Articoli del
Prof. Fausto Tapergi
Intervento del Prof. Fausto Tapergi alla Conferenza Internazionale “La ricerca scientifica in un unico spazio culturale”, tenutasi a Sebastapoli, sul mar Nero in Ucraina, il 13 e 14 Aprile 2007.
La Conferenza è stata organizzata dall’Università Politecnica di Sebastopoli su direttiva del Ministero dell’Istruzione Ucraino, unitamente al Centro di Pedagogia Amonascvili di Sebastopoli e alla sezione Ucraina della Fondazione Roerich di Mosca


Prof. Fausto Tapergi
Sebastopoli, 15 Marzo 2007


Parte I

La ricerca scientifica in un unico spazio culturale

Qui mi limito ad esprimere il mio pieno accordo su questa intestazione della Conferenza si Sebastopoli del prossimo Aprile, in quanto la scienza effettivamente è una continua ricerca, e un conseguimento informativo, scientifico e tecnico, in tutte le direzioni, poiché essa stessa non può sapere in partenza (e per chi si ponga a studiarla è sempre partenza) in che direzione e in quanti e quali settori specifici e particolari dovrà procedere per divenire appunto scienza, e non restare qualcosa di sommario e approssimativo, affatto lontano dalla integra validità scientifica.
E’ facile comprendere che questa completezza scientifica non si potrà mai di fatto raggiungere, in quanto, pur molto ed esattamente conoscendo, non si potrà ma i essere sicuri se esistono o no altri settori che possono concorrere ad accrescere e perfezionare il campo della nostra conoscenza.
Ciò richiama alla opportuna temperanza nel valutare, ciò che si conosce e le scoperte, e le scoperte talora conseguite, per consentire agevole apertura alle eventuali più ampie e approfondite conoscenze e scoperte che fossero raggiunte da altri; ad esempio per consentire ad ulteriori tentativi di miglioramento o superamento, la verifica se e quali livelli raggiunti abbiano un elevato grado di validità, che loro consenta di reggere a critiche e confronti; oppure se presentino difetti e lacune da richiedere più attenta e complementari conoscenze, perchè esse stesse non siano motivo di errore e di danno nei confronti di altre gia esistenti e ben più sensate.

Parte II

Il meccanismo e i gradi della conoscenza

1 - La conoscenza secondo Loche e Kant per oltre due secoli, quale espressa dal primo nel famoso Saggio sull’intelletto umano, e molto parzialmente corretta dal secondo, ha continuato a dominare malgrado i suoi difetti ed errori. Perfino Benedetto Croce, il grande ed efficiente revisore, dal finire dell’ottocento, della filosofia precedente, dopo aveva avvertito che le percezioni sensibili, costituenti il grado più semplice di quella concezione, erano invece già una elaborazione di conoscenza più elementari, non solo non andò oltre, ma fece un risoluto passo indietro col respingere dalla filosofia la trattazione delle sensazioni e del sistema nervoso che ne è il portatore, considerandoli materia del mondo della fisica.
E’ quindi avvenuto a me, che già avevo rilevato l’errore di ambedue le trattazioni, la fisica e la filosofica, di svolgere e concludere separatamente le rispettive ricerche, anziché man mano e reciprocamente confrontarle e completarsi, a reinserire le sensazioni e il sistema nervoso come emanazione dello stesso cervello per conseguire il primo necessario grado di conoscenza sia delle attività del corpo a cui presiede, sia degli esseri e cose circostanti tra le quali gli occorre di ai agire.

