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Crisi sistemica globale
L' Unione europea ad un bivio:
complice o
vittima del crollo del dollaro?
Traduzione
del Comunicato Pubblico GEAB
Global Europer Anticipation Bulletin N°38 (15 septembre
2009) Europe2000
Le grandi tendenze delle fasi 4 e 5 della crisi sistemica
globale (fase di decantazione e fase di
smembramento geopolitico mondiale) si rivelano ogni
giorno un po' di più (1). Tutti ormai hanno
capito che gli Stati Uniti sono trascinati in una spirale
incontrollabile che associa insolvibilità
generalizzata del paese ed incompetenza evidente delle
elite US ad attuare le soluzioni necessarie.
Lannunciata cessazione dei pagamenti degli Stati
Uniti è in corso come illustrano la caduta del
dollaro e la fuga dei capitali fuori dal paese: solo il
nome del liquidatore ed il riconoscimento del
fallimento sono ancora sconosciuti, ma ciò non può
ritardare. E, parallelamente al suo leader,
l'Occidente, da cui il Giappone si allontana un po' di più
ogni giorno con l'attuazione dei suoi nuovi
orientamenti politici, economici, finanziari e
diplomatici (2), è già in piena deliquescenza limmagine
della NATO in Afganistan (3). Così, secondo LEAP/E2020,
l' anno 2010 metterà l'Unione europea nel cuore di
quattro vincoli strategici che gli imporranno scelte
urgenti in un contesto di crollo accelerato del campo
occidentale, che si potrebbe semplificare riassumendolo
col destino del dollaro US. Queste scelte definiranno
durevolmente il ruolo degli europei nel mondo del
dopo crisi. Sia se si affermeranno come attori-chiave
della strutturazione del mondo di domani
affermando la loro visione del futuro e cercando i
partner ad hoc senza esclusione; sia se si
accontenteranno di essere vittime che acconsentono al
naufragio dellOccidente seguendo
ciecamente Washington nella sua discesa agli inferi. Nel
primo caso, l' UE assumerebbe interamente
la sua finalità storica di ridare agli europei il
controllo del loro destino collettivo; nel secondo, si
rivelerebbe essere nientaltro che la propaggine
occidentale del COMECON (4), appendice senza
futuro della superpotenza tutelare. Le tendenze pesanti
sono già identificabili e, secondo il nostro gruppo, spingeranno fortemente l' Europa in direzioni
anticipabili fin da oggi. Detto ciò, la
debolezza intellettuale dellattuale direzione
politica europea (Unione e Stati membri insieme)
costringe a modulare le previsioni. In tutti i casi,
essendo la UE la prima potenza economica e
commerciale mondiale (5), le conseguenze di queste
evoluzioni avranno un impatto diretto e rapido
in tutto il mondo su molti fattori economici, finanziari
e geopolitici essenziali: tasso di cambio,
prezzo delle materie prime, crescita, sistemi sociali,
equilibri di bilancio, governance mondiale.
In
questa GEAB N°38, oltre alle raccomandazioni strategiche
ed operative per far fronte alla crisi ed
alle anticipazioni per il 2009-2014 dei rischi-paese di
fronte alla crisi, il nostro gruppo analizza
dunque i quattro vincoli strategici per i quali l'Ue dovrà,
fin dal 2010, dare consequenziali risposte
pesanti, cioè:
1. Fare fronte alla rottura del sistema monetario fondato
sul dollaro ed evitare di trovarsi senza appello dinanzi alla prospettiva di 1EUR=2USD
2. Evitare l' esplosione dei disavanzi di bilancio del
modo americano e britannico
3. Rispondere all' aggravarsi della crisi Iran/Israël/USA
e della guerra in Afganistan definendo una
posizione specificamente europea.
4. Iniziare a lavorare in modo indipendente e costruttivo
con i nuovi attori chiave del mondo del
dopo la crisi: Cina, India, Brasile e Russia in
particolare.
