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Capitolo 1
Dal
nucleare
l'energia più sicura e pulita
Capitolo 2
Vivere con le
radiazioni
Capitolo 3
L'incidente
di Cernobyl:
i danni maggiori vennero dai media
Capitolo 4
Le scorie nucleari non
rappresentano un rischio
Capitolo 5
Il
riprocessamento del combustibile nucleare
Capitolo 6
Le origini
aristocratiche dei movimenti verdi
Capitolo 8
Il WWF in Africa
Capitolo 9
Il mondo poco pacifico
di Greenpace
Appendice
Il rischio di cancro per
basse
dosi di
radiazioni
Una confutazione completa della "Linear no Threshold
Theory (LNT)"
Prof. Bernard L. Cohen
Una misura scientifica del
rischio nucleare
Prof. Bernard L. Cohen
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I rifiuti nucleari: una
misura scientifica del rischio
Cosa
sono e come sono classificati i rifiuti nucleari.
I
rifiuti a basso e medio livello. I paradossi delle
normative dovuti all'ideologia
I rifiuti ad
alto livello
I
depositi per i rifiuti ad alto livello
Analisi probabilistica del rischio
delle scorie nucleari
Solo 0,02 è la stima del numero
totale dei decessi causati dalle radiazioni delle scorie
nucleari prodotte da un anno di funzionamento di
una centrale nucleare da 1000 MW
Calcolo della LLE (loss of life
expectancy) dovuta ai rifiuti nucleari, ai rifiuti della
combustione del carbone e del gas naturale
Esempi di "loss of life
expectancy" (LLE) per le più importanti categorie
di rischio
Il
caso del radon
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Il problema delle scorie nucleari è quello che ha
influenzato più negativamente l'opinione pubblica sull'energia
nucleare. Malgrado non vi sia nessun problema tecnico,
sia per per la gestione dei rifiuti nucleari che per
trattamento o il riciclaggio dei rifiuti, normalmente si
ritiene che il problema dei rifiuti nucleari non sia
stato risolto. Quest'idea è stata inculcata in più di
venti anni di intensa propaganda fino ad arrivare a gesti
eclatanti come quelli di Greenpace, la più estremista
delle organizzazioni ambientaliste, con l'assalto a navi
o treni che trasportavano i rifiuti nucleari.
L'obbiettivo principale di Greenpace è sempre stato
quello di avere grande risonanza sui media non di
affermare la validità scientifica delle sue proposte. In
genere quando si segnala un problema e si deformano
esageratamente i fatti per sostenere una teoria
palesemente falsa si commette una frode che può
essere anche punita penalmente. Nel campo dell'ecologia
questa pratica è stata ed è così diffusa
che è sorprendente che la magistratura, anzi le
magistrature di vari paesi, siano intervenute così poco
al riguardo. Per esempio Greenpeace ha giustificato i
suoi attacchi contro le navi Akatsuki Maru (1992) e
Pacific Pintail (1999), che trasportavano materiale
radioattivo in Giappone, dicendo che, se fossero
affondate avrebbero portato il veleno negli oceani
contaminandoli per migliaia di anni e provocando un
immane disastro. Si tratta di affermazioni palesemente
false. Ci sono Regolamenti internazionali che
disciplinano il trasporto dei rifiuti di materiale
radioattivo estremamente rigorosi. Tali regolamenti sono
frutto di ricerche e test scientifici fatti proprio per
eliminare il rischio che i radionuclidi trasportati
possano fuoriuscire dagli appositi contenitori e finire
in mare. Come vedremo il mare ha inoltre una grande
capacita, molto più dell'ambiente terrestre, di diluire
e ridurre quindi la pericolosità del materiale
radioattivo al suo interno, tanto che in pochi anni il
pericolo della radioattività sarebbe ridotto fino ad
annullarsi.
Cosa
sono e come sono classificati i rifiuti nucleari.
I rifiuti nucleari non vengono solo dalle centrali
nucleari, ma anche dagli ospedali, dai centri di ricerca,
dall'industria. Essi, sono classificati in tre categorie,
a seconda del livello di radioattività: basso (low livel
waste - LLW), intermedio (medium livel waste - MLW)
ed alto (higt livel waste - HLW). Esempio di
rifiuti a basso livello sono costituiti dagli indumenti
usa e getta usati nelle centrali nucleari e negli
ospedali: guanti, tute, siringhe,cateteri etc.; il 90% (in
volume) dei rifiuti radioattivi prodotti appartengono a
questa categoria, ma contengono solo il 1% della
radioattività di provenienza antropogenica. Rifiuti a
livello intermedio sono, per esempio, quelli costituiti
dall'incamiciatura del combustibile, richiedono
schermatura, e costituiscono il 7% del volume dei rifiuti
radioattivi prodotti nel mondo (contengono solo il 4%
della radioattività). Al contrario i rifiuti ad alto
livello costituiscono solo il 3% del volume dei rifiuti
radioattivi prodotti ma contengono il 95% della
radioattività. Tipico esempio di rifiuti HLR è il
combustibile esausto delle centrali
nucleari. I rifiuti di basso livello (LRW) hanno una
radioattività minore di 0,01 Curie/ kg che è 1.000
milioni di volte minore della radioattività che hanno i
rifiuti di alto livello (HLW).
I
rifiuti a basso e medio livello. I paradossi delle
normative dovuti all'ideologia
Il caso più semplice da trattare è ovviamente quello
dei rifiuti a basso livello per i quali non ci
sono problemi o paure sollevate ad arte dai movimenti
ambientalisti. Per essi il il problema si riduce a
mantenerli in deposito, anche presso gli stessi siti ove
sono stati prodotti, per i pochi anni necessari al loro
decadimento, dopo di che possono essere smaltiti come
rifiuti convenzionali.
Anche per i rifiuti a livello intermedio lo
smaltimento non presenta problemi. Per questi rifiuti, a
valle del trattamento con il quale si riduce il loro
volume, ad esempio comprimendoli, la prima operazione che
si compie è il condizionamento che consiste
nellinglobare (o, nel caso di liquidi, solidificare)
i rifiuti allinterno di una matrice solida,
tipicamente cemento. Con questa operazione, la
radioattività resta imprigionata in una massa inerte,
che costituisce una prima barriera tra la radioattività
stessa e lambiente. I rifiuti così condizionati
sono poi posti in depositi dove devono rimanere per
qualche centinaio di anni fino al loro decadimento.
I depositi definitivi per materiali a bassa e media
attività sono di tipo superficiale (Francia, Spagna) o
sotterraneo (Germania, Svezia). Depositi di questo tipo
sono in esercizio in quasi tutti i paesi industriali.
