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Rapporto Speciale
Le misconcezioni sulle cause del cancro
Bernard L. Cohen, Ph.D.
L E Feinendegen, MD
Myron Pollycove, M.D.
William Hazeltine Ph.D
Bruce N. Ames M.D.
Lois Swirsky Gold M.D

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Gli errori della Linear No-Treshold Theory
La
paura irrazionale delle radiazioni nucleari

Nell’immaginario collettivo c’è la convinzione che qualunque tipo di radiazione uccide, provoca il cancro e mutazioni spaventose negli uomini, negli animali, nelle piante.
Ma cosa sono in realtà le radiazioni emesse dai materiali radioattivi e quanto sono pericolose?
Queste radiazioni dette ionizzanti consistono in diversi tipi di particelle subatomiche: raggi gamma, raggi x, raggi beta (elettroni), neutroni, e particelle alfa. Queste particelle attraversano lo spazio ad alta velocità, 160.000 Km al secondo, penetrano nel corpo umano in profondità e danneggiano le sue cellule. Questo danneggiamento può causare l'insorgere di tumori.
Poiché ne veniamo colpiti almeno 15000 volte ogni secondo sembra che il pericolo sia  grave e che una persona colpita da una di queste particelle rischia parecchio.
Come mai allora non ci ammaliamo tutti di cancro o subiamo terribili mutazioni genetiche? La risposta è che la probabilità che una di queste particelle causi il cancro è molto bassa, circa 1 su 28 milioni di miliardi: 1/28.000.000.000.000.000. [1]
Per rispondere più approfonditamente  dobbiamo però partire  un po da lontano. Ogni persona normalmente è colpita dalle radiazioni ionizzanti circa 15000 volte per ogni secondo della sua vita (40 milioni di miliardi durate la vita media di un uomo); è stato così per tutti gli uomini e donne che ci hanno preceduto e che sarà cosi anche in futuro. Queste particelle provengono quasi totalmente da fonti naturali .
La radiazione naturale di fondo ci colpisce dall'alto (raggi cosmici) con 0,20 mSv all'anno, dal basso con i materiali radioattivi sempre presenti nel terreno: Uranio, Potassio, Torio, altri 0,2 mSv all'anno anno, da tutte le altre parti con la radioattività sempre presente nei materiali usati per le costruzioni, 0,1 mSv all'anno, dall'interno del nostro stesso corpo, Potassio-40 e Carbonio-14, ancora 0,25 mSv all'anno, il totale da 0,85 -1 mSv all'anno. Inoltre possiamo aggiungere 0,80 mSv, in media, per analisi e terapie mediche e 1,8 mSv, in media, dalle radiazioni del gas radon presente nelle case proveniente dal sottosuolo. In totale 3,5 mSv all’anno
Doppiamo dire subito che ci sono molti altri agenti che colpiscono le nostre cellule in modo più pericoloso, è stimato che solo 1% dei casi di cancro mortale sono causati dai 40 milioni di miliardi di particelle che ci colpiscono durante la nostra vita, gli altri 99% dei casi sono dovuti ad altri agenti, chimici, fisici e biologici che attaccano le cellule.
Un flusso di radiazione conosciuto come i raggi cosmici bombarda la Terra di continuo da tutte le direzioni dello spazio. Questo radiazioni consistono principalmente in protoni (nuclei di idrogeno) molto energetici, nonché da nuclei di elementi più pesanti, principalmente elio (raggi alfa). Queste particelle arrivano e collidono con gli atomi della nostra atmosfera e li trasformano in modo simile a quanto fa una particella di un acceleratore creando molti sottoprodotti radioattivi Tra questi vi è il carbonio-14, un isotopo radioattivo del carbonio che si trova in ogni molecola del nostro corpo. Le piante verdi assorbono normalmente questo prodotto radioattivo in modo naturale e lo usano per crescere. Quando mangiamo le verdure o la carne degli animali che le hanno mangiate, quando respiriamo l'aria, assorbiamo anche noi il carbonio-14 che entra così a far parte dei nostri tessuti biologici. In media il carbonio-14 presente all'interno del corpo umano è responsabile per più di 3.000 disintegrazioni radioattive ogni secondo. Un altro isotopo naturale radioattivo, è il potassio-40. E’ il più abbondante elemento radioattivo nel nostro corpo, responsabile di 4.440 disintegrazioni al secondo in un adulto medio. Il Potassio è un minerale essenziale per la funzione delle cellule, e in ogni grammo che ne consumiamo vi è 1 / 10 di milligrammo dell’isotopo radioattivo. Il potassio sta nella frutta, nella verdura e nelle carni. Patate, fichi, pollo, hamburger, agrumi e banane sono quindi tutti alimenti ricchi di potassio-40. 

