I movimenti della Terra, la formazione
della cellule creatrici della vita e degli esseri
viventi e la loro corrispondenza
con le cellule staminali.


Del Prof. Fausto Tapergi

26 Maggio 2007, Vicenza


1 - Il sorgere delle particelle, dei corpi elementari e delle cellule.



Per potere adeguatamente comprendere l’esistenza e le funzioni delle cellule staminali occorre preliminarmente comprendere e accertare come e perché sul nostro globo sia sorta la vita e l’esistenza di diversi miliardi di esseri viventi dalle più diverse speci, forme, grandezze e facoltà; e tutti costituiti di cellule.
Quando sulla superficie della Terra sono cadute meteoriti e loro frammenti e si sono riscontrate al loro interno colonie di microbi, si è subito pensato che esse provenissero da altri globi portatori di vita che per proprio scoppiare o per urto con altri globi, si fossero ridotti in parte o interamente a frammenti, e questi fossero andati cadendo nello spazio.
Rilevo pertanto che queste infinitesime entità microbiche non hanno prospettato affatto la provenienza da entità maggiori portatrici di vita, poiché il più probabile è che esse si siano distaccate da globi luminosi (come avvenuto della Terra) e che nelle molte fasi di riduzione a tali o consimili frammenti, e di parziale raffreddamento, si siano formate delle minime entità parzialmente organiche, che, giunte sul nostro globo, si sono in breve materializzate.
Pertanto noi, in base alle ricche esistenze ed esperienze terrestri, possiamo accertare come sia sorta e si sia gradatamente affinata e potenziata la vita, e quella degli esseri portatori di vita, sul nostro pianeta.
Essa risale al fatto che, dapprima, si sono formate le immediate particelle infinitesime ad opera dell’Universo Creatore, infinito nel tempo e nello spazio, quale unica entità spinta da sé medesima ad essere in ogni pur minima parte. Così costituendo le particelle – protoni, neutroni, elettroni – che a loro volta si conformano differentemente a costituire singoli corpi elementari o atomi, poi componenti ogni singola materia e cosa.
La vita, quale constatiamo in noi e intorno, è una delle moltitudini di esistenza prodotta dall’Universo Creatore, poiché sorta e sviluppata a seguito del distacco del nostro globo da altro maggiore globo incandescente (come dimostrano i fuochi, fusioni e incandescenze che ancora provengono dall’interno della Terra).
La quale Terra, imperfettamente sferica, compie diversi movimenti affatto caratteristici: la rotazione elittica intorno al Sole, che in alcuni tratti avvicina e in altri allontana, e varia d’intensità, la luce e il calore del sole rispetto alla Terra; la rotazione in 24 ore di questa sul proprio asse, così da ulteriormente frammentare e variare l’incidenza della luce e calore del Sole, e del suo mancare sulla superficie della Terra; la lenta inclinazione della Terra sul medesimo proprio asse, a ulteriormente variare le singole incidenze della luce e del calore del sole, e del suo eclissarsi, prodotti dai moti precedenti.
I quali complessivi molteplici moti hanno provocato una notevole e mutevole variazione delle correnti, intensità, velocità, direzioni dei venti, delle evaporazioni, delle formazioni nuvolose, delle piogge, nevi, tempeste, uragani, come della siccità, e incidenze ad abbassare o innalzare le temperature. E questi ulteriori e notevoli variazioni climatiche e idriche hanno inciso a variare, e successivamente mutare più volte, le autoformazioni e rispettive elasticità, dei più cedevoli corpi elementari, specie di quelli in via di formazione, o delle particelle vaganti per se stesse.
Tutto ciò è venuto producendo, non solo un più vasto arricchimento di combinazioni qualitative delle materie, ma anche la formazione, crescente flessibilità, e affatto differenti proprietà di corpi primari o elementari: finché questi si sono trovati nella facoltà, in alcuni momenti della formazione, di duttilizzarsi da se medesimi, come forma, come funzioni, come effetti del proprio agire.
Occorre avere ben presente che quanto esiste è dovuto all’autonomia del moto esistenziale dell’Universo; e che questa autonomia continua molto parzialmente nei corpi elementari e nelle materie e cose da essa costituita; e riprende in misura maggiore di questi allorché un confluire di condizioni e incidenze sfocia nel riattivare corpi elementari, materie e cose attraverso mutevole, e alfine elastica, versatilità, in forme variamente cellulari (ossia di minimi contenitori), a un elevato grado di autonomia: nella quale consiste quella che per noi è, e chiamiamo, la vita.


