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Capitolo 1
Dal
nucleare
l'energia più sicura e pulita
Capitolo 2
Vivere con le
radiazioni
Capitolo 3
L'incidente di Cernobyl:
i danni maggiori vennero dai media
Capitolo 4
La misura
scientifica del rischio
delle scorie nucleari
Capitolo 5
Dove è finito il buco
nell'ozono stratosferico?
Capitolo 6
Le origini
aristocratiche dei movimenti verdi
Capitolo 7
Il WWF in Africa
Capitolo 8
Il mondo poco pacifico
di Greenpace
Capitolo
9
Il riscaldamento
globale che
non c'e
mai stato
Appendice
Il rischio di
cancro per basse
dosi di
radiazioni
Prof. Bernard L. Cohen
Il
riprocessamento del combustibile nucleare
Prodotti naturali contro
quelli industriali: i
falsi luoghi comuni
Prof. Bruce Ames
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Non ha fondamento il luogo comune, propagandato
dagli ambientalisti che il cancro sia una malattia
causata dai modi di vita moderni, dovuta allo sviluppo
industriale e tecnologico
Prodotti industriali contro quelli
naturali: i falsi luoghi comuni
Prof. Bruce Ames
Professor of Biochemistry & Molecular Biology
Director of the National Institute of Environmental
Health Sciences Center
University of California at Berkeley, Berkeley,
California 94720.Tel. 510-642-5165, Fax 510-643-7935
Complessivamente negli Stati Uniti le percentuali di
morti per cancro sono stazionarie o in diminuzione, ad
eccezione del cancro provocato dal fumo. L'aggiornamento
statistico del National Cancer Institute indica che
"il tasso di mortalità, corretto per il fattore di
età ( che tiene conto dell'aumento demografico ed anche
dell'aumento della proporzione di anziani della
popolazione grazie all'aumento della vita media, ndr )
per tutti i tipi di cancro, eccettuato il tumore al
polmone, è calato dal 1950 ad oggi in tutte le classi di
età, escluso il gruppo degli ultra 85enni".
Complessivamente c'è stata una diminuzione del 13 per
cento, con 44. 000 morti in meno rispetto al previsto; l'aumento
nella classe di età degli ultra 85enni è stato dello 0,5
per cento. I principali tipi di morte per cancro che
hanno subito un decremento numerico nel corso di questo
periodo sono quelli allo stomaco ( meno 75 %, con 37.000
morti in meno rispetto al previsto), alla cervice ( meno
73%, con 11.000 morti in meno), all'utero ( meno 60%, con
9.000 morti in meno) e retta ( meno 65%, con 13.000 morti
in meno). I principali tipi di morte per cancro che sono
in aumento numerico sono quelli ai polmoni (più 247%,
con 91. 000 morti in più ) che sono causati dal fumo (come
lo è il 30% dei casi di cancro negli Stati Uniti ) e il
linfoma non- Hodgkin ( più 100 %, con 8.000 morti in
più).Le tendenze generali nella mortalità per cancro si
possono desumere dai più recenti dati della Amcrican
Cancer Society.
Naturalmente, le variazioni nei tassi di sopravvivenza e
nei tassi d'incidenza sono rilevanti nell'interpretazione
delle variazioni dei tassi di morte per cancro. Per
qualche tipo di cancro i tassi di incidenza sono
aumentati. In un esauriente studio sulle tendenze del
cancro i ricercatori Doli e Peto hanno dimostrato che
benché i tassi di incidenza abbiano interesse oggettivo,
tuttavia non dovrebbero essere presi in considerazione
come dato a se stante in quanto i loro tassi tendenziali
sono influenzati dai progressi nel campo delle
rilevazioni statistiche e delle diagnosi, come sembra
essere nel caso alla mammella. Anche se particolari tipi
di cancro sembrano incrementare o decrescere, è
difficile determinare una relazione di casualità tra l'incidenza
del cancro ed i molto diversi aspetti dei nostri modi di
vivere.