Le sorgenti naturali di radiazioni
Come abbiamo visto ci sono molti altre fonti naturali di radiazione che ci raggiungono in ogni momento. Diversi isotopi radioattivi naturali entrano nel nostro organismo attraverso il cibo, l’acqua, con l’aria che respiriamo. Una certa quantità di radiazione nel corpo viene prodotta anche in seguito alla collisione diretta dei raggi cosmici con il nostro corpo. La terra stessa è radioattiva. La maggior parte dei questa radiazione deriva dal decadimento naturale dell'uranio e del torio, contenuti in quantità variabili in ogni parte del terreno . Il suolo contiene mediamente 1-3 microgrammi di uranio per grammo, le rocce contengono 0,5-4 microgrammi per grammo, e la sabbia delle spiagge ne contiene circa 3 microgrammi per grammo. Alcune zone della terra sono molto più radioattive di altre. Elevarsi dal livello del mare significa assorbire una radiazione di fondo maggiore rispetto quella al livello del suolo. Le persone che vivono ad altitudini elevate e i piloti di linea ricevere un esposizione molto superiore alla media.  Anche aree diverse di uno stesso territorio, se pur vicine, possono avere una radioattività di fondo molto diversa. Per fare un esempio la radioattività naturale in Piazza S. Pietro a Roma (7 mSv all’anno) è più elevato di quello medio esistente oggi nell'area di raggio 30 km che circonda la centrale nucleare di Chernobyl (5 mSv all’anno), il problema è che il selciato di Piazza S. Pietro è costruito con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene torio, elemento naturalmente radioattivo. Prima di decidere di abbandonare la casa a Cortina , o di smettere di prendere l’aereo, oppure di spostare il Papa da San Pietro, occorre sapere che a questi livelli di radioattività non ci sono rischi per la salute o la longevità. Vi sono zone nel mondo dove la radioattività naturale supera i 100mSv all’anno.
In realtà, vi è un numero consistente di prove scientifiche sul fatto che le persone esposte maggiormente ad una radiazione di fondo a basso livello sono più resistenti alle malattie e vivono più a lungo. Il fenomeno è noto come ormesi. Le radiazioni a basso dosaggio infatti migliorano la risposta del sistema immunitario nel riparare le cellule colpite e danneggiate attivando opportuni enzimi.
Molti benefici delle sorgenti delle stazioni termali derivano proprio dalla radioattività presente in queste acque minerali. In genere per l’assorbimento del radon.
Nella stazione termale della città inglese di Bath le acque hanno un contenuto di  ben 1730 pCi di Radon per litro e sono considerate altamente benefiche per molti disturbi. Sappiamo che l'EPA (US Enverimental protection Agency) decretò che occorre prendere provvedimenti quando il contenuto di Radon nell'acqua potabile supera 4 pCi / litro. Gli antichi Romani, che non conoscevano l’EPA, costruirono a Bath un tempio nell'anno 42 DC dedicato alla dea della sapienza e la salute e nel 1742 gli inglesi vi costruirono il Royal National Hospital per le malattie reumatiche. Anche  anche oggi è alto il numero persone che vanno a Bath e in altri centri termali per curarsi. In Russia, il trattamento con dosi controllate di radon è un trattamento standard di successo per la tubercolosi e altre malattie polmonari.