2 –
La vita fine supremo dell’essere e agire universi.

A questo punto credo opportuno richiamare l’attenzione sull’ipotesi espressa quando ancora si credeva la nostra Terra centro immoto dell’Universo, e questi ruotare intorno ad essa con l’intero suo Cosmo di globi luminosi e di globi privi di luce se non riflessa. La vita sulla superficie della Terra appariva allora come propria della funzione egemone del nostro globo.
Alla quale funzione giustamente non si crede più ma ciò non vuol dire annullare la flessibilità e che il fine vitale sia più o meno recondito nell’essere e agire dell’energia universale, e in ogni caso quello che, più si estende, più innalzerebbe e allungherebbe la stessa nostra esistenza singola a collettiva e totale: anche se eventualmente condivisa con altra vita che sia su altri globi.
E se l’esistenza di questa vita altrove non ci risultasse mai, o perché sprofondata troppo lontana da noi negli abissi dello spazio e dei tempi, o proprio perché inesistente, è opportuno che a noi non manchi mai questa pur remota ed anzi infinita ed eterna possibilità, che dovrà restare nostra quale lontanissimo e immortale fine ultimo e supremo della stessa nostra esistenza e infinibile nostra espansione, come di qualsiasi altra eventuale vita nell’unitaria infinità dello spazio e dei tempi.

3 –
Il sorgere del cervello e il formarsi del complessivo individuo.

Quello che ora, per tornare ai fatti più prossimi e diretti sulla nostra formazione, dobbiamo constatare, è che le primissime formazioni portatrici di vita sono state le cellule, inizialmente indeterminate come fini, e quindi affatto simili alle staminali toto e pluripotenti scoperte tanti millenni dopo; e che hanno allora cercato di raggrupparsi man mano che si accentuava e diffondeva in diversi modi e gradi, il raffreddamento superficiale, ma con spessore crescente, della Terra.
A determinare una impostazione più efficiente, concreta e razionale delle cellule è stato il formarsi del cervello, costituito di un insieme altissimo di cellule, ciascuna ad elevato grado di energia, e quindi in ciascun insieme individuale di potere coordinatore, direttivo, di controllo e d’intervento.
Si rende pertanto evidente che la capacità conoscitiva e decisionale, ossia l’intelligenza da me anticipatamente riscontrata nell’energia assiepata nel cervello umano, venga ulteriormente confermata dalla sua iniziale formazione per occorrenza delle stesse cellule che, nell’andarsi assiemando per proprio tendere naturale, sono arrivate, dapprima a continuare la formazione del cervello, e poi ad assecondare la sua razionalità, per la formazione e l’agire del complessivo individuo.
Il quale, per il succedersi reciproco di tessuti cellulari ed organi per la conseguenza delle rispettive funzioni, e poi per il tendere equilibratore e la corretta finitezza del costante intervento cerebrale, si è venuto sistemando con l’accentrare nella testa gli organi della vista, dell’udito, dell’olfatto, dei sapori, come già la massa cerebrale con i suoi centri nervosi di arrivo e dipanamento delle sensazioni, come quelli di partenza delle reazioni e dei comandi cerebrali.