2 – L’essere e agire delle sensazioni è quindi l’elemento base della conoscenza. Le quali, per la minimezza del diametro dei nervi che le trasportano e trasmettono, non possono essere trasmesse nella loro realtà volumetrica, cose esseri, azioni, bensì in vibrazioni, quali affiorano dalle stesse cose, esseri, azioni, sollecitati dalla luce, ossia dall’energia solare.
E nel mio volume I fenomeni fisici (edito in lingua russa dalla Casa Editrice dell’Università degli Urali di Ekarisburgo) ho fatto notare che la luce non muove radiazioni da dove sorge, ma sono cose, esseri e azioni che avvertono quella energia, e le corrispondono con il rispettivo grado di energia superficiale sollecitata.
E noi vediamo quanto è, integralmente, oltre i vetri delle finestre perché le sue vibrazioni superficiali, sollecitate dall’avvertire la luce solare, a loro volta sollecitano i nostri apparati oculari e i posteriori nervi ottici.
Se le radiazioni partissero dalle fonti luminose, esse costituirebbero un ammasso di radiazioni dirette e indirette che impedirebbe la nitidezza della visione, e quindi della conoscenza.
E’ anche da ricordare che lo stesso sistema nervoso è il veicolo in senso inverso, dal cervello ai singoli organi, delle richieste informative, e dei comandi esecutivi, si di protezione, sia di estensione della propria azione acquisitiva. Ben comprendiamo pertanto che nulla potremo conoscere, e
nessun comando di azione eseguire, se non possediamo il pronto e ben ramificato ed elastico sistema nervoso, che comunica gli elementi sensoriali primordiali di ogni conoscenza, e i comandi, anche i più immediati , del nostro cervello ai singoli organi per farli agire secondo le occorrenze, i limiti, i tempi, riscontrati dal cervello mediante le conoscenze acquisiste.

3 – Finora ho sempre parlato del cervello quale ricezione degli apparati sensoriali ed emissione dei comandi e moti all’azione: e ciò perché esso sostituisce l’organo in diretto collegamento con l’organismo individuale, da cui riceve il nutrimento del sangue quale occorre per mantenere in forza ed efficienza il funzionamento cerebrale, e per sostenere finché possibile la ricostruzione delle particelle che vengano a mancare.
Ma questo continuo operare del cervello lo arricchisce, estende , affina, a superare se medesimo in intelletto, che non ha alcuna base propria, bensì quella fisica su cui emerge a renderla più altamente efficiente.
Per cui cervello e intelletto sono inseparabili, quest’ultimo a svolgimento e poi sviluppo del primo, nella comune maggiore e crescente efficacia ad acquisizione e portata del mondo conoscitivo.

4 – La costruzione di questo più operante e fecondo mondo conoscitivo ai fini pratici e teorici, è il fine della ricerca conoscitiva. E ciò avviene mediante la ritrasformazione delle vibrazioni sensoriali ricevute, ad opera de moltitudine di vibrazioni energetiche di cui è costituito il cervello, nelle grandezze e conformazioni delle superfici di cui provengono le vibrazioni sensoriali.
E’ da avvertire che questo lavoro di ricostruzione interiormente visiva delle superfici originarie avviene normalmente – cioè quando non è richiesto dal nostro intelletto di rivedere, e sostanzialmente rivivere, tale ricostruzione – in modo matematico , appena la sensazione è giunta la cervello, e senza renderci conto, sovente, degli sforzi copiosi ai quali è sottoposto il cervello. Ma certe improvvise flessioni della lucidità mentale, e della memoria, alcuni acuti dolori di testa, sono avvertimento degli sforzi cui è sottoposto il nostro fisico cervello dal persistente leggere, scrivere, ascoltare, parlare, guardare, ed anche solo pensare.

5 – La conoscenza, risultante dall’afflusso delle sensazioni, dalla loro ricostruzione visiva, e sistemazione nella memoria tra le altre conoscenze, può essere attuata in tre gradi.
Il primo, o immediato, di possibile maggiore uso, occorre e basta senza altri arricchimenti per i più semplici e minuti svolgimenti della vita quotidiana. Anzi , normalmente il cercare e prolungare una più precisa ed evoluta rappresentazione interiore e comunicazione esterna, costituirebbe appesantimento e rallentamento delle più numerose e ovvie azioni pratiche, che ne risulterebbero anche notevolmente ostacolate e danneggiate. Ma è anche ovvio che il sostare quindi cinicamente in questa conoscenza immediata, è un precludersi da se medesimo ogni possibilità, occasione, tentativo, di ulteriore sviluppo, e soffocare qualsiasi proprio pur limitato tentativo di superare i propri limiti conoscitivi e vitali.

