|

Capitolo 1
Vivere con le
radiazioni
Capitolo 2
L'opzione
nucleare e la "green economy"
Capitolo 3
L'incidente
di Cernobyl:
i danni maggiori vennero dai media
Capitolo 4
Le scorie nucleari non
rappresentano un rischio
Capitolo 5
Il
riprocessamento del combustibile nucleare
Capitolo 6
Le origini
aristocratiche dei movimenti verdi
Capitolo 8
Il WWF in Africa
Capitolo 9
Il mondo poco pacifico
di Greenpace
Appendice
l rischio di cancro per
basse
dosi di
radiazioni
Una confutazione completa della "Linear no Threshold
Theory (LNT)"
Prof. Bernard L. Cohen
Una misura scientifica del
rischio nucleare
Prof. Bernard L. Cohen
|
ll riprocessamento del combustibile
nucleare
Introduzione
Il
combustibile nucleare esaurito non è un rifiuto
Gli
Stati Uniti: dal blocco allo sviluppo di nuovi sistemi di
riprocessamento
Il sistema di
riprocessamento PUREX
I
6 reattori nucleari di IV generazione attualmente in fase
di sviluppo I vantaggi del reattore veloce integrale IFR
Introduzione
Gli impianti nucleari di tutto il mondo utilizzano non
più del 1% dell'energia del combustibile nucleare.
Sviluppando la tecnologia del riprocessamento del
combustibile esaurito teoricamente quasi tutto il
combustibile di carica del reattore potrebbe essere
usato per produrre energia. Ogni impianto nucleare oggi
funzionante è stato costruito con l'idea che l'uranio
fissile del combustibile esaurito sarebbe stato
ritrattato e riutilizzato al 95- 98 % e anche il plutonio
prodotto dalle reazione di fissione, usato per la
costruzione di armi nucleari, sarebbe stato distrutto
producendo energia elettrica risolvendo così alla base
il problema della proliferazione nucleare.
Gli impianti di riprocessamento del combustibile nucleare
sono quindi importantissimi, indispensabili per chiudere
il ciclo della produzione di energia con il nucleare.
Le barre di combustibile nucleare rimangono nel reattore
a produrre energia per circa 4-4,5 anni prima di essere
rimosse. In genere in un reattore ogni anno si
sostituiscono le sbarre per 1/3 del combustile caricato.
Il combustibile è considerato esaurito quando la
concentrazione di uranio fissile U-235 diventa minore
dell'1%. Il combustibile esaurito appena rimosso dal
reattore viene messo in una piscina di raffreddamento per
un anno. In questa fase la radioattività degli elementi
a breve vita decade. Praticamente alla fine rimane solo
il 12 % della radioattività che c'era quando le sbarre
del combustibile furono estratte.
In alcuni paesi, in particolare negli Stati Uniti il
combustibile esaurito tolto dalle piscine di
raffreddamento è considerato "rifiuto nucleare ad
alto livello" pronto per essere stoccato nei
depositi geologici per migliaia di anni. Come vedremo
questa decisione fu presa nel 1978 dalla Presidenza Ford
su basi politiche, una misura contro la proliferazione
nucleare. L'opinione di tutti i principali tecnici
americani era e rimane ben diversa, nel 1981 Ronald
Reagon tolse il blocco alla costruzione di impianti
industriali per il riprocessamento civile del
combustibile nucleare, ma tuttora ci si
aspetta che il governo USA vari un programma adeguato per
realizzare gli impianti necessari poter
riprocessare il combustibile nucleare esaurito
accumulato nel frattempo.