Complessivamente non c'è alcuna convincente evidenza di
un generale aumento dei casi di cancro in relazione alle
condizioni di vita nel moderno mondo industriale (Doli e
Peto 1981; Higginson 1988; Peto 1985). La durata della
vita si è costantemente accresciuta negli Stati Uniti e
negli altri Paesi industriali; la mortalità infantile è
diminuita; e, quantunque le statìstiche non siano
precise, non c'è alcuna evidenza che le malformazioni
congenite siano in aumento. Le conclusioni sono che gli
Americani sono più sani oggi di quanto lo siano mai
stati.
L'inquinamento delle acque
II potenziale rischio dovuto a sostanze cancerogene
presenti nelle acque inquinate ((quali quelle di Santa
Clara, della "Silicon Valley" in California, di
Wobum in Massachusetts) potrebbe venire paragonato al
potenziale rischio dovuto alla comune acqua di rubinetto
(vedi tabella). Dei 35 pozzi chiusi nella Valle di Santa
Clara perché ritenuti a rischio cancerogeno per lievi
tracce di tricloroetilene solo due presentavano un
rischio superiore a quello della cernirne acqua del
rubinetto.
Normalmente le acque dei pozzi non sono clorate e
pertanto non contengono alcuna delle 83 parti per
miliardo di clorofomùo presenti in media nelle acque
clorate di rubinetto. L'acqua della fonte più inquinata
presenta un rischio cancerogeno relativo che è di alcuni
ordini di grandezza inferiore a quello di un equivalente
volume di coca cola, di birra, di vino o dei numerosi
cancerogeni naturali presenti nella nostra dieta
giornaliera. Inoltre il consumo di acqua di rubinetto è
di circa 1-2 litri al giorno, e la stessa evidenza
animale non fornisce alcuna buona ragione per temere che
il clorofomùo nell'acqua o degli attuali livelli di
inquinamento delle acque possano costituire un rischio
cancerogeno significativo. Le tracce di composti chimici
trovate nelle fonti inquinate sarebbero una causa di
malformazioni congenite ben trascurabile, se paragonate
al livello di fondo di conosciuti teratogeni quali l'alcool.
Anche la maggior parte degli agenti che causa
malformazioni congenite dovrebbe essere innocua a basse
dosi. I più importanti fattori di rischio per le
malformazioni congenite nell'uomo sono l'età della madre,
l'ingestione di alcool, il fumo ed il virus della rosolia.
L'inquinamento dell'aria
Una persona inala circa 20.000 litri di aria al giorno, m
tal modo, ogni modesta contaminazione dell'aria ha come
risultato l'inalazione di una apprezzabile dose di
inquinanti. L'inquinamento dell'aria negli ambienti
chiusi è, in generale, notevolmente più pericoloso per
la salute che non quello dell'aria all'aperto, in parte
per il fumo di sigaretta, e per la presenza di
formaldeide, benzene, e radon. Il più importante
inquinante degli ambienti chiusi è il radon. U radon è
un gas radioattivo naturale che è presente nel suolo,
rimane intrappolato nelle case e da luogo a prodotti di
decadimento radioattivi di cui si conosce l'azione
cancerogena. Si stima che un milione di abitazioni negli
Stati Uniti presentino un livello di esposizione ai
prodotti di decadimento del radon superiore a quello a
qui oggi sono esposti i lavoratori delle miniere di
uranio. Due residenze particolarmente contaminate
presentarono un rischio stimato come equivalente a quello
di circa 1200 radiografie al torace al giorno. In base a
queste considerazioni, approssimativamente il 10% dei
cancri polmonari riscontrati negli Stati Uniti sono stati
attribuiti all'inquinamento da radon nelle case.
Molti di questi casi avrebbero potuti essere prevenuti,
dal momento che la maggior delle case a rischio può
venire identificata e modificata in modo da minimizzare
la contaminazione da radon ( Nero 1988). m genere l'inquinamento
all'aria aperta comporta un rischio piccolo rispetto a
quello dell'aria al chiuso o degli agenti inquinanti
inalati dai fumatori: una persona che respiri lo smog di
Los Angeles per un anno inala la stessa quantità di
prodotti di combustione di una persona che fumi due
pacchetti di sigarette (Ames, Magaw, Goldl987; Arnesi 983).