6 - Lo stato immediatamente superiore è quello corrente, ottenibile con l’istruzione, che abbraccia l’intero svolgimento degli studi, dagli elementari ai linguistici e tecnici specializzati, agli universitari: in genere per dotare di una più estesa, varia e duttile capacità di lavoro, e quindi di realizzazione pratica, oltreché di buongiudizio e di rapporti con persone che occupano i livelli più elevati della società.
Questo secondo grado, pertanto, è il prevalente nella società, di larghissima ampiezza, e in qualsiasi livello di conseguimento, indispensabile per avanzare economicamente, professionalmente, culturalmente. Specie per l’esercizio di un giornalismo letterariamente corretto, e politicamente e culturalmente aggiornato, quale spesso non è; per dscrittori di romanzi e racconti, e materie di largo interesse, quali storia, geografia, economia, estetica fisica o artistica, medicina, igiene, gastronomia; ed ovviamente per l’impiego di materiali, di attrezzature, di macchine e sistemi e procedure di lavoro nei singoli settori esercitati. Tenendo ben presente che più si conosce e ci si addentra nei singoli campi offerti e possibili all’attività umana, più si aprono porte alle iniziative intellettuali e pratiche che avvertiamo o solo riteniamo di possedere, e che poi l’esercizio di esse ci rende coscienti di quelle che meglio si confanno alle reali doti e preparazione che in noi vengono emergendo.

7 ¬- Il terzo grado è quello della conoscenza scientifica e della conseguente ricerca. E’ ovviamente il più ristretto, e come dei settori del secondo grado, il cui conoscere e agire effettivamente approfondito e coscienzioso risulta particolarmente importante e utile, e talora necessario – come nella medicina, economia, accuratezza delle informazioni nei settori coinvolti nel lancio nello spazio – è da rilevare che i vuoti e difetti conoscitivi sono di rilevante incidenza ad alterare le concezioni risultanti.
Ad esempio, la concezione dell’inglese Maxwell, che la luce fosse emissione di energia elettrica, e che questa si espandesse nello psazio su invisibili supporti di etere, fun un enorme errore, che avrebbe dovuto essere subito notato e respinto, poiché avrebbe significato la morte degli esseri viventi che, come rilevò a suo tempo Volta contro il parere e l’errata dimostrazione di Galvani, non sopportano affatto l’energia elettrica, in luogo di quella esistenziale e vitale.
Anche Newton, il grande scopritore della gravitazione che compatta nel loro interno i singoli globi esistenti nello spazio, non si accorse che in tal modo i globi maggiori avrebbero attratto quelli minori, e che diversi di questi ultimi si sarebbero attratti tra loro, e il meraviglioso equilibrio che ammiriamo nel cielo non avrebbe potuto verificarsi. Per il quale pertanto occorreva l’esistenza di una forza contraria all’attrazione, ossia repulsiva che avevo gia scoperta nelle vibrazioni repulsive-attrattive che entrano nelle particelle e negli atomi costitutivi del Cosmo e quindi degli stessi globi; e che quando compongono gas leggeri sfuggono alla gravitazione e circondano i globi proteggendoli dalle interazioni esterne, come vediamo su questa Terra.
Il che a reciproca conferma si ripete negli atomi elementari i cui neutroni circondano e proteggono i protoni a evitare la reciproca attrazione e consentire invece la conservazione delle proprietà e caratteristiche del nucleo di protoni.

