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13.04.2017  Fukushima 6 anni dopo

Una intensa  campagna  mediatica contro la tecnologia nucleare basata sulla diffusione di paure, incertezze  e dubbi ha afflitto internet dall’11 Marzo del 2011, il giorno in cui un terremoto e poi uno tsunami di 9 metri colpì Fukushima. La frequenza dei messaggi allarmisti che si trovano nei siti antinucleari e sui social media aumenta ogni anno con l’avvicinarsi dell’ 11 marzo. Quanto segue è un breve resoconto delle fake news su Fukushima dell’anno in corso.

1 – Siamo al 6 ° anniversario e  Greenpeace sta cercando  di convincere gli sfollati delle provincie di Fukushima (sono ancora diverse migliaia) a non tornare a casa. 
Occorre tenere presente che l’ordine di evacuazione è stato revocato dal governo  giapponese il 1 aprile, attualmente è quindi  legalmente possibile per gli sfollati far ritorno alle loro città.

Per impedire questo Greenpeace sta utilizzando la tipica propaganda basata su affermazioni non verificabili  e uno spregiudicato uso dei media.  Vengono, per esempio, diffusi i dati di un sondaggio fatto da Greenpeace nel novembre 2016 che  dimostrerebbe che le radiazioni “sono ancora troppo alte per il ritorno  dei cittadini nelle case”. Secondo Greenpeace, tornando a Fukushima i cittadini  sarebbero esposti ad “un eccesso di 100 millisievert /vita, un dato questo che richiederebbe (secondo Greepeace ndr) interventi sanitari uguali a quelli che sarebbero obbligatori per lavoratori all'interno di un impianto nucleare”.
Un simile limite di esposizione in realtà esiste, si tratta però di 100mSievert/anno, non a vita, come è  riportato nelle linee guida del Governo Giapponese per i lavoratori nucleari. Usando questa dichiarazione falsa come prova, Greenpeace afferma che al loro ritorno gli sfollati sarebbero soggetti a esposizioni dannose per la loro salute.
 http://www.greenpeace.org/japan/Global/japan/pdf/NRN_FINweb4.pdf

2 – Counter Current News (CCN) è un blog molto noto e fonte di notizie  cospiratorie che ha guadagnato un vasto pubblico antinucleare. Il  9 marzo scorso ha pubblicato il dispaccio: “Fukushima ha ormai contaminato 1/3 degli Oceani del mondo ”. CCN  ha poi continuato dicendo, “anche se molti effetti de disastro nucleare di Fukushima  sono stati sospettosamente fatti scomparire dai media negli anni successivi, la radiazione fuoriuscite  dai reattori danneggiati sono continuate e che tracce di cesio  radioattivo sono state trovate  in tutto il Pacifico e sono un pericolo per i residenti e la fauna selvatica lungo le regioni costiere.”
CCN afferma che "bevendo l'acqua e mangiando il pesce della costa del Pacifico si assumerà  Cesio radioattivo che non potrà mai lasciare i nostri corpi danneggiandoli irreparabilmente”. Ovviamente, CCN non ha alcuna idea non solo delle radiazioni di Fukushima ma anche della biologia umana e della chimica elementare, ma ciò non  impedisce all’agenzia CCN di pubblicare tali notizie con l'unico scopo di impaurire l'opinione pubblica.
http://countercurrentnews.com/2017/03/officials-fukushima-has-now-contaminated-13-of-the-worlds-oceans/

3 - The Ecologist, uno dei siti più antinucleari del web, vuole a tutti i costi  far credere all’opinione pubblica internazionale che a Fukushima l’ incidente nucleare è ancora in corso dopo 6 anni. Riporta di un'epidemia della tiroide infantile a Fukushima  e del fatto che le acque reflue e il fango radioattivo dei reattori di Fukushima stanno minacciando il mondo intero. L’Ecologist mette anche in guardia i suoi lettori che le persone che realmente sanno cosa sta succedendo …non parlano. "Se Fukushima ci ha insegnato una cosa è che le persone non devono aspettarsi che il governo le protegga, né che il governo, primo responsabile del disastro nucleare, permetta ora di verificare la veridicità delle informazioni da lui fornite."
https://tinyurl.com/mrc58u7

13.3.2017   Fukushima, i livelli di radioattività non sono pericolosi
Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Radiological Protection il 6 dicembre 2016 smentisce che le radiazioni delle centrali nucleari di Fukuscima stiamo aumentando: secondo gli autori dello studio, un team di ricercatori coordinato da Makoto Miyazaki, radiologo della Fukushima Medical University, e Ryugo Hayano, fisico dell’Università di Tokyo, vivere in alcune aree intorno alla centrale nucleare non sarebbe infatti più da considerarsi a rischio e i livelli di radioattività non sarebbero più pericolosi.
Stando all’analisi degli scienziati, la combinazione del decadimento radioattivo naturale e degli agenti atmosferici, come la pioggia e la neve, avrebbe ridotto notevolmente i livelli di radiazione, il che potrebbe rendere concreta la possibilità di ripopolare alcune aree intorno alla centrale.
I ricercatori, in particolare, hanno analizzato le misurazioni delle radiazioni per monitorare i livelli di radioattività intorno a Date, città giapponese della prefettura di Fukushima che dista 60 chilometri dal sito della catastrofe, mai stata evacuata. I risultati dello studio hanno evidenziato che gli abitanti sono sottoposti a un livello di radiazioni di 18 millisievert nella zona A, la parte più contaminata della città.
Questo valore è estremamente basso se pensiamo che l’International Commission on Radiological Protection considera accettabile una dose compresa tra 1 e 20 millisievert all’anno. I ricercatori hanno scoperto che i livelli, principalmente causati del cesio radioattivo, sono diminuiti del 60% tra il 2011 e il 2013. Inoltre, sono stati effettuati alcuni esperimenti per stimare e verificare, sempre all’interno della città, l’ulteriore diminuzione dei livelli di radioattività nel corso dei prossimi 70 anni.
Journal of Radiological Protection

2.10.2015 - Non c'è stato neppure un morto per le radiazioni a Fukushima
Non c'è stato neppure un morto per le radiazioni dopo l'incidente di Fukushima del 2011, invece 1600 persone sono morte per le sofferenze dovute all'evacuazione e questo conteggio non è ancora terminato.
Lo hanno affermato diversi esperti al meeting di Tokyo tenutosi la scorsa primavera su questo incidente. A quattro anni dal disastro non solo non c'è stato alcun morto per le radiazioni ma anche tra i soccorritori i tumori in più sono stati così pochi da non essere rilevabili dalle statistiche, questi dati sono stati anche  confermati dall'Agenzia Internazionale dell'energia Atomica. Il 90 % degli oltre 1600 morti a causa dell'evacuazione  nella prefettura di Fukushima, spiegano i ricercatori, aveva più di 66 anni. Si tratta di persone anziane che hanno dovuto subire cambiamenti drastici e non sapevano più come pianificare il loro futuro. Durante il convegno, riporta il NewYork Time del 22 Settembre 2015, molte critiche sono state mosse all'evacuazione effettuata spesso troppo in fretta e senza motivo. Nella maggior parte dei territori sgombrati l'esposizione sarebbe stata infatti di 4millisiverst l'anno, poco più dei 3,5 millisivert che si ricevono normalmente e anche negli hotspot a maggiore inquinamento non si sarebbero superati i 70 millisivert, ben al di sotto di diverse zone del Brasile o dell'Iran densamente popolate.
Il governo è andato nel panico, spiega Mohan Doss del Fox Chase Center di Philadelfia, “se si evacua una unità di terapia intensiva in una palestra è chiaro diversi pazienti moriranno”. Molte vittime erano in case di riposo e ci sono stati molti suicidi. E' stata la paura delle radiazioni e non le radiazioni ad uccidere
.
http://www.nytimes.com/2015/09/22/science/when-radiation-isnt-the-real-risk.html?_r=0

2.10.2015 - L'Ente Nucleare federale degli Stati Uniti da il via libera alla costruzioni di 2 nuovi reattori del tipo AP-1000
Purtroppo nessuna fonte di elevata visibilità ne da notizia (CNN, Bloomberg, come i nostrani media), ma dopo il via libera all'impianto di Watts Bar II (che diverrà commerciale entro la fine dell'anno) e la costruzione di 4 nuovi reattori nucleari (VC Summer e Vogtle), ecco che l'Ente Nucleare degli Stati Uniti da il via libera per altri 2 reattori, sempre tipo AP-1000, che verranno costruiti negli Stati Uniti. http://www.bizjournals.com/sanantonio/news/2015/10/26/feds-give-nuclear-power-project-green-light-in.html

10.11.2014 -  Secondo l'ENEL solo il 3,3 % dell' energia elettrica consumata in Italia può provenire dall'eolico o dal solare
Esiste  un limite tecnico alla quantità totale di potenza elettrica intermittente (solare ed eolica) che è possibile collegare alla rete elettrica nazionale senza rischiare di provocare il collasso, il "black-out" ? Esso infatti potrebbe avvenire nel momento in cui si verificassero brusche ed impreviste variazioni della potenza immessa nella rete. Per ragioni di sicurezza, questo limite è stato considerato in Italia da parte dell'ENEL intorno  al 10% del picco di domanda. Ciò comporta che solo il 3,3% del fabbisogno annuo di energia elettrica (310 miliardi di kWh circa) può provenire dal solare o dall'eolico.
http://www.comitatonazionalepaesaggio.it/eolico/errori.html

