Il pericolo sovrastimato delle radiazioni

     
   


 

Newsletter: Illusioni verdi

Segui le news su
Twitter.intpress2

Il Prof. Renato Angelo Ricci risponde alle domande sull'incidente nucleare di Fukushima

 


 

Rapporto Speciale 
Le contraddizioni degli ambientalisti

 


Scarica gratuitamente
i capitoli del libro
Vivere con le Radiazioni

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
Share |


 

Dovremmo smettere di scappare dalle radiazioni           (interventi e commenti)
Wade Allison  dell' University of Oxford

Più di 10.000 persone sono morte nello tsunami giapponese e i sopravvissuti patiscono il freddo e la fame. Ma i media si concentrano sulle radiazioni nucleari per le quali non è morto nessuno ed è improbabile che ne muoiano in futuro.
Le radiazioni nucleari  a livelli molto alti sono pericolose, ma le preoccupazioni che evocano sono esagerate. La tecnologia nucleare è  usata per curare molti malati di cancro ogni giorno e la dose di radiazioni  utilizzata nella radioterapia in ospedale non è diversa in linea di principio da una una dose della stessa entità che  si riceve  nell'ambiente.
E Three Mile Island?  Non ci sono stati morti accertati a causa delle radiazioni. E Chernobyl? L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite   http://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf pubblicato il 28 febbraio conferma il numero dei morti: 28 tra gli operatori della prima  emergenza, altri 15 casi mortali di cancro infantile alla tiroide,  questi ultimi si sarebbero potuti evitare se fossero state somministrate  le compresse di iodio (come  è stato fatto in Giappone). In ogni caso i numeri sono piccoli se paragonati ad incidenti come quello di Bhopal  in India del 1984 dove morirono  3.800 persone a causa di una fuoriuscita di sostanze chimiche provenienti da un impianto per la produzione di pesticidi  della Union Carbide.
 
Becquerel e Sieverts
* Un Becquerel (Bq), dal nome del fisico francese Henri Becquerel, è una misura della radioattività
* Una quantità di materiale radioattivo ha una attività di 1Bq se c'è un decadimento di un  nucleo al secondo,  1kBq = 1.000 nuclei che decadono in un secondo
* Un sievert (Sv) è la misura della radiazione assorbita da una persona, dal nome dello scienziato svedese  Rolf Sievert
* A milli-Sievert (mSv) è un 1/1.000  Sievert

Quanta radioattività è stata allora rilasciata nell'incidente di Fukushima rispetto all'incidente di  Chernobyl? Diamo un'occhiata alle misure effettuate. Il più alto tasso riportato  il 22 marzo  tra tutte le prefetture giapponese è stato di 12 kBq al mq (per l'isotopo radioattivo del cesio, il cesio-137).
In una mappa di Chernobyl  che si trova nel rapporto delle Nazioni Unite sono state riportate   ombreggiate  le aree con una radioattività fino a 3.700 kBq al mq, mentre le aree con meno di 37 kBq per mq non sono ombreggiate. Il paragone ci suggerisce che il fallout radioattivo di Fukushima è inferiore all'1% di quella di Chernobyl.
Il altro importante radioisotopo del fallout radioattivo  è lo iodio-131 che può causare il cancro della tiroide ai bambini.
Questo elemento è prodotto quando il reattore è in funzione e decade rapidamente una volta che il reattore viene spento (ha una emivita di otto giorni). Non è contenuto quindi nelle barre di combustibile esaurito delle piscine di raffreddamento.
A Chernobyl tutto lo iodio e il cesio furono rilasciati nell'esplosione iniziale,  a Fukushima, dove i reattori si sono spenti immediatamente dopo lo tzunami,  l'emissione di iodio dovrebbe essere molto minore dell'1% di quella di Chernobyl, inoltre i suoi effetti sono stati ulteriormente ridotti dalla assunzione delle compresse di iodio.
Le autorità pubbliche reagiscono a questo tipo di incidenti con molta prudenza il che  però spesso intensifica le preoccupazioni del pubblico.