La paura delle radiazioni e gli errori della Linear No-Treshold Theory
I timori delle radiazioni sono spesso istillati facendo ragionamenti tutti esplicitamente, ma molto più spesso implicitamente, basati sulla teoria chiamata Linear No-Treshold Theory (LNT). Secondo la tesi della LNT a differenza di ogni altro processo biologico noto, la risposta del corpo umano alle radiazioni è sempre direttamente proporzionale alla dose. Poiché ovviamente grandi dosi di radiazioni sono pericolose o mortali, secondo tale teoria in ogni dose è quindi pericolosa e alla fin fine mortale.
Facciamo un esempio pratico: secondo la teoria LNT poiché una persona esposta ad una massiccia dose di radiazioni (ad esempio 5-6 Sv in poco tempo; ore) ne rimane colpita mortalmente, allora  anche una esposizione di un milione di persone ad una radiazione 1 milione di volte più piccola (5-6 Sv/ 1 milione)  produrrà sicuramente almeno un cancro tra le persone colpite. Con lo stesso tipo di ragionamento si potrebbe sostenere che, se 1 litro di grappa provoca normalmente in una persona lo stato di ebbrezza, facendo bere 1 litro di grappa a 1000 persone in modo equamente suddiviso, ovvero 1000 ml/1000 = 1 ml (un millilitro = un cucchiaino da caffè) ciò provocherà sicuramente l’ebbrezza ad una delle mille persone che hanno bevuto il cucchiaino di grappa.
Malgrado l’argomentazione sia ridicola la LNT è stata la base su cui sono state prese le decisioni sui livelli di sicurezza delle radiazioni da parte di diversi governi.
La teoria  LNT fu sottoposta ad accurate verifiche sperimentali a partire dal 1980 dal prof. LB Choen dellUniversità di Pittsburgh [2].Choen utilizzò i dati ottenuti analizzando i livelli di radon in 272.000 case nelle contee più popolose degli Stati Uniti  comparando  l'incidenza del cancro al polmone e di altri tipi di cancro in relazione ai livelli di radon. I risultati di Choen furono opposti a quanto ci si aspettava. Più alto era il livello di radon minore era l'incidenza del cancro al polmone. Ciò fu confermato  dal Dr Graham Cplditz dell'Università  di Harvard, un noto epidmiologo, e dal Dott. Kenneth Bogen del Laurence Livermore National Laboratory che indipendentemente compararono la mortalità per il cancro al polmone dal 1950 a 1954 per donne dai 40 agli 80 anni e dai 60 agli 80 (fumatrici) con i dati relativi  al livello di radon sul territorio nazionale forniti dall'EPA [3]

Il caso più eclatante di un uso propagandistico della teoria LNT è stato senza dubbio l’incidente nucleare di Chernobyl. Il rapporto di Greenpace del 2006 sull’incidente nucleare prevedeva 6 milioni di casi mortali di cancro in più nelle popolazioni dei paesi esposti (praticamente tutta l'Europa) che si sarebbero dovuti verificare nei decenni successivi all’incidente. Sappiamo che niente di tutto ciò è avvenuto, i rapporti redatti dalle agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre), nelle versioni più pessimistiche riportano di 60 morti accertati con sicurezza e altri 4000 "presunti" decessi per tumori e leucemie (che non è possibile associare direttamente al disastro) . Questa è senza dubbio la più importante prova empirica della fallacia della teoria LNT, che è stata comunque ampiamente confutata anche da illustri scienziati come LB Cohen  http://www.fusione.altervista.org/calcolo_rischio_nucleare.htm e M Pollycove http://www.up.ac.za/saapmb38/pollycove1/pollycove1.htm , solo per citarne alcuni.
Nel maggio 1961 il Journal of American Medical Association (JAMA), riportò le dichiarazioni del Dott. Hugh Henry, che lavorava al Laboratorio Nazionale di Oak Ridge, il quale asserì che tutti gli studi fatti in questo laboratorio sull’esposizione a basso dosaggio di cavie animali, mostravano che all’esposizione corrispondeva  un costante miglioramento e allungamento della vita delle cavie.
Uno degli studi più importanti e più approfonditi sugli effetti delle basse dosi di radiazioni fu fatto nel 1977 negli USA sui lavoratori dei cantieri navali che lavoravano sui sommergibili nucleari. Lo studio fu ordinato dell’US Department of Energy (DOE) e i suoi risultati  non sono mai stati  pubblicati, come riporta James Muckerheide  [4], ingegnere nucleare dello stato del Massachusetts. Lo studio durò 10 anni, e costò 10 milioni di dollari. Furono seguiti un gruppo di 39.004 lavoratori del settore nucleare, con un gruppo di prova di 33.352 lavoratori del settore non-nucleare, lo studio fu completato nel 1987. Malgrado le pressioni sul DOE per non pubblicate le conclusioni,  nel 1991 fu pubblicata una relazione di due pagine. In sintesi la relazione riportava che il tasso di mortalità dei lavoratori del settore nucleare era lo 0,76 quello dei lavoratori del settore non-nucleare (gruppo di controllo), anche nei casi in cui i lavoratori del settore nucleare erano stati esposti ad un alto dosaggio. In seguito, Myron Pollycove, MD, della Nuclear Regulatory Commission, documentò la mortalità per tutti i tipi di cancro rilevata in questo studio, con tabelle molto dettagliate .