8 – Poiché il nostro cervello, e l’intelletto che ne estende e perfeziona le azioni, fanno parte, pur dominante, del nostro corpo, è inevitabile che subiscano almeno in parte le sue imperfezioni operative e gli effetti delle sue malattie e menomazioni..
Per fronteggiare questi possibili e talora inevitabili difetti della nostra attività conoscitiva occorre anzitutto abituarsi ad accogliere in noi le sensazioni portatrici di osservazioni, con la vigilanza di un atteggiamento calmo, attento, solerte.
Nulla altera di più lo svolgimento delle acqusizioni sensoriali e delle riflessioni che le vaglino, depurano degli apporti soverchi, confrontano ocn le conoscenze anteriori richiamate, e sistemano nella memorazione, né meno le corregge, ed anzi aggrava difetti e lacune, dei comportamenti che sfuggono al controllo interiore: turbamenti, sdegni, ire, invettive, vociare. A un di presso, il comportamento di chi guida un’automobile dominando pressioni ed emozioni, e ben concentrandosi nel tempestivo avvertimento dell’andamento della strada, delle segnalazioni e degli ostacoli talora improvvisi e nel subire meno le negligenze e gli errori di altri.
Questo comportamento, che più è fatto proprio e attuato, più si fa spontaneo, istintivo r quasi automatico, va rafforzato, sia portandolo a dominare le conoscenze già acquisite, perché non ostacolino l’afflusso delle nuove, ma rispettiamo il sereno confronto con esse, specie lasciando libero adito a quelle che si dimostrano avanzamento nella acquisizione della realtà.
Esso in sostanza riesume e fa valere, matura e aggiornata, l’assenza di idee, raccomandata da Platone perché queste pervenissero a sorgere nella mente senza ostacoli e alterazioni di idee prevenute o preclusive.
E altresì il limpido specchio in cui il pensiero induista vedeva la mente riprodurre l’esistenza circostante: ossia l’organica precisione e serenità che avvolge, assesta e comprende, e con ciò domina e tempera, l’irrequietudine di tutte le esistenze e vicende.

9 – Credo opportuno un accenno alle idee innate, che per secoli sono state considerate tra i componenti naturali della conoscenza, e da Kant maggiormente valorizzate come sintesi a priori della conoscenza e del giudizio
Sembrerebbe che nella nostra mente possano esistere idee conoscenze antecedenti a quelle che vengono acquisite ad opera di apporti sensitivi e poi della riflessione; e che pertanto sarebbero da considerare primari e dominanti rispetto le conoscenze acquisite. Ma opportunamente riflettendo, si potrebbe al più giungere e considerare che noi, mentre siamo allo stato di nascituri nel ventre di nostra madre, possiamo avvertire e ricevere almeno parte dei flussi sensibili che lei riceve e trasmette a noi.
Ne ho avuto esperienza diretta dagli spaventi e angosce subiti da mia madre, nel cui ventre ero in formazione dal alcune settimane, nel fuggire con mio padre in piena notte dal tremendo terremoto – maremoto, sussultorio ondulatorio, di Messina nel 1908 poco dopo Natale. In me sono rimasti impressi a lungo, ed ho fatto sforzi notevolmente impegnativi sui 13/14 anni per condurmi ad una sensibilità regolare come sono riuscito.
Le sensazioni, e successive riflessioni, provenienti dall’essere e agire dei genitori, e specie materne, pertanto non sono affatto innate, ma acquisite durante la formazione embrionale; ed usualmente possediamo come tendenza, alcune impresse dai genitori e perfino dagli avi, altre dall’ambiente in cui si cresce e si fanno i primi contatti, altre comuni alla razza da cui proveniamo, altre proprie della specie umana.
Ad esempio i negri provenienti dalla selva e lande africane, a lungo si è creduto che fossero di specie più vicine a quelle animali che alla razza umana evoluta; ma poi si è visto che anch’essi, convivendo con queste sono rapidamente giunti a sentire, pensare, parlare , agire come gli altri uomini, in quanto erano le ristrette e difficili condizioni in cui si erano formati dalle origini o da molti millenni a non consentire e poi rallentare l’affinamento degli organi.
Le tendenze comuni all’intera specie umana, di ogni razza sono anzitutto essenziali e determinanti quelle della massa cerebrale e delle sue emissioni nervose, e quindi la varietà e ricchezza dei singoli apporti sensoriali possibili, e che poi si sono affinate e sviluppate con l’uso e attraverso le relazioni, specie con la lettura e la conversazione con le persone più evolute, e col diffondersi delle arti, la poesia, la scienza, la moralità e le pratiche civili.


