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Sito del Sen. Lucio Malan
Mozione dei senatori del PDL contro le
tesi catastrofiste del riscaldamento globale,
18.03.2009
650 scienziati di fama mondiale, l'11
dicembre 2008, hanno presentato una memoria al Senato
Americano contro l'ipotesi del Riscaldamento Gglobale
antropico
Il riscaldamento globale che non c'e' mai
stato
Intervitsa al Prof. Renato
Angelo Ricci
Il "New Deal"
italiano in campo energetico non può passare che
attraverso l'energia nucleare
Un'alternativa alla "Green Econoy"
L'Opzione Nucleare

Al Gore-Ball of Fire
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Il Governo italiano si
oppone all'unanimismo
dell'Unione Europea nell'accettare le tesi del
Riscaldamento Globale
Il Sen. Malan spiega i
motivi che hanno portato i senatori del PDL a presentare
al Senato una mozione di critica al protocollo di Kyoto
I Senatori del PDL hanno
presentato una mozione al Senato Italiano che chiede di
riconsiderare le indicazioni del protocollo di Kyoto alla
luce delle prese di posizione di autorevoli esponenti
della comunità scientifica nazionale e internazionale
che esprimono dissenso con le tesi di base dell'ipotesi
del riscaldamento globale antropico.
Si tratta di una presa di posizione coraggiosa e
lungimirante.
Come è nata l'idea di questa iniziativa nel vostro
gruppo al Senato?
Già allepoca della ratifica del protocollo di
Kyoto cera qualche perplessità, specie tra i
senatori di Forza Italia. La questione riemerse il 15
marzo 2007, in occasione della discussione di alcune
mozioni sul proseguimento della politica ambientale nella
scia di Kyoto e delle decisioni in sede europea. Era
stata ipotizzata una mozione fortemente critica, che
rientrò, ma gli interventi in discussione generale di
Guido Possa, che da pochi mesi aveva lasciato il ruolo di
vice ministro della ricerca scientifica, e di Giorgio
Stracquadanio e la mia dichiarazione di voto,
sottolinearono i numerosi punti deboli delle politiche
dellUnione Europea. Io chiusi ricordando che
il principio di precauzione ispira il Protocollo di
Kyoto ma va applicato anche nei confronti di
misure così onerose da essere esse stesse un
pericolo. La settimana seguente Guido Possa e il
responsabile del dipartimento ambiente di Forza Italia,
lex senatore Guglielmo Castagnetti organizzarono un
seminario dove intervennero numerosi scienziati portando
utili contributi alla materia. A tutti i partecipanti fu
evidente la necessità di fare riferimento a criteri
scientifici, e non impressionistici, propagandistici o
mistici. Da allora Guido Possa ha continuato a
raccogliere informazioni sullargomento, io ho letto
parecchio e seguito in particolare quanto avveniva al
Senato degli Stati Uniti, il senatore Andrea Fluttero ha
lavorato in commissione Ambiente, il cui presidente,
DAlì si trova sulle stesse posizioni.
Così, quando il presidente del consiglio Berlusconi ha
cominciato ad opporsi allunanimismo
dellUnione Europea su questi argomenti, abbiamo
pensato di dargli man forte.
I media
hanno dato pochissimo spazio a questa iniziativa, e la
cosa non stupisce considerando che da anni non fanno che
propagandare il contrario.
Come pensate di portare avanti il punto di vista della
vostra Mozione al Senato.
Potrebbe essere uno dei temi importanti per la prossima
campagna elettorale per il Parlamento Europeo?
Il pochissimo spazio dato dai media alla nostra mozione,
benché abbia trovato pubblicamente il sostegno del
presidente di turno dellUnione Europea il
presidente ceco Vaclav Klaus, è una conferma del fatto
che si tratta di una iniziativa importante e intelligente.
I media, infatti, salvo quando le cose importanti, come
guerre e catastrofi si impongono in modo spettacolare,
danno rilievo solo a sparate, pettegolezzi o esternazioni
dei soliti noti. In questo contesto le previsioni
apocalittiche del rapporto Stern e delle sue
volgarizzazioni funzionano molto meglio di considerazioni
fatte secondo scienza, coscienza e verità.
Provvidenzialmente, la gente comune dà di solito a
queste cose lo stesso peso che dà alle notizie secondo
cui Elvis Presley è ancora vivo.
Quanto a noi, non mancheremo occasione per portare la
nostra posizione allattenzione pubblica, contando
sullintelligenza dei cittadini, molto superiore a
quella loro attribuita da chi dovrebbe informarli, e
soprattutto sulla sensibilità di coloro che hanno
maggiore consapevolezza su questi temi.
Particolarmente
in Italia c'è un altro tema importante su cui da anni si
è esercitata l'ideologia antiscientifica fino a farlo
diventare un tabù. Si tratta del nucleare.
Il governo italiano dopo molti anni ha riaperto il
discorso con soddisfazione di tutta la comunità
scientifica.
Rispetto alla propaganda della "Green Economy",
sulla cui validità gli scienziati e i tecnici sono molto
scettici, che tipo di iniziative pensa siano necessarie
per riportare il discorso sul nucleare sul piano della
razionalità scientifica?
Credo che su questo il contributo più importante
labbiano dato gli ambientalisti del NO a tutto e in
particolare Alfonso Pecoraro Scanio, che ha screditato
qualunque posizione abbia sostenuto. A livello generale
lopposizione al nucleare è precipitata. Restano i
problemi della sindrome NIMBY (Not In My Back Yard).
Starà al Governo, e in particolare al ministro Scajola,
che ha le capacità e il pragmatismo necessario,
incentivare laccettazione dei nuovi impianti e
rassicurare definitivamente sulla loro non pericolosità.
Sarà molto importante poter portare positivi esempi di
altre aree che hanno ospitato delle centrali. Ci sono due
tipi di centrali che nessuno vuole: quella di Cernobyl e
quella di Springfield dove distrattamente lavora Homer
Simpson. Sulle altre ci si può mettere daccordo.
L'intervista
al Sen Lucio Malan e stata effettuata dal Dott. Giuseppe
Filipponi il 13.04.2009 per la rivista Fusione Scienza e
Tecnologia, http://fusione.altervista.org
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