Intervista al Prof.
Renato Angelo Ricci
Il
reattore MARS.
E' in atto una nuova corsa al nuclare |
Energia
nucleare per dissalare
l'acqua del mare In figura
uno schema di impianto di dissalazione ad Osmosi Inversa
(RO). Da sinistra una pompa immette acqua salata nel
desalinizzatore. I moduli di dissalazione sono costituiti
da vasche separate orizzontalmente da una membrana che
lascia passare l'acqua ma non i sali sciolti in essa.
Nella parte superiore quindi si accumila acqua dolce, da
cui viene prelevata, nella parte inferiore acqua sempre
piu' salata da asportare.
L'acqua potabile scarseggia in molte parti del mondo.
La sua mancanza è destinata a diventare un forte
ostacolo allo sviluppo di diverse aree del pianeta.
L'energia nucleare è già stata utilizzata per
la dissalazione, e ha un potenziale di applicazione molto
alto in questo campo.
Ciò è dovuto al fatto che la dissalazione
nucleare è generalmente più economica rispetto all'utilizzo
di combustibili fossili.
Si stima che un quinto della popolazione mondiale non ha
accesso ad acqua potabile, e che questa percentuale
aumenterà a causa della crescita della popolazione in
rapporto alle risorse idriche. Le più colpite sono le
zone aride e le regioni semiaride dell'Asia e del Nord
Africa.
L'acqua dolce è una delle principali priorità per lo
sviluppo. Nei luoghi dove non può essere ottenuta da
ruscelli e falde acquifere, la dissalazione dell'acqua di
mare o di acque mineralizzate è obbligatoria.
Tecniche di dissalazione
La maggior parte di dissalazione oggi utilizza
combustibili fossili, e quindi contribuisce ad aumentare
i livelli dei gas a effetto serra. A livello mondiale ci
stiamo avvicinando alla capacità di produrre 30 milioni
di m3/giorno di acqua potabile, in circa 12500 impianti.
La metà di questi sono in Medio Oriente. Il più grande
ne produce 454.000 m3/giorno
Le principali tecnologie in uso sono quelle multi-fase in
flash (MSF) che utilizzano processi di distillazione a
vapore, ma le nuove tecniche basate sull'Osmosi Inversa (RO)
con pompe elettriche sta avanzando rapidamente. Con acque
salmastre, la tecnica dell'RO è molto più competitiva
in termini di costi, anche se la tecnica dell'MSF
fornisce acqua più pura . Una minoranza di impianti
utilizza anche la Distillazione Multi-Effetto (MED) o la
compressione di vapore (VC). Inoltre tecniche ibride MSF-RO
sfruttano le migliori caratteristiche di ciascuna
tecnologia per i diversi dipi di acua da dissalare.
Queste tecniche di dissalazione sono ad alta intensità
energetica. L' Osmosi Inversa (RO) ha bisogno di circa 6
kWh di energia elettrica per metro cubo di acqua (a
seconda del suo contenuto di sale), mentre la MSF e MED
richiedono calore a 70-130 ° C e necessitano di una
quantità di energia di 25-200 kWh/m3..
Attualmente circa il 10% dell'acqua dolce di Israele è
acqua dissalata, una grande impianto ad RO fornisce l'acqua
a 50 centesimi al metro cubo a Gerusalemme. Malta riceve
due terzi della sua acqua potabile da un impianto RO.
Singapore nel 2005 ha commissionato un grande impianto ad
RO da 136000 m3/day - il 10% dei bisogni. Produrrà acqua
a 49 centesimi USA per metro cubo.
I reattori nucleari di piccole e medie dimensioni sono
adatti per la dissalazione, spesso sono usati cogenerando
energia elettrica. con turbine a bassa pressione di
vapore e usando acqua di mare per il raffreddamento.
Dissalazione: impianti che utilizzano gia' l'energia
nucleare
La funzionalità di un impianto di dissalazione integrato
nucleare è stato provato soprattutto in Kazakistan,
India e Giappone.
Il reattore veloce BN-350 a Aktau, in Kazakhstan, ha gia
prodotto ben 135 MWe di energia elettrica e 80.000 m3/giorno
di acqua potabile per 27 anni, circa il 60% della sua
potenza sotto forma di calore è stata utilizzata per la
desalinizzazione. L'impianto oroginariamente era stato
progettato per 1000 MWt ma non ha mai operato a più di
750 MWt. Questo impianto ha stabilito la fattibilità e l'affidabilità
di tali impianti di cogenerazione.
In Giappone sono stati costruiti una decina di impianti
di dissalazione utilizzando reattori ad acqua in
pressione per la produzione di energia elettrica . Ogni
reattore a prodotto1000-3000 m3/day di acqua potabile.