Il
combustibile nucleare esaurito non è un rifiuto
Una caratteristica unica dell'energia nucleare è che
il combustibile esaurito può essere utilizzato per
recuperare materiali fissili e fertili, al fine di
fornire combustibile fresco per le attuali e future
centrali nucleari. Il combustibile esaurito contiene
ancora 90-95% dell'Uranio-235 che può essere separato e
usato per fabbricare nuovo combustibile; contiene piccole
quantità di Plutonio, circa 1%, che è un combustibile
per i reattori autofertilizzanti e con il quale, insieme
all'uranio fissile, si produce oggi il combustibile MOX
utilizzato da 1/3 delle centrali nucleari europee.
Contiene, in piccole quantità, altre sostanze
radioattive che possono essere anche loro separate e
utilizzate essendo richieste dal mercato.
Sempre più spesso, i
reattori usano combustibile arricchito ad oltre
il 4% di U-235. Il combustibile esaurito contiene
meno dello 0,5% di U-235 .
Il combustibile esaurito dei reattori ad
acqua leggera contiene circa:
95,6% di uranio (meno dell' 1% di questo è U-235)
2,9% prodotti di fissione stabili
0,9% plutonio (circa due terzi fissile,Pu-239
e Pu-241)
0,3% cesio e stronzio (prodotti di fissione)
0,1% iodio e tecnezio (prodotti di fissione)
0,1% altri prodotti di fissione a lunga
vita
0,1% attinidi minori (americio, curio,
nettunio) |
In pratica il combustibile esaurito di una centrale da
1000MW che opera per 40 anni contiene combustibile
nucleare utilizzabile equivalente a 130 milioni di barili
di petrolio o 47 milioni di tonnellate di carbone, come
si fa a chiamarlo rifiuto.
Sono diversi i paesi dove attualmente si fa il
riprocessamento del combustibile nucleare, ottenendo in
questo modo anche una notevole riduzione della
quantità e della radioattività dei rifiuti
ad alto livello. Sono anche state sviluppate
nuove tecnologie di riciclaggio da utilizzare in
combinazione con reattori
a neutroni veloci e con i reattori ad alta temperatura di
IV generazione. [1] Questi reattori "bruciano"
oltre al plutonio anche gli attinidi a lunga vita, le
scorie nucleari più difficili da smaltire.
Il riprocessamento e il riciclaggio del combustibile
nucleare esaurito permette quindi prima di tutto di
recuperare l'uranio e il plutonio non utilizzati e
chiudere il ciclo del combustibile, ottenendo circa il 25%
in più di energia dall'uranio originale caricato,
percentuale che aumenterà in modo esponenziale con l'uso
dei reattori veloci autofertilizzanti che in pratica
moltiplicano per cento l'energia estraibile da una stessa
carica di uranio.
In secondo luogo permette di ridurre gia ora la quantità
del materiale da smaltire come rifiuti ad alto livello a
circa un quinto e riducendo notevolmente la
radioattività dei rifiuti. In particolare dopo 100 anni
la radioattività dei rifiuti nucleari ad alto livello
ottenuti dopo il riprocessamento diminuisce molto
più rapidamente rispetto a quella del combustibile
esaurito non riprocessato [2].
In futuro, con il reattori a neutroni veloci e quelli ad
alta temperatura di IV generazione, "bruciando"
nei reattori oltre al plutonio ma anche gli
attinidi minori, si potrà ridurre in modo definitivo le
scorie nucleari ad alto livello accorciando a meno
di 500 anni il tempo di permanenza di tali rifiuti nei
depositi geologici.
Gli
Stati Uniti: dal blocco allo sviluppo di nuovi sistemi di
riprocessamento
Negli Stati Uniti fu costruito il primo impianto di
riprocessamento a Savannah River nella Carolina del Sud
per scopi militari. Questo impianto funzionava molto bene,
un simile modello poteva benissimo essere usato anche per
il combustibile civile. Questo impianto era chiamato a
"canyons" a causa della sua forma. Il
combustibile esaurito era maneggiato con comandi radio a
distanza da tecnici protetti da spesse pareti di cemento.