Parte III

Relazione tra la visione scientifica del tutto
e la filosofia come scienza della vita


1 – Ho sempre considerato un grosso errore pratico e scientifico la netta separazione tra le ricerche, concezioni, conclusioni e scoperte dei settori fisici e fisiologici – Fisica, Chimica, Meccanica, Medicina - da. quelle della Filosofia, perduranti fin quasi i rispettivi inizi. Furono Democrito e Aristotele a occuparsi anche di scienze fisiche insieme alla Filosofia,e S.Tommaso apprese da quest’ultimo l’opportunità di vedere sotto unico sguardo i due settori. I quali nel grosso hanno marciato separatamente lungo i rispettivi decorsi storici, fino a giungere a questi tempi in cui sto scrivendo: e così ciascuno conservando lacune ed errori, risolvibili solo con la concreta convergenza dei due sella realtà, e quindi verità, quali unitarie esistono in natura.
E ciò a partire dallo sviluppo e agire del cervello e del sistema nervoso che lo coordina, dalla loro naturale condizione meramente fisica, con la quale partecipano al nutrimento sanguigno che li mantiene integri ed efficienti, a quella dell’ intelletto, che non ha una propria sede, ma la medesima cerebrale, salita ad una più ricca e mobile estensione e altezza; raggiunta appunto con la collaborazione tra la parte fisica e quella intellettuale.
E i risultati di questa collaborazione avvengono, non solamente ad opera dell’individuo completamente formato e cosciente, ma nell’azione congiunta dei due genitori sul feto in corso di formazione, determinando da lì il progressivo miglioramento e sviluppo delle generazioni in successione.

2 – Ma l’inevitabile complementarietà dei due massimi settori viene anche da altra osservazione: che l’Universo Creatore è tale per quanto si estende molteplice e innumere e altrettanto infinito nel Cosmo, e pertanto anche nella parte vitale umana, e altamente ed estesamente intellettuale cui essa è salita, attraverso lo svolgimento su questa Terra.
Il fatto di avere poi verificato come il sorgere della vita sul nostro globo ha avuto un andamento simile a quello della materia, ma con motivi di crescente elasticità fino all’autonomia, causati dai differenti movimenti del nostro globo, e alfine dal raggiunto raffreddamento di un suo adeguato spessore, ha consentito alla vita umana di svolgersi sopra un assetto di indisponibile capacità di contenimento e supporto. E di sviluppo e affermazione del superiore intelletto per la più predisposta specie umana.

3 – Pertanto non si può fare filosofia in modo sufficientemente esteso ed efficace se prima non conosciamo realtà e verità, e non secondo la fallace e sviante immaginazione, l’essere e agire dell’Universo Creatore, e poi come questi agisca a creare il Cosmo, e come frammezzo quest’ultimo, sul nostro globo si è formata e sviluppata la Vita, e in specie quella umana; ed ecco sorgere e affiancarsi la Filosofia, da concepire come Scienza della Vita, cioè guida dei superiori esseri umani a comprendere come gestire la condizione in cui sono, per migliorarla, sia mediante il corretto esercizio dei rispettivi rapporti sociali, sia con l’arricchimento e affinamento del complesso nervi-cervello-intelletto con cui dirigere se stessi.
L’insieme Fisica Universale, Fisica Cosmica, Chimica, Medicna delle parti materiali e neurocerebrali della vita, Fisica e Filosofia della Conoscenza , Filosofia come Scienza della Vita, devono sempre più e meglio avanzare l’una dall’altra, nei modi corrispondenti alle formazioni ed agli svolgimenti delle rispettive formazioni energetiche infinitesime di stacco-riattacco, delle inerenti particelle e degli atomi elementari, delle formazioni elastiche e poi autonome delle cellule e loro tessuti e assembramenti in finiti corpi organici, dominanti dal rispettivo insieme neurocerebrale, e poi dall’intelletto, sommo ampliamento e dominatore del singolo individuo, in un succedersi ininterrotto e reciprocamente complementare, sia nel realizzarlo, sia nel conoscerlo effettivamente, ossia pensarlo.