01.11.2014 - l'energia solare e eolica sono troppo inefficienti, occorre usare il nucleare per fermare il riscaldamento globale
I reattori a fissione, secondo molti esperti, sono una delle poche tecnologie disponibili in grado di intervenire in tempi rapidi sull'aumento delle emissioni di gas serra, combattendo efficacemente il riscaldamento globale in atto
http://www.greentechmedia.com/articles/read/ivanpah-solar-plant-falling-short-of-expected-electricity-production
http://www.lescienze.it/news/2013/12/21/news/energia_nucleare_riscaldamento_globale-1938578/

12.07.2014 - L'EPA (US Environmental Protection Agency) ha finalmente elevato il livello delle radiazioni riconosciuto come tollerabile di 350 volte.
Può sembrare incredibile ma è un'ottima decisione. I limiti precedenti erano troppo bassi rispetto alle evidenze scientifiche hanno causato danni sociali incalcolabili e miliardi di danni economici negli Stati Uniti e nel resto del mondo.
Due sono state le cause di questa più che giusta decisione. La prima è che l'ufficio del Government Accounting Office (GAO) ha a lungo insistito nello stabilire limiti più realistici. Secondo i vecchi limiti infatti l'esposizione ad una bomba sporca di una città americana avrebbe comportato l'evacuazione  di centinaia di migliaia di persone con conseguenze catastrofiche. La seconda causa è che è sempre più evidente quello che è avvenuto a Fukushima, dopo l'incidente del 2011. Ben 130.000 persone furono evacuate forzatamente a causa di livelli di radiazioni erroneamente ritenuti intollerabili. Gli effetti di tale decisione si rivelarono catastrofici in termini sociali ed economici, si calcola che ben 1600 persone ne morirono prematuramente, inoltre 46 impianti nucleari furono chiusi in Giappone e addirittura la Germania annunciò l'uscita dal nucleare.
http://reason.com/archives/2014/07/06/raising-the-epa-radiation-limit-will-sav

05.07.2014 - 10 paesi europei a favore del nucleare
Il governo della repubblica Ceca ha espresso una visione comune di ben 10 paesi europei in favore dell'energia nucleare in una lettera alla Commissione Europea. Citando il fallimento che ha impedito la costruzione di nuove centrali nucleari per sostenere in Europa la forte richiesta di energia sicura, sostenibile e a basso livello di emissioni, la lettera richiede un impegno a favore del nucleare. La lettera è stata inviata il 25 giugno da Jan Mládek il Ministro dell'industria e del commercio della Repubblica Ceca al commissario dell'energia dell'Unione Europea Gunter Oettinger

http://www.world-nuclear-news.org/NP-Ten-nations-petition-Brussels-for-nuclear-0407141.html

23.05.3014 -  Le rinnovabili non possono liberarci dal carbone
Dopo lo tsunami di Fukushima del 2011, benché  non sia morto nessuno  a causa delle radiazioni nucleari la Germania ha chiuso molte delle sue centrali nucleari. Ciò ha comportato un massiccio investimento in carbone e lignite - 10 nuovi impianti sono stati aperti e riforniti anche con carbone polacco. Parallelamente ha cominciato a spendere 20 miliardi di Euro all'anno per i sussidi alle rinnovabili il che ha comportato un forte aumento del prezzo dell'energia elettrica, l'80%  rispetto al 2000. Il principale beneficiario di Fukushima è stato  quindi il carbone. Le emissioni di biossido di carbone stanno aumentando il 7% ogni anno.
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/may/15/renewable-energy-horrors-coal-extraction-turkish-mine-disaster

28.04.2014 - Dopo che il  Governo spagnolo ha tolto i sussidi, la grande Centrale solare di Andasol 3 ha perso decine di milioni di euro in pochi mesi .
L'importante giornale economico tedesco scrive che Andasol 3 la centrale solare in spagna posseduta da un consorzio di aziende tedesche, la RWE, la Rheinenergie e la Stadtwerke di Monaco, sta perdendo soldi  lavorando in netta perdita. La Stadtwerke di Monaco ha già perso 64 milioni di Euro la Rheinenergie 17 e altrettanti la RWE. Il motivo di tali perdite è l'abolizione dei sussidi alle rinnovabili da parte del Governo spagnolo a causa della crisi finanziaria.
http://notrickszone.com/2014/02/21/large-andasol-3-parabolic-solar-plant-losing-millions-after-broke-spain-eliminates-green-energy-subsidies/

15.07.2013 - Il Commissario dell'ILVA di Taranto Bondi afferma semplicemente quello che è universalmente riconosciuto sulle cause del cancro. Bondi è  attaccato  da tutti i media nazionali e dal Presidente della Regione Puglia che ne ha chiesto le dimissioni perché ha presentato uno studio sui tumori a Taranto in cui si rileva quello che internazionalmente è ormai riconosciuto e cioè che i principali fattori di rischio sono: il fumo e condizioni di povertà che inducono a precarie condizioni di igiene e di salute. In pratica lo studio contesta alla radice l'equazione: inquinamento dell'ILVA = aumento dei casi di tumore. Segue il testo del documento presentato alla regione Puglia
https://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fdownload.repubblica.it%2Fpdf%2F2013%2Flocali%2Fbari%2Filva-nota-direzione.pdf&chrome=true



03.07.2013
- Quando i sussidi svaniscono, le vendite dei pannelli FV crollano, le ditte del fotovoltaico licenziano
La direzione della ditta tedesca SMA Solar Technology AG (SMA) ha informato oggi i suoi impiegati di una ulteriore riduzione del personale che avverrà a causa delle cambiate condizioni nel mercato del fotovoltaico che ha causato un forte declino delle vendite in Germania. La riduzione pianificata sarà di 700 unità lavorative full-time a partire dal 1 gennaio prossimo.
http://www.sma.de/en/newsroom/current-news/news-details/news/4300-sma-solar-technology-ag-informs-employees-about-necessary-corporate-downsizing.html

01.07.2013  - Lo scorso anno in Italia è aumentata sensibilmente la percentuale di energia nucleare immessa nelle rete elettrica: dall'1,9% al 4,8%.
I dati emergono dal Fuel Mix Disclosure pubblicato sul sito del Gestore del servizio energetico (GSE), dove sono messe a confronto le cifre del 2011 e quelle del 2012. l'Italia non ha mai smesso di consumare elettricità prodotta dall'energia nucleare. Naturalmente si tratta di energia nucleare importata: sui quattro Paesi con cui confina l'Italia ben tre (Francia, Svizzera e Slovenia) fanno ricorso alle centrali nucleari per produrre una parte importante della propria elettricità: il 40% in Svizzera, il 38,5% in Slovenia e ben il 75% in Francia.
http://www.nuclearnews.it/news-3158/aumenta-in-italia-la-quota-di-energia-nucleare/

25.06.2013  - In Italia i sussidi alle rinnovabili hanno messo fuori mercato le centrali termoelettriche tradizionali.
L'ENI i, data la situazione, minaccia di  chiuderle.. E' però interesse nazionale che restino pronte all’uso, dicono produttori e governo: le rinnovabili vanno a sbalzi (basta una giornata nuvolosa e sono guai).
L'Eni allora per mantenere le centrali termoelettriche pronte all'uso, nel caso di un crollo della potenza delle rinnovabili, vuole come sussidi statali e/o assicurazione qualcosa come 2 miliardi di Euro l'anno. Invece di tagliare i sussidi alle rinnovabili (6,7 miliardi di Euro l'anno) il governo pensa di caricare questi sussidi aggiunti ancora sulle bollette. Avremo l'energia elettrica più cara del mondo?. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/25/enel-e-guerra-da-2-miliardi-lanno-aiuti-finanziati-da-bollette-e-rinnovabili/632278/

15.06.2013  - Secondo Tanaka, ex direttore dell’IEA, i tedeschi sbagliano a voler uscire dal nucleare
Giapponese, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia fino al 2011 e attualmente in forze all’Istituto per l’Economia dell’energia di Tokyo, il 63enne Nobuo Tanaka non ha dubbi: la scelta della Germania di abbandonare il nucleare, seguita all’incidente di Fukushima, è sbagliata. Lo ha detto chiaro e tondo in una intervista al quotidiano Die Zeit.
http://tinyurl.com/kkwpbkx
 

 
14.06.2013  - Cosa faresti se venissi a sapere che tutte le cose contro il nucleare in cui hai creduto sono false ?
Questo è il documentario Pandora's Promise di Robert Stone, presentato lo scorso gennaio al Sundance Festival,  in proiezione negli USA. Il tema affrontato è il nucleare e la tesi che emerge dal trailer (che trovate sopra) è che oggi non ci si può definire ambientalisti se non si è a favore del nucleare.
http://www.forbes.com/sites/jamesconca/2013/06/09/pandoras-promise-the-sundance-film-festivals-nuclear-expose/

 


12.06.2013 - "Si al nucleare nel mio giardino", dicono i cittadini di Carlsbad, New Mexico http://www.forbes.com/sites/christopherhelman/2012/01/25/nuke-us-meet-the-town-that-wants-americas-worst-nuclear-waste/

12.06.2013 - La pioggia e il decadimento radioattivo riducono drasticamente i livelli  delle radiazioni nelle zone interdette di Fukushima.
Presentiamo  una animazione del WNN (World Nucleare News) http://www.world-nuclear-news.org/RS_Contamination_dropping_in_evacuation_zone_0706131.html#.UboEPWSEE8k.facebook

22.04.2013 - Firma la petizione all'Amministrazione Obama:
Fermiamo l'uso dei  modelli basati sulla  Linear No-Threshold (LNT) Theory  per valutare il rischio delle radiazioni. Occorre riconoscere che i modelli teorici basati sulla teoria dell'Ormesi sono ormai una realtà consolidata  nel mondo scientifico  per valutare i rischi e i benefici della radiazioni a bassa intensità
 https://petitions.whitehouse.gov/petition/stop-using-linear-no-threshold-lnt-model-epa-regulations-recognizing-hormetic-or-threshold-response/6X3dwqJX