In cima a queste pareti era montata una gru per spostare
il materiale radioattivo che era sul fondo, in pratica un
piccolo canyon. Questo era un impianto industriale su
larga scala che ebbe un notevole successo, efficiente e
molto sicuro. Una volta che l'uranio era separato esso
veniva inviato in un'altra parte dell'impianto per
fabbricare nuovo combustibile o armi nucleari. Quello che
rimaneva dei prodotti HLW, una piccola quantità, il 3%,
veniva inviata alla vetrificazione e quindi al deposito
permanente. Attualmente esistono tecniche per estrarre e
utilizzare praticamente quasi tutti gli isotopi
radioattivi presenti in questi rifiuti.
Gran Bretagna , Francia, Russia e India riprocessano il
combustibile nucleare civile esaurito usando il metodo
Purex (Plutonium Uranium Extraction) il Giappone ha
costruito un impianto di riprocessamento che è in fase
avanzata di collaudo. La Cina ha impianti di
riprocessamento per scopi militari. Le altre nazioni
mandano normalmente il combustibile esaurito in Gran
Bretagna e in Francia per il riprocessamento. Malgrado
gli Stati Uniti siano stati la nazione guida nel campo
del nucleare e abbiano sviluppato con successo i primi
impianti di riprocessamento del combustibile, nonostante
le sue 104 centrali nucleari sfornino annualmente
25-30 tonnellate ci combustibile esaurito ciascuna,
attualmente non sono previsti sistemi di riprocessamento
su scala industriale
La principale obbiezione allo sviluppo del
riprocessamento per il combustibile nucleare civile negli
Stati Uniti fu il paventato pericolo della "proliferazione
nucleare". In pratica permettere di riprocessamento,
si disse e si dice ancora, renderebbe più facile
costruire bombe nucleari. A questa obbiezione rispose
William P. Bebbington il direttore dell' impianto di
riprocessamento di Savannah River e veterano del Progetto
Manhattan in un articolo del 1976, The
Reprocessing of Nuclear Fuels” , Scientific American,
December 1976, pp. 30-41, " La nostra più grande
speranza è che in qualche giorno nel futuro il Plutonio
sia più richiesto e apprezzato per funzionare da
combustibile nucleare che per fare bombe e che le nazioni
del mondo usino quindi le loro bombe per farne barre di
combustibile per i reattori nucleari". A questa
obbiezione rispondiamo: se la preoccupazione è quella
che il Plutonio che viene estratto dal riprocessamento
possa essere utilizzato per fare bombe nucleari non è
meglio allora "bruciare" questo plutonio nei
reattori veloci autofertilizzanti invece che tenerlo per
millenni nei depositi per i rifiuti HLW?
Una seconda obbiezione è che il riporcessamento
non è economico, costa meno mettere nei depositi
direttamente il combustile esaurito appena estratto dalle
piscine di raffreddamento invece di riprocessarlo.
Occorre considerare però anche il costi del non
riprocessamento, in particolare l'aumento dei costi per i
depositi permanenti del combustibile esaurito. Per dare
un'idea di tali costi ricordiamo le ultime
richieste che l'EPA (Environmental Protection
Agency) negli Stati Uniti ha formulato per il deposito
dei rifiuti HLW di Yucca Mountin nel
Nevada [3].