Il problema di una reazione eccessiva

Nel  16 ° anniversario di Chernobyl, le autorità svedesi che  si occupano della protezione civile,  su un  quotidiano di Stoccolma Dagens Nyheter ammisero che c'era stata una  reazione spropositata  all'indicente nucleare avvenuto in Ucraina, fu infatti distrutto, senza un reale motivo,  il 78% di tutta la carne di renna, con grandi danni agli operatori del settore.
Purtroppo, i giapponesi sembrano ripetere lo stesso errore. Il 23 marzo le autorità giapponesi hanno comunicato che i bambini non dovevano bere acqua del rubinetto a Tokyo perché era stata misurata, il giorno prima, una radioattività di 200 Bq / l. Sappiamo che 200 Bq / l non è una quantità che può impensierire;  per fare un paragone l'attuale radioattività naturale di ogni corpo umano è di 50 Bq / litro.
(le normali acque minerali che si bevono nei centri termali contengono molto più di 200 Bq/l - ndr)
Nel periodo della Guerra Fredda la maggior parte delle persone furono portate a credere che le radiazioni  nucleari fossero un pericolo grave e comprensibile solo da scienziati e "teste d'uovo" che lavoravano in segreto nelle  installazioni militari.
I regolamenti, che sono in vigore da allora,  risentono ancora di  questo clima di paura per cui  le radiazioni dovevano  essere evitate il più possibile. Le politiche adottate  avevano allora il  fine di mantenere il contatto con le radiazioni il più ragionevolmente basso possibile (As Low As Reasonably Achievable  ALARA).
Il limite massimo per il pubblico fu allora definito di 1 mSv all'anno  al di sopra dei livelli naturali.
Questa quantità è molto bassa, 1 mSv in più all'anno non può essere considerato un pericolo ma piuttosto una piccola aggiunta ai livelli che già assorbiamo in natura è che variano da luogo a luogo, da attività ad attività, di quantità ben maggiori di 1mSv per anno. Un cittadino britannico è esposto mediamente a 2,7 mSv / anno. Nel mio libro Radiation and Reason sostengo  che un livello di pericolo responsabile fissato sulla base delle attuali conoscenza scientifiche  sarebbe di 100 mSv per mese, con un limite per tutta la vita di 5.000 mSv, non 1 mSv per anno.
 

Un nuovo atteggiamento verso le radiazioni

La gente ha paura delle radiazione, perché non le può  né sentire né vedere. Tuttavia, la natura sa come trattarle. In questi ultimi anni si è scoperto che le cellule viventi sostituiscono e riparano se stesse in vari modi se vengono danneggiate dalle radiazioni ionizzanti.
Questi meccanismi intelligenti agiscono nel giro di poche ore e raramente falliscono, tranne quando ci sono sovraccarichi, come nel caso di  Chernobyl, dove la maggior parte degli operatori del  primo soccorso ricevette una dose maggiore di 4.000 mSv nell'arco di poche ore e la loro morte avvenne in qualche settimana.
I pazienti che ricevono un ciclo di radioterapia di solito ricevono una dose maggiore di 20.000 mSv anche sui tessuti sani e vitali  vicini al tumore trattato. Questi tessuti sani sopravvivono perché il trattamento si sviluppa lentamente, su molti giorni, dando il tempo alle cellule di svolgere le operazioni di riparazione e sostituzione.
In questo modo molti pazienti arrivano a guarire e a godere di ulteriori e gratificanti anni di vita, anche dopo che diversi loro organi organi vitali hanno ricevuto dosi  20.000 volte maggiore di quella che i regolamenti prescrivono essere la dose massima annuale assorbibile oltre il fondo naturale (1mSv/anno). Il che ovviamente rende questo limite irragionevole.
E' necessario un cambiamento nel nostro atteggiamento verso le radiazioni, a cominciare con l'educazione e l'informazione pubblica.
Devono essere stabilite nuove norme sulla sicurezza per le radiazioni ionizzanti. Non basate su come le radiazioni possono essere esclusi dalla nostra vita, ma su quante possono essere assorbite senza subire danni. Forse un nuovo acronimo è necessario per orientarci su come proteggersi dalle radiazioni: As High As Relatively Safe (AHARS)?
I reattori moderni sono progettati meglio di quelle di Fukushima  e  domani saranno ancora migliori, ma non dobbiamo aspettare. I rifiuti radioattivi fanno paura, ma la loro quantità è piccola, soprattutto se riprocessati diventano un problema piccolo e risolvibile . Non rappresentano  il problema intrattabile che molti immaginano.
Qualcuno potrebbe chiedersi se io accettasi  la costituzione di un deposito per scorie nucleari a 100 metri dalla casa dove abito ? La mia risposta sarebbe: "Sì, perché no?" Più in generale, dovremmo smettere di correre lontano da radiazioni.

Wade Allison è un fisico nucleare e e si occupa di fisica medica presso l'Università di Oxford, autore di Radiazioni e Ragione (2009) e Fundamental Physics for Probing and Imaging (2006).

articolo ripreso da http://www.bbc.co.uk/news/world-12860842

     
   
 


interventi, commenti e richieste di informazioni

Nome: Cognome:
Email:  
Intervento :

(Nel caso di errori cancella tutto quello che è stato scritto)


Prima di spedire il tuo intervento digita nel box a destra il codice che vedi scritto in basso
:

   

Interventi e commenti

 

 

 
     
  home