Infatti, su tutti questi punti determinanti
per gli europei ed il resto del mondo, non è possibile
aspettare oltre il 2011. Basta immaginare per rendersene conto che gli europei restano collettivamente
passivi di fronte a questi quattro vincoli
per spiegarsi l'impossibilità di aspettare oltre il 2010:
1. Così, se gli europei si accontentano di guardare il
dollaro affondare, le loro esportazioni verso gli
Stati Uniti e numerosi altri paesi le cui valute sono
legate al dollaro U. S., andranno da qui ad un
anno completamente sinistrate, aggravando la crisi
economica e sociale nell' UE.
2. Se gli europei, e soprattutto i governanti della zona
euro, lasciano scappare i disavanzi pubblici,
come fa la Francia, la zona euro sarà sottoposta molto
rapidamente a conflitti interni brutali tra
europei del Nord ed europei del Sud.
3. Se i governanti europei si accontentano di seguire l'
asse Israele/Washington nella questione del
nucleare iraniano e star dietro all' amministrazione
Obama per l' Afganistan, entreranno in un processo di scontro con le loro opinioni pubbliche per il
quale né sono preparati, né sono in
posizione di forza, prova della grave instabilità
politica in tutti gli Stati membri.
4. Se gli europei rifiutano di discutere in modo
indipendente dai loro eventuali interessi comuni con
i cinesi, gli indiani, i Brasiliani ed i Russi, si
privano semplicemente di qualsiasi mezzo per fare
valere la loro visione delle cose per quanto riguarda i
tre vincoli precedenti poiché questi paesi
rappresentano oggi le potenze senza le quali non può più
essere attuato nulla di decisivo (6).
Evolution historique de la part du PNB mondial du tandem
Chine-Inde (1500-2008) - Sources :
Bloomberg / Gluskin Sheff - 2009
Secondo i nostri ricercatori, è dunque certo che il 2010
è un anno determinante per gli europei ed
il loro futuro comune. La posizione dell' UE, ed in
particolare della zona euro, di fronte al dollaro sarà
determinante per gli europei, come per il dollaro e l'ordine
monetario mondiale. Non che gli europei
abbiano scelto l'anno (2010) o l'argomento (il dollaro) (i
dirigenti di Eurolandia preferirebbero
certamente continuare il loro business as usual),
ma la Storia è dotata di una ironia notevole che
mette gli alleati degli Stati Uniti ormai con
le spalle al muro: affondare ora con Washington o
uscirne senza Washington. Ma, come nello lo sviluppo dellinsieme
dei fenomeni implicati nella
crisi sistemica globale in corso, il tempo conosce una
forte contrazione: tutto va molto più
rapidamente. A questo proposito, si può daltronde
stupirsi di vedere gli esperti di qualsiasi
tipo
presentare come strambo l' articolo di Robert Fisk il
crepuscolo del dollaro (7), riportando che
russi, cinesi, francesi, giapponesi e paesi petroliferi
del golfo starebbero discutendo una quotazione
sui prezzi del petrolio in un'altra valuta che non sia il
dollaro US da qui a nove anni. Per
LEAP/E2020, il solo elemento sorprendente di quest'informazione
è il periodo di nove anni.
Quest'evoluzione si verificherà molto più rapidamente,
da qui a 2 anni, con la pressione degli
eventi. Ricordiamo il mondo di nove anni fa per
comprendere l'accelerazione straordinaria della
Storia che costituisce questa crisi: nove anni fa, G.W.
Bush era stato appena eletto; l'11 settembre
avrebbe avuto luogo solo due anni più tardi; gli Stati
Uniti non si erano ancora impantanati in
Afganistan ed in Iraq; Katrina non aveva ancora raso al
suolo New Orleans; un euro valeva 0,9
dollari; la Russia non era che un paese alla deriva; l'
UE credeva di elaborare una costituzione
popolare; la Cina era un attore internazionale povero; l'economia
US era mostrata come esempio al
mondo ed il Regno Unito faceva la lezione ultra-liberale
a tutta lEuropa; le banche d' affari di Wall
Street sembravano invincibili, l'elenco potrebbe
continuare lungamente.