È difficile per gli epidemiologi calcolare il rischio di
cancro dovuto all'inquinamento dell'aria all'aperto, dal
momento che le esposizioni al radon ed al fumo devono
essere accuratamente controllate.
La cottura dei cibi
La cottura del cibo genera una varietà di mutageni (agenti
che danneggiano il DNA) e di cancerogeni. La quantità
totale di materiale rosolato ed abbrustolito mangiata in
una giornata tipo è almeno di parecchie centinaia di
volte superiore a quello inspirato da un grave
inquinamento dell'aria all'aperto (Ames 1983). Nove
animine eterocicliche, isolate in base al loro potere
mutageno da proteine ed amminoacidi che erano stati
riscaldati in modo da simulare i metodi di cottura, sono
state sottoposte a test; tutte si sono dimostrati potenti
cancerogeni nei roditori (Sugimura ed altri 1986;
Sugimura 1986). Se ne stanno ancora isolando e
codificando molte altre. Tré nitropireni mutageni
presenti negli scarichi diesel si sono rivelati
cancerogeni, ma si valuta che un pollo alla griglia
faccia ingerire questi nitropireni cancerogeni in
quantità di gran lunga superiore a quella dell'inquinamento
atmosferico. Le fiamme a gas generano ossidi di azoto che
possono formare, nel cibo cotto nei forni a gas sia una
delle fonti principali di nitrosamine e nitropireni nell'alimentazione.
I rischi delle elaborazioni statistiche fatte senza aver
compreso i meccanismi della cancerogenesi
È prudente assumere che se un prodotto chimico si rivela
cancerogeno per i ratti ed i topi alla massima dose
tollerata. Tuttavia, fino a che non capiremo meglio i
meccanismi della cancerogenesi, non potremo prevedere con
attendibilità i rischi per gli esseri umani a basse dosi,
spesso centinaia di migliaia di volte al di sotto delle
dose alla quale si può osservare un effetto nei roditori.
In definitiva, la valutazione quantitativa del rischio
non è attualmente scientificamente possibile. Lo studio
dei meccanismi della cancerogenesi è un campo in rapido
sviluppo ed è essenziale per valutare il rischio in modo
ragionevole. Sia le mutazioni che la proliferazione delle
cellule sono essenziali per l'insorgere di un tumore. In
alcuni organi, come nel colon, le cellule proliferano
spontaneamente con un dato tasso, mentre in altri, come
nel fegato, ciò non avviene.
Le complicazioni aumentano se si tiene conto del fatto
che per l'insorgere del rumore sono necessario parecchie
mutazioni e che esistono molti livelli di difesa contro i
cancerogeni .Queste considerazioni suggeriscono che,
coerentemente con i dati relativi sia agli animali che
agli uomini, il rapporto dose-risposta sia sublineare.
Esse indicano anche che il cancro nell'uomo dovrebbe
essere comunemente causato da interazioni moltiplicatrici.
La somministrazione, negli esperimenti sul cancro, di
sostanze chimiche alla massima dose tollerata in genere
causa proliferazione di cellule e reazioni infiammatorie.
Le reazioni infiammatorie con rilascio di radicali
ossigeno da parte di cellule fagocito equivale ad
irradiare i tessuti. Se una sostanza chimica non è
mutagena e le sue proprietà cancerogene sono causate
dalla proliferazione cellulare provocata da dosi quasi-tossiche,
ci si dovrebbe attendere l'esistenza di una soglia.
La curva dose-risposta
II fatto che dosi elevate di un prodotto chimico causino
tumori non significa necessariamente che essi verranno
causati anche da piccole dosi. La maggior parte delle
sostanze chimiche, infatti, potrebbero essere innocue ai
bassi livelli. Un elenco di cancerogeni non è
sufficiente. La regola principale in tossicologia è che
la dose fa il veleno: oltre un certo livello qualsiasi
sostanza chimica diventa tossica, ma al di sotto esistono
livelli di sicurezza.
