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Giornalisti, scrittori e liberi pensatori associati
per vincere
la più grande sfida che sta oggi di fronte all’umanità

La più grande sfida che sta oggi di fronte all’umanità è quella di distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.
Capire la verità è sempre stato un duro impegno per la specie umana e oggi, nell’era dell’informazione, ciò assume un’urgenza e importanza speciale.
Un esempio di questo è l’ambientalismo.
Siamo fermamente convinti della necessità di uno stile di vita compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Questo problema va però affrontato nella realtà, in modo non ideologico.
Oggi l’ambientalismo è diventato uno dei principali culti del mondo occidentale, con i suoi miti, le sue cerimonie, i suoi credenti. Anche per essi c’era una volta un mitico Eden, un Paradiso in cui l’uomo era in stato di grazia con la natura. L’uomo ha poi mangiato la mela della conoscenza e c’è stata la caduta dallo stato di grazia; è cominciato l'inquinamento del pianeta. Oggi sappiamo molto di più che in passato sul mondo e la sua storia, e ciò smentisce molti miti sulla natura. Sappiamo che non ci fu mai un Eden, ci fu invece la mortalità infantile all’80’%, mentre la vita media era intorno ai 40 anni. Tutto ciò avveniva in America appena 100 anni fa. Le epidemie mietevano milioni di persone e altri milioni ne morivano per fame in tutto il pianeta. L’aggettivo “naturale” è diventato un'etichetta per vendere qualunque cosa: cibo, tessuti, vacanze. Nessuno in realtà però vuole tornare alla natura. I contadini e montanari conoscono la natura, non certo i cittadini di oggi, basta ricordare il numero di persone che muoiono proprio per questa ignoranza. Si mettono vicino ad un bufalo per fare una foto e vengono incornati, salgono su una montagna e muoiono congelati. La gente non ha idea di quanto grandi siano le forze della natura, si aspettano che accadano le cose che vedono alla televisione e quando questo non avviene la natura diventa pericolosa.
Oggi quotidianamente ascoltiamo previsioni catastrofiche per i prossimi 10, 20, 50, 100 anni, sul destino dell’umanità, sul riscaldamento globale, sul sollevamento delle acque dei mari e degli oceani, sulle desertificazioni, uragani e inondazioni. Aurelio Peccei e i seguaci del Club di Roma nel libro I limiti dello sviluppo del 1972 di A. Forrester e Meddows, avevano previsto per il 2000 l'esaurimento delle riserve di petrolio e di molte altre materie prime. Poul Ehrilich nel suo famoso libro del 1968, The Population Bomb, faceva previsioni catastrofiche circa l'aumento della popolazione mondiale; aveva previsto che già nel 1980 più di 60 milioni di persone sarebbero morte per fame in America.
Tutte queste previsioni non si sono avverate.
Ciò avrebbe dovuto indurre a maggiore cautela i “profeti di sventura”, ma non è così. Essi fanno come i monaci che prima dell’anno mille predicavano l’arrivo della fine del mondo e, una volta constatato che ciò non si era verificato, semplicemente spostavano in avanti la data di questo giorno infausto, e tornavano a predicare nelle piazze.
E’ chiaro che per molto “credenti” l’ecologia e l’ambientalismo è un culto pagano che non sarà mai messo in discussione dai fatti, per loro è una questione di fede.
Guardiamo alcuni fatti che mai sono stati riportati dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo.

1. Il DDT non è cancerogeno e non ha causato la morte di milioni di uccelli, come e' stato detto, non doveva essere bandito. Il bando del DDT ha causato la morte di decine di milioni di persone, principalmente bambini in Africa, America Latina e Asia.
2. L’evidenza del riscaldamento globale è molto meno evidente di quanto gli ambientalisti sostengono, infatti il deserto del Sahara si sta restringendo, e il ghiaccio totale dell’Antartico sta aumentando.
3. Le più importanti riviste scientifiche del pianeta, nonché i migliori scienziati, da anni ripetono che non sarà possibile ridurre l’emissione di anidride carbonica e l’inquinamento e contemporaneamente fornire energia sufficiente al mantenimento dei livelli di vita nel mondo avanzato e l’aumento di quello dei paesi emergenti, prima di tutto Cina e India, senza il ricorso all’energia nucleare in tutte le sue forme, prima la fissione e poi la fusione, e che le energie alternative proposte dall’UN IPCC come l’energia solare, eolica, biomassa, etc., non saranno mai sufficienti.
Anche in questo sito forniamo moltissimi fatti concreti per dimostrare quanto detto. Il credo degli ambientalisti non dipende però da essi. Ci appelliamo quindi agli strati della popolazione che hanno ancora abbastanza senso critico da non accettare, senza pensare, la propaganda ambientalista, spesso catastrofista, quotidianamente riportata sui giornali e sulle televisioni. Il nostro obiettivo è di portare l’ecologia e l’ambiente al di fuori dei miti e dalle prese di posizione fideiste. Dobbiamo imparare a trattare questa materia in modo prettamente scientifico.
Abbiamo bisogno di un vero movimento ambientalista, un movimento che deve essere strettamente apartitico.
Il mix attuale di fanatismo e retorica politica impedisce ogni sforzo per promuovere una legislazione che sia efficace nella salvaguardia e miglioramento dell’ambiente e della natura.
Occorre inoltre  umiltà, molti pensano di avere la verità in tasca, di sapere tutto sull’ambiente. Si tratta invece di materie  complesse di cui ancora si sa poco, basta pensare quanto fallaci siamo le previsioni meteo, quanti errori sono stati fatti nella gestione dei parchi nazionali e nell’assetto idrogeologico del territorio.
E' necessario prendere le distanze dal fanatismo ideologico e dalla polemica politica per proporre una visione scientifica dell’ambiente su cui basare le scelte di pubblico interesse.

Prof. Giuseppe Filipponi (webmabster email: intpress2@gmail,com )

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