Ciò che emerge è che ognuno di questi eventi sarebbe
parso impensabile alla maggior parte degli
esperti soltanto alcune settimane prima che si
verificasse. Allora pensare che occorreranno nove
anni per pagare il petrolio in altra cosa che non sia il
dollaro, moneta che regge grazie alla volontà
(sempre più cattiva) delle banche centrali di comperare,
comperare ed ancora comperare questa
valuta per evitare che essa crolli, è francamente dare
prova di una naïveté storica che disarma. Già
al secondo trimestre, le banche centrali del mondo intero
hanno incominciato a porre fine al loro
accumulo di dollari US (il dollaro non è infatti
rappresentato che dal 37% dei loro acquisti di valute
quando esso rappresenta il 63% delle riserve) (8). Già
nel luglio 2009, sono quasi 100 miliardi USD
di capitali netti che hanno lasciato gli Stati Uniti (9),
e ciò nel momento in cui il paese pretende di
riuscire a fare entrare nelle sue casse più di 100
miliardi USD al mese per finanziare il deficit
federale (senza parlare degli altri disavanzi pubblici).
In questo contesto, una questione essenziale si
pone: chi compera realmente questi 100 miliardi di buoni
del tesoro US ogni mese? Certamente non
i cittadini americani che sono indebitati al di là del
ragionevole e non hanno più né risparmio, né
credito. Certamente non gli operatori privati stranieri
che si preoccupano ogni giorno un po' di più
dello stato di salute degli Stati Uniti. Certamente
neppure le banche centrali cinese, russa,
giapponese che incominciano, da un lato a cessare i loro
acquisti di buoni a lungo termine, edell'altro, a vendere
le T-Bonds o trasformare i loro buoni a lungo termine in
buoni a breve termine. Stranamente solo la banca d'
Inghilterra sembra avere ancora questo appetito (10).
Allora, nonrestano che gli usual suspects
cioè la FED e la sua rete di primary dealers"
cioè la planche à billet" di un'ampiezza
molto più importante di quella riconosciuta dalla FED
con la sua politica di
quantitative easing" ufficiale.
Evolution des achats étrangers de bons du Trésor US à
long terme (1979 2009) - Source : Market
Oracle / Sean Brodick - 09/2009
Con l' annuncio di bilanci federali in deficit di 1.000
miliardi USD all'anno nel decennio a venire
(11), chi può onestamente pensare che il resto del mondo
accetterà di essere pagato per ancora nove
anni in valuta senza valore? Forse coloro che pensavano
impossibile il crollo di Wall Street nel
settembre scorso? O che credevano che Obama avrebbe
cambiato l'America ed il mondo (12)? O
che persistono a credere che il consumatore americano
rinascerà dalle sue ceneri ed alimenterà la
ripresa impossibile (13)? Contrariamente all'anno
scorso, l' attuale ricaduta del dollaro non
beneficerà di una dilazione inaspettata a causa del
panico. Questa volta, la valuta americana è vista
come uno spaventapasseri e non come un rifugio, poiché
il disaccoppiamento dal resto del mondo
(Asia, America del Sud e Europa in particolare) è all' opera
(14). Daltronde e per questo che il 2010 è
un anno così determinante per gli europei. Se lasciano
proseguire gli sviluppi in corso, è l' Euro che
diventerà una valuta-rifugio ed il suo corso soffocherà
l'economia europea. La zona euro deve
dunque diventare più aggressiva e discutere con gli
altri grandi soggetti economici e finanziari per
evitare questa situazione, evitare che l' Euro voli di
fronte allo Yuan, allo Yen ed ad altre valute dei
suoi partner commerciali. In realtà, su questo punto,
essa non ha realmente la scelta, poiché
comperare ogni giorno dei miliardi USD che valgono sempre
meno al ritmo crescente al quale sono
creati, non può essere una politica duratura (15). E per
di più, chi dispone realmente di un margine
di manovra per negoziare col FMI, è proprio lUe,
sia per abolire il diritto di veto degli Stati Uniti
che per far posto alle potenze riemergenti" (16).