13.04.2013 - Il nucleare ha evitato 2 milioni di morti
Quanti milioni di morti ci costano i combustibili fossili? In questi giorni, appena arrivato in pensione dopo 46 anni spesi al vertice del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, James Hansen ha lanciato un'offensiva mirata a mostrare la dimensione della minaccia prodotta dal carbone e dal petrolio. I combustibili fossili sostituiti dalle centrali nucleari tra il 1971 e il 2009 - secondo il climatologo - hanno causato la morte di 1 milione e 840 mila persone. La stima, pubblicata da Hansen e da un altro ricercatore del Goddard Institute sulla rivista Environmental science and technology, rappresenta solo un frammento del calcolo di rischio: manca la valutazione dei danni prodotti dal cambiamento climatico (cioè dalle emissioni serra, l'altra faccia dell'inquinamento da smog) e manca la valutazione delle vittime legate all'uso dell'energia nucleare.
http://www.repubblica.it/ambiente/2013/04/03/news/nucleare_morti_inquinamento-55862070/

04.04.2013 - Energia: la bolletta aumenterà per finanziare le rinnovabili
Recentemente è apparsa la notizia che le bollette energetiche subiranno una lieve diminuzione, per via dell’intervento dell’Autorità per l’energia. Ma è proprio così?
A quanto pare no. Infatti la tariffa A3 (quella relativa al finanziamento delle rinnovabili) sulla bolletta elettrica ha subito un aumento, e non di poco conto: da 53,37 €/MWh del trimestre gennaio-marzo 2013 a 56,47 €/MWh nel prossimo trimestre aprile-giugno 2013. Insomma, a quanto pare ci hanno preso in giro, abbassando sì il prezzo dell’energia elettrica, ma di qualcosa meno di 1 €/MWh, mentre al contempo hanno aumentato di € 3,10 la componente tariffaria A3, portandola a 56,47 €/MWh. Pertanto, l’utente dal primo d’aprile prossimo subirà un aumento assoluto di € 2,10 al MWh, e non una una riduzione di € 1,00 al MWh!
http://renzoslabar.blogspot.it/

14.03.2013  -  Le radiazioni nucleari diminuiscono a Fukushima
Due anni fa ci fu il terribile Tzunami che a Fukushima e dintorini causò 20.000 morti e danni catastrofici. I reattori nucleari di Fukushima si bloccarono all'istante e ci furono problemi per lo smaltimento del calore residuo  perché le pompe per il raffreddamento, che funzionavano a motori diesel, erano allagati.  Dopo alcune settimane si riuscì comunque a mettere in sicurezza le centrali. Non ci fu una vera e propria fusione del nocciolo nel caso più grave, ma solo una fessurazione.
In ogni caso dopo due anni possiamo ora dire con certezza che nessuno è morto a causa delle radiazioni delle centrali di Fukushima che pure furono gravemente danneggiate, ne ha riportato danni gravi e permanenti alla salute. Questo riguarda sia la popolazione della zona, sia gli operatori che vi hanno lavorato anche durante la fase della messa in sicurezza delle centrali.
I media, in totale malafede, continuano però a parlare di Disastro Nucleare di Fukushima come se il disastro causato dallo Tzunami fosse dovuto alle centrali nucleari. In realtà anche le radiazioni nel territorio intorno ai siti nucleari, come si può constatare dal link che segue, dopo due anni  sono notevolmente diminuite.
http://www.world-nuclear-news.org/RS_Radiation_declines_at_Fukushima_0603131.html

03.03.2013  - Perché i costi delle centrali nucleari sono così aumentati dagli anni 70
Negli Stati Uniti diverse grandi centrali nucleari sono state completate nei primi anni 1970 ad un costo tipico di $ 170 milioni, mentre impianti delle stesse dimensioni completate nel 1983 costavano in media $ 1,7 miliardi, un aumento di 10 volte. Alcuni pianti completati alla fine del 1980 costavano fino a $ 5 miliardi, 30 volte quello che costano 15 anni prima. La stessa cosa è avvenuta  negli altri paesi  utilizzatori della tecnologia nucleare fin dagli anni 70 come la Francia, l'Inghilterra e il Giappone. Che cosa ha causato  un incremento di costi di così grandi dimensioni?
A partire dai primi anni 1970, nel pubblico è cresciuta (vedi il capito N2 "
La storia della mobilitazione degli ambientalisti contro l’uso pacifico dell’energia nucleare" del libro Vivere con le radiazioni) la preoccupazione per la sicurezza delle centrali nucleari e la NRC (la Nuclear Regulatory Commission americana), ha risposto in un unico modo, facendo regolamenti sempre più drastici e aumentando i requisiti dei dispositivi di sicurezza. Questo processo è conosciuto negli USA come il "cricchetto" dell'NRC. In pratica sono state varate norme sempre più ridondanti e tempi burocratici sempre più lunghi per costruire una centrale. L'NRC non ha mai soppresso le norme costruttive più drastiche anche quando, sulla base dell'esperienza, era dimostrata la loro inutilità Secondo uno studio, dei primi anni 1970 i requisiti normativi hanno aumentato la quantità di acciaio necessario in una centrale di potenza elettrica del 41%, la quantità di calcestruzzo del 27%, la lunghezza lineare delle tubazioni del 50%,  la lunghezza dei cavi elettrici del 36%. Oltre ad aumentare la quantità di materiali e lavoro sono stati anche allungati i tempi necessari per la costruzione degli impianti. Secondo le stime delle diverse associazioni degli ingegneri negli USA, il tempo di avvio del progetto a terra è stato di 16 mesi nel 1967, 32 mesi in 1972, e 54 mesi nel 1980. Questi sono i tempi necessari per la progettazione iniziale, per fare un'analisi sulla sicurezza e una valutazione dell'impatto ambientale e per avere su queste analisi una valutazione del personale dell' NRC, in particolare del suo Comitato Consultivo in Materia di Controllo e di Sicurezza. In  pratica è stato necessario, e lo è ancora, intavolare una discussione-contrattazione con vari comitati dell'NRC sul progetto dell'impianto, anche con audizioni pubbliche, e eseguire poi di volta in volta le modifiche del progetto necessarie per ottenere i permessi di costruzione. Il tempo dall'inizio dei lavori al collaudo dell'impianto è stato aumentato di 42 mesi nel 1967, che sono arrivati a 54 mesi nel 1972, e a 70 mesi nel 1980. Questo è il motivo per cui i costi delle centrali nucleari dal 1970 al 1990 sono aumentati di 30 volte in particolare dopo l'incidente di Three Miles Island e poi di Chernobyl e ora dopo Fukushima  stanno ancora aumentando.
http://www.phyast.pitt.edu/~blc/book/chapter9.html


24.02.2013 - Che c'è di vero nella storia che la chiusura di 4 reattori del sito nucleare di Kozloduy in Bulgaria alcuni anni fa è stata una precondizione per l'ammissione di questo paese nell'Unione Europea?
La notizia è trapelata dopo che l’attuale governo bulgaro ha deciso di aumentare del 13% le tariffe per il servizio di energia elettrica. Di fronte all’ennesima richiesta di denaro, le famiglie hanno definitivamente perso la pazienza e sono scese in strada per protestare contro le politiche energetiche ed economiche.
Prima del 2002 la Bulgaria era uno dei principali esportatori di energia elettrica regionale, con i suoi sei reattori nucleari costruiti a Kozloduy nel 1970 e 1980. Forniva oltre il 40% di energia elettrica nazionale e la Società Elettrica Nazionale bulgara (NEK) esportava 8 miliardi di kWh alla Grecia, Turchia, Serbia e Macedonia. I problemi arrivarono quando i quattro reattori più vecchi di Kozloduy furono chiusi come condizione per l'adesione all'Unione europea. La Bulgaria perse un totale di 1620 MWe tra il 2002 e il 2006. Attualmente Sono rimasti solo i due reattori che generano 1906 MWe in totale.
L'Unione europea ha compensato la Bulgaria con € 850 milioni (1,1 miliardi dollari) per la chiusura dei reattori ma il paese non è riuscito a costruirne di nuovi reattori. Un bando di gara per costruire due unità fu lanciato dieci anni fa, nel 2006 la NEK firmò un contratto con Rosatom per costruire due nuovi reattori a Belene , ma il tutto non ha avuto seguito. Più recentemente, il Primo ministro Borisov ha proposto un nuovo reattore a Kozloduy. Un referendum proposto dall' opposizione politica il mese scorso ha visto il 61% degli elettori sostenere nuovi impianti nucleari in Bulgaria, anche se con una bassa affluenza alle urne, il 21%.
Ora la popolazione è esasperata dal crescente tasso di disoccupazione (12%), dal fallimento di numerose piccole imprese e dallo stallo degli stipendi, la cui media nazionale si aggira intorno agli 800 Lev (circa 400 euro). Il primo ministro ha dapprima cercato di calmare le acque, obbligando alle dimissioni il Ministro delle finanze, ma la piazza non si è accontentata, continuando a chiedere a gran voce le dimissioni dello stesso capo di stato. Dopo tre giorni e tre notti di violente proteste per le strade di tutto il paese, Boiko Borisov ha infine annunciato le proprie dimissioni dichiarando:
“Ho fatto tutto quanto è in mio potere per accogliere le richieste. Non prenderò parte a un governo che fa picchiare la gente dalla polizia”.
La rete è stata infatti invasa da video di agenti che picchiano selvaggiamente alcuni dimostranti, colpevoli soltanto di aver esercitato il loro diritto alla protesta.
http://www.world-nuclear-news.org/NP_Chaos_in_Bulgarian_energy_2002131.html