Il Presidente Ford nel 1976 bloccò i progetti di
riprocessamento negli Stati Uniti, il Presidente Carter,
che vinse le elezioni in quello stesso anno, confermò
questa politica e il Presidente Reagan revocò il divieto
nel 1981 ma le sue idee di "privatizzare"
il riprocessamento così come la costruzione dei reattori
autofertilizzanti non sbloccarono la situazione. La cosa
strana è che mentre il riprocessamento del combustibile
nucleare civile veniva bloccato negli USA con il pretesto
della proliferazione nucleare, le autorità americane non
fecero nulla per fermare gli altri paesi che progettavano
di farlo. Il che ha portato alla situazione di oggi, in
cui solo 90.000 tonnellate di combustibile esaurito,
delle 290.000 tonnellate estratte dai reattori di potenza
commerciale di tutto il mondo è sottoposto a
riprocessamento. La capacità attuale del riprocessamento
è di circa 4000 tonnellate / anno, ben 4 volte minore di
quello che servirebbe per riprocessare le 400.000 ton di
combustibile esaurito che saranno prodotte nei prossimi
30 anni. 60,000 solo negli USA,
rimanendo la percentuale di elettricità prodotta dal
nucleare come l'attuale. In pratica si accumula
combustibile esaurito. Rif 1
Capacità
di riprocessamento del combustibile nucleare civile a
livello mondiale
(tonnellate per anno)
|
|
Combustibile
per reattori LWR :
|
France, La Hague
|
1700
|
|
|
UK, Sellafield (THORP)
|
900
|
|
|
Russia, Ozersk (Mayak)
|
400
|
|
|
Japan (Rokkasho)
|
800
|
|
|
Total (approx)
|
3800
|
|
|
Altri
combustibili nucleari:
|
UK, Sellafield (Magnox)
|
1500
|
|
|
India
|
275
|
|
|
Total (approx)
|
1750
|
|
|
Capacità totale
civile
|
|
5550
|
|
|
Negli odierni reattori, l'
uranio ritrattato (Rep U) ha bisogno di essere arricchito,
il plutonio invece è usato direttamente per fabbricare
il MOX, miscela di ossidi di uranio e plutonio (U2O + Pu2O),
usato come combustibile nei reattori ad acqua leggera. Il
Plutonio non viene mai quindi separato allo stato puro
perché ciò è ritenuto un potenziale rischio per la
proliferazione. Gli attinidi minori quindi restano nei
rifiuti HLW, il che rende la radioattività di tali
rifiuti a vita molto più lunga.
La distruzione degli attinidi minori è importante per
ottenere il massimo rendimento dal ciclo del combustibile
nucleare e delle scorie nucleari che alla fine del ciclo
abbiano un tempo di vita radioattiva non superiore ai 500
anni. Attualmente, a livello mondiale, il 2% dei reattori
ad acqua leggera utilizzano il MOX come combustibile
mentre quello che rimane del combustibile esaurito va al
deposito come rifiuti HLW, si tratta quindi di un
riciclaggio solo parziale.
In futuro l'obiettivo è quello di rimuovere tutti gli
attinidi presenti nel combustibile esaurito e "bruciarli"
con l' uranio e il plutonio recuperati nei reattori a
neutroni veloci di IV generazione o quelli ad alta
temperatura, si tratta di sviluppare quindi tecnologie in
grado di determinare una fase superiore nel riciclaggio
del combustibile nucleare. Come vedremo si stanno
approntando anche nuove tecniche con le quali i prodotti
della fissione a più lunga vita potranno essere separati
dai rifiuti e trasmutati in elementi stabili.
Il riprocessamento del combustibile esausto e il suo
riutilizzo nei reattori ad acqua leggera oggi esistenti
deve essere visto quindi come una fase dello sviluppo
dell'energia nucleare, in attesa di un uso più diffuso
di reattori a neutroni veloci e dei reattori di IV
generazione ad alta temperatura.
Tutti tranne uno dei sei reattori di IV generazione oggi
in via di sviluppo sono progettati per funzionare con un
ciclo chiuso del combustibile che ricicla tutti gli
attinidi . Anche se la politica americana in
passato è stata quella di evitare il riprocessamento, il
bilancio degli Stati Uniti per il 2006, includeva 50
milioni di dollari per sviluppare un piano proprio per
raggiungere questo obiettivo con reattori di IV
generazione.