Negli anni settanta si sviluppò un consenso scientifico
sul fatto che le sostanze cancerogene avrebbero dovuto
essere considerate in maniera differente - cioè che
saremmo dovuti partire dal presupposto che anche piccole
dosi avrebbero potuto essere dannose, pur non disponendo
dei metodi per misurarne gli effetti ai bassi livelli.
Questa idea si affermò perché sembrava che la maggior
parte dei cancerogeni fossero anche mutageni(agenti che
danneggiano il DNA). Il precedente delle radiazioni
ionizzanti, che sono al tempo stesso mutagene e
cancerogene, dava credito all'idea che le sostanze
chimiche potessero avere effetti anche a basse dosi.
Alcune delle più recenti ricerche sulle radiazioni,
tuttavia, porta a ritenere che a basse dosi esse
potrebbero non essere dannose o addirittura protettive (
Wolff ed altri 1988; Yalow 1988; Ootsuyama e Tanookal988;
Kondol988). L'idea che la maggior parte dei cancerogeni
classici fossero anche mutageni ( circa il 90% in base ai
nostri studi) ed il lavoro sugli oncogeni avevano
rafforzato la connessione mutageni-cancerogeni.
Tuttavia, negli ultimi anni, il quadro è cambiato. Circa
la metà di tutte le sostanze chimiche sperimentate sugli
animali è cancerogena, ma solo circa la metà di queste
appare mutagene. Uno dei fattori di questo cambiamento
potrebbe essere il fatto che nella sperimentazione sul
cancro ora ci si attiene rigorosamente alla
somministrazione della sostanza chimica alla dose massima
tollerata per tutto il periodo di vita dell'animale.
Sembra ora abbastanza ragionevole che alcune sostanze
cancerogene non siano mutagene e che non tutte le
sostanze mutagene causino il cancro, dal momento che la
somministrazione della massima dose tollerata accelera la
fase di incubazione della cancerogenesi.
La fase di incubazione, o proliferazione delle cellule,
può venire accelerata da virus come il virus dell'epatite
B, che e cancerogeno nell'uomo ed o la maggior causa a
livello mondiale di cancro al fegato, o il virus 16 del
papilloma umano (HPV-16) uno dei responsabili del cancro
alla cervice uterina. Entrambi causano un'eliminazione
cronica delle cellule e la conseguente proliferazione
cellulare. L'incubazione può anche essere indotta da
ormoni, che causano proliferazione cellulare. Gli ormoni
sembrano essere importanti fattori di rischio per
determinati cancri umani, quali il cancro alla mammella,
e pare che incrementino semplicemente la proliferazione
cellulare. La fase di incubazione dell'insorgere del
cancro può venire accelerata da sostanze chimiche. L'alcool,
ad esempio, causa cirrosi epatica che porta al cancro.
Quando provati in accurate sperimentazioni sugli animali
alla massima dose tollerata, i classici acceleratori
chimici, quali il fenobarbital ed il tetradecanoil forboi
acetato, sono, come ci si aspettava, cancerogeni. Vi sono
crescenti prove del fatto che gli acceleratori chimici a
basse dosi non sono attivi( Pinot ed altri 1987; Parber
1987). Sembra probabile, quindi, che un'alta percentuale
di tutte le sostanze chimiche, sia naturali che
realizzate dall'uomo, che causerebbero la proliferazione
cellulare alla massima dose tollerata e verrebbero quindi
classificate come cancerogene, siano per la maggior parte
solo degli acceleratori della proliferazione spontanea
delle cellule e che quindi possano perdere la loro
efficacia a dosi molto più basse di quella tossica.
Per questo è improbabile che le sostanze che normalmente
inquinano le acque, quali il tricloroetilene (TCE) e il
percloroetilene (PCE), abbiano qualche rilevanza sulla
salute pubblica perché (a) la quantità a cui siamo
esposti con l'inquinamento sono trascurabili in relazione
al fondo dei cancerogeni naturali, e (b) le prove
sperimentali indicano che esse probabilmente fungono da
acceleratori, e non sono cancerogeni che danneggiano il
DNA, per cui dovrebbero essere ignorati quando si trovano
in basse concentrazioni.