I benefici delle radiazioni a basso dosaggio
Negli ultimi 20 anni è stato dimostrato che nel corpo umano e negli altri esseri viventi c'è un processo naturale e continuo di riparazione del DNA. Le radiazioni (ionizzanti) non sono la causa principale del danneggiamento del DNA. Il calore del corpo è la causa primaria. Le mutazioni che avvengono a causa dal DNA danneggiato dal normale metabolismo superano quelle dovute alle radiazioni di 10 milioni di volte. Ogni volta che si fa dell'esercizio fisico, che si digerisce del cibo, o semplicemente si respira i tessuti del nostro corpo generano atomi o molecole con elettroni spaiati (i radicali liberi) che vanno alla ricerca di qualcosa a cui combinarsi per donare i loro elettroni. Una delle cose a cui si collegano sono le molecole del DNA delle cellule chiamate nucleotidi. Questa combinazione conosciuta come ossidazione produce dei cambiamenti nella catena del DNA che talvolta non può essere adeguatamente riparata dal meccanismo biologico predisposto perché quest’ultimo è deficitario o mal funzionante. La normale divisione cellulare quindi non fa che replicare queste cellule con il DNA modificato, da cui l’insorgere dei tumori. In genere ci sono molte molecole anti-ossidanti che prevengono queste mutazioni, si tratta di vitamine e enzimi. Alcuni enzimi sono continuamente al lavoro per riparare ogni danneggiamento del DNA, altri agiscono per bloccare la proliferazione delle cellule con il DNA danneggiato eliminandole. Studi effettuati fin dagli anni 50 sia su cavie animali che sugli uomini dimostrano che una esposizione  a basse dosi di radiazioni aumenta la risposta immunologica e quindi la capacita del corpo di riparare il DNA danneggiato. Lavori molto importanti al riguardo sono stati fatti in Giappone da Dr. Sadao Hattori, Sakamoto, Miyamoto e Takai [5], queste ricerche hanno mostrato che dosi da 10 a 15 CGy (centesimo di Gy) di radiazioni somministrate su tutto il corpo del paziente o sulla metà, in un tempo di 1 - 2 minuti, effettuate per diversi giorni, stimolavano i meccanismi di difesa del corpo. Uno studio clinico a lungo termine sui pazienti con il linfoma non-Hodgkinha ha confermato che il gruppo che ha ricevuto il basso dosaggio di radiazioni sostanzialmente è sopravvissuto al gruppo di controllo, che non ha ricevuto alcuna  radiazione, per un periodo che va dai 5 anni ai 10 anni.
Le radiazioni ionizzanti fanno parte della dell'ambiente vitale fin dal suo sorgere sulla terra. In questi anni l'insistenza sulla LNT ha bloccato in parte le ricerche e gli studi in questa direzione, cioè su come bassi dosaggi di radiazioni possono avere effetti benefici sulla salute.
Ci sono molte prove infatti che le sostanze radioattive nel corpo umano e negli esseri viventi in generale siano un fattore importante per la vita.  Nel 1950 nei laboratorio di Oak Ridge, campioni di potassio furono trattati per separare il potassio radioattivo dal resto per eseguire esperimenti di radiobiologia. Diversi cavie animali furono nutrite con potassio assolutamente privo di radioattività per un lungo periodo. Gli animali si ammalarono; ma recuperarono prontamente quando alla loro dieta fu aggiunto del potassio-40 radioattivo. Quaranta anni dopo, nel 1996, il Dott. Charles Willis, che aveva partecipato alla conduzione di questi esperimenti, parlando di fronte alla U.S. Nuclear Regulatory Commission [6] di cui era membro disse : “... è chiaro a molti di noi che i previsti effetti nocivi a basse dosi di radiazioni non esistono. Io personalmente ho potuto verificare il fenomeno dell’ormesi abbastanza tardi. Prima del 1958 lavoravo nel laboratorio [Oak Ridge Nattional laboratori] su esperimenti che eliminavano il potassio-40 dalle cellule degli organismi viventi per vedere gli effetti che avrebbe avuto la assoluta mancanza di radiazioni su di essi; abbiamo visto che quello che ritenevamo buono per le cellule [la mancanza di radiazioni], in realtà non funzionava. Così non abbiamo pubblicato i risultati di questi esperimenti, un altro effetto nocivo dell'ipotesi della linearità degli effetti (LNT)..."
Quello che avvenne negli esperimenti a  Oak ridge è consistente con una larga varietà di esperimenti su organismi "protetti" artificialmente dalle radiazioni che normalmente ricevono in natura. Per esempio, si è spesso constato nei laboratori di biologia che organismi coltivati su lastre di vetro crescevano con velocità diverso senza che se ne capisse il motivo. E' stato poi trovato che la maggior crescita dipendeva dalla maggiore o minore quantità di torio, un elemento radioattivo, sempre presente nel vetro. Molte ricerche oggi indicano che nei fondali marini la radioattività è un sostituto per la vita di molti organismi che vivono e si riproducono in queste acque buie. Che la fotosintesi nelle alghe, in mancanza della luce solare, è attivata dalle radiazioni gamma [7].
Si pensa che la vita sia sorta sulla terra circa 3 miliardi di anni fa. A quel tempo le radiazioni dovute al potassio.40 ingerito doveva essere almeno 6-7 volte quella attuale. Le dosi dalle radiazioni dovute alla decadenza dell'uranio -238 doveva essere poi almeno il doppio di quella attuale. Questo può essere dedotta dalla emivita nota del potassio-40 e dell'uranio-238. Una simile analisi fatta semplicemente guardando la tavola periodica mostra che molte altre sostanze radioattive erano molto più abbondanti in questo primo periodo, eppure anche in mezzo a tutta questa radioattività gli organismi viventi si sono evoluti e differenziati enormemente. Se la vita quindi è nata e si è sviluppata con le radiazioni, perché oggi tanta paura?