27.12.2012 - A Tokyo l'atomo torna in agenda
Ancora una volta il Giappone, che ieri ha visto l'insediamento del nuovo premier liberal-democratico Shinzo Abe, si è rivelato stupor mundi. A meravigliare l'opinione pubblica internazionale non è stata qualche conquista straordinaria, ma il fatto che nelle prime elezioni politiche dopo la crisi di Fukushima la questione dell'energia non è andata al centro della campagna elettorale; ancora più stupefacente, per molti, è stato un responso delle urne che ha dato la stragrande maggioranza allo schieramento pro-nucleare che non fa mistero di voler archiviare le linee strategiche a lungo termine varate con difficoltà dall'ultimo governo indirizzate verso l'opzione zero sull'energia atomica entro la fine degli anni Trenta. http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-12-27/tokyo-atomo-torna-agenda-063946.shtml?uuid=AbQ0tOFH

20.12.2012 - Inverno 1012. Crollo della capacità della potenza del fotovoltaico in Germania.
Ieri i 32 GW di potenza FV installati in Germania (costo 120 miliardi di euro) hanno avuto una potenza di picco a mezzogiorno di solo 3 GW. Un singolo reattore nucleare da 700 MW (costo 4-5 miliardi di Euro) avrebbe prodotto ieri la stessa energia dei
32 GW di potenza FV tedesca  
http://www.sma.de/en/company/pv-electricity-produced-in-germany.html

 


28.08.2012 -
ENERGIA NUCLEARE: LA SOLA SOLUZIONE AI PROBLEMI ENERGETICI E AL RISCALDAMENTO GLOBALE di Bill Sacks and Greg Meyerson
Gli esseri umani, insieme a tutte le piante e gli animali, si sono evoluti in un mare di radiazioni naturali provenienti dalla terra e dal cielo, con variazioni enormi da una regione ad un altra - variazioni correlate, anche se non del tutto, in modo inverso con i tassi di cancro e direttamente con l'aspettativa di vita. Ci siamo evoluti malgrado la presenza di processi metabolici che producono le specie reattive dell'ossigeno (ROS) che danneggiano il DNA  molto più dannose delle radiazioni e che hanno richiesto lo sviluppo di evoluti meccanismi di protezione. Migliaia di studi epidemiologici e di laboratorio hanno dimostrato che, mentre alte dosi di radiazioni uccidono inibendo i meccanismi di protezione, basse dosi migliorano quei meccanismi e ci rendono più sani. L'ormesi è un fenomeno generale di tutti gli agenti chimici e fisici, e le radiazioni non fa eccezione. Troppo o troppo poco di qualsiasi cosa è dannoso, ma una dose giusta è salutare. Troppo o troppo poco di qualsiasi cosa è dannoso, ma una dose giusta è salutare. La conclusione è che si può effettivamente essere n carenza di radiazioni, e che se tutti fossimo esposti a più radiazioni, entro certi limiti, potremmo vivere più a lungo con più bassi tassi di cancro e altre malattie.
http://bravenewclimate.files.wordpress.com/2012/04/nuclear_energy_solution_4-6-12.pdf

19.08.2012 - Ilva, sbagliati i dati sui tumori.
Lavoratori e industriali si ribellano alla assurdità di chiudere l'acciaieria dell'ILVA di Taranto, la più grande in Europa, sulla base di un rapporto epidemiologico le cui conclusioni sono state effettuate con la screditatissima teoria LNT ( No Threshold Theory- teoria lineare senza soglia).
Gli autori del rapporto sull'inquinamento dell'ILVA di Taranto  affermano infatti  candidamente nel loro rapporto di avere assunto che gli effetti degli inquinanti sono lineari-e-senza-soglia (ipotesi  non provata e soggetta ad una forte critica nella comunità scientifica internazionale). Sulla base di questo rapporto poi la  magistratura ha ordinato la chiusura dello stabilimento. 
Grave, gravissimo errore, che da solo basta a inficiare tutti i successivi risultati. Per capire l’ipotesi, supponiamo di avere accertato che ingerire in una volta la dose di caffeina contenuta in 200 caffè vi porti all’obitorio con probabilità 1/2. L’assunzione lineare-senza-soglia dice che con la caffeina di un caffè la probabilità di morire è di 1/400. Attenzione: la prima probabilità detta (1/2) è vera ed accertata, l’ultima (1/400) è una congettura. Ed è sicuramente falsa, ma pur tuttavia utile in ambito protezionistico. Altrettanto sicuramente, però, non può essere usata, come fanno gli epidemiologi inesperti, in ambito patologico. Essi così ragionano: se ipotizziamo che la probabilità di morire dopo aver bevuto un caffè è 1/400, allora se 400 individui ne hanno bevuto uno, uno di essi deve perciò essere morto. E se a Taranto ieri mattina 400mila individui hanno preso un caffè, ieri mattina sono perciò deceduti 1.000 tarantini.
L’errore è nell’aver usato quel dato (probabilità 1/400) per valutazioni patologiche. Per capirci: se mi chiedete quanti caffè potete bere in una volta accettando una probabilità di morire di 1/400, io vi suggerisco il limite di un espresso; se accettate una probabilità di morire di 1/200 vi concedo un espresso doppio. Questa è protezione. Passare alla patologia non si può. Lo fecero gli epidemiologi che all’indomani della disgrazia di Chernobyl pronosticarono decine di migliaia di decessi per tumore alla tiroide: furono invece registrati, in 25 anni, 15 decessi per tumore alla tiroide, tanti quanti se ne registrano, in 25 anni, in qualunque altra parte del mondo ugualmente vasta. E lo fecero gli epidemiologi che stimarono un incremento del 500% dei casi di leucemia attorno alle antenne di Radio Vaticana: non vi fu alcun incremento. [...] http://dietrolequintee.wordpress.com/2012/08/17/ilva-sbagliati-i-dati-sui-tumori/
per un ulteriore approfondimento sull'argomento riportiamo il famoso articolo del Pof. Bruce Ames
 -
Misconcezioni sull'inquinamento le sostanze chimiche e cancro- http://fusione.altervista.org/ames.htm
e uno studio del Prof Leonard B. Choen  che confuta totalmente la teoria LNT -
Nessun rischio di cancro per basse dosi di radiazioni - http://fusione.altervista.org/Linear_no_threshold_theory.htm

6.08.2012 - Ilva, gli operai bloccano la statale e contestano leader ecologista
«Buffone, buffone buffone». Gli operai dell'Ilva, alcuni in tuta blu, altri in tuta arancione, hanno scandito l'epiteto all'indirizzo di Alessandro Marescotti, l'ecologista leader di Peacelink che con un paio di amici giornalisti si era avvicinato forse un po' troppo al gruppo di operai che bloccava la strada statale 7 tra Massafra a Taranto. 
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-16/ilva-operai-bloccano-statale-171414.shtml?uuid=AbgK3PPG

18.08.2012 - L'aumento della percentuale di elettricità prodotta da fonti rinnovabili instabili mette in difficoltà l'industria tedesca.
In Germania a causa della chiusura di  7 vecchie centrali nucleari e dell'aumento degli investimenti in fonti energetiche rinnovabili notoriamente instabili (attualmente la Germania dispone di circa 27 GW di impianti fotovoltaici installati) le veloci fluttuazioni della elettricità nella rete stanno causando danni in molti impianti industriali.  Molte industrie stanno rispondendo alla situazione investendo in propri generatori da usare come riserva durante i picchi negativi della fornitura di elettricità (il che però aumenta i costi di produzione).
Gli industriali hanno anche avvertito il governo che potrebbero abbandonare la produzione in Germania se la situazione non venisse subito affrontata a livello nazionale.

http://www.spiegel.de/international/germany/instability-in-power-grid-comes-at-high-cost-for-german-industry-a-850419.html

17.08.2012 - La domanda è: "quanto costa l'energia nucleare?"
Confrontiamo i costi del nucleare con l'energia delle fonti rinnovabili facendo quattro esempi.
Se prendiamo in considerazione la centrale nucleare EPR che è in via di ultimazione a Olkiluoto in Finlandia (faccio questo esempio perché è senza dubbio l'impianto nucleare più costoso e i cui tempi di costruzione sono stati più dilazionati), troviamo che questa centrale dalla potenza di 1600 MWe, sarà realizzato ad un costo di 6,4 miliardi di Euro. Tenendo conto del fattore capacità in pratica il costo risulta di 6 miliardi di Euro per ogni GWe
Se oltre al famigerato impianto nucleare in costruzione in Finlandia consideriamo gli altri 60 reattori nucleari civili in costruzione in diverse parti del mondo la situazione diventa più chiara. La Corea del Sud sta portando avanti un programma di costruzione di nuovi reattori e attualmente ha venduto la sua tecnologia e esperienza agli Emirati Arabi Uniti con un contratto che prevede la costruzione entro il 2018 di impianti nucleari per 6 GWe al costo di 3,5 miliardi di dollari per GWe. Addirittura i cinesi stanno proponendo di costruire nuove centrali nucleari basate sul modello dell'AP100 ad un costo di 1,7 miliardi di dollari per GWe e l'Inghilterra sembra stia prendendo seriamene in considerazione l'offerta.
Consideriamo ora il progetto del grande parco eolico nel Sud dell'Australia (600 Mwe potenza di picco) con un annesso sistema di generazione di 120 MWe a biomassa che funziona da riserva durante i picchi negativi dell'impianto eolico. Il costo totale è di 2,2 miliardi di dollari, più altri 0,2 miliardi di dollari per la costruzione delle infrastrutture di connessione alla rete elettrica. Facendo i conti si trova che il costo dell'impianto sarà di 6,9 miliardi di dollari per GWe.