Essi sono progettati per isolare i materiali dalla
biosfera per 300 anni; trascorso questo periodo si può
perdere memoria del deposito, in quanto i materiali in
esso ospitati hanno raggiunto livelli di radioattività
analoghi a quelli del fondo naturale.
La normativa anche per il trattamento dei rifiuti LLW è
rigida, come avviene per la maggior parte delle
disposizioni regolamentari sulle tecnologie nucleari,
però presenta parecchie incongruenze. Nessuno menziona
che i rivelatori di fumo contengono Iodio-134 e Americio-241
entrambi radioattivi, e chi li istalla, in molti paesi,
non è obbligato a seguire la normativa che si applica ai
rifiuti LLW. La stessa cosa avviene per i quadranti
luminosi degli strumenti degli aeromobili che contengono
Trizio e per le note lampade a gas o a benzina Coleman
con retino al Torio, e queste sono solo alcune delle
incongruenze.
Nel campo della medicina il problema dei rifiuti nucleari
assume spesso forme paradossali. Per fare diagnosi e
curare una paziente malato di tiroide si inietta nel
paziente una piccola quantità di Iodio-131. Una volta
iniettato il 99% dello Iodio-131 (radioattività beta)
rimane all'interno del corpo del paziente, mentre il
restante 1% rimane nell'ago e nella sonda con cui viene
iniettato e che subito diventa rifiuto radioattivo LLW e
come tale viene normalmente smaltito.
Lo Iodio-131, che ha una tempo di vita media di 8 giorni,
assorbito dal paziente viene invece smaltito normalmente
attraverso l'urina. I pazienti non sono obbligati a
deporre la loro urina in speciali contenitori fino a
quando tutta la radioattività del lo Iodio-131 è
scomparsa. Nessun esponente di Greenpace ha mai fatto
manifestazioni o atti contro gli ospedali per difendere
le fogne da tale "inquinamento radioattivo".
Ovviamente la quantità di Iodio-131 che va nelle fogne
è così piccola che non provoca nessun problema. Ma
perchè dovremmo poi preoccuparci dell'1% di questo Iodio
che rimane nelle siringhe e smaltirle come rifiuto LLW
quando il 99% dello iodio radioattivo viene invece
smaltito normalmente nelle fogne?
I regolamenti spesso riflettono la stupidità e il
conformismo "politicamente corretto" che hanno
portato molti politici e amministratori a dichiarare
città o intere regioni "aree denuclearizzate".
Anche il corpo umano contiene radioattività; circa 0,1
microcurie dal Potassio-40 e 0,1 microcurie dal carbonio-14.
Secondo le normative dell'EPA degli USA per
gestione dei rifiuti LLW, a causa di questa
radioattività, il corpo umano, non potrebbe essere
sepolto o cremato, ma dovrebbe essere smaltito come
rifiuto nucleare a basso livello, cosa che fortunatamente
non viene fatta.
Molti rifiuti contenenti piccole quantità di
radioattività vengono trattati al di fuori delle leggi
che governano i rifiuti LLW solo per il fatto che
provengono da attività che non sono "nucleari".
Ricordiamo che ci sono cinque milioni di tonnellate di
ceneri di carbone prodotte da una centrale a carbone per
ogni tonnellata di scorie nucleari prodotta da una
centrale nucleare a parità di energia prodotta.Sir
Walter Marshall del Central Electricity Generation Board
della Gran Bretagna nel 1988 suscitò sgomento
annunciando: "all'inizio di quest'anno, l'Inghilterra
ha gettato nel Mare d'Irlanda 400 chilogrammi di Uranio".
Questa dichiarazione provocò immediatamente 14
interrogazioni parlamentari e fu riportata nella
prima pagina di tutti i giornali inglesi. In
seguito Marshall aggiunse: "vi informo che ieri
Il CEGB (Central Electricity Generation Board) ha
rilasciato circa 300 libbre di sostanze radioattive in
mare e che la stessa cosa è stata fatta il giorno
precedente e anche oggi ci accingiamo a fare la stessa
cosa. In realtà, è ciò che facciamo ogni giorno da
anni. Gli impianti a carbone delle nostre centrali
elettriche producono rifiuti tra cui ci sono 'rifiuti
nucleari '. Noi semplicemente li chiamiamo ceneri
da carbone". C'è una sola parola per spiegare
il comportamento dei media e dei parlamentari inglesi in
questo caso: paranoia. La stessa cosa accade in tutto il
mondo quando si parla di rifiuti nucleari.
Nessuno al contrario ha mai menzionato che l'unico
settore che ha assunto la responsabilità di gestire
adeguatamente il rifiuti fin dall'inizio è stato il
settore nucleare, e che malgrado la paura inculcata nella
popolazione mai nessuno è stato ferito o contaminato
durante lo stoccaggio o il trattamento dei rifiuti
nucleari nonostante ci siano centrali di potenza in
funzione fin dagli anni 60 e attualmente ci sono 437
reattori nucleari in funzione nel mondo.
I rifiuti ad alto
livello
Questi rifiuti detti anche "scorie nucleari"
sono le "ceneri" prodotte dalla reazione
nucleare nei reattori. I principali componenti sono i
prodotti di fissione e gli attinidi transuranici. Un
reattore del tipo PWR scarica annualmente da 40 a 70
elementi di combustibile, un BWR da 120 a 200,rispettivamente
circa 462 e 180 Kg di uranio per elemento (assembly).
Dopo 3 anni di permanenza allinterno del reattore
il combustibile passa così alle piscine di
raffreddamento; si sono formati in totale circa 350
nuclidi differenti, 200 dei quali radioattivi. Si ha, in
media, la seguente composizione: 94% uranio 238; 1%
uranio 235 (elementi presenti in natura e quindi
considerati non pericolosi); 3÷4% prodotti di
fissione (15 Kg), quali cesio, stronzio, iodio, tecnezio,
etc., elementi innocui dopo qualche centinaio di anni di
custodia in appositi depositi. Gli elementi di
maggiore rischio sono i vari isotopi del plutonio che
rappresentano l1% delle scorie (5 Kg) e gli
attinidi minori (nettunio, americio e curio; così
chiamati perché prodotti in minore quantità nei
reattori nucleari tradizionali) che sono solo lo 0.1 % .
Un tipico reattore nucleare della potenza di 1000 MW
produce una media di (60 x 462) Kg nel caso del PWR e
(160x 189) Kg nel caso di BWR, circa 30 tonnellate
all'anno di combustibile irraggiato, le scorie HLW.