Nel novembre 2005
l'American Nuclear Society ha pubblicato un statement (Rif
2 ) dicendo :
"L' American Nuclear Society ritiene che lo sviluppo e la diffusione di
tecnologie avanzate per i reattori nucleari sulla base di
neutroni veloci a fissione è importante per la
sostenibilità, l'affidabilità e la sicurezza dell'
approvvigionamento energetico a lungo termine. "Questo
permetterà di "aumentare di un centinaio di volte
la quantità di energia prodotta dalla stessa quantità
di uranio". La dichiarazione prevede da una parte
che i il riporcessamento del combustibile esaurito venga
effettuato dai reattori veloci e dice che "la quasi
totalità dei prodotti della reazione a lunga vita
saranno eliminati proprio dal bombardamento neutronico
nei reattori veloci, lasciando una piccola quantità di
rifiuti radioattivi ad alto livello, che richiede un
isolamento dall'ambiente circostante per meno di 500 anni.
".
Nel febbraio 2006 il governo degli Stati Uniti annunciò
il Global Nuclear Energy Partnership (GNEP) attraverso il
quale gli USA "collaboreranno con le altre nazioni
che possiedono avanzate tecnologie nucleari per
sviluppare nuove tecnologie di riciclaggio al fine di
produrre più energia, ridurre i rifiuti e ridurre al
minimo i rischi di proliferazione". Gli obbiettivi
del GNEP mirano alla riduzione della dipendenza dalle
importazioni di combustibili fossili negli Stati Uniti, e
la costruzione di una nuova generazione di centrali
nucleari.
Il sistema
PUREX
1. Decladding:
è il processo con cui si apre o si scioglie il
rivestimento in cui è contenuto il combustibile
irraggiato
2. Dissoluzione del combustibile irraggiato.
Il combustibile viene disciolto in acido nitrico
Il rivestimento è eliminato come rifiuto nucleare.
Entrambi i processi ( decladding scioglimento) rilasciano
gas radioattivi.
3. La separazione del plutonio e uranio.
La soluzione è trattata con un solvente chiamato
tributilfosfato fosfato (TBP) mescolato con il kerosene.
La TBP selettivamente
separa il
plutonio e l'uranio da prodotti di fissione.
4. La
separazione del plutonio e uranio, gli uni dagli altri.
L'uranio e il plutonio sono separati mediante estrazione
con un solvente, si ottiene il nitrato di plutonio e il
nitrato di uranio. Quiesti prodotti possono essere
ulteriormente trattati per ridurre i rischi di incidenti.
Il Plutonio, in particolare, è generalmente convertiti
in ossido solido o sotto forma di metallo. L'uranio viene
convertito in triossido di uranio.
Gli impianti di riporcessameneto
commerciali utilizzano oggi la tecnica idrometallurgica
PUREX (estrazione di uranio, e plutonio). L'uranio e il
plutonio vengono separati, su rischiesta è possibile
separare anche il nettunio. L'uranio va poi all'impianto
per l'arricchimento e quindi alla fabbricazione del
combustibile nucleare mentre il plutonio va all'impianto
per la produzione di combustibile MOX.
In alternativa si usa il sistema COEX (co-estrazione
degli attinidi) , in questo casouna piccola quantità di
uranio può essere lasciata con il plutonio che viene
inviato al MOX, in modo che il plutonio non sia mai
separato allo stato riducendo così i rischi di
proliferazione. Questa tecnica è stata sviluppata
in Francia. A Rokkasho in Giappone un nuovo impianto di
riporcesssamento utilizza un processo PUREX modificato
per raggiungere un risultato simile, in pratica si
riutilizza una piccola parte dell'uranio dopo la
denitrazione per formare una miscela di ossidi misti al
50:50 di uranio e plutonio. In entrambi i casi, il
liquido che rimane dopo l'estrazione dell' uranio e del
plutonio è un rifiuto nucleare ad alto livello che
contiene ancora il 3% del combustibile nella forma
di prodotti di fissione e attinidi minori (Np, Am, Cm),
è altamente radioattivo e continua a generare calore.