Quando poi passiamo all'energia solare i costi lievitano parecchio.
Secondo il programma del governo australiano Moree Solar Farm, un grande impianto PV senza sistema di riserva (cioè non un impianto da poter essere usato come fornitore di base di energia elettrica) costa 19,6 miliardi di dollari per GWe. Un sistema basato sul solare termodinamico sul tipo dell'impianto spagnolo di Germasol, con un sistema di riserva a sali fusi, costerebbe invece 25,1 miliardi di dollari per GWe
http://fusione.altervista.org/energia_nucleare.htm


10.08.2012 -
L'energia fotovoltaica ci costa come quella che si otterrebbe pagando il petrolio 1000 dollari al barile
"Sono contrario agli investimenti folli e que
sti lo sono”. Parola di Alberto Clò, professore di Economia industriale all’Università di Bologna ed ex ministro dell’Industria con il governo Dini. “Da molto sostengo la necessità di una razionalizzazione degli incentivi che vanno dati in relazione ai costi relativi. I sussidi hanno una ragione quando servono a consolidare l’industria italiana. Dall’agosto dello scorso anno – sottolinea Clò – il costo dell’importazione di fotovoltaici è stato di 11 miliardi di euro, un costo che si mangia un quinto dell’avanzo commerciale del Paese”. “Se poi rapportiamo – aggiunge Clò – questi 11 miliardi all’energia utile, noi abbiamo un costo di importazione pari a 670 dollari al barile e se a questi costi di importazione sommiamo il costo degli incentivi, arriviamo a un costo di 1000 dollari a barile, quindi noi oggi diamo un contributo minimo alla nostra industria mentre stiamo sovvenzionando l’industria cinese e quella tedesca, questa è una follia, una situazione assurda che non ha alcun riferimento con la realtà”.
http://www.lindipendenza.com/lenergia-fotovoltaica-costa-1000-dollari-al-barile/ 


01.08.2012 -
2,2 posti di lavoro persi nell'industria tradizionale per ogni posto di lavoro creato nell'economia verde.
Uno studio dalla Spagna dimostra che i costosi sussidi all'energia solare e all'economia verde in generale sono un freno all'economia
http://www.instituteforenergyresearch.org/2012/07/19/13253/ 

26.07.2012 - Svanisce il simbolo della green economy americana.
La società di batterie ricaricabili per auto A123 Systems viene salvata per un pelo dal fallimento. dai cinesi. La società ha annunciato che il Gruppo Wanxiang rileverà l'80% del suo capitale in una tipica operazione di salvataggio. Questo passaggio di proprietà (la General Electric resta socio di minoranza) è uno spiacevole risultato per la campagna "verde" di Barack Obama, che aveva auspicato di vedere – entro il 2015 – un milione di auto elettriche sulle strade americane. Quando nel 2010 la A123 inaugurò un nuovo stabilimento a Livonia, nel Michigan, al taglio del nastro si presentò anche il segretario all'Energia, Steven Chu, insieme a un folto drappello di senatori democratici.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-08-08/a123-systems-203122.shtml?uuid=AbycXcLG 

18.07.2012 - Greepeace e diverse altre lobby ambientaliste britanniche protestano paventando pericoli all'indipendenza nazionale perchè la Cina sta per entrare nel settore del nucleare britannico.
La China National Nuclear Power Corporation CNNPC si prepara a costruire cinque nuovi reattori nucleari per una commessa di oltre 35 miliardi di sterline, oltre 42 miliardi e 500 milioni di euro. Nella settimana che si è appena conclusa, uomini del CNNPC hanno incontrato la dirigenza del britannico Decc (Department of energy and climate change) per mettere a punto un piano per lo sbarco nel Regno Unito. La verità è che come ha ammessa l'AREVA la China è in grado di costruire un reattore tipo EPR con il 40% del costo in meno dei francesi e di qualsiasi altra ditta occidentale
http://frenchtribune.com/teneur/102154-areva-says-china-can-build-french-reactor-40-less

15.06.2012 - Il governo giapponese ha disposto il riavvio di due reattori della centrale nucleare di Oi, nell'Ovest del Paese.
Si tratta della prima riaccensione degli impianti dalla crisi di Fukushima seguita al sisma/tsunami dell'11 marzo 2011. La decisione, presa d'accordo con le autorità locali, è stata annunciata dal primo ministro Yoshiniko Noda. Ciò potrebbe essere il preludio alla graduale riaccensione di altri tra i 50 reattori presenti nel Paese e spenti dopo il terremoto dell'11 marzo 2011.
http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_16/giappone-riavvia-nucleare_e2686e1e-b760-11e1-a264-b99bbdd148d8.shtml

27.05.2012 -  I veri costi dell'energia eolica e solare.
Il problema principale dell'energia eolica è che è una fonte temporanea, come il solare, ed è disponibile soltanto circa un terzo del tempo, anche nei luoghi più favorevoli. La media USA è di circa il 25 per cento della capacità installata. Come risultato, per poter utilizzare l'energia eolica occorre accoppiarla a fonti energetiche che possono essere accese e spente, a secondo letteralmente di "come va il vento". La cosa funziona se la percentuale di energia elettrica e solare prodotta è una piccola frazione del totale utilizzato. Che succede quando si vuole portare la percentuale dell'eolico o del solare ai livelli del 20% e oltre? Dal momento che il vento, come per il solare, non è prevedibile occorre costruire centrali a combustibili fossili solo per il backup. Chi paga queste centrali e soprattutto chi paga la loro disponibilità ?
http://www.examiner.com/article/wind-energy-realities?cid=Editorial-NearYou-HP-RecentArticles

25.05.2012 - Perché la popolazione ha fiducia nel settore dell'energia nucleare
Forti dosi di radiazioni nucleari vengono utilizzate durante un ciclo di radioterapia (RT) per uccidere le cellule tumorali dei malati di cancro. Milioni di pazienti ogni anno in tutto il mondo ricevono un simile trattamento e tornano casa grati a questo trattamento medico che ha salvato e prolungato la loro vita. Un simile trattamento dura in genere dalle 4 alle 6 settimane somministrando al paziente una dose giornaliera di 2.000 mSv diretta contro le cellule tumorali. Purtroppo non è possibile limitare la radiazione al solo tumore anche i tessuti degli organi vicini colpiti, in genere ricevono in media poco meno di 1.000 mSv al giorno. In un trattamento RT standard gli organi sani vicini al tumore ricevono in  un mese poco più di 20.000 mSv e possono sopravvivere mentre il tumore riceve almeno 40.000 mSv, la dose che lo elimina . Da notare che la dose di  20.000 mSv con cui si irradiano inevitabilmente i tessuti sani periferici di un tumore è ben cinque volte il dosaggio ricevuto da alcuni dei più esposti operai di Chernobyl durante la fase più difficile della messa in sicurezza del reattore e la dose massima consentita agli operai giapponesi che lavoravano ai reattori di Fukushima danneggiati era di 250 mSv.
Ecco lo schema molto semplice del funzionamento di un trattamento RT.
Ogni giorno le cellule tentano di riparare i danni causati dalle radiazioni. Per le cellule tumorali i meccanismi di riparazione naturali delle cellule sono marginalmente sopraffatti dal dosaggio di 2000 mSv al giorno, per il tessuto periferico invece la dose più bassa (1000 mSv al giorno) fa si che i meccanismi di riparazione sono in grado di completare le riparazioni prima del giorno successivo. Questa separazione delle dosi nei trattamenti giornalieri si chiama "frazionamento". Dopo 4 - 6 settimane il tumore è morto e si separa dai tessuti degli organi periferici che sopravvivono . (Prof. Wade Allison dell'Università di Oxford " La fiducia del pubblico nel settore dell'energia nucleare ")
http://www.radiationandreason.com/

20.05.2012 - Un nuovo studio del MIT rileva che non ci sono rischi per il DNA di organismi soggetti a basse dosi di radiazioni.
Un nuovo studio degli scienziati del MIT suggerisce che le procedure che i governi attualmente usano per determinare quando evacuare le popolazioni in seguito ad un incidente nucleare sono troppo conservative. Studi recenti su l'esposizione prolungata a basse dosi di radiazioni di organismi biologici mostrano che praticamente non ci sono rischi di danneggiamento per le cellule del DNA
 http://web.mit.edu/newsoffice/2012/prolonged-radiation-exposure-0515.html
 

21.04.2012 - Per la Federazione Nazionale delle Fonderie Italiane il problema principale nell'energia è l'incidenza ormai insopportabile della componente A3, gli oneri per le rinnovabili che finiscono in bolletta.
Su quest'ultimo punto le cifre portate dalla federazione sono eloquenti: nel 2010 il costo medio pagato per la componente A3 da una fonderia di medie dimensioni era pari a 363mila euro, nel 2012 la cifra lieviterà a quota 890mila. Per l'intero settore significa pagare 107 milioni, erano "appena" 45 due anni fa. Il prezzo di questa componente viene rivisto trimestralmente e mentre nel 2009 il valore medio era di 10,9 euro al MWh, il 2102 è iniziato con 30,61 euro. E se fino a pochi mesi fa le aziende cercavano di calmierare i costi energetici producendo di notte, oggi la strada è meno praticabile in quanto l'introduzione delle fonti rinnovabili ha portato ad una maggior disponibilità di energia durante il giorno provocando un incremento del prezzo notturno superiore a quello diurno. «Il nostro è un Paese di trasformazione – aggiunge Franco Vicentini, presidente della veneta Vdp – e una politica industriale che si dimentica di ridurre il costo dell'energia per le imprese è una strategia che decide di abbandonare il settore manifatturiero». http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-03-02/caro-energia-fonde-fonderie-064246.shtml?uuid=Aa0SUi0E