In un programma nucleare pianificato e sviluppato in modo
razionale, il combustibile esaurito dovrebbe essere
portato in un impianto di riprocessamento dove con
processi chimici sarebbero estratti il 99,5% dell'Uranio
e del Plutonio che verrebbero quindi riutilizzati per la
fabbricazione di nuovo combustibile.
Nella
Figura
1 a fianco è
riportata la radiotossicità nel tempo del combustibile
esaurito dopo il riprocessamento. Ci si riferisce in
questo caso al combustibile prodotto in un anno di
funzionamento di una centrale da 1000MW.
Quello che rimane quindi sono le scorie
nucleari o rifiuti ad alto livello, che contengono
quasi tutta la radioattività prodotta dal reattore,
circa 1,5 tonnellate di materiale.
Questi rifiuti dopo essere stati incapsulati in una
matrice di vetro al borosilicato, sono pronti per essere
collocati in un apposito deposito, occupano un volume non
superiore a 3-4 metri cubi, e hanno un peso di 15
tonnellate, in pratica un carico per un camion. Due
milioni di volte più piccolo in peso e un miliardo di
volte minore in volume dei rifiuti, "ceneri",
di un simile impianto a carbone. Si osservi che la
radiotossicità del combustibile esausto decresce
nel tempo e pareggia quella delluranio inizialmente
caricato nel reattore solo dopo 250000 anni, Figura 1.
Il contributo maggiore alla pericolosità delle scorie è
dato dal plutonio: tale contributo diventa l80%
dopo 300 anni e il 90 % dopo 500 anni. Dopo il plutonio i
maggiori contributori sono gli attinidi minori (nettunio,
americio e curio), che contribuiscono per un ordine
di grandezza minore del plutonio ma circa mille volte
più dei prodotti di fissione.
La Figura 2 si riferisce alla radioattività dei
rifiuti nucleari prodotti in un anno di
funzionamento di un impianto da 1000 MW senza il
riprocessamento.
Rispetto alla Figura 1 si nota che nei primi anni non ci
sono sostanziali variazioni ma dopo 100.000 anni la
radiotossicità del combustibile esaurito non
riprocessato (Figura2) è 30 volte superiore a quella del
combustibile esaurito riprocessato (Figura 1)
Spiegazione del grafici della Figura 1 e della
Figura 2
A scopo illustrativo consideriamo la Figura 1 e
calcoliamo il numero di casi di cancro che
sarebbero provocati alle persone assorbendo
ciascuno 1 millicurie (3,7 x170 decadimenti
radioattivi al secondo) di plutonio 239 (239Pu)
che è presente nelle scorie nucleari. Poiché la
radiazione emessa dal Plutonio 239, detta
radiazione di particelle alfa) non è molto
penetrante, potrebbe facilmente essere fermata da
un sottile foglio di carta, questo materiale può
causare cancro al fegato solo se è ingerito e
arriva al fegato. Esperimenti dimostrano che lo 0,01%
del plutonio 239 ingerito attraversa le pareti
del tratto gastrointestinale e arriva al flusso
di sangue, e di questo il 45 % si deposita nel
fegato., allora 3,7x10alla7x0,0001x0,45 = 1.700
particelle colpiscono il fegato ogni secondo.
Poiché il Plutonio 239 rimane nel fegato per un
media di 44 anni (1,2 x 10 9
secondi) il numero totale delle particelle alfa
che colpisce il fegato in questo tempo è 1.700 x1,2
x 10alla9 = 2 x 10 alla 12. Moltiplicando questo
dato per l'energia della particella alfa che è 1,5
Joule e dividendo il risultato per la massa del
fegato, 1,8 Kg, e moltiplicando infine per il
fattore di conversione per ottenere la dose in
millirem si ottiene 1,6x106 mrem. Il
rischio di cancro al fegato millirem di
radiazione da particelle alfa è stimato da studi
sui pazienti esposti a queste radiazioni per
scopi medici , essere 0,015x10 -6 per
millirem. Il numero di cancri al fegato derivati
dall'assunzione di 1 millicurie di plutonio 236
è quindi (1,6 x10 6 x 0,015 x10
-6 = 0,024. Poiché le scorie radioattive
prodotte in un anno da un impianto da 1000 MW
contengono 6 x 104 milllicuire di
plutonio 236, il numero di casi di cancro al
fegato, derivati dall'assunzione della totalità
di queste scorie nucleari da parte della
popolazione, sarebbe 6x10 alla 4x 0,024 = 1.400.
Una volta che il Plutonio 236 arriva al sangue
può anche arrivare alle ossa, tolto il 45% che
rimane nel fegato per il resto della vita, può
causare quindi cancro alle ossa. Effettuando un
calcolo simile a quello fatto per il fegato si
ottiene che sempre per quanto riguarda la
totalità della popolazione, i casi di cancro
alle ossa sarebbero 700. Trattando in modo simile
gli altri organi del corpo i casi di cancro
aspettati arrivano a 2300, che è il valore della
curva etichettata plutonio 239, nel primo periodo
di tempo.
La quantità di plutonio 239 nelle scorie
nucleari non è costante. Per due ragioni, ogni
volta che una particella alfa è emessa un atomo
di plutonio 239 è distrutto facendo decrescere
la quantità di plutonio presente. Però un atomo
di plutonio 239 si forma quando un altro atomo
radioattivo, l'americio 243, emette la sua
radiazione, il che fa crescere la quantità di
plutonio. Combinando questi due effetti di
ottiene l'andamento della curva disegnata in
figura 1.
Ci sono molte altri atomi radioattivi nelle
scorie nucleari, la curva relativa ad ognuno di
questi atomi è disegnata nella figura 1. Il
numero totale dei casi di cancro è quindi la
somma dei casi di cancro provocati da ogni
singola specie atomica radioattiva presente nelle
scorie, tale somma si ottiene aggiungendo una
curva sopra l'altra. Il risultato è la curva di
spessore maggiore a tutte le altre. Questa è la
curva utilizzata nelle nostre discussioni; questa
curva da il numero di tumori attesi nella
popolazione nell'ipotesi che tutti i rifiuti
prodotti da una centrale elettrica in un anno
finissero per essere ingeriti dalla popolazione.Ripreso dal The Nuclear Option,
Cap 11.
Prof. Bernard L. Cohen
Dept.of
Physics, University of Pittsburgh, Pittsburgh, PA
15260
Telephone: (412)624-9245 , Fax: (412)624-9163, e-mail: blc@pitt.edu
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Dato che le scorie radioattive, al contrario dei
rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva che
i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni,
gli attinidi minori per circa 10000, il plutonio per
circa 250000 anni.
