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Difficilissimo
e insicuro il momento per correggere i troppi prolungati
errori
Prof. Fausto TapergiBen conosciamo,
purtroppo, poiché noi tutti stiamo a pagare i molteplici
danni, quando inetti, cattivi, e alfine pessimi, sono
stati i governi che si sono succeduti da quello
democratico- liberale di De Gasperi- Einaudi alla fine
della seconda e più rovinosa guerra mondiale. Il quale
è stato fatto inadeguatamente cadere perché venisse
più rapidamente sostituito dalla serie ininterrotta di
governi furbastri, che luno dopo laltro sono
arrivati a lasciarci in retaggio un cumulo di debiti che
prosegue a superare il nostro prodotto interno lordo di
un intero anno.
Non so come si faccia ad essere andati al potere, e
tentare di tornarci, senza la menoma capacità di almeno
cominciare a ridurre di qualcosa quellenorme monte
debiti, costante palla di piombo ai piedi della nostra
economia.
Ho nella memoria atrocemente vivo lapparire
dellOn. Androtti alla televisione per annunciare
che la nostra economia era prossima al dissesto. Ma come!
Mi venne subito di pensare. Era ben lui al potere, e
luomo che più ha influito sulla politica del suo
partito, e quella complessiva italiana. E non si è
accorto di quanto occorresse fare per almeno limitare
quel progressivo scivolamento verso il baratro?
E Malgrado quel tardivo avviso delle manifeste
incapacità, il successivo monte debiti ha continuato ad
aumentare fino ai culmini raggiunti dal governo
Berlusconi ed ora dal governo prodi, e da qualunque
governo che succederà, se non cambia strada e mentalità.
Proprio mentre noi si era in tali frangenti, ecco
affacciarsi lavvento della moneta unica europea e
noi buttarsi a pesce per partecipare, in parte speranzosi,
in parte convinti, che essa ci sarebbe stata di aiuto nel
nostro risanamento, mentre ci ha obbligato a sottostare
alle regole dei Paesi economicamente più forti, e così
più rigidi verso di noi.
Ma è avvenuto dellaltro: la suddivisione del
nostro Paese in entità Comunali, Provinciali e Regionali,
mentre restava sostanzialmente intatta quella Statale; e
tutte con elezioni di propri rappresentanti alle
rispettive delibere e mansioni, con inerenti propri
uffici, e soprattutto, con proprio personale addetto e
conseguenti attrezzature, e in numeri moltiplicarsi di
costi e si spese.
Nella pratica sostanza, siamo il Paese che più spende
nel personale politico, amministrativo, direttivo e
tecnico, per averne i servizi meno efficienti e più
costosi.
Mi aspetto la domanda:per uscire a salvamento da
tali acque infide, che fare? Si dovrebbe fare oggi quello
che si doveva fare quando ancora era possibile? Siamo una
famiglia che, dopo avere sperperato attività e quattrini
in tentativi fuori tempo, non sa più come fare per
riguadagnare almeno in parte quei quattrini e quelle
attività, e poter riprendere il proprio ruolo. Ma
doveè chi ne sia capace?
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