20.04.2012 - Il costo del blocco del nucleare in Svizzera: 33 miliardi di dollari
Secondo il Dipartimento del paese dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) se la Svizzera non costruirà alcuna nuova centrale nucleare questa decisione costerà al paese 33 ​​miliardi di dollari fino al 2050 . Il dipartimento ha sviluppato un modello del futuro energetico della Svizzera fino al 2050 che verrà utilizzato per formulare la nuova politica energetica del paese.
http://www.world-nuclear-news.org/NP-33_dollar_billion_cost_of_Swiss_no_nuclear_new_build_decision-1904124.html 

18.04.4012 - Deraglia la locomotiva tedesca del fotovoltaico
Il calo degli incentivi pubblici e la concorrenza sul prezzo da parte dei produttori asiatici stanno mettendo in difficoltà gli operatori occidentali del fotovoltaico. Un trend al quale non sfugge nemmeno la Germania, la locomotiva dell'economia europea e il Paese che – con l'Italia - più ha scommesso sul settore.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-18/deraglia-locomotiva-tedesca-fotovoltaico-155546.shtml?uuid=AbhlnzPF

13.04.2012 - Si dissolve il paradigma del fotovoltaico architrave della green economy
E questo accade proprio in Germania paese faro in Europa nella corsa al fotovoltaico. Pochi giorno dopo il voto del parlamento a favore di un’altra sforbiciata agli incentivi (29%) si è consumata la bancarotta di Q-Cells, azienda di celle fotovoltaiche, la prima della classe dei produttori tedeschi di pannelli e per un periodo prima al mondo. La disfatta dell’azienda la quale, nel 2008, era valutata 8 miliardi di euro (oltre 10 ai valori attualizzati), conclude l’effetto domino dei fallimenti che dallo scorso dicembre hanno spazzato via quasi l’intero comparto tedesco di celle fotovoltaiche.La serie nera è iniziata a fine anno 2011 con l’insolvenza della Solon, seguita  dal dissesto della Solar Millennium che ha volatilizzato i risparmi di migliaia di piccoli investitori ed era tra i promotori del progetto Desertec per produrre energie pulite nei deserti africani e trasportarla in Europa. A marzo è toccato alla Scheuten Solar, l’azienda di Freiburg che ha sviluppato il modulo fotovoltaico più esteso. Lo stesso mese a presentare i bilanci in tribunale è stata Solarhybrid, fiore all’occhiello dei politici dei Ländern dell’Est che hanno vivacemente sostenuto progetti faraonici. Adesso praticamente tutte le rilevanti industrie tedesche del fotovoltaico sono finite in bancarotta, ed ai tedeschi non rimane più nulla, né degli investimenti fatti, né della tecnologia messa a punto, né della produzione.
http://blog.forumnucleare.it/economia/fotovoltaico-made-in-germany-che-cosa-resta-del-miracolo/

13.04.2012 - I costi nascosti del fotovoltaico.
I costi della rete "intelligente" sempre a carico degli utenti. Secondo il sito dell’Autorità per l’energia un 13% della bolletta, se ne va attualmente per i servizi di rete, il cui onere appare destinato a salire di molto proprio per effetto della generazione distribuita (fotovoltaico, eolico). Un conto è la vecchia infrastruttura pensata per 400 centrali, un altro e ben più costoso conto è oggi connettere microcentri di produzione in numero mille o diecimila volte superiore. 
http://www.corriere.it/economia/12_aprile_14/mucchetti-bolletta-elettrica_cee7daac-85ef-11e1-a210-601cc21801c2.shtml

12.04.2012 - In molte zone di Fukushima sono state ridotte in modo consistente le restrizioni per i residenti che portarono una anno fa alla loro evacuazione.
E' ora possibile visitare a volontà i terreni di proprietà e lavorare, si va verso un ritorno permanente. Due città hanno riaperto, e una terza seguirà nel giro di due settimane.
http://www.world-nuclear-news.org/RS_Early_returns_to_Fukushima_0204121.html
A Fukushima Stanno emergendo contraddizioni dirompenti. E' urgente una nuova normativa meno restrittiva sulle radiazioni http://fusione.altervista.org/una_nuova_normativa_sulle_radiazioni.htm

10.04.2012 - Lo scorso venerdì il parlamento tedesco ha tagliato del 40% le sovvenzioni al fotovoltaico (Fv).
Non possiamo che gioirne, ma avrebbero dovuto tagliare del 100%. dice il Prof. Franco Battaglia.
http://www.ilgiornale.it/cronache/solare_che_fregaturacosta_e_fa_pure_flop/solare-fotovoltaico-aiuti-sovvenzioni/11-04-2012/articolo-id=582431-page=0-comments=1

03.04.2012 - 101 parlamentari inglesi del partito conservatore si oppongono ai sussidi a pioggia agli impianti eolici.
Hanno scritto una lettera al Primo Ministro Cameron richiedendo che siano drasticamente ridotti i 400 milioni di sterline che vengono elargiti ogni anno come sussidi statali agli impianti eolici in Gran Bretagna
http://www.telegraph.co.uk/earth/energy/windpower/9061554/Full-letter-from-MPs-to-David-Cameron-on-wind-power-subsidies.html

02-04.2012 - Nucleare, cento scienziati italiani dicono ancora sì al nucleare.
Lettera spedita a Mario Monti: "Serve una strategia energetica a lungo termine, che comprenda anche le centrali". Secondo gli esperti le valutazioni devono essere imparziali e senza connotazioni emotive:  "Fukushima non ha provocato vittime"  
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/nucleare-cento-scienziati-dicono-ancora-campagna-antinucleare-fondata-pregiudizio/201521/

11.03.2012 - Fukushima e nucleare: quante balle dai giornali e quanta ideologia
dagli ambientalisti  

http://www.tempi.it/fukushima-e-nucleare-quante-balle-dai-giornali-e-quanta-ideologia-dagli-ambientalisti

21.02.2012 - Il costo fuori controllo delle rinnovabili affosserà "Cresci Italia". Basta con la demagogia. Si dica la verità.  Umberto Minopoli (Ansaldo Nucleare)
 http://www.facebook.com/notes/umberto-minopoli/il-costo-fuori-controllo-delle-rinnovabili-affosser%C3%A0-cresci-italia-basta-con-la-/10150619964288618
La Direttiva 28/2009/CE ha assegnato all’Italia un obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili nei consumi energetici finali al 2020. Nel 2011 il Piano di Azione Nazionale sulle Fonti Rinnovabili ha quantificato tale obiettivo in un incremento di energia rinnovabile del 113%. Per il settore elettrico ( tralasciando trasporti e settore termico ) ciò significa la produzione di 8000 MW pari al 38% del target nazionale. Ma subito dopo il Quarto Conto Energia (DM 5.5.2011) ha innalzato l’obiettivo di sviluppo del Fotovoltaico da 8.000 MW del Piano Rinnovabili a ben 23.000 MW (+187%). Per cui il contributo del settore elettrico al raggiungimento del target nazionale è aumentato dal 38% al 45%. Tale target, per il solo settore elettrico, avrà un costo al 2020 di 13 miliardi di euro all"anno di cui: 6,5 miliardi all'anno per incentivare fotovoltaico; 6,5 miliardi all' anno di euro per incentivare ( certificati verdi ) le altre fonti rinnovabili. 13 miliardi per 8 anni ( 2012 -2020 ) fanno 104 miliardi ( 120 se calcoliamo quelli gia' spesi nel 2009 /2011 ). Una spesa impressionante. Questi oneri di incentivazione avranno un impatto notevole sulla tariffa elettrica ed il costo dell’energia. Oggi tale costo è di circa 72 euro al MWh. Senza pari al mondo. Cosa succede se aggiungiamo i 13 miliardi di euro di incentivi al FV e alle rinnovabili? Succede che ai 72 euro del MWh vanno aggiunti ulteriori 38 euro al MWh, con un incremento del 53 % sul costo attuale dell’energia. Invece che 72 euro al MWh l’energia costerà in Italia 111 euro al MWh. Fate un po’ voi! Un costo spropositato che taglia le gambe ad ogni prospettiva di competitivita' del sistema delle imprese. E manda a farsi benedire l'obiettivo di Cresci Italia. La verità è che in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili è avvenuto senza una programmazione e ha determinato delle forti inefficienze sul mercato. Per mettere fine a queste criticità dobbiamo attuare una politica che metta al primo posto i concetti di equità e di efficienza. In primis: equità tra le diverse tecnologie. In Italia sono state destinate maggiori risorse alle tecnologie più costose e meno efficienti sotto il profilo economico ed ambientale. Si consideri che ben 6,5 miliardi di euro per incentivare il fotovoltaico che produrrà solo l’11% l’11% dell' obiettivo complessivo nazionale al 2020. È necessario riequilibrare le risorse destinate ad incentivare le fonti rinnovabili considerando tutte le opzioni tecnologiche in un ottica di costi-benefici, ai fini del raggiungimento degli obiettivi al 2020. In secondo luogo va stabilita equità tra fonti rinnovabili ed efficienza energetica. In questo senso l’Italia ha agito irrazionalmente dando priorità alla incentivazione del FV mortificando le altre tecnologie più efficienti non solo sotto il profilo ambientale ma soprattutto con un indotto industriale che detiene la leadership tecnologica nell’industria europea. Si deve pensare che spenderemo 7 miliardi di euro all'anno di incentivi ( fino al 2020 ) al fotovoltaico per risparmiare solo 2,5 Mtep all'anno di energia e non si riesce a trovare 1,5 miliardi di euro per incentivare le rinnovabili termiche che garantiscono un risparmio ben piu' importante, di 15 Mtep, e coinvolgono 300 mila aziende. Bisogna arginare questa deriva.