Note

[1] Le analisi più importanti per calcolare il rischio di cancro dovuto alle radiazioni furono fatte nel 1990 negli USA dalla National Academy of Sciences Committee on Biological Effects of Ionizing Radiation (BEIR) e prima nel 1988 dalla United Nations Scientific Committee on Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR). Questi studi si basavano principalmente sugli effetti delle radiazioni sui giapponesi sopravvissuti alla bomba A, altri studi furono fatti dalla U.S. National Council on Radiation Protection and Measurements (NCRP), e dalla International Commission on Radiological Protection (ICRP). Da notare che tutti questi studi prendevano in considerazione dati sull'assorbimento di dosi molto alte di radiazioni, 100.000-600.000 mrem,. Questi dati provenivano dai sopravvissuti giapponesi alla bomba A:  in pratica dosi  massicce assorbite quindi in poco tempo dopo l'esplosione. Ci sono molti dati sperimentali che indicano che il rischio per millirem è molto minore a basse dosi e soprattutto se le dosi  sono assorbite in un lungo periodo di tempo, come avviene normalmente. Usando le stime di rischio della BEIR, che sono quelle più alte, si parte da un rischio del 78% (0.78) per una radiazione di 1.000.000 mrem, cioè  se un individuo assorbe 1.000.000 di rem ha la probabilità del 78% di morire di cancro, e si assume che il rischio per 1 mrem sia 0,78/1000.000. Come abbiamo mostrato (vedi studio del Prof. B. Cohen ) il rischio a basse dosi è inferiore rispetto a quello relativo alle alte dosi per cui sia  l'UNSCEAR che la NCRP hanno stimato, per basse dosi, un rischio a minore di quello prima calcolato con una semplice estrapolazione lineare, in pratica è stato stimato che il rischio del 78% va diviso per un fattore che va da 2 a 10, cioè un rischio che va da 0.30 a 0.078 su un milione. Nel testo abbiamo assunto un fattore di 3 per cui il rischio è 0,26 volte su un milione, cioè c'è il rischio di 1 su 4 milioni, cioè del {1/4000000) x100} % di contrarre un cancro mortale per l'esposizione di 1 mrem sull'intero corpo. Poiché 1 mrem corrisponde a circa 7 miliardi di particelle che colpiscono il nostro corpo, il rischio di provocare un cancro mortale per ogni particella che ci colpisce è  (1/4.000.000)/7.000.000.000=1/28.000.000.000.000.000.