Un fattore importante dei rifiuti HLW è che si tratta di
piccole quantità paragonate ai rifiuti di un impianto di
potenza a carbone delle stesse dimensioni..
Si calcola che il 5% del ricavo della vendita dell'elettricità
prodotta in una anno da un impianto nucleare da
1000 MW sia più che sufficiente per lo smantellamento
"decommissioning" di una centrale nucleare una
volta terminato il suo esercizio che nel caso dei
reattori di terza generazione come l'EPR arriva a 60 anni.
Un altro 10 % serve per la gestione della parte finale
del ciclo del combustibile, incluso il trattamento e lo
stoccaggio dei rifiuti HLW nei depositi geologi. Si
tratta di cifre poco significative, attualmente i governi
mettono da parte un prelievo di 0,1-0,2 centesimi di $
per kilowattora (ad esempio, 0,1 c $/ kWhnegli Stati per
lUniti, 0,14 c $/ kWh in Francia) per assicurare lo
smantellamento dell'impianto e la gestione e lo
smaltimento dei rifiuti nucleari.
I
depositi per i rifiuti ad alto livello
Per quanto riguardo lo smaltimento definitivo delle
scorie nucleari, ci si orienta ormai in tutti i paesi del
mondo verso depositi sotterranei costruiti in formazioni
geologiche stabili. Il progetto del deposito consiste
nella costruzione di barriere predisposte intorno al
materiale radioattivo in modo tale da ritardare il
ritorno dei radionuclidi nocivi per luomo e per
lecosistema nella catena biologica per un
intervallo di tempo dellordine dei millenni.
Durante questo tempo lattività delle
scorie nucleari intanto andrà man mano riducendosi fino
ad arrivare a a valori tali da non costituire un rischio
significativo.
Le barriere sono di due tipi: ingegneristiche e
naturali.
Le barriere ingegneristiche riguardano anzitutto
la forma delle scorie che o possono essere trasformate,
in formato ceramico, sotto forma di ossido (quindi
scarsamente solubile), oppure inglobate in vetro (vetrificazione)
al borosilicato (geologicamente stabile). C'è anche un
metodo innovativo che prevede lincapsulamento nei
reticolo cristallini di minerali naturalmente stabili
detto (Synthetic Rock). In genere i materiali ad alta
attività (il 5% dei materiali radioattivi prodotti negli
impianti nucleari) derivano principalmente dal
riprocesssamento del combustibile nucleare esaurito. Dopo
la separazione delle componenti riutilizzabili (95% del
combustibile esaurito) la parte residua (5%) è inglobata
a caldo in una matrice di vetro minerale allinterno
di un contenitore in acciaio (flask). Il contenitore è
chiuso mediante saldatura ed è avviato al deposito
temporaneo. I flask sono successivamente inseriti
allinterno di contenitori cilindrici corazzati (cask)
aventi diametro di 2,5 m e altezza di 4,5 m, adatti al
trasporto e allo stoccaggio di lungo termine
allinterno di depositi idonei
.Le barriere naturali riguardano la natura dei
siti e delle rocce e la disposizione delle falde
acquifere. Sono da prendere in considerazione le rocce
basaltiche per la loro consistenza e monoliticità o le
miniere di sale nelle quali vi è la certezza dell'assenza
dell'acqua, fin da tempi remoti.
Un esempio può essere considerato il sito USA scelto
quale deposito permanente delle scorie nucleari. Si
tratta del sito di Yucca Mountain, situato nel
deserto del Nevada, a circa 100 miglia da Las Vegas. Tale
sito stato sottoposto dal DOE (Department Of Energy)
a studi geologici, idrologici, vulcanologici di
tutti i tipi e le specie animali e vegetali accuratamente
catalogate. Sono stati spesi 6 miliardi di dollari per lo
studio del sito. LEPA (Environmental Protection
Agency), lente di controllo ambientale, ha
richiesto per questo sito che 10.000 anni dopo la sua
chiusura, la dose ricevuta dagli abitanti (raggio 70 Km)
a causa dei radionuclidi depositati, sia non superiore a
15 mrem/anno. Per valutare lesosità della
richiesta, si noti che la dose media naturale è pari
più di 300 mrem/anno. Come se ciò non bastasse,
recentemente tale lasso di tempo è stato oggetto di
critiche, poiché ritenuto insufficiente e si è
richiesto addirittura una aumento di tale periodo fino a
100.000 anni.
Queste misure derivano dal calcolo del tempo di
ritorno della radiotossicità ai livelli di miniera,
cioè il tempo necessario affinché la radiotossicità
per ingestione delle scorie pareggi quella delluranio
naturalmente presente in natura, si tratta della linea
tratteggiata nella Figura 1 e 2.
Bisogna sempre considerare che qualunque sostanza
radioattiva, in quanto tale, è soggetta a decadimento,
ossia la sua pericolosità generalmente diminuisce nel
tempo, al contrario di quanto accade con la tossicità
chimica di sostanze come larsenico, che rimane
costante. Poiché gli USA rientrano nella lista degli
stati che hanno deciso, al contrario del Regno Unito,
Francia e Giappone, di non riprocessare il combustibile
esausto, i tempi di ritorno per le scorie non sottoposte
al riprocessamento dei reattori USA sono dellordine
di 250.000 anni, Figura 2.
Il
calcolo del rischio delle scorie nucleari
Solo 0,02 la stima dei decessi
causati dalle radiazioni dalle scorie nucleari
prodotte da un anno di funzionamento di una
centrale nucleare da 1000 MW.
Riportiamo come spiegazione uno studio fatto dal
Prof. Bernard L. Cohen
|
Per capire il pericolo a
lungo termine (in milioni di anni) della
radioattività immagazzinata nei depositi per le
scorie nucleari è istruttivo fare un paragone
con la radioattività naturale nel terreno.
Il terreno è pieno di materiali radioattivi.
Aggiungendo ad esso i rifiuti HLW collocati ad
una profondità di 600 metri, la radioattività
totale in superficie aumenterebbe di (1/10.000.000),
uno su dieci milioni per esercizio di un anno di
un impianto da 1000 MW . Una quantità
quindi che non può essere assolutamente dannosa
molto al disotto delle normali variazioni di
radioattività del terreno [1].
