltre i £ 5BN per l'intero periodo.
    I dati fanno parte della valutazione d'impatto delle politiche del governo, che comprendono di aumentare la quota di elettricità i n Gran Bretagna prodotta da fonti rinnovabili da 5.5% di oggi al 30%.
    La valutazione del governo è quindi che non ci saranno benefici dalle politiche energetiche volte ad aumentare il ruolo delle tecnologie verdi. Gli economisti sono scettici sui costi così rilevanti e cosa una simile politica può comportare.
    Il libro bianco del governo ha anche calcolato che per ogni abitazione le spese per l'energia elettrica dovrà salire fino a un massimo di 249 sterline l'anno, anche se il Segretario Ed Miliband ha insistito sul fatto che le nuove misure per migliorare l'efficienza energetica potrebbe ridurre i costi aggiuntivi sostenuti per circa 92 sterline all'anno per abitazione.

Il Progetto DESETEC, l'ultima follia del Club di Roma

Controversia tra il Nobel Prof. Carlo Rubbia e il  Prof. Franco Battaglia sul progetto Archimede (solare termodinamico)

 
  • Non c'è fine allo scempio perpetrato contro la montagna italiana e friulana
    in particolare da quando la regione Fvg è stata designata dal ministero dell'ambiente "regione pilota" per raggiungere  il 25% del suo fabbisogno elettrico  da fonti rinnovabili.(di
    Renzo Riva)
     
  • Dal fotovoltaico a costi proibitivi
    di Renzo Riva 10.07.2009
    Oggi dico ad alta voce che la politica delle energie rinnovabili e in particolare per le centraline idroelettriche asseterà la montagna e le valli italiane.
    Non c'è fine allo scempio perpetrato contro la montagna italiana e friulana in particolare da quando la regione Fvg è stata designata dal ministero dell'ambiente "regione pilota" per raggiungere il traguardo del 25% del suo fabbisogno elettrico prodotto da fonti rinnovabili.

  • Il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie
    alternative da 2400 a 800 megawatt
    Quanto costa creare posti di lavoro nel settore dell'energia solare ? in Spagna che è il paese che ha speso di più di tutti in % del PIL hanno calcolato che in media costa 774mila dollari di sussidi creare un posto di lavoro nel settore eolico e solare.
    Ora che sono alla frutta con disoccupazione schizzata al 18% zitto zitto il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie alternative da 2400 a 800 megawat. In Germania hanno finalmente notato che dopo aver garantito ai produttori di energia solare prezzi più di alti di SETTE VOLTE di quelli normali tramite un complicato sistema di sussidi il costo medio dell'elettricità è salito del 30% e ora stanno anche lì in silenzio tagliando sul solare ed eolico
    Purtroppo per gli Stati Uniti invece Obama sta ora bruciando decine di miliardi nel solare nel mezzo della peggiore crisi economica del dopoguerra e avendo i media che nascondono la verità sta infilando questo colossale spreco nel suo deficit da 1800 miliardi di dollari con cui affonderà il dollaro e i titoli di stato americani
  • L'energia eolica, un completo disastro
    Prof. Michael J. Trebilcock

    Michael J. Trebilcock è Professore Ordinario di Diritto ed Economia, Università di Toronto.
    L'energia eolica non è una valida alternativa economica alle altre opzioni di risparmio energetico. Ancora una volta, l'esperienza della Danimarca è istruttiva. La sua produzione di energia elettrica avviene con i costi più alti in Europa (15 ¢ / kWh rispetto all'attuale costo di circa il 6 ¢). Niels Gram della Federazione danese delle industrie, spiega, "i mulini a vento sono un errore e non hanno senso economicamente. Aase Madsen, il presidente della politica energetica del Parlamento danese, li ha definiti "una terribilmente costoso disastro."

    La Danimarca, che copre il 20 % del fabbisogno elettrico con i parchi eolici, sta tornando indietro,  il loro utilizzo ha spinto in alto il costo dell'elettricità e la popolazione  protesta. In Italia i venti come il libeccio, la tramontana, il maestrale, il grecale, e lo scirocco soffiano per 2000 ore l'anno, contro le 6000 ore dei venti in Danimarca o in Olanda
     
    I parchi eolici da noi servono quindi a ben poco. Come si vede dalle autostrade le pale dei generatori eolici sono spesso ferme, addirittura ci sono diverse torri staccate dalla rete elettrica, tanto... E' solo un modo per spillare denaro ai contribuenti.
  • Da Enzo Riva 25.04.2009
    Questo scrive giustamente il Prof. Franco Battaglia:
    “I posti di lavoro si aumentano consumando energia,
     non risparmiandola”

    Pubblicato sul Messaggero Veneto fascicolo di Udine il giorno 8.04.2009 a pagina XIX nella rubrica “Per posta e per e-mail”
    ENERGIA

    Irraggiungibile 25% di rinnovabile
    Venerdì scorso (3 aprile 2009) a Roma la regione Fvg è stata designata pilota nella sperimentazione delle energie rinnovabili con l’obiettivo di raggiungere il 25% del fabbisogno con tali fonti.
    Non riuscendo lo Stato a rispettare nemmeno l’insensato 20-20-20 deciso a Bruxelless qui vogliamo raggiungere il 25%?
    Insensati coloro che hanno sottoscritto qualcosa in tal senso.
    Dopo diranno che era una sperimentazione e giustificheranno in tal modo il mancato raggiungimento dei propositi e delle parecchie risorse finanziarie sprecate.
    Cosa c’è da sperimentare ancora, che già non si sappia, sarà un mistero. Comunque si potrà agevolmente raggiungere il 25%: basta solo metterci un po’ d’impegno e deindustrializzare ulteriormente qui in regione.
    Pensate, se chiudono Pittini, Fantoni, Abs e altre aziende energivore potremmo anche arrivare al 40% del fabbisogno energetico regionale.
    Contenti tutti, vero? Auguri per un 50%!  
  • Crolla il fotovoltaico in Europa
    Solo ottanta giorni fa sembrava ancora in crescita esponenziale.
    20.4.2009
    I consuntivi del 2008, per l'industria fotovoltaica, si erano appena chiusi a oltre 20 miliardi di dollari, cinque volte quelli del 2005. «Eppure, da allora, è cambiato tutto – spiega Paula Mints, analista della Navigant Consulting, azienda di ricerca sul fotovoltaico globale – oggi l'industria vive un clima completamente diverso, di sovraccapacità produttiva, di moduli e pannelli invenduti e accumulati nei magazzini, e di vera e propria guerra dei prezzi».

     
 

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