10.02.2012 - 2077 generatori eolici dal 2MW producono 9090136 MWh di elettricità ogni anno (23% fattore cap acità, produzione che varia a scondo delle condizioni atmosferiche, 20 anni di vita dell'impianto)
1 singolo impianto nucleare da 1154 MW produce 9090136 MWh di elettricità ogni anno (fattore di capacità 90%, produzione costante, interruzione solo per la carica di nuovo combustibile, 60 anni di vita dell'impianto)

 

31-01.2012 -  C'è la crisi? Niente incentivi alle rinnovabili. Il caso Spagna
Lo scorso 27 gennaio il nuovo esecutivo spagnolo, guidato da Mariano Rajoy del Partito Popolare, con un decreto regio ha deciso di sospendere per un periodo di tempo indefinito gli incentivi all’energia rinnovabile. La motivazione? C’è la crisi e i costi per il sistema energetico stanno divetando troppo onerosi. ''La complessa situazione finanziaria rende consigliabile eliminare per il momento tali aiuti'', ha spiegato il Governo.
http://www.qualenergia.it/articoli/20120130/crisi-niente-incentivi-alle-rinnovabili-caso-Spagna

25.01.2012  -  La follia dell'energia eolica
L'energia eolica è una "follia" che blocca i consumatori con un aumento sproporzionato dei costi energetici, queste sono le conclusioni della relazione di uno dei principali think tank britannici, il Civitas Institute for the Study of Civil Society http://www.civitas.org.uk/ pubblicato l'8 gennaio 2012. Civitas sostiene che "il sostegno ingiustificato" per l'energia eolica "ostacola l'energia veramente pulita" e impedisce al Regno Unito di ridurre efficacemente le proprie emissioni di anidride carbonica. Il rapporto afferma che l'energia eolica è "inaffidabile" e richiede la costruzione di centrali elettriche di back-up di pari potenza - il che significa che consumatori di energia "pagare due volte" per fare bela figura sulla "vetrina delle fonti rinnovabili" .
La relazione del centro Civitas rafforzerà la convinzione che l'energia eolica comporta un costo troppo alto sia finanziari che ambientale.  Il direttore Gareth Clubb del Civitas ha dichiarato che il rapporto di fatto sostiene che deve essere rinegoziato l'accordo dell'unione europea sulla riduzione dei gas serra.  (Vai al testo completo del rapporto Civitas http://www.civitas.org.uk/economy/electricitycosts2012.pdf )

12.01.2012 - Gli industriali inglesi affermano che il ricorrente crollo della capacità dei parchi eolici nei mesi invernali, in condizioni di bassa pressione e forte freddo, porterà al razionamento dell'energia e ad un costo aggiuntivo di miliardi di sterline.
Negli ultimi mesi dello scorso anno i parchi eolici inglesi hanno prodotto in media l'8,6% della energia elettrica inglese, ma quando poi in gennaio e febbraio è arrivato il forte freddo, con neve e temperature sotto lo zero, la produzione è calata all'1,8 %. La cosa preoccupante è che nello stesso periodo è avvenuta la stessa cosa lo scorso anno, ha dichiarato Jeremy Nicholson, direttore del UK Energy Intensive Users Group, che rappresenta grandi aziende che impiegano centinaia di migliaia di lavoratori nelle industrie dell'acciaio, del vetro, ceramica, carta e prodotti chimici.  A gennaio  e febbraio dello scorso anno, quando l'alta pressione ha portato basse temperature, neve e assenza di vento i parchi eolici produssero pochissima energia. In pochi giorni, la mancanza di vento fece crollare la produzione allo 0,2 per cento su un massimo del cinque per cento dell' energia elettrica consumata nel Regno Unito. L'energia generata era così poca che la National Grid, l'ente responsabile per la fornitura di energia elettrica , fu costretta a chiedere ai suoi principali utenti industriali di razionare il consumo di energia.
Ciò che preoccupa veramente gli utenti industriali è la politica del governo di mettere l'energia eolica al centro dei suoi sforzi per assicurare che il 30 per cento dell'elettricità sia generata da risorse rinnovabili entro il 2020. Ciò significa che il numero di turbine ora in funzione - 3140 - dovrà essere massicciamente aumentato a più di 6.000 in dieci anni. Secondo Jeremy Nicholson l'Inghilterra è per ora in grado di far fronte a questi cali nella produzione di elettricità perché la percentuale di energia prodotta dai parchi eolici è ancora bassa. Ma cosa succederà quando il paese dipenderà per le sue forniture elettriche dai parchi eolici per il 30 per cento è improvvisamente c'è un periodo in cui il vento non soffia e la domanda è elevata? Si dovrà arrivare all'interruzione della fornitura di elettricità?  Il governo è consapevole del pericolo di affidarsi a fonti di energia intermittente e sta incoraggiando le imprese ad alto consumo di energia , attraverso incentivi finanziari, a dotarsi di generatori indipendenti. Costerà miliardi mettere in atto queste misure, dice Nicholson. "Il costo dei generatori in standby verrà pagato dall'industria e le famiglie attraverso  bollette più care - che potrebbe anche raddoppiare entro il 2020". L'industria ha già calcolato che il costo del raggiungimento degli obiettivi di energia sostenibile del governo britannico - sarà pari a  200 miliardi di sterline, il che significa che la bolletta energetica annuale delle famiglie in media raddoppierà a circa  2.400 sterline entro i prossimi dieci anni.
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1345439/Customers-face-huge-wind-farms-dont-work-cold.html#ixzz1BmaMJrUT

 

05.01.2012 -  Spagna, deciso deposito finale nazionale di rifiuti nucleari a Villar de Cañas. "E’ come vincere alla lotteria", ha commentato il sindaco.
Villar de Cañas è un piccolo centro a 135km a sud-est di Madrid che ospiterà il deposito finale di scorie nucleari. Il  governo di Rajoy ha annunciato lo scorso 30 dicembre l’idoneità del comune nel cuore della provincia di Cuenca che ha battuto gli altri 8 finalisti scelti tra 14 contendenti. Villar de Cañas ha dimostrato di possedere i migliori requisiti tecnici, idrogeologici, sismici richiesti per gestire in sicurezza il combustibile esausto finora conservato nelle piscine  presso le 8 centrali nucleari in funzione in Sagna che forniscono il 18% dell’elettricità nazionale. Il progetto da 700 milioni di euro che ricalca il modello di Habog il deposito olandese e diventato un luogo di attrazione e museo di opere d’arte, porterà un certo sollievo economico a Villar de Cañas dove circa un abitante su 5 è disoccupato.  Si attendono fino a 500 nuovi posti di lavoro durante i 5 anni del cantiere e poi impieghi qualificati per i prossimi 60 anni. http://blog.forumnucleare.it/ambiente-2/spagna-deciso-deposito-finale-nazionale/

 


01.01.2012  - La costruzione di parchi eolici offshore nel Mare del Nord è in forte ritardo a causa dalle difficoltà dei collegamenti vitali con la rete elettrica a terra. Questi problemi stanno facendo riconsiderare la capacità dell'energia eolica di spingere la Germania nell'epoca post-nucleare.
Uno dei progetti centrali del governo di Angela Merkel, l'uscita della Germania dall'uso dell'energia atomica e il passaggio alle energie rinnovabili, sta incontrando  ostacoli imprevisti. Il progetto multi-miliardario in euro di Berlino di costruire una rete di parchi eolici nel mare del Nord con turbine di grandi dimensioni, che il ministro Röttgen considera di fondamentale importanza, è costantemente assediata da nuovi problemi. http://www.spiegel.de/international/business/0,1518,805505,00.html

 

27.12.2012 -  L'energia fotovoltaica costa 1000 $ al barile. 
Si parla di avere più razionalizzazione, più concorrenza e più competitività e sull’area della energia sembra che questi principi non contino nulla. Secondo Alberto Clo, professore di Economia industriale all’Università di Bologna ed ex ministro dell’Industria con il governo Dini, l'energia fotovoltaica costa 1000 $ al barile. Una follia per l'avanzo commerciale dell'Italia
http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10061%3Aclo-razionalizzare-gli-incentivi-alle-rinnovabili&catid=48%3Aparere-di&Itemid=80


22.12.2011  -  Il Lawrence Berkeley National Laboratory il 20.12.2011 ha emesso un comunicato dal titolo Nuove Evidenze Sugli Effetti delle Radiazioni a Basso Dosaggio. Ancora una volta la ricerca scientifica smentisce la teoria LNT.
Il comunicato stampa riassume un documento pubblicato dalla US National Academy of Sciences intitolato "Evidenza della formazione di centri per la riparazione del DNA e la non linearità tra dose e risposta nelle cellule umane".  Nello studio si rileva che il meccanismo di riparazione del DNA nelle cellule umane lavora meglio quando non sono presenti molti danni causati da un alta dose di radiazione. A dosi paragonabili a quelle sperimentate nell'uso dell'energia nucleare, anche durante gli incidenti più gravi, il meccanismo di riparazione delle cellule appare particolarmente efficiente.
http://newscenter.lbl.gov/news-releases/2011/12/20/low-dose-radiation/