[2]  B.L. Cohen, 1987. “Tests of the Linear, No-Threshold Dose-Response Relationship for High-Level Radiation,” Health Phys., Vol. 52, p. 629. See also: B.L. Cohen, 1989. “Expected Indoor 222Rn Levels in Counties with Very High and Very Low Lung Cancer Rates,” Health Phys., Vol. 57, p. 897; and B.L. Cohen, 1995, “Test of the Linear-No Threshold Theory of Radiation Carcinogenesis
for Inhaled Radon Decay Products,” Health Phys., Vol. 68, pp. 157-174;  B.L. Cohen, and G.A. Colditz, 1994. “Tests of the Linear-No Threshold Theory for Lung Cancer Induced by Exposure to Radon,” Environmental Res., Vol. 64, p. 65.

[3] T.D. Luckey, 1990. Hormesis with Ionizing Radiation (Boca Raton, Fla.: CRC Press). Also in Japanese (Tokyo: Soft Science, Inc., 1980). In addition,see T.D. Luckey, 1995. “Test of the Linear-No Threshold Theory of Radiation Carcinogenesis for Inhaled Radon Decay Products,” Health Phys., Vol. 68, pp. 157-174.

[4] James Muckerheide, “It’s Time to Tell the Truth About the Health Benefits of Low-Dose Radiation,” 21st Century Science & Technology (Summer 2000 www.21stcenturysciencetech.com/articles/nuclear.html Muckerheide continued in his report of Summer 2000: “After long negotiations, Dr. Genevieve Matanoski, Principal Investigator for the shipyard worker study, received another substantial contract from DOE in 1994, and retired as Head of Epidemiology at Johns Hopkins University. Now, more than 5 years later (and about 12 years since the completion of the study), no papers have been published. There is no report to Congress, the shipyard workers, radiation protection agencies, or to the public. There is substantial concern about the integrity of the data, which have been kept under wraps. Further, this most definitive nuclear workers study was not included in a study of “all” U.S., U.K., and
Canadian nuclear workers, contracted by DOE with the International Association for Research on Cancer (IARC).”

[5] ACRS/ACNW, 1996. U.S. Nuclear Regulatory Commission, Advisory Committee on Reactor Safeguards and Advisory Committee on Nuclear Waste Joint

[6]  Interview with Sadao Hattori, “Using Low-dose Radiation for Cancer Suppression and Revitalization,” 21st Century Science & Technology, Summer 1997. Also, the following references:
Y. Takai, 1990. “Direct Anti-Tumor Effect of Low Dose Total (or Half) Body Irradiation and Changes of the Functional Subset of Peripheral Blood Lymphocytes in Non-Hodgkin’s Lymphoma Patients after TBI (HBI),” J. Jpn. Soc. Ther. Radiol. Oncol., Vol. 3, pp. 9-18. S. Hattori, 1997. “State of Research and Perspective on Adaptive Response to Low Doses of Ionizing Radiation in Japan,” in Low Doses of Ionizing Radiation: Biological Effects and Regulatory Control, IAEA-TECDOC-976, IAEA-CN- 67/126, pp. 402-405.

[7] T.D. Luckey, “Evidence for Gamma Ray Photosynthesis,” 21st Century Science
& Technology (Fall-Winter 2008) http://www.21stcenturysciencetech.
com/ Articlesn %202008/F-W_2008/Research_Communication.pdf

Nota sull'autore: Dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare, docente, direttore della rivista Fusione Scienza e Tecnologia

     
         
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