Tutti gli specialisti, inclusi quelli che si
oppongono all'energia nucleare, concordano che il
principale pericolo derivante dai depositi di
rifiuti radioattivi HLW consiste nel fatto che,
passando i secoli e i millenni, il materiale
radioattivo può essere disciolto dall'acqua
presente nel sottosuolo e arrivare con quest'acqua
in superficie nei fiumi e nei laghi, contaminando
così la vegetazione e quindi il cibo e le falde
d'acqua che si usano per i rifornimenti idrici [2].
Il materiale radioattivo collocato nei depositi
HLW è molto tossico, l'ingestione di 0,0028
grammi HLW sarebbero fatali (ovvero lascerebbero
il 50% di probabilità di sopravvivenza).
Tuttavia dopo 100 anni la dose fatale diventa 0,028
grammi e dopo 600 anni di 28 grammi, una
tossicità paragonabile ai prodotti che si usano
per l'igiene della casa (varechina, soda caustica,
etc.) e molti medicinali. Dopo 10.000 anni la
dose letale diventa di 285 grammi.
Alcuni potrebbero essere preoccupati sapendo che
i materiali HLW devono rimanere isolati in
appositi depositi per diverse centinaia e
migliaia di anni, pensando che in questi anni ci
potrebbero essere terremoti, inondazioni e altri
eventi che possono cambiare la conformazione del
terreno. In realtà è provato che al di sotto di
300 metri dalla superficie della terra la
conformazione del sottosuolo rimane immutata per
milioni di anni. I piani per lo stoccaggio dei
rifiuti includono inoltre misure per ritardare il
rilascio di rifiuti nell'ambiente per un tempo
molto lungo, ottenendo così una quasi perfetta
protezione a breve termine (dove per breve
termine si intende un periodo di diverse
centinaia di anni).
In primo luogo, i rifiuti saranno sepolti in
formazioni di roccia isolata dalle acque
sotterranee e questo isolamento dovrebbe
mantenersi per almeno 1000 anni. In secondo luogo,
se l'acqua riuscisse di fatto ad entrare, essa
prima dei i rifiuti scioglierebbe la roccia
circostante, e per poter sciogliere le rocce
circostanti e arrivare al materiale HLW il tempo
normalmente richiesto sarebbe di milioni di anni.
Terzo, la creta con cui è costituito il
materiale che circonda il blocco vetrificato in
cui è incapsulato il materiale radioattivo,
quando si bagna si gonfia sigillando il materiale
HLW e impedendo che venga in contatto con altra
acqua. Nel caso inoltre che l'acqua arrivasse
anche materiale radioattivo, la creta che lo
circonda avrebbe anche una funzione di filtraggio
impedendo al materiale HLW di muoversi insieme
all'acqua del sottosuolo. Inoltre, i rifiuti sono
sigillati in involucri resistenti alla corrosione,
che non si dissolvono anche se rimangono a bagno
nelle acque sotterranee per molte migliaia di
anni. Infine, se per qualche motivo la
radioattività dal deposito fosse in grado di
raggiungere le acque superficiali, sarebbe
facilmente rilevata. Un milionesimo della
quantità che potrebbe essere dannosa può essere
facilmente e rapidamente individuata e potrebbero
essere adottate prontamente le misure per
impedire che la radioattività contamini l'acqua
potabile e il cibo. Con tutte queste garanzie
sembra quasi impossibile che possa fuoriuscire
dai depositi una quantità pericolosa di
radioattività durante le prime centinaia di anni
e anche in seguito vi è una sostanziale
protezione a lungo termine.
Può essere utile paragonare i materiali stoccati
HLW con le rocce ordinarie del sottosuolo. In
media un atomo di roccia collocato in profondità
(600 m) ha una possibilità in un miliardo di
anni (1/1.000.000.000) di arrivare in superficie
con l'acqua del sottosuolo e essere ingerito da
un essere umano [3]
Applicando questo risultato ai rifiuti
radioattivi HLW nei depositi sotterranei si può
calcolare che tali rifiuti potrebbero causare 0,02
morti per il funzionamento di un anno di una
centrale da 1000 MW, mille volte meno di quelli
stimati a causa dell'inquinamento di una centrale
equivalente a carbone [4]. Le scorie
nucleari rimangono radioattive per migliaia o
addirittura milioni di anni, ma alcuni tumori
causati dai rifiuti solidi del carbone (ceneri)
come l'arsenico, berillio, cadmio, cromo, nichel
e quest'ultimo dura per sempre, possono causare
circa 70 morti per anno di funzionamento di un
impianto a carbone, un risultato migliaia di
volte superiore a quello dei rifiuti nucleari HTW.
Anche l'elettricità prodotta con le tecnologie
cosiddette rinnovabili come il solare richiedono
grandi quantità di materiali e energia. I
rifiuti della produzione dei materiali necessari
per le tecnologie solari sono molte volte più
dannosi delle scorie nucleari. Alcune tecnologie
solari usano, per fare un esempio, grandi
quantità di cadmio che aumenta considerevolmente
i pericoli per la salute.
Calcolo della LLE (loss
of life expectancy) dovuta ai rifiuti nucleari, a
quelli della combustione del carbone e del gas
naturale
I rischi sono calcolati in termini di
probabilità di morte per vari periodi di tempo,
ma per rendere tutto più comprensibile
esprimiamo questa probabilità nei termini di aspettativa
di riduzione di vita ( loss of
life expectancy, LLE). (La LLE di un giorno non
significa che ogni persona morirà un giorno
prima ma che la media della vita delle persone
per le quali è stata calcolata la LLE si è
accorciata di un giorno). L'LLE per l'energia
nucleare è di circa un'ora (1 ora, 1/24 = 0.04
giorni), secondo le stime dei principali esperti
della NRC (U.S. Nuclear Regulatory Commission);
di 1,5 giorni secondo le stime degli esponenti
della Union of Concerned Scientists.
L' LLE dovuto alla combustione del carbone è di
13 giorni; per la combustione del petrolio di 4,5
giorni; del gas naturale di 2,5 giorni.
Questi risultati fanno del nucleare il settore
più sicuro e pulito dalle 8 alle 300 volte
rispetto al carbone, dalle 3 alle 100 volte
rispetto al petrolio e da 1,7 a 60 volte rispetto
al gas naturale a secondo se si prendono le stime
dell' Union of Concerned Scientist o della RNC.

Nella Figura 2 la
lunghezza dell'ascissa esprime il valore della
LLE sul totale della popolazione degli Stati
Uniti, l'ordinata della scala è mostrata in alto.
La lunghezza della scala è moltiplicata per 20
nella zona centrale e per 1000 nella parte finale.
la parte finale di ogni sezione è riprodotta
nella parte iniziale della successiva
mostrando gli effetti del cambiamento di scala.
