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Interventi
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Reale"
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Il sen. Menardi: giù le mani dalla
Cuneo-Ventimiglia-Nizza.
E sulla Tav è l’ora di svoltare: con l’arrivo dei fondi il
progetto deve decollare, la Regione dica no ai ricatti delle sinistre
ROMA. “Condivido pienamente la battaglia del sindaco di Limone Franco
Revelli e degli amministratori locali a difesa della ferrovia
Cuneo-Nizza. Il ridimensionamento della tratta paventato
dall’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti la dice lunga
sull’arroganza e la cecità di chi, non sapendo dare risposte ai problemi
della mobilità sul territorio, sceglie la via delle minacce più o meno
velate”.
Lo afferma il senatore cuneese Giuseppe Menardi, vicepresidente della
Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni a Palazzo Madama. “La linea
non è affatto secondaria: interessa numerosi Comuni, tra i quali Torino,
Cuneo, Ventimiglia, Nizza e località limitrofe. Se Moretti non vuole più
pagare i 2/3 previsti dalla convenzione e pensa di chiudere il servizio,
dimostra di non capire l’importanza di un collegamento che consideriamo
un nostro patrimonio fondamentale da valorizzare, non da depauperare. E’
auspicabile – aggiunge il sen. Menardi - che le istituzioni locali
facciano fronte comune, chiedendo alle Fs di lasciare la gestione della
tratta alle Regioni Piemonte e Liguria, insieme con la regione francese
del Paca”.
Prosegue il sen. Menardi: “In questa fase è decisivo non perdere neanche
un colpo sul fronte dei trasporti. E’ una partita vitale per il
Nord-Ovest che rischia di essere tagliato fuori dalle grandi reti di
comunicazioni europee. Ritengo dunque molto positiva l’azione del
ministro dei Trasporti Altero Matteoli che, dopo aver garantito la prima
tranche di 500 milioni per il Terzo Valico, ha assicurato lo
stanziamento di 200 milioni necessari a risolvere i punti critici del
nodo di Torino nell’ambito del più vasto progetto della Tav. Il governo
sta facendo la sua parte, come promesso. Tocca ora alla Regione Piemonte
procedere con passo spedito, senza farsi condizionare, lo spero
vivamente, dalle manovre politiche dei No-Tav e dai ricatti delle
sinistre pseudo-ambientaliste”. |
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