4 – Mentre la mia concezione fondamentale e prioritaria della Fisica-dell’Universo Creatore e del Cosmo Creato- è ben conosciuta in Russia, dove ho ottenuto in a Mosca il riconoscimento ufficiale della sua validità, sia ai fini conoscitivi, sia a quelli correttivi degli errori e lacune con cui questa scienza prosegue ad essere diffusa e praticata; e cosi pure i distinti Fenomeni fisici –luce, colori, calore, gravitazione e sua protezione, elettricità, magnetismo- che, laddove, sono stati pubblicati in due volumi a cura dell’Università di Ekaterisburgo, con notevole diffusione.
Invece la mia Filosofia come Scienza della Vita è rimasta tradotta solo parzialmente, e non ancora pubblicata. Per cui appresso ne riporto i motivi salienti con cui essa è concepita.

5 – L’attività neurocerebrale-intellettiva, secondo la quale pensa ed opera l’uomo, si articola in 4 attività, ciascuna delle quali occorre per completare l’uomo nelle sue funzioni, ciascuna delle quali si definisce in concetti distinti universali e quindi rigorosamente scientifici:
Estetica, o teoria dell’Espressione;
Logica, o Espressione depurata di quanto soggettivo, e pertanto oggettiva e scientifica.
Pratica Utilitaria o Economica, secondo la quale si opera per quanto occorrente alla vita individuale e collettiva;
Pratica Etica o Morale o della Libertà, che consente agli uomini operare secondo l’intero svolgimento delle quattro distinte attività universali.

Le quali possono iniziare il loro distinto svolgimento da una di esse, ma poi operare secondo il necessario svolgimento l’una dell’altra, e così assicurare la loro completezza.

6 – Attività Estetica o dell’Espressione. Essa assorbe o esprime qualsiasi attività mediante la parola scritta, parlata, la danza e la mimica, la pittura, il disegno, la fotografica, la cinematografia, la televisione, e qualsiasi altro modo e forma particolare di ciascuna.
Si riparte in attività espressiva comune, quale si usa per i fabbisogni quotidiani di cose e contatti coi famigliari, sociali, nei rapporti di lavoro, in quelli occasionali o fortuiti, ad esempio per l’acquisto di un giornale, per prendere il caffè. E dipende dagli ambienti in cui si vive ed opera. La possibilità e opportunità di migliorare la precisione e finezza del proprio linguaggio.
Attività espressiva corrente; essa è costituita di una raggiunta e impiegata precisione e correttezza in una qualsiasi espressione, che consente il partecipare a scambi e formazioni professionali, sociali e culturali anche di buon livello.
Attività espressiva artistica, in cui si raggiunge un livello espressivo di elevata proprietà, perfezione accuratezza, quale si attende da un romanziere, un pittore, uno scultore, un oratore, un giornalista, un medico di famiglia, un tecnico esperto, un insegnante davvero capace e coscienzioso.
Attività poetica, che supera quella di finitezza artistica, che pur rimane la base indispensabile, con l’altezza e individualità, e quindi novità dell’ispirazione; nella quale si avverte completo e dominante l’apporto dell’intero svolgimento vitale, così da raggiungere e talora superare, l’universa trascendenza e originalità dell’espressione.
Nella prima stesura del suo romanzo Alessandro Manzoni si è dimostrato immaginoso, eccellente creatore di personaggi e situazioni, disegnatore di panorama e località, insomma ottimo romanziere; ma è nella terza stesura che ha raggiunto l’intensità, altezza, caratteristica individualità e insieme universalità dell’espressione dell’autentico poeta. E si pose a fianco di Tolstoi e del suo “Guerra e Pace”, Monpassant e i suoi Racconti, di Ilsen e i suoi Drammi e Tragedie.

7 – Attività Logica e Conoscitiva – L’espressione, col depurarsi dalla parte soggettiva diviene affatto oggettiva, e quindi effettiva conoscenza della realtà che costituisce l’Universo e il Cosmo, e inoltre come si sia formata la Vita sul nostro globo.
Noi, cioè, per poter conoscere le cose e gli esseri quali davvero sono, e così poterli sensatamente utilizzare o respingere secondo ci si presentino più o meno favorevoli o incerti o indifferenti o nocivi, li dobbiamo depurare delle parti soggettive, approssimative, alterative con cui li abbiamo considerati nella precedente fase iniziale.
Tanto più quando intendiamo conoscere e operare con volontà e finitezza scientifica. Ma purtroppo sappiamo che in questo periodo si va sempre più perdendo e dimenticando il rigore scientifico per conoscere ciò che veramente conta per l’utilizzo del conoscere.