Nella Figura 2
sono riportati i dati relativi alla LLE per altri
tipi di rischi cui quotidianamente la popolazione
è esposta. Da notare che ogni tipo di
conservazione dell'energia ha un suo rischio:
usare materiali isolanti per ridurre la
fuoriuscita del calore dagli appartamenti e
risparmiare energia comporta un aumento della
concentrazione del gas Radon nelle case e quindi
un maggiore rischio di cancro ai polmoni, auto
più piccole riducono i consumi ma aumentano i
rischi in caso di incidenti, ridurre l'illuminazione
nelle città fa risparmiare energia ma aumentano
i rischi di crimini e incidenti, etc. Si può
vedere che ogni modo per risparmiare energia è
molto più rischioso dell'energia nucleare.
Esempi di "Loss of life
expectancy" (LLE) per le più importanti
categorie di rischio
| Attività
o rischio*
|
LLE (giorni) |
| Vivere in
povertà |
3500 |
| Essere maschio
(invece che. femmina) |
2800 |
| Fumatore (maschio) |
2300 |
| Malattia
cardiaca* |
2100 |
| Essere celibe |
2000 |
| Essere negro (invece
che bianco) |
2000 |
| Stato
socieconomico basso |
1500 |
| Lavorare nelle
miniere di carbone |
1100 |
| Cancro* |
980 |
| 30-lb
sovrappeso |
900 |
| Abbandono
scolastico |
800 |
| Cure mediche
Sub-ottimali* |
550 |
| Colpo-Stroke* |
520 |
| 15-lb
sovrappeso |
450 |
| Tutti gli
incidenti* |
400 |
| Servizio
militare in Vietnam |
400 |
| Vivere nel Sud-Est
(SC,MS,GA,LA,AL) |
350 |
| Minatore (solo
incidenti) |
320 |
| Abuso di alcool* |
230 |
| Incidente
automobilistico |
180 |
| Polmonite,
influenza* |
130 |
| Abuso di droghe* |
100 |
| Suicidio* |
95 |
| Omicidio* |
90 |
| Inquinamento
atmosferico* |
80 |
| Incidenti sul
lavoro |
74 |
| AIDS* |
70 |
| Piccole
automobili(rispetto alle medie ) |
60 |
| Sposato a un
fumatore |
50 |
| Annegamento* |
40 |
| Limiti di
velocità: 100 invece che 88 Km /ora* |
40 |
| Cadute* |
39 |
| Avvelenamento +
soffocamento + asfissia* |
37 |
| Radon nelle
case* |
35 |
| Fuoco, incendi* |
27 |
| Caffè: 2 tazze/giorno |
26 |
| Lavoratori nel
settore delle radiazioni, età 18-65 |
25 |
| Vigili del
fuoco* |
11 |
| Uso delle
piccole per il controllo delle nascite |
5 |
| Se tutta l'elettricità
fosse prodotta con il nucleare (UCS)* |
1.5 |
| Uso del burro
di arachidi (1 Tbsp./giorno) |
1.1 |
| Uragani,
tornadi * |
1 |
| Incidenti aerei* |
1 |
| Rottura di una
diga* |
1 |
| Vivere vicino a
una centrale nucleare |
0.4 |
| Se tutta l'elettricità
fosse prodotta con il nucleare (NRC)* |
0.04 |
- *l'asterisco si riferisce alla media della
popolazione USA, altrimenti ci si riferisce al
numero di individui esposti
- UCS (Union of
Concerned Scientists); NRC, U.S. Nuclear
Regulatory Commission
Il caso del radon
Un aspetto dei rifiuti nucleari che ha importanti
implicazioni con la salute è il rilascio del
radon, un gas radioattivo che naturalmente viene
generato dal decadimento dell'Uranio.
Ci sono stati in passato diversi problemi per il
rilascio di radon nelle miniere dove si estraeva
l'Uranio, questi problemi oggi sono stati
sostanzialmente superati.
Gli effetti del radon sulla salute sono più
grandi di quelli relativi alle altre scorie
nucleari, come per esempio le scorie HTW, ma
sempre problemi minori rispetto agli effetti dell'utilizzo
del carbone.
Una conseguenza importante dell'industria
nucleare è che l'estrazione dell'Uranio dalle
miniere evita le future emissioni di gas radon e
quindi i suoi effetti sulla salute. La maggior
parte dell'uranio è estratto dal sottosuolo
profondo, si potrebbe arguire che il radon
prodotto dal decadimento dell'uranio a tali
profondità non sarebbe mai in grado di arrivare
in superficie. Sappiamo però che la superficie
del terreno si va costantemente erodendo così
che l'uranio estratto in profondità un domani si
troverà inevitabilmente in prossimità della
superficie dove le sue trasformazioni in radon
possono provocare il cancro ai polmoni.
Calcolando tali effetti sul lungo termine si
arriva ad un risparmio in vite umane di 450
individui per ogni anno di funzionamento dell'impianto
di un reattore da 1000 MW. Questo risparmio di
vite umane è migliaia di volte maggiore di
quelle che si calcola potrebbero perdersi a causa
della radioattività dei rifiuti nucleari HLW
Anche l'uso del carbone nelle centrali termiche
avviene con il rilascio di piccole quantità di
uranio nell'ambiente, si stima che ciò provochi
30 decessi per anno di funzionamento dell'impianto,
sempre da 1000 MW, a causa del radon che
deriva da tale uranio.
Il numero dei morti per anno di funzionamento di
un impianto nucleare da 1000 MW a causa dei
rifiuti nucleari è riassunto nella Tabella 1.
Poiché penso, come molti altri esperti, che sia
senza significato fare stime sugli effetti delle
scorie radioattive per milioni e milioni di anni,
nella tabella sono riportati gli effetti solo nei
prossimi 500 anni.
Il segno meno dei numeri che riguardano il radon,
nel caso di un impianto nucleare, indicano le
vite salvate piuttosto delle vite che si calcola
potrebbero perdersi per le emissioni di
radiazioni delle scorie nucleari.
Da notare che ci sono tre tipi di rifiuti che
provengono dalla combustione del carbone ciascuno
dei quali è migliaia di volte più pericoloso
dei rifiuti nucleari.