È falso che l'inquinamento sia la causa
principale del cancro e delle malformazioni congenite
Per decenni il numero delle cicogne in Europa è andato
diminuendo. Al tempo stesso in Europa è diminuito il
tasso delle nascite. Saremmo sciocchi se accettassimo
questa correlazione come la prova del fatto che le
cicogne portano i bambini. La scienza dell'epidemiologia
cerca di estrarre dalla miriade di correlazioni casuali
possibili, quelle che sono significative ed implicano un
rapporto di causa ed effetto. Tuttavia, non è facile
ottenere prove convincenti da metodi epidemiologici a
causa delle difficoltà metodologiche insite. Poiché
esistono molte fonti di errore nei dati le variazioni
casuali costituiscono un fattore importante. Poiché
esistono molti diversi tipi di cancro e di malformazioni
congenite, per semplici fattori casuali ci si può
attendere che alcuni di essi si verifichino con una
frequenza più alta in qualche piccola comunità. La
tossicologia fornisce le prove che possono aiutare a
decidere se una correlazione osservata possa essere
causale o accidentale. Non vi è alcuna prova convincente
ne dall'epidemiologia ne dalla tossicologia che l'inquinamento
sia una causa rilevante di cancro o di malformazioni
congenite. Ad esempio gli studi epidemiologici sul Love
Canai, sulla diossina nell'Agente Orang, sulle raffinerie
nella Contea di Centra Costa, sulla Silicon Valley, su
Wobum , e sul DDT non forniscono prove convincenti che in
alcuno di questi casi tanto pubblicizzati l'inquinamento
abbia causato dei danni alle persone. Anche nel Love
Canai, dove la gente viveva vicino ad una discarica di
rifiuti tossici, la prova epidemiologica di un effetto
sulla salute pubblica è dubbia. L'analisi dei dati
tossicologici relativi a molti di questi casi suggerisce
che i quantitativi di prodotti chimici inquinanti fossero
troppo bassi rispetto all'effetto di fondo dei
cancerogeni naturali per essere ritenuti cause credibili
di un aumento del cancro negli uomini (Ames, Magaw e Gold
1987). Un'analisi comparativa dei teratogeni in uso, una
sorte di prontuario con un indice che esprima il livello
di esposizione umana come percentuale del livello della
dose efficace nei roditori potrebbe essere interessante (vedi
Errore3), ma questo non è stato fatto in modo
sistematico. L'esposizione ambientale al TCE, al PCE, al
tricloroetano, al dibromuro di etilene (EDB), e ad altri
inquinanti è migliala di volte più bassa che non l'esposizione
a quegli stessi agenti sul posto di lavoro.
Per questo, se le parti per miliardo di queste sostanze
inquinanti causassero il cancro o malformazioni genetiche,
ci si dovrebbe aspettare di vederne gli effetti in modo
ingrandito nei posti di lavoro. Gli studi condotti su
queste sostanze chimiche, invece, non hanno fornito, fino
ad oggi, alcuna prova di associazione casuale, nonostante
gli studi epidemiologici ne siano intrinsecamente
insensibili (IARC Monographsl987). In letteratura, casi
di cancro dovuti ad esposizione sul posto di lavoro si
sono verificati principalmente per esposizioni a sostanze
chimiche a livelli notevolmente alti.
Per esempio, i livelli di EDB, sia quelli permessi che
quelli che si verificano, sono stati paurosamente alti (vedi
tabella). Nel 1981 in Califomia testimoniai che i nostri
calcoli dimostravano che le sostanze tossiche che
venivano lasciate respirare ai lavoratori costituivano
una dose più alta della TD50 nei ratti, in conseguenza
di ciò la Califomia ridusse di più di 100 volte la dose
di EDB a cui potevano essere esposti i lavoratori.
