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Intervista al Sen. Lucio Malan
650
scienziati di fama mondiale, l'11 dicembre 2008, hanno
presentato una memoria al Senato Americano contro l'ipotesi
del Riscaldamento Gglobale antropico
Il riscaldamento globale che non c'e'
mai stato
Petizione internazionale
contro l'deologia del riscaldamento globale

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Mozione dei Senatori del PDL
contro le tesi catastrofiste del riscaldamento globale
Atto n. 1-00107
Pubblicato il 18 marzo 2009
Seduta n. 174 del Senato della Repubblica Italiana
Firmatari:
D'ALI' , POSSA , CURSI , ALICATA , CORONELLA ,
DELL'UTRI , DIGILIO , FLUTTERO , GALLONE , NANIA , NESSA
, ORSI , VICECONTE , ASCIUTTI , BARELLI , BEVILACQUA ,
FIRRARELLO , VALDITARA , DE ECCHER , SERAFINI Giancarlo ,
SIBILIA , BALDINI , DE FEO , MALAN , IZZO , VETRELLA ,
PISCITELLI , BOSCETTO , CASOLI , CARUSO , PICCONE ,
COMPAGNA , GIULIANO , POLI BORTONE
Il Senato,
rilevato come da anni la Commissione europea, nei suoi
documenti (ad esempio nella risoluzione del Parlamento
europeo del 4 febbraio 2009) e nelle sue comunicazioni (ad
esempio nelle comunicazioni espresse dai suoi dirigenti
nel corso dell'incontro tra i presidenti delle
Commissioni parlamentari Energia ed ambiente degli Stati
membri tenutosi a Praga nei giorni 11-12 febbraio 2009),
costantemente dia per scontata lattribuzione della
responsabilità del riscaldamento globale in atto da
circa un secolo nellatmosfera terrestre all'emissione
dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto
allanidride carbonica prodotta dalluso dei
combustibili fossili);
considerato come questa assoluta certezza costituisca l'essenziale
fondamento delle azioni della Commissione, volte a
promuovere presso i Governi dei Paesi membri la
sottoscrizione del Protocollo di Kyoto e del cosiddetto
Accordo 20-20-20, tutte miranti, anche attraverso la
fissazione di gravosi e vincolanti obiettivi da
conseguire da parte dei singoli Stati entro il periodo
2008-2012 e successivamente entro il 2020, ad un drastico
cambiamento della politica energetica finalizzato
allottenimento di una rilevante riduzione delle
emissioni di anidride carbonica;
sottolineato come una siffatta nuova politica energetica,
e in particolare nel caso di eccessive ed affrettate
forme di incentivazione delle fonti energetiche
rinnovabili, potrebbe produrre un rilevante aumento del
costo dellenergia termica e soprattutto
dellenergia elettrica, con pesanti conseguenze
sulla capacità competitiva internazionale degli Stati
membri dellUnione, in mancanza del coinvolgimento
di importanti Paesi industrializzati e in via di sviluppo;
osservato come la Commissione europea indichi
costantemente nei suoi documenti come obiettivo
strategico dellazione dellUnione
europea per il presente secolo il limite di 2° C
allaumento della temperatura media
dellatmosfera terrestre al suolo, rispetto ai
livelli dellera preindustriale (si veda, ad esempio,
nel 2007, la comunicazione della Commissione
Limitare il surriscaldamento dovuto ai cambiamenti
climatici a + 2 gradi Celsius - La via da percorrere fino
al 2020 e oltre);
osservato come la Commissione europea mostri ancor oggi
di condividere pienamente la Relazione Stern
sulleconomia del cambiamento climatico
delleconomista Nicholas Stern, elaborata nel 2006,
ricca di previsioni di catastrofici sconvolgimenti
climatici con gravissime conseguenze economiche che
avverrebbero nei prossimi decenni ove le emissioni in
atmosfera di anidride carbonica prodotte dalluomo
non venissero drasticamente ridotte nellimmediato
futuro;
considerato che l'anno 2009 si prospetta come decisivo
per l'eventuale proseguimento di quest'ultimo indirizzo,
in considerazione degli eventi internazionali che avranno
luogo principalmente in Italia (G8) ed a Copenhagen (COP
15 - dibattito su Kyoto post-2012);
apprezzata la posizione espressa dal Governo italiano nel
vertice del dicembre 2008 a Bruxelles, che ha condotto il
Consiglio dei Capi di Governo dell'Unione europea ad
approvare una clausola di eventuale revisione da
trattarsi nel marzo 2010 a seguito degli esiti del
vertice mondiale di Copenhagen,
impegna il Governo:
ad intervenire con urgenza presso la Commissione europea
ed anticipatamente presso i Paesi partecipanti al G8 (eventualmente
anche a quelli partecipanti al G8 + 5 e al G20):
a) per segnalare come una parte consistente e sempre più
crescente di scienziati studiosi del clima non creda che
la causa principale del peraltro modesto riscaldamento
dellatmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso
fra 0,7 e 0,8 °C) sia da attribuire prioritariamente ed
esclusivamente allanidride carbonica di emissione
antropica; ad esempio, nella relazione di minoranza
depositata l11 dicembre 2008 presso la Commissione
Ambiente e lavori pubblici del Senato degli Stati Uniti
dAmerica sono riportate le dichiarazioni di ben 650
scienziati di livello internazionale, scettici nei
confronti della teoria dell'attribuzione del
riscaldamento globale in atto alle attività umane (in
contrapposizione ai 52 che hanno redatto la Sintesi per
decisori politici dellallarmistico Rapporto 2007
sul cambiamento climatico dellIPCC -
Intergovernmental Panel on Climate Change, panel in cui
peraltro molti altri membri si dichiarano scettici circa
questa attribuzione);
b) per sottolineare in merito come le previsioni
climatologiche a lungo termine, attualmente effettuabili