Tabella
1
Probabilità dei decessi dovuti
ai rifiuti prodotti da un un anno di
funzionamento
di un impianto da 1000MW
|
| Fonte |
Entro
i prossimi anni 500 |
Milioni
di anni |
| Nucleare: |
|
|
| -- rifiuti ad
alto livello |
0.0001 |
0.02 |
| -- emissione di
radon |
-0.0650 |
-450 |
| -- rifiuti a
basso livello |
0.0001 |
0.0004 |
| -- totale |
-0.0648 |
-450 |
| Carbone: |
|
|
| -- inquinamento
dell'aria |
25 |
25 |
| -- emissione di
radon |
0.11 |
30 |
| -- casi di
cancro dovuti ad inquinanti chimici |
0.5 |
70 |
| -- totale |
25.61 |
125 |
| Note [1]
- Noi inaliamo circa 20 metri cubi di
aria al giorno, 7000 metri cubi all'anno.
Il livello delle polveri nell'aria che
provengono dai materiali del terreno sono
35 x 10-6 g/ m3 Noi
inaliamo quindi 20 x 35 x 10-6
=0,7 x 10-3 grammi di
materiale che proviene dal terreno al
giorno, ovvero 0,25 grammi di questo
materiale all'anno.
L'area degli Stati Uniti è di 10 alla13
mq, il volume del primo pollice di suolo
(0,025 m) è 0,024x10 13= 2,5
x10 11 m3. Poiché
la densità del suolo è 2x 10 6 g/
m3 il peso del suolo è 2x 10 6
x 2,5 x 1011 = 6 x 10 7
g/yard. La probabilità che un atomo dal
primo pollice di suolo USA sia inalato
dalla popolazione USA è 6 x 107
/(5 x 107) =
1,2 x 10 -10, un po meno di 1/
10 miliardi.
La probabilità che un atomo di un fiume
o di un lago entri nel corpo umano è
molto più grande. L'acqua totale che in
un anno fluisce nei fiumi e nei laghi USA
è 1,5 x 1015 litri . Mentre
la quantità di acqua ingerita dagli
abitanti è 2,2 litri/persona al giorno x
385 giorni/anno x 240 x 10 6 =
1,8 x 1011 litri ogni anno. La
probabilità per una tomo in un fiume di
essere ingerito dagli esseri umani è
quindi (1,8x 1011 /(1,5x1015
) = 1,2 x 10 -4 poco meno di 1/
10.000 per anno
[2] - Radiazione che arriva in
superficie dalle scorie nucleare
collocate in profondità
Le rocce e il suolo attenuano i raggi
gamma, la radiazione più penetrante
prodotta dalle scorie nucleari, di un
fattore maggiore di 3 per piede dello
spessore del suolo (0,3048 m). Poiché le
scorie saranno collocate a 2000 piedi di
profondità (600 m), le radiazioni che
provengono da queste sarebbero attenuate
almeno di un fattore pari a 3 2000
= 10 1000, un numero
enorme.
Le scorie radioattive prodotte in un
milione di anni da tutti gli impianti
nucleari oggi esistenti negli USA
dovrebbero emettere circa 10 36
raggi gamma (fotoni), la probabilità che
anche una singola radiazione di questi
raggiunga la superficie sarebbe 10
36/(10 1000) = 10
-964, una quantità
infinitamente piccola.
[3] - Probabilità per una tomo di
roccia collocata in profondità di
entrare nel corpo umano
Dalla misura del tasso con cui i fiumi
portano il materiale dissolto nei mari e
negli oceani è possibile calcolare che
una media di terreno dello spessore di 1,4
x 10 -5 metri viene
erosa ogni anno. Gli idrogeologi stimano
che il 26 % di questa erosione viene
dalla dissoluzione delle rocce dall'acqua
sotterranea e il rimanente dall'acqua che
è in superficie. Allora 0,26 x 1,4x 10
-5 = 3,6 x 10 -6
metri di spessore di terreno sono
dissolti annualmente dall'acqua
sotterranea. La frazione di questo dovuta
a 1 metro di profondità a 600 metri
sotto il livello del terreno può essere
stimata dalla conoscenza di come il
flusso di acqua sotterranea varia con la
profondità; circa 2,6 x10-4.
La quantità totale di roccia proveniente
da questo 1 metro di spessore alla
profondità (600 metri) in un anno è
allora 3,6 x 10-6 x 2,6 x 10-4
=1 x 10 -9 metri di spessore
di terreno all'anno. Se si rimuove 1 x 10
-9 metri di spessore di
terreno ogni anno da 1 metro di
profondità, la probabilità per ogni
atomo di essere rimosso è 1 x 10 -9
per anno, 1/un miliardo ogni anno. Questo
può esser considerato un risultato medio
per tutto il continente.
Consideriamo un metodo di calcolo
alternativo. Consideriamo un flusso di
acqua nel sottosuolo; il cammino di una
falda acquifera media, lungo un percorso
attraverso il terreno sottostante e,
infine, in un fiume. C'è una grande
quantità di informazioni disponibili
sulle falde acquifere, come sono i loro
percorsi attraverso le rocce, la
quantità di acqua nei fiumi che
trasportano ogni anno, gli importi dei
vari materiali in esse disciolte. Da
questi informazioni, siamo in grado di
calcolare la quantità di ciascun
elemento chimico condotto nei fiumi ogni
anno da una falda media, vale a dire,
quanto ferro, quanto uranio, quanto
alluminio trasporta, e così via.
Da dove provengono questi minerali?
Chiaramente, sono stati sciolti dalle
rocce. Dalla nostra conoscenza del
percorso della falda acquifera attraverso
il terreno e la composizione chimica del
terreno, possiamo desumere la quantità
di ciascuno degli elementi chimici che è
contenuta nel terreno attraversato dalla
falda acquifera. Possiamo quindi
calcolare la frazione di ogni elemento
nella roccia che si scioglie e che viene
poi trasportata nel fiume ogni anno. Ad
esempio, considerando che una determinata
falda acquifera trasporta 0,003 libbre di
uranio in un fiume ogni anno e tale falda
si muove su un percorso di 50 miglia
attraverso 200 milioni di tonnellate di
roccia che contengono 1.000.000 di libbre
di uranio come inpurezza (questo è
tipico della quantità di uranio nella
roccia ordinaria), la frazione di uranio
rimosso ogni anno è quindi 0,003 / 1,
000000, o 3 parti per miliardo. Simili
calcoli danno 0,3 parti per miliardo di
ferro, 20 parti per miliardo di calcio, 7
parti per miliardo di potassio, e 10
parti per miliardo di magnesio. Per
semplificare la nostra discussione
consideriamo le parti per miliardo di
tutto ciò che è stato rimosso ogni anno;
questo è più veloce rispetto al tasso
effettivo di rimozione degli elementi.