4 –
L’iniziale prevalere femminile

Se e fin quando gli esseri umani abbiano proseguito ad essere formati per diretta azione e composizione cellulare, non possiamo sapere; ma è evidente che da un qualche momento hanno cominciato ad essere riprodotti da corpi completi degli organi, tessuti e cellule quali occorrenti per consentire tale riproduzione, ed in modi adeguati perché fosse completa e migliore che nell’azzardo iniziale, e quindi femminili.
Dobbiamo anche considerare che sul nostro pianeta, ricco d’acque già composte o cadenti secondo le diverse intemperie, gli elementi idrico e femminile sono stati probabilmente dominanti, insieme ai vegetali, per qualche non lieve periodo; finché le terre asciutte formatesi in zone poi divenute desertiche, o il restringersi a laghi e fiumi e mari interni o nevi e ghiacci nel lento e vario raffreddamento della superficie, ha prodotto l’obbligo alla intelligenza cerebrale e alla sensibilità nervosa, già notevolmente avanzate nelle speci animali e, sopraogni altra, nella umana, di proteggere adeguatamente se stessi e la prole.
Pertanto, sotto la vigilanza dei cervelli, e delle crescenti conoscenze acquisite, la gran parte degli animali ed esseri umani ha iniziato ad avviare quelli tra loro che non avevano prole, ma possedevano capacità a compiti di difesa, alimentazione, e riparo dalle intemperie e dalle temperature eccessivamente fredde o calde, degli esseri rimasti femminili e della prole.


5 – La formazione dei due sessi in due individui complementari


A un qualche momento dell’esistenza degli esseri viventi, il quale, lontanissimo nei tempi dalle nostre attuali e trascorse capacità conoscitive, certamente non conosceremo mai, sono state, pur con qualche graduazione eventuale, ripartiti fra individui femminili e individui maschili gli organi sessuali della generazione. Possiamo però, considerando questo fatto con molta attenzione, raggiungere a valutare gli effetti e l’opportunità dei fini connessi realizzati.
E’ anzitutto evidente che, nel particolare equilibrio in cui il cervello aveva costruito se stesso con le facoltà e dimensioni raggiunte in ciascuna specie, l’accentrare nelle femmine i compiti creativi dei nuovi esseri avrebbe dato prevalenti in essi le facoltà e i caratteri propri degli esseri femminili, quando occorreva che gli esseri maschili avessero un’impronta nettamente propria: e ciò si è verificato negli animali mediante la forte virulenza degli spermatozoi emessi dagli esseri maschili.
Inoltre si è raggiunto lo scopo di avvicinare alla medietà il nascere di femmine e maschi, attraverso l’equilibrio che si tendeva raggiungere tra i due sessi perché le competenze e i compiti dell’uno non prevalessero in modo troppo sensibile rispetto l’altro.

6 –
Le cellule staminali originarie e quelle attuali

Con quanto fin qui descritto ho inteso porre in rilievo che a iniziare la formazione degli esseri viventi sono state delle cellule, e associazioni cellulari, affatto simili alle cellule, poi chiamate staminali, che si è iniziato a reperire non inserite tra i tessuti e organi e funzioni che compongono e fanno agire gli attuali esseri viventi. E cioè, in sostanza, che ad avviare la vita sono state delle cellule ancora prive di strutture e compiti determinati, quali al presente ci sono apparse quelle che in conseguenza sono state chiamate staminali.
Questa corrispondenza è di capitale importanza poiché mette in evidenza due fatti tra loro lontanissimi nel tempo (migliaia o milioni di anni), ma per essere ambedue costituiti dell’unica energia che tutto compone, operano con pari finalità e identico modo: di essere ambedue le forme cellulari, la primitiva e l’attuale, prive di finalità specifiche precostitutive, poiché il loro fine e compito è altamente generale, la vita, allora da far sorgere, ed ora da conservare.
Può apparire in contraddizione con tale fine l’avere dovuto al presente reperire staminali che, ad esempio, provocano tumori; ma similmente non tutte le cellule staminali (possiamo e dobbiamo chiamarle così) che hanno dato realizzazione alla vita, e ai primi esseri di ciascuna specie, hanno così corrisposto, o perché guaste durante o prima della loro azione, o perché hanno agito come malattie alcune attività microbiche, come è pur avvenuto più volte nei tempi su individui formati.
Per quanto ai tumori in particolare si può notare che, se alcune staminali sono assorbite da quelle costruttrici del nocivo distacco tumorale, altre restano sane e disponibili, e possono resistere ad esso, e tanto più e meglio se coordinate da inserimenti di opportune dosi di staminali provenienti da placente e cordoni ombelicali, di elevatissima ricchezza vitale; o dal midollo osseo spinale e dal sangue, o dal cervello, nella misura in cui siano reperibili ed estraibili, e così utilizzabili.

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