 

17.12.2011  -  L'industria dell'eolico in Inghilterra ha ammesso che negli ultimi 5 anni sono avvenuti più di 1500 incidenti nei parchi eolici inglesi.
I dati resi pubblici dalla ditta RenewableUK ha rivelano che ci sono stati ben 4 morti e 300 ferimenti tra i lavoratori degli impianti. Negli ultimi 5 anni nel Regno Unito non ci sono stati morti nei sui 18 impianti nucleari che producono il 20% dell'energia elettrica inglese, ne feriti tra i lavoratori. Si potrebbe almeno arguire che l'eolico inglese è ben più pericoloso dei suoi impianti nucleari.
http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/8948363/1500-accidents-and-incidents-on-UK-wind-farms.html


16.12.2011 -
Un uragano colpisce la Scozia, il vento soffia a 160km/h
e le turbine del parco eolico di
North Ayrshir vanno a fuoco  
http://news.stv.tv/scotland/west-central/286170-wind-turbine-bursts-into-flames-as-hurricane-force-winds-hit-scotland/
Quando le turbine eoliche si rompono o vanno a fuoco http://whenwindturbinesgobad.blogspot.com/

14.12.2011 - Fotovoltaico in crisi, Solon verso il fallimento: -47% a Francoforte
Il titolo Solon, leader mondiale nella produzione di pannelli solari attivo anche in Italia, sta perdendo il 47% alla Borsa di Francoforte. Solon ha annunciato l’avvio della procedura di insolvenza, dopo il fallimento di negoziati con investitori e banche creditrici. Solon è stata la prima società operante nel settore fotovoltaico a quotarsi in Borsa nel lontano 1998. Il fallimento di Solon, che potrebbe aprire la strada ad una profonda crisi di settore in Germania, è da imputare alla concorrenza asiatica, alla caduta dei prezzi e soprattutto al drastico calo dei contributi statali a favore del fotovoltaico.
http://www.investireoggi.it/news/fotovoltaico-in-crisi-crolla-solon/
 

21.11.2011 - La Spagna sarà il primo paese europeo a varare un nuovo programma nucleare  
 Fonti ben informate del Partitdo Popular spagnolo ci hanno riferito che la Spagna non ha alternative se non quella di tornare al nucleare. Con un deficit nel settore elettrico che supera i 20 miliardi di Euro ha bisogno di energia sicura e a buon mercato, ha bisogno di energia nucleare. Fortunatamente il Partido Popular PP e Mariano Rajoy hanno vinto le elezioni di domenica ottenendo la maggioranza assoluta.
Il PP intende riaprire subito al nucleare :

1) Cancellare la chiusura dell'impianto nucleare di Maria Garona che è programmata per il 2013
2) Estendere a 60 anni l'esercizio degli impianti nucleari spagnoli. Contro la tassa nucleare (quella proposta dalla Merkel nel 2010)
3) Selezionare subito i siti per nuovi impianti nucleari
 

19.11.2011 - Il governo Monti deve riaprire le porte al nucleare
La prima dichiarazione pubblica di Corrado Clini, neo ministro dell'ambiente italiano,"sono  favorevole al nucleare e alla TAV", ha creato uno scompiglio tra i gruppi ambientalisti. E' stata anche ricordata la nota intervista di Corrado Passera, neo ministro dell'economia, a Panorama nel 2008, "sono arrabbiato, perché vedo troppi bei progetti ritardati o bloccati senza ragione. Siamo il Paese che più dipende dagli idrocarburi e che facciamo? Non solo non stiamo investendo nei rigassificatori o nel nucleare, ma blocchiamo anche i termovalorizzatori. Basta con il falso ecologismo, smettiamola con i pregiudizi ideologici, con il luddismo antitecnologico, con la paura per tutto ciò che sa di scientifico".
Subito i principali esponenti ambientalisti si sono affrettati a ricordare l'esito del recente referendum contro il nucleare. In molti poi, più cinicamente, hanno pensato che un governo come quello Monti non procederà mai a favore del nucleare, altrimenti crollerebbe in 24 ore.
Ma allora, che ci sta a fare il Governo Monti?
Come ha detto il nuovo Primo Ministro al Senato, chi compra i btp decennali dell’Italia pensa a come sarà l’Italia tra dieci anni. Se sarà in grado di ripagare i debiti oppure no. Allora le scelte di oggi, anche in ambito energetico, non sono neutre.
Un investitore accorto che vede  l'Italia orientarsi sostanzialmente verso il solare e l'eolico, giudicherà prudente acquistare i  BTP italiani decennali? Io penso di no. Qualcuno risponderà che anche la Germania vuole chiudere le centrali nucleari e sta facendo la stessa politica energetica. Rispondo che il ministro dell'industria tedesco Philipp Roesler ha già detto che per ogni centrale nucleare che si chiuderà  ne verrà aperta una a carbone.
Se quello che ha detto il Primo Ministro Monti al Senato ha un senso vuol dire che per noi è fondamentale riaprire le porte al nucleare, e questo non solo per avere in futuro energia a buon mercato e in modo indipendente, ma per evitare la bancarotta finanziaria di oggi.
http://www.platts.com/RSSFeedDetailedNews/RSSFeed/Coal/8593998
http://blog.panorama.it/economia/2008/01/22/corrado-passera-il-mio-sogno-per-litalia/ 
http://www.notav.info/post/neo-ministro-ambiente-clini-a-favore-di-nucleare-e-tav/ a


17.11.2011 - A Fukushima Stanno emergendo contraddizioni dirompenti. E'urgente una nuova normativa meno restrittiva sulle radiazioni
Prima contraddizione: i media internazionali fanno fatica a nascondere il fatto che mentre ci sono state decine di migliaia di morti a causa del terremoto e del conseguente tsunami, non una sola vita è stata persa a causa delle radiazioni nucleari
Seconda contraddizione: mentre attualmente nelle zone residenziali di Fukushima le persone indossano ingombranti tute contro le radiazioni, maschere antigas, guanti e stivaletti, ci sono persone che vivono in altri luoghi come la Norvegia, il Brasile, l'Iran e l'India dove la gente ha vissuto una vita normale per innumerevoli generazioni con livelli di radiazioni fino a cento volte maggiore rispetto alle aree proibite di Fukushima.
Non è un problema astratto. Alla gente di Fukushima viene detto che non possono tornare nelle loro case per un periodo indeterminato, forse anni. Il tempo per decontaminare il suolo o asportarlo (essendo stato dichiarato rifiuto nucleare). Queste persone sono allo stremo, ridotte alla povertà, la depressione si espande, molti sono i suicidi.
Ci sono buone evidenze scientifiche che, fatta eccezione per alcuni punti "caldi", i livelli delle radiazioni nelle zone residenziali non sono pericolose per la vita. Le attuali restrizioni sono basate sul desiderio di essere "conservative". Non importa quanto questo "conservatorismo" distrugga.
Wade Allison, autore di
Radiazioni e Ragione, ha proposto che l'attuale dose di radiazione consentita dovrebbe essere aumentata a 100 mSv/mese, che, dice, è ancora ben al di sotto dei dati clinici su cui egli basa la sua proposta.
Molti esperti facenti parte degli enti preposti alla protezione dalle radiazioni stanno cominciando a sentire la preoccupazione per il danno che le loro regole troppo restrittive stanno causando. E 'il momento di risolvere questa situazione. Una semplice dichiarazione sui fatti reali circa la protezione dalle radiazioni a Fukushima da parte delle autorità competenti sarebbe un buon primo passo. 
http://www.radiationandreason.com/

 

 

18.12.2011  -   Drammatica caduta della capacità invernale del FV in Germania
Ieri 18/12/2011 i 21 GW di potenza fotovoltaica installati in Germania (costo 85 miliardi di euro) a mezzogiorno ha dato una potenza di picco di soli 1,6 GW. Ciò significa che ieri un impianto di soli 350 MW di potenza nucleare (costo meno di miliardi di euro) avrebbe prodotto tanta energia come tutti i 21.000 MW di potenza fotovoltaica installata in Germania (nelle 24 ore).
Questo è il programma per calcolare il rendimento energetico di tutta la potenza fotovoltaica installata tedesco (21 GW)
http://www.sma.de/en/news-information/pv-electricity-produced-in-germany.html
Ho semplificato considerando in uscita di 1,6 GW.
Area sotto gaussiana = (picco * larghezza a metà altezza, dalle 10,30 alle 14,30 = 4h) / (2,35 * 0,4) = (1,6 * 4) / (2,35 * 0,4) = 6,8 GWh quindi 6,8 GWh / (21GW * 24) = 0.013 = 1,3% "fattore di capacità".
Un singolo impianto da 1GW di potenza nucleare produce (24 ore) 1GW * (0,85 capacità) * 24ore = 20,4 GWh, da cui 6,8 / 20,4 = 0,33 GW = 330 MW. In altre parole, tutta la potenza fotovoltaica installata tedesco (21 GW) ha prodotto (il 18.12.2011), la stessa elettricità di un impianto di 330 MW di potenza nucleare.
Non è migliore la situazione in Italia. Considerando che la Germania ha un'insolazione pari al 75% di quella dell'Italia (Italia 1500 KWh/mq, la Germania 1100 KWh/mq http://en.wikipedia.org/wiki/File:SolarGIS-Solar-map-Europe-en.png
si può dedurre che i 12 GW di potenza FV attualmente installati in Italia (costo 54 miliardi di euro) hanno prodotto il 18/12/2011 (nelle 24 ore) come 1 centrale nucleare da 250 MW (costo meno di miliardo di Euro)

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