Ciò significa che la probabilità per
ogni atomo (considerando la media
di tutti gli elementi) di essere rimosso
è di 10 volte su 1 miliardo ogni anno.
Si tratta di una stima 10 volte più
grande della nostra stima precedente, 1
caso su un miliardi ogni anno. Ciò in
parte può essere spiegato dal fatto che
la maggior parte del terreno non è
immerso nelle acque sotterranee, come
abbiamo ipotizzato nel secondo caso. Ma
il punto importante è che abbiamo
stimato la probabilità in due casi del
tutto indipendenti e siamo arrivati a
circa lo stesso risultato. Per essere
prudenti, si prenderà in considerazione
la probabilità maggiore, 10 volte su 1
miliardo di possibilità in un anno. Per
inciso, questo risultato implica che
delle rocce comuni immerse nelle acque
sotterranee, solo l'1% viene disciolto in
milioni di anni [(10 / 1 miliardo) x 1
milione= 0,01], quindi in genere una
roccia sotterranea rimane non disciolta
per almeno 100 milioni di anni.
E 'stato indicato nella prima nota che in
media una molecola di acqua in un fiume
ha 1 possibilità /10000 di entrare uno
stomaco umano prima che fluisca nel mare.
Per i materiali disciolti nell'acqua, la
probabilità in parte diminuisce perché
alcuni di essi vengono rimossi dai
processi di purificazione dell'acqua
potabile, in parte però aumenta perché
alcuni materiali nei fiumi trovano una
loro via per entrare nel cibo e quindi
negli stomaci umani. Questi due effetti
si compensano l'un l'altro. Si stima
pertanto che il materiale disciolto nei
fiumi abbia 1 possibilità su 10000 di
arrivare ad uno stomaco umano.
Dal momento che un atomo di roccia in
profondità ha 10 possibilità su un
miliardo di raggiungere un fiume ogni
anno, e una volta in un fiume ha 1
possibilità su 10000 di raggiungere uno
stomaco umano, la probabilità di un
atomo di roccia per raggiungere uno
stomaco umano è il prodotto di tali
numeri [(10 / 1 miliardo) x (1 / 10000) ]
= 1 / 1.000 miliardi =1/1 trilione di
possibilità in un anno. Che è il valore
utilizzato nella nostra discussione.
[4] - Solo 0,02 è la stima
totale dei decessi causati dalle
radiazioni delle scorie nucleari prodotte
da una anno di funzionamento di una
centrale nucleare da 1000 MW.
Nello spirito
della nostra analogia tra le rocce
sepolte in profondità e i rifiuti
radioattivi, si assume che la
probabilità di un atomo di roccia arrivi
allo stomaco di un essere umano si
applichi anche ai rifiuti nucleari; cioè
che un atomo di rifiuti radioattivi
sepolti ha una possibilità su un
trilione di raggiungere uno stomaco umano
ogni anno (vedi nota 3). Il resto del
nostro calcolo è facile, perché
sappiamo dalla Figura 1 le
conseguenze prodotte dagli atomi dei
rifiuti radioattivi, prodotti in un anno
di funzionamento di una centrale, che
entrano nello stomaco di un essere umano.
Basta moltiplicare allora i valori della
la curva della Figura 1 per un-trilionesimo,
si ottiene così e il numero di tumori
mortali attesi ogni anno. Questo si può
fare semplicemente leggendo la scala
verticale sul lato destro della Figura
1. Ad esempio, se tutti i rifiuti
radioattivi prodotti in un anno di
funzionamento di una centrale fossero
ingeriti dalla popolazione un migliaio di
anni dopo la sepoltura, ci sarebbero 300.000
morti, secondo la scala sul lato sinistro
della Figura 1, ma dal momento che
solo un trilionesimo di questi atomi può
raggiungere uno stomaco umano ogni anno,
ci sarebbero (300000 / 1 trilione = 3 x
10-7 decessi l'anno, come
indicato dalla lettura della curva nella
scala sul lato destro della Figura 1.
Questo risultato è equivalente a una
possibilità su 3 milioni per una sola
morte ogni anno.
Quello che vogliamo veramente sapere è
il numero totale di persone che muoiono a
causa dei rifiuti radioattivi. Poiché
sappiamo quanti ne muoiono ogni anno, si
deve semplicemente sommarli anno per anno.
Il totale nel corso di milioni di anni
dà 0,014 eventuali decessi. Ci si
potrebbe chiedere per quanti anni in
futuro si debba procedere a questa somma,
e qui sta una complicanza che richiede
qualche spiegazione.
Il processo di sommare il numero dei
decessi ogni anno deve essere interrotto
dopo 13 milioni di anni, ciò è stato
fatto e si è ottenuto il numero dei
decessi sopra riportato, 0,014. A questo
però dobbiamo aggiungere il numero di
morti causati dal rilascio della
radioattività residua dopo i 13 milioni
di anni.
Nel considerare gli effetti dell'erosione,
si presume che tutti i rifiuti nucleari
stoccati nei depositi vadano a finire nei
fiumi e nei laghi dopo il 13 milioni di
anni. Secondo la Figura 1, se tutti i
rifiuti restanti radioattivi a quel tempo
fossero completamente ingeriti dalla
popolazione, ci sarebbe una aspettativa
di circa 40 morti all'anno. Ma poiché
abbiamo appena dimostrato che del
materiale
rilasciato nei fiumi e nei laghi, solo un
1 atomo su 10.000 raggiunge uno stomaco
umano, ci aspettiamo 40/10.000 = 0,004
decessi.
Aggiungendo allora ai 0,014 morti
calcolati prima dei l3 milioni di anni i
0,004 calcolati dopo 13 milioni di anni
si ottiene 0,018 che
approssimiamo a 0,02.
Sono solo 0,02 quindi il numero
totale dei decessi causati dai rifiuti
nucleari ad alto livello prodotti da una
centrale nucleare da 1000 MW in un anno.
Ricordiamo ora che l'inquinamento
atmosferico prodotto dalla combustione
del carbone, uccide 75 persone nel
generare la stessa quantità di energia
elettrica.
Una nuova tecnologia di controllo dell'inquinamento
dovuto alla combustione del carbone (il
carbone pulito) può ridurre tale numero
a 15 decessi all'anno. Anche con questa
tecnologia i rifiuti della combustione
del carbone sarebbe un migliaio di volte
più dannosi per la salute umana rispetto
ai rifiuti nucleari ad alto livello.
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Nota sull'autore :
Dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare,
docente, direttore della rivista Fusione Scienza e
Tecnologia
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