| Universo-Cosmo-Natura del Prof. Fausto Tapergi 1.1 - L'amico e coadiutore, il fisico Giuseppe Filipponi, mi ha inviato, per mia conoscenza e un mio giudizio, un suo scritto sugli esperimenti e osservazioni eseguiti dal chimico francese Luis Kavran circa una ventina di anni fa. Che allora fecero clamore poiché esposti dalla rivista Scienza e Vita col titolo, Le galline con la bomba in pancia, che era per se una bomba. Il comprensibile vespaio di polemiche allora suscitato, e nonostante l'interesse mostrato dai lettori, ebbe però una rapida sorte di censura dal discredito in cui cadeva che si ne occupava. Ma quando il Prof. Filipponi ebbe il mio ultimo libro, scritto lo scorso anno e fuori commercio, La formazione e l'azione di quanto esiste, le seguenti mie precisazioni gli parvero interessanti anche a giustificare alcuni aspetti di quelle esposte dal chimico francese, chiedendomi se mi trovavo d'accordo. Avevo scritto: "Rammento che l'operare del mondo della Natura ha anche connessione con l'intelligenza, che insieme alla forza è espressa dall'energia regolatrice dell'operare secondo le circostanze. Dall'infinita esistenza, di cui siamo tra i componenti, nulla è mai solo materia, ma partecipa dell'intelligenza propria dell'energia costitutiva del Tutto; al modo stesso che neppure l'intelligenza potrà essere mai solo intelletto, per la costante inscindibile connessione della materia che la sostiene e nutre di sangue e conoscenza. E' pertanto ovvio che se si trascura la costante presenza attiva e avveduta dell'energia esistenziale e dell'inerente esistenza naturale, non saremo mai nella capacità di appieno comprendere la realtà propria e di qualsiasi esistenza". Per la quale motivazione infatti i fisici non compresero debitamente le semplici ragioni affatto naturali del chimico francese, dai cui lavori sono state tratte le seguenti affermazioni e conclusioni. "Il fenomeno vitale non è d'ordine chimico. La Natura muove particelle da un nucleo ad un altro - particelle con nuclei d'Idrogeno e Ossigeno, in alcuni casi, nuclei di Carbonio e Litio. Si verifica così una trsmutazione biologica, fenomeno affatto diverso dalle fissioni atomiche della fisica, che svela una proprietà della materia mai conosciuta prima". 1.2 - Ma qui, ora devo fare alcune notevoli osservazioni. Anzitutto che entra come componente della Fisica la Natura, ed occorre perciò precisare a quale titolo e con quali effetti. E notiamo prontamente che la Natura è l'insieme dell'Energia esterna a infinita del Cosmo, che dà esistenza ai singoli particolari fisici e biologici. La natura pertanto, costituisce l'insieme dell'intera esistenza nella sua completa estensione. E inoltre comprende in sé i particolari più minuti, sia della materia, sia dei vegetali, sia degli esseri viventi. Ciò precisato, si viene anche a comprendere che in essa si definiscono sia le combinazioni chimiche, sia le assommazioni dei diversi elementi, sia la composizione delle singole materie, secondo a noi uomini interessi valutare gli effetti puramente fisici, ovvero chimici, ovvero organici degli oggetti (materie , cose, vegetali e cioè parzialmente vitali, esseri affatto vitali) che abbiamo sotto esame. Inoltre gli attributi elettrici e magnetici, nelle loro prerogative, entità, svolgimenti, positività e negatività. Faccio notare non essere vero che in precedenza non si siano avvertite trasmutazioni biologiche negli esseri viventi e perfino nel mondo vegetale. Il quale, anzi, proprio per la parziale sua vitalità, si è più prestato a mutamenti biologici spontanei che hanno notevolmente arricchito il mondo dei foraggi e dei grani. Come pure quello dei vini, dei latticini, degli ortaggi, della frutta. Esiste una tendenza naturale ad assecondare le occorrenze o preferenze direttamente umane, e quelle riflesse negli allevamenti e nelle colture agricole 1.3 - Oggi possiamo arrivare a comprendere l'insieme della Natura in modo assai più organico e completo di come era possibile venti o trent'anni addietro, in cui la Fisica era dominata da grossolani errori, che ostacolavano le cognizioni più corrette ed efficaci. Oggi non andiamo più a cercare gli spazi curvi che ormai ben sappiamo non esistono; né crediamo possibile il sorgere dell'esistenza dal Big-Bang, ossia esplosioni produttrici di materia! Pertanto, oggi, la Natura è per noi la completa e ben definita esistenza che di se riempie e costituisce l'Universo in tuta la sua estensione eterna e infinita; insieme alle innumerevoli strutture e dimensioni, sia massime degli astri, sia minime e inavvertibili, e sia fisiche, vegetali, organiche e vitali, senza che mai raggiunga la completa e definita propria possibilità di formazione, di maturazione e di esistenza . Quando gli uomini, scienziati e no, danno validità a qualsiasi fatto ed esistenza, non è che con ciò commettono errore, poiché, ben riesaminati le conoscenze e i ragionamenti con cui sono giunti a quelle conclusioni, essi hanno appieno ragione: quella ragione che costituisce l'unica guida di cui dispongono per dare validità al lavoro più approfondito e affinato che abbiano raggiunto col loro intelletto. Allora - si dirà - noi non possiamo essere mai certi di aver raggiunto la reale conoscenza, e quindi la Verità, sull'Energia Universa che infinita ed eterna circonda e costituisce il Cosmo che di se riempie l'intero spazio, e che a loro volta, nel loro insieme, sono la Natura nella sua integrità, pienezza e intelligenza? Tutt'altro! Il qualsiasi apprendimento conoscitivo che noi raggiungiamo al costo della nostra perseverante ricerca e dell'efficienza intellettuale, è quello il fine effettivamente valido raggiunto. E se poi altri, nei secoli e millenni successivi, conosceranno altro che la Natura, nel suo continuo procedere, abbia di sé realizzato, quel nuovo e diverso non avrebbe potuto essere raggiunto senza quanto in precedenza conseguito. Noi andiamo avanti di conoscenza in conoscenza, di verità in verità, di saggezza in saggezza. E come i nostri errori ci fermano, o addirittura ci arretrano, le nostre verità spalancano sempre nuovi confini al nostro incessante, e così sempre vittorioso, procedere di confine in confine, lungo l'infinità dell'essere e agire della Natura. Vicenza 14.06.2008 |
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