Deve essere condizionato con la calcinazione e infine
incorporato in vetro borosilicato prima di essere
stoccato in un deposito in attesa dello smaltimento.
Una versione modificata del PUREX che non prevede
di ottenere il plutonio allo stato puro è l’UREX (Uranio
extraction). Questo sistema può essere usato anche per
ricavare altri prodotti di fissione come lo iodio,
attraverso processi di volatilizzazione e il tecnezio
attraverso processi elettrolitici. Ricerche della
Commissariat à l'Energie Atomique, CEA francese,
hanno mostrato la possibilità di recuperare il 95% e il
90% rispettivamente dello iodio e del tecnezio.
Ugualmente è possibile recuperare il cesio.
L’US Department of Energy, all’interno del
programma Global Nuclear Energy Partnership (GNEP),
stà sviluppando oltre all' UREX altri processi
secondo i quali inizialmente si recupera solo
l’uranio per il riciclaggio, mentre il plutonio
rimane con gli altri elementi transuranici. La logica di
questo sistema è ridurre i rischi di proliferazione
mantenendo il plutonio insieme agli altri elementi,
predisporre in modo adeguato la miscela di elementi
radioattivi rimasti, plutonio e gli elementi transuranici,
prevedendo che potrà riciclati in futuro nei reattori
veloci di IV generazione.
L'Areva e la CEA hanno sviluppato 3 processi simili al
PUREX. Uno è il Coex basato sulla coestrazione dell'uranio
e del plutonio e anche dell'uranio allo stato puro. Il
Plutonio non viene mai separato allo stato puro. Il
sistema permette di produrre combustibile MOX per
reattori ad acqua leggera. Il secondo è il sistema
Diamex -Sanex che opera una separazione selettiva dei
radionuclei a lunga vita (Americio e Curio). Anche l'uranio
il plutonio e gli attinidi sono separati e possono
diventare in futuro combustibile per reattori veloci. Il
terzo sistema è il Ganex in cui si separano uranio e
plutonio come nel Coex, vengono separati però anche gli
attinidi e una certa quantità di lantanidi. Il plutonio,
l'uranio e gli attinidi diventano combustibile per
reattori veloci di IV generazione, i lantanidi sono
invece rifiuti nucleari a breve vita. Questo procedimento
è stato realizzato come parte della Dimostrazione
Internazionale del Ciclo Globale degli Attinidi GACID, (Francia,
USA, Giappone). La trasmutazione dei prodotti veniva
fatta inizialmente nel SuperPhenix e quindi nel reattore
giapponese di Monju.
Tutti questi processi di riprocessamento saranno in fase
di perfezionamento fino al 2012 anno in cui sarà
costruito un impianto per la dimostrazione industriale.
Entro il 2020 la CEA ha progettato inoltre di costruire
un impianto industriale con sistema COREX.
A medio termine l'obbiettivo è quello di sviluppare una
tecnica valida industrialmente per riprocessare il
combustibile nei reattori di IV generazione.