Poids des principaux acteurs dans la richesse mondiale -
Source : FMI - 2009
Come sovente, sono gli eventi esterni che imporranno agli
europei di agire in modo unito e
proattivo. Vale a dire, per LEAP/E2020, il dollaro sarà
un forte stimolo dell' azione europea perlanno 2010. E la Storia, rispetto alla quale gruppo
di LEAP/E2020 sottolinea sempre che il suo
solo senso è quello dell' ironia, si prepara
evidentemente a dare agli europei un ruolo che tutti si
aspettavano vedere giocare ai cinesi
Note:
(1) Voir GEAB précédents.
(2) Voir GEAB N°37 à ce sujet. Le changement radical de
politique monétaire est en soi le coup le
plus brutal porté au Dollar et aux achats de Bons du Trésor
US par un « allié » depuis desdécennies.
(3) Des Pays-Bas à l'Allemagne ou l'Italie, les pays de
l'Alliance engagés dans le conflit afghan
évoquent de plus en plus ouvertement leur désir de se dégager
d'Afghanistan en 2010, tandis que le
Japon a annoncé l'arrêt de son soutien logistique à la
coalition.
(4) Organisation d'entraide économique du bloc
communiste, dirigée par l'URSS, et qui fut dissoute
deux ans après la chute du Mur de Berlin. Source :
Wikipedia
(5) L'UE est par ailleurs la seule dotée d'une monnaie
pouvant jouer un rôle d'alternative au Dollar
US, tout en détenant les troisièmes réserves mondiales
d'actifs libellés en Dollars et les plus grandes
réserves d'or de la planète, et en ayant un commerce
extérieur peu dépendant du consommateur
américain. Coincée dans une situation intenable, elle
représente un acteur extrêmement puissant,
devenu cette année la zone la plus riche du monde devant
l'Amérique du Nord. Source : Bloomberg,
15/09/2009
(6) Comme l'a bien constaté Barack Obama en signalant la
fin du G7, et comme l'illustre le
graphique ci-dessous. En effet, non seulement le tandem
Chine-Inde a vu sa part du PNB mondial
augmenter de près d'un tiers en 10 ans, mais, en plus,
sur la longue durée, mis à part les deux
derniers siècles, ces deux pays ont représenté en général
près de 50% de la richesse mondiale.
Difficile pour les Européens de faire l'impasse sur ce
« détail durable ».
(7) Sources : The Independent, 06/10/2009 et pour des
versions linguistiques en traduction libre : «
Le crépuscule du Dollar », Contre-Info, 07/10/2009 ;(8)
Source :
Bloomberg, 12/10/2009(9) Source : ShockedInvestor, 16/09/2009
(10) Mais vu l'état des finances publiques britanniques,
cela ne peut pas être d'un bien grand secours
pour les Etats-Unis. Le parti conservateur semble en
effet prêt à jouer le rôle du FMI avec son
programme de coupes radicales dans les dépenses
publiques tandis que Gordon Brown vend les «
bijoux de famille » de l'Etat. Sources : BBC, 06/10/2009
; BBC, 12/10/2009
(11) Et on peut supposer sans grande crainte de se
tromper que ces estimations seront très
inférieures à la réalité puisqu'elles s'appuient sur
les prévisions de croissance du gouvernement
fédéral. Source : US Congressional Budget Office, 08/2009
(12) Visiblement, il en reste encore quelques uns, par
exemple dans les neiges norvégiennes, parmi
ceux en charge du Nobel de la paix.
(13) Voir GEAB N°37
14) Voir les anticipations des risques-pays face à la
crise dans ce GEAB N°38.
(15) C'est d'ailleurs l'un des messages qu'ont voulu
faire passer les citoyens japonais en changeant
radicalement le pouvoir en place à Tokyo il y a un peu
plus d'un mois.
(16) Quand on connaît l'Histoire, il est en effet un peu
difficile d'appeler la Chine, l'Inde ou la
Russie des puissances « émergentes ».
Comunicato pubblico GEAB N°38 (15 ottobre 2009)
Jeudi 15 Octobre 2009
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