nei migliori centri di ricerca del mondo, siano ben
lontane dallessere affidabili, non essendo ancora
sufficientemente conosciuti gli effetti climatici dovuti
ad importanti elementi della fisica terrestre, quali ad
esempio nuvole, vulcani, oceani, eccetera, nonché gli
effetti climatici delle variazioni cosmiche e solari, e
non essendo stati adeguatamente sperimentati gli
estremamente complessi modelli di calcolo utilizzati per
tali previsioni;
c) per rimarcare altresì come non sia ancora affatto
chiarita la dipendenza della temperatura media
dellatmosfera terrestre al suolo dalla
concentrazione dellanidride carbonica
nellatmosfera (le analisi dei ghiacci antartici
hanno dimostrato che nellultimo milione di anni la
concentrazione dellanidride carbonica
nellatmosfera ha seguito con ritardo di anni ed
anni le variazioni di temperatura dellatmosfera
terrestre al suolo, è stata cioè effetto e non causa
delle variazioni di tale temperatura); e come inoltre
leffetto serra dellanidride carbonica sia
già in rilevante saturazione alle attuali concentrazioni;
d) per osservare che, se pure vi fosse a seguito
dellaumento della concentrazione dellanidride
carbonica nellatmosfera un aumento della
temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni
allambiente, alleconomia e
allincolumità degli abitanti del pianeta sarebbero
molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto
Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero
essere i benefici:
e) per suggerire che, piuttosto che avviare un
costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di
mitigazione del riscaldamento globale in atto, più
proficuo potrebbe essere destinare le risorse disponibili,
inevitabilmente limitate, alladattamento a tale
riscaldamento e alla promozione di interventi sul
territorio finalizzati all'efficienza energetica, all'edilizia
ecovirtuosa, all'eliminazione dell'inquinamento
ambientale da emissioni nocive e così via;
f) per sottolineare che gli obiettivi intermedi e le
relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di
Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in
antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca, sui
quali si deve invece fare un grande sforzo epocale,
poiché dalla ricerca possono venire soluzioni
straordinariamente importanti per la soluzione del
problema del buon utilizzo delle risorse disponibili nel
pianeta;
g) per segnalare che il livello dellacqua negli
oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, che i
ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non
si stanno sciogliendo, che il numero e lintensità
dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, che
negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo
dellatmosfera terrestre non risulta aumentata, che
secondo gli oceanografi non vi è alcun rischio di blocco
della corrente del Golfo, che negli scorsi mesi si è
riformata la calotta polare nella stessa estensione di
venti o trenta anni fa;
h) perché si valuti se linserimento del 10 per
cento di biocarburanti nel combustibile per autotrazione
(obiettivo vincolante da conseguire entro il 2020) sia
idoneo a determinare veramente una riduzione di emissione
di anidride carbonica nellatmosfera come quella
prevista, non compensando nell'ipotesi negativa il
rischio di aumenti del prezzo di alcune derrate agricole
e di ulteriore deforestazione di foreste tropicali ricche
di biodiversità;
a mantenere la linea espressa a Bruxelles di revisione
del Protocollo di Kyoto;
ad ottenere in sede di revisione del Protocollo, alla
luce delle considerazioni di cui in premessa:
a) una minor cogenza degli obiettivi quantitativi e
temporali, escludendo, quindi a maggior ragione, ogni
possibilità di loro inasprimento;
b) una complessiva nuova scrittura del Protocollo stesso
anche in funzione del coinvolgimento dei Paesi in via di
sviluppo, senza l'intervento dei quali, il Protocollo,
quand'anche teoricamente efficace, diverrebbe
sostanzialmente inutile e penalizzante per i pochi
sottoscrittori;
c) un accordo per un più razionale ed equilibrato
utilizzo delle risorse disponibili a livello europeo e
mondiale finalizzato al miglioramento della qualità
della vita di tutti i cittadini del pianeta;
ad intervenire immediatamente presso la Commissione
europea per evitare che su una tematica di enorme
complessità, portata ed incertezza scientifica come
quella dei cambiamenti climatici, la Commissione stessa
assuma atteggiamenti dogmatici e sia al contrario sempre
pienamente aperta alle nuove conoscenze che la scienza,
nel suo progressivo approfondimento delle questioni, non
mancherà di apportare anche su questa problematica;
a far sì che:
a) l'Italia e lUnione europea promuovano la
costituzione di un centro d'eccellenza per l'approfondito
dibattito scientifico in materia, che conforti o
smentisca sulla fondatezza e sulla certezza della teoria
del riscaldamento globale causato dalluomo e
sullefficacia delle misure proposte in seno al
Protocollo di Kyoto, in particolare con riferimento al
rapporto costi/benefici e che costantemente aggiorni il
dato scientifico ed i risultati della ricerca in tema di
climatologia
b) fermo restando l'obiettivo di ridurre la dipendenza
energetica dellEuropa da fonti esterne e non
rinnovabili e di ridurre gli utilizzi diseconomici
dellenergia, lUnione europea tenga conto
degli esiti di tale dibattito nella determinazione della
propria politica ambientale ed energetica.
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