8 – Attività pratica utilitaria o economica – Quando si teorizza il fine pratico reale e realistico, non va mai tralasciato, pena l’inettitudine singola e collettiva, di operare secondo la saggezza acquisita nelle predente sede logica e conoscitiva.
Invece assodata per le orecchiabili concezioni di Maxwell e di Einstein, ma affatto errato per l’assenza di osservazioni e riprove, nel mondo pratico, come è stato alfine constatato da teorie create dall’osservazione di tale mondo, col quale la teoria, per essere corretta e valida, dev’essere in constante raffronto.
Come avvenuto della Medicina, che alfine ha trionfato di fronte gravi epidemie e malattie, fino a poco tempo addietro difficili e in gran parte inguaribili. Ed ora sono le cellule staminali a destare ulteriori possibilità e speranze; verso le quali però ho continuato a raccomandare soprattutto due attenzioni: sulle ripetutamente provate e dimostrate idoneità di ciascuna loro origine ad essere utili e per quali mali e difetti, ed a non provocare danni ai portatori ai quali vengono intempestivamente sottratte.
Purtroppo non sempre, ed anzi si è fatto sempre più raro, che si passi dagli studi alla vita pratica secondo le proprie previsioni, preparazioni e preferenze. Tanto più che dove ancora poco tempo addietro bastava una preparazione scolastica media, si vanno sempre più richiedendo, per mansioni analoghe, studi universitari, provocando lo svilimento degli studi, e sempre maggiori tempi e costi per accedere a un lavoro anche modesto.
La vita pratica sembra farsi, pertanto sempre più difficile e male compensata: e ciò occorre sia ben riconosciuto da chi si ponga a studiarla per fini politici o giornalistici o sociali e culturali. Ma è anche vero che al presente i più diversi studi sono maggiormente accessibili, e sta alle famiglie adeguare gli studi agli stessi molteplici fabbisogni della società.

9 – Attività etica e morale – Essa è data dalla libertà, come da me precisata in apposito volume con questo titolo; e posseduta dalla concezione e pratica morale di Gesù, che ha compiuto la più grande rivoluzione, e con effetti più estesi a pro di tutti gli uomini.
Può apparire strano questo abbinamento, anche se più volte è stato riconosciuto che Gesù ha avuto per intento di liberare gli uomini di qualsiasi condizione economica e sociale dalla servitù agli interessi e intenti pratici e sociali, che loro impone limiti e sviamenti all’azione morale da lui praticata.
Inoltre pochi anni prima di morire il massimo filosofo del suo tempo ( a cavallo dell’800 e 900), ha scritto il saggio “Perché non possiamo non dirci cristiani”, che in quel tempo passò quasi inosservato, e per alcuni anni sono stato il solo a commentarlo e favorevolmente.
Purtroppo negli ultimi anni, sia il Papato, sia alcuni vescovi, hanno preso un atteggiamento contrario alla libertà, sostenendo che essa ha permesso il sorgere e diffondersi del materialismo di Carlo Marx e del socialismo e comunismo da lui ispirati. Non si è riconosciuto che questa distorsione, gravissima per i suoi effetti tra le popolazioni più arretrate, è stata facilitata dallo stato di miseria e ignoranza in cui erano state tenute le popolazioni italiane, specie dallo Stato della Chiesa, e dallo spezzettamento territoriale politico italiano.
Colgo perciò questa occasione per associare come pratica morale componente l’attività vitale umana, la libertà, non come libero arbitrio non tollerabile, ma come diritto equilibrato dal dovere, e perciò come stato di libertà reale quello equilibrato in tale modo dagli stessi principi cristiani, perché questi possano diffondersi a vantaggio, ed effettiva equità di tutte le genti.

 
     

home