Inizialmente è stata usata la tecnia MSF per la
desalizzazione, in seguito anche la RO MED perchè più
efficiente. L'acqua viene utilizzata dai reattori per i
propri sistemi di raffreddamento.
L'India è impegnata nei progetti di ricerca sulla
dissalazione dal 1970. Ha creato un impianto di
dimostrazione accoppiato a un reattore (PHWR) da 170 MWe
alla Atomic Power Station di Madras a Kalpakkam ne sud-est
del paese. Questo impianto nucleare dui desalinizzazione
è un ibrido (osmosi inversa / multi-fase flash)xon la
capacità di 1800 m3/day.
Molto rilevante è anche l'esperienza delle centrali
nucleari in Russia, Europa orientale e in Canada, dove il
teleriscaldamento è un sottoprodotto.
La diffusione su ampia scala delle centrali nucleari di
dissalazione dipende principalmente da fattori economici.
Attualmente l'ONU e la Associazione Internazionale per l'Energia
Atomica (AIEA),promuovono la ricerca e la collaborazione
in merito alla questione, più di 20 paesi sono coinvolti.
I nuovi progetti
La Corea del Sud ha messo a punto un piccolo reattore
nucleare progettato per la cogenerazione di 90 MWe di
energia elettrica e la produzione di 40000 m3/day di
acqua potabile. Si tratta del reattore 330 MWt SMART * (PWR),è
un reattore dalla lunga vita e deve essere rifornito solo
ogni 3 anni. L'impianto di cogenerazione per la
dissalazione usa la tecnica MSF. Un altro progetto è il
reattore SMART MED accoppiato a quattro unità con la
produzione totale di 40000 m3/day.
La Spagna sta costruendo 20 impianti di dissalazione che
usano la tecnica RO nel sud-est per la fornitura di oltre
l'1% di acqua del territorio.
Nel Regno Unito, un impianto RO da 150000 m3/day è
proposto per il più basso estuario del Tamigi,
utilizzando acqua salmastra.
La Cina sta esaminando la fattibilità di un impianto di
dissalazione dell'acqua di mare per via nucleare nella
zona industriale di Yantai produrrà 160000 m3/day di
acqua dolce con la tecnica MED utilizzando un reattore
200 MWt.
La Russia ha avviato un progetto di dissalazione con il
nucleare utilizzando due reattori KLT-40 (ogniuno di 150
MWt) e texcnologia canadese RO per la dissalazione.
L Tunisia sta esaminando la fattibilità di un impianto
di cogenerazione (elettricità-dissalazione) nel sud-est
del paese.
Il Marocco ha completato uno studio di pre-progetto con
la Cina, a Tan-Tan sulla costa atlantica, utilizzando un
reattore da 10 MWt che produrrà 8000 m3/day di acqua
potabile da distillazione (MED).
L'Egitto ha avviato uno studio di fattibilità di un
impianto di cogenerazione di elettricità e di acqua
potabile a El-Dabaa, sulla costa mediterranea.
L'Algeria sta valutando la fattibilità di un impianto di
desalinizzazione per la sua seconda città più grande,
Orano da 150000 m3/day utilizzando tenolgia MSF (anche se
ancora non è sicuro che si utilizzerà l'energia
nucleare ).
In Iran era progettato un impianto di dissalazione MSF
con la centrale nucleare di Bushehrun per la produzione
di 200000 m3/day, ma la sua costruzione sembra essere
bloccata a causa di ritardi prolungati.
L'Argentina ha anche sviluppato un piccolo reattore
nucleare per la cogenerazione o solo per la dissalazione,
il 100 MWt CAREM (integrante PWR).
La maggior parte o tutti questi impianti hanno richiesto
l'assistenza tecnica dell'AIEA nell'ambito del suo
progetto di Cooperazione tecnica sul nucleare e
dissalazione. Tale progetto di ricerca è stato
avviato nel 1998, sono stati analizzati i reattori
destinati a funzionare in accoppiamento con i sistemi di
dissalazione, nonché le più avanzate tecnologie di
dissalazione. Sicurezza e affidabilità sono stati i
requisiti chiave progetto. Questo programma consentirà
una ulteriore riduzioni dei costi delle centrali nucleari
di dissalazione.
Fonti principali:
IAEA
1997, Nuclear Desalination of Sea Water, proceedings of
1997 Symposium.
IAEA
1998, Nuclear heat applications: design aspects and
operating experience, IAEA-TECDOC-1056.
Konishi
& Misra, Freshwater from the Seas, IAEA Bulletin 43,
2; 2001.
IAEA Nuclear
Desalination, paper on web.
International
J of Nuclear Desalination, 2003, vol 1, 1.
UN World
Water Development Report 2003.
New
Scientist 10/7/04.
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