Note
[1] (Rif4)
|
I 6 reattori nucleari
di IV generazione attualmente in fase di sviluppo
(Rif 4)
| |
Neutroni |
Refrigerante |
Temperature
(°C) |
Pressione |
Combustibile |
Ciclo del
combustibile |
Taglia
(MWe) |
Produzione |
| Gas-cooled fast
reactors |
veloci
|
Elio |
850 |
alta |
U-238
+ |
Chiuso,
nel sito |
288
|
elettricità
& idrogeno |
| Lead-cooled fast
reactors |
veloci
|
Pb-Bi |
550-800 |
bassa |
U-238
+ |
Chiuso regionale
|
50-150
300-400
1200 |
elettricità
& idrogeno |
| Molten salt
reactors |
epitermici
|
Sali di Fluoro
|
700-800 |
bassa |
UF
sale |
Chiuso |
1000
|
elettricità
& idrogeno |
| Sodium-cooled
fast reactors |
veloci
|
Sodio |
550 |
bassa |
U-238
& MOX |
Chiuso |
150-500
500-1500 |
elettricità
|
| Supercritical
water-cooled reactors |
termici
o veloci |
Acqua |
510-550 |
molto alta
|
UO2
|
Aperto (termici)
chiuso(veloci) |
1500
|
elettricità
|
| Very high
temperature gas reactors |
termici
|
Elio |
1000 |
alta |
UO2
|
open |
250
|
elettricità
& idrogeno |
Reattori veloci raffreddati a
gas (Gas-cooled Fast Reactors - GFR)
Il GFR è un reattore veloce raffreddato ad
elio con un cilo del combustibile chiuso.Come gli
altri reattori raffreddati ad elio, che sono in
attività o in fase progettuale, queste unità
funzioneranno ad alte temperature (circa 850°C)
e saranno adatte per la produzione elettrica, la
produzione termochimica di idrogeno e la
produzione di calore per altri scopi. Nelle
centrali elettriche il gas azionerà direttamente
una turbina a gas. La potenza elettrica prevista
è 288 MW. I combustibili impiegati potranno
includere l’uranio impoverito e altri
materiali fissili o fertili. Il combustibile
esaurito sarà riprocessato in sito e tutti gli
attinidi saranno riciclati per rendere minima la
produzione di rifiuti radioattivi a lunga durata.
Reattori veloci raffreddati al
piombo (Lead-cooled Fast Reactors -LFR)
Il raffreddamento con metalli liquidi (Pb o
Pb-Bi) è ottenuto per convezione naturale. Il
combustibile è uranio impoverito metallico o
allo stato di nitruro. E’ prevista
un’ampia gamma di potenze: dalla taglia di
50÷150 MW per piccole reti (senza necessità di
ricarica per 15-20 anni) agli impianti modulari
da 300÷400 MW, fino ai grandi impianti singoli
da 1200 MW. Temperature di funzionamento di circa
550°C sono già raggiungibili, ma si prevede di
salire a 800°C con l’utilizzo di adeguati
materiali e ciò permetterebbe la produzione
termochimica di idrogeno. Questo tipo di reattore,
oltre alla produzione di energia elettrica e di
idrogeno, è rivolto principalmente alla gestione
degli attinidi, con peculiari caratteristiche di
resistenza alla proliferazione e di protezione
fisica, grazie ad un nocciolo che può essere
anche a lunghissima vita (fino a 30 anni).
Reattori a sale fuso (Molten
Salt Reactors - MSR)
Il combustibile uranio è sciolto nel
refrigerante fluoruro di sodio che circola nel
nocciolo attraverso i canali di grafite: si
ottiene così un effetto di moderazione e uno
spettro neutronico epitermico. La temperatura
raggiunta dal refrigerante è di 700°C a bassa
pressione (circa 5 bar), con prospettiva di
salire a 800°C. E’ possibile la produzione
di idrogeno. Per gli impianti di produzione di
energia elettrica è previsto un refrigerante
secondario. La potenza elettrica di riferimento
è di circa 1000 MW. Le sperimentazioni attuali
si sono concentrate sull’utilizzo, come
refrigerante, del fluoruro di litio edi berillio
e, come combustibile, di torio in soluzione e di
U233. Le caratteristiche più interessanti di
questo reattore sono la produzione di scorie
radioattive che contengono solo prodotti di
fissione e quindi di vita più breve,
l’esigua produzione di materialeutilizzabile
a scopi militari (poiché il plutonio prodotto è
essenzialmente l’isotopo Pu242), il ridotto
consumo di combustibile (nel prototipo francese
occorrono 50 kg di torio e 50 kg di U238 per
produrre un miliardo di kWh) e l’aumentata
sicurezza del sistema di raffreddamento passivo.