Nonostante il fatto che le ricerche epidemiologiche sugli
effetti dell'EDB sui lavoratori altamente esposti non
abbiano mostrato nessun significativo effetto, le
incertezze delle nostre conoscenze rendono importante che
esista una normativa rigorosa, dal momento che i
lavoratori possono venire esposti a dose estremamente
alti.
Un falso luogo comune: la tecnologia ci sta stremando
Quasi sempre le tecnologie più vecchie sono anche più
rischiose delle tecnologie moderne che le sostituiscono.
La ragione per cui vengono utilizzati miliardi di
chilogrammi di TCE(uno dei più importanti solventi
industriali non infiammabili) e di PCE ( il principale
solvente per il lavaggio a secco negli Stati Uniti) è il
fato che essi presentano una bassa tossicità e non sono
infiammabili. E' forse consigliabile ritornare all'epoca
in cui le industrie e le lavanderie a secco usavano
solventi infiammabili e gli incendi erano frequenti?
Non sempre l'eliminazione di un cancerogeno può essere
una buona idea. Ad esempio, l'etilbromuro (EDB); il
principale fumigante negli Stati Uniti prima che venisse
messo al bando, era presente in quantitativi trascurabili
nei nostri alimenti: l'assunzione giornaliera media
comportava un rischio cancerogeno che era circa un decimo
di quello dovuto all'anatossina in un sandwich medio al
burro di arachidi. Un pericoloso insignificante.
L'eliminazione della fumigazione comporta invece l'infestazione
di insetti e ta contaminazione del grano con muffe che
producono agenti cancerogeni, il bando dellFEDB
potrebbe quindi dimostrarsi un regresso per la salute
pubblica e non un avanzamento, e potrebbe anche
comportare un grosso incremento di costo. Le alternative
proposte potrebbero essere sia più pericolose dell'EDB,
sia più costose. Analogamente i moderni antiparassitari
hanno sostituito sostanze a rischio più elevato quali l'arseniato
di piombo, uno dei più importanti antiparassitari prima
dell'era moderna- Piombo ed arsenico sono entrambi
naturali, ma altamente tossici e cancerogeni. Gli
antiparassitari hanno migliorato il rendimento della
terra coltivata ed hanno fatto diminuire il prezzo degli
alimenti, un rilevante progresso per la salute pubblica.
Ogni essere vivente ed ogni industria "inquina"
in qualche modo.
Quanto è disposta a spendere la società per rimuovere
le ultime parti per miliardo di TCE dalle sorgenti di
Silicon Valley o per eliminare il PCE dagli impianti dì
lavaggio a secco? Attualmente spendiamo enormi somme di
danaro per tentare di eliminare livelli di inquinamento
sempre più bassi; la stima è di circa 80 miliardi di
dollari all'anno (Ames e Gold 1957). Il fatto che gli
scienziati abbiano sviluppato metodi per misurare parti
per miliardi di cancerogeni e stiano sviluppando metodi
mille volte più precisi per arrivare a misurare parti
per trilione non significa che vi sia un incremento dell'impatto
ambientale significativo o che l'inquinamento rilevato
sia causa di danni per l'uomo. Bruciare tutte le proprie
energie per delle banalità senza fecalizzarsi sui
problemi importanti è controproducente- Se prestiamo un'attenzione
esagerata ai problemi causati dalle tracce di sostanze
inquinanti e non ci rivolgiamo invece ad affrontare
importanti problemi che riguardano la salute pubblica
quali il fumo, l'alcool, le diete squilibrate, l'AIDS, la
droga, il radon radioattivo nelle nostre case, le
esposizioni a dosi elevate nei luoghi di lavoro, noi non
miglioreremo la salute pubblica e i rischi veri finiranno
con il perdersi in questo polverone. Sarà l'inesorabile
progresso della moderna tecnologia e delle ricerche
scientifiche che continuerà a fornirci la conoscenza che
sfocia in un ordinato progresso in grado di far recedere
il cancro e le malformazioni congenite ed accrescere la
durata della vita.
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