Reattori veloci raffreddati al
sodio (Sodium-cooled Fast Reactors - SFR)
Questa tecnologia può contare su una lunga e
ampia esperienza in materia di reattori con
neutroni veloci. Essa utilizza uranio impoverito
e raggiunge temperature di 550°C nel sistema
refrigerante, suddiviso in un circuito primario a
pressione quasi atmosferica e un circuito
secondario al sodio che serve per la produzione
elettrica. Sono proposte due varianti: una
da 150÷500 MWe, con gli attinidi incorporati nel
combustibile metallico, che richiede un
processamento pirometallurgico sul posto; una da
500÷1500 MWe con combustibile convenzionale MOX
riprocessato in impianti situati altrove.
Reattori supercritici
raffreddati ad acqua (Supercritical Water-cooled
Reactors - SCWR)
Questo reattore raffreddato ad acqua opera a una
pressione (25 MPa) e a una temperatura(510÷550°C)
che si trovano al di sopra del punto critico
dell’acqua11. L’efficienza termica
raggiunta (circa 44%) è di un terzo superiore a
quella dei reattori odierni ad acqua leggera. La
potenza elettrica di riferimento è 1700 MW. Il
vapore prodotto viene inviato direttamente alla
turbina, senza circuito secondario. Le
caratteristiche di sicurezza passiva sono simili
a quelle dei reattori BWR. Il combustibile è
l’ossido di uranio, arricchito in caso di
ciclo del combustibile aperto.
Reattori a gas ad altissima
temperatura (Very High Temperature Gas Reactors -
VHTR)
Sono moderati a grafite e raffreddati ad elio.
Il nocciolo può essere realizzato con blocchi
prismatici, come il giapponese HTTR e il GTMHR in
sperimentazione presso General Atomics, o può
essere del tipo “pebble bed”, come il
cinese HTR- 10 e il PBMR sudafricano. La taglia
prescelta è di 600 MW termici. La temperatura
raggiunta di 1000°C permette la produzione
termochimica di idrogeno tramite uno scambiatore
di calore intermedio, con cogenerazione di
energia elettrica o utilizzazione del gas in una
turbina a gas ad alto rendimento. Il rendimento
è maggiore del 50% e la produzione di idrogeno
supera le 200 tonnellate al giorno. Le alte
temperature raggiunte prescrivono l’uso di
materiali speciali ad alta resistenza.
Università di Pavia - Facoltà di
Ingegneria
http://www-1.unipv.it/electric/conven/cap6%20-%20centrali%20nucleari.pdf
|
[2] - Dopo
100.000 anni la radiotossicità del combustibile esaurito
non riprocessato è 30 volte superiore a quella del
combustibile esaurito riprocessato
[3] - L’EPA (Environmental
Protection Agency), l’ente di controllo ambientale,
ha richiesto per questo sito che 10.000 anni dopo la sua
chiusura, la dose ricevuta dagli abitanti (raggio 70 Km)
a causa dei radionuclidi depositati, sia non superiore a
15 mrem/anno. Per valutare l’esosità della
richiesta, si noti che la dose media naturale è pari
più di 300 mrem/anno. Come se ciò non bastasse,
recentemente tale lasso di tempo è stato oggetto di
critiche, poiché ritenuto insufficiente e si è
richiesto addirittura una aumento di tale periodo fino a
100.000 anni.
Riferimenti
Rif1 - Rivista USA 21st Century Science &
Technology,
http://21stcenturysciencetech.com/Articles%202008/Bastin_Commentary.pdf
Rif2 - Statement del
novembre 2005 dell'American Nuclear Society
Rif3 - (World Nuclear
Association) http://www.world-nuclear.org/info/inf69.html
Rif4 - Università di Pavia - Facoltà di
Ingegneria
http://www-1.unipv.it/electric/conven/a%20-%20incipit-indice.pdf.
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