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Capitolo 1
Dal
nucleare
l'energia più sicura e pulita
Capitolo 2
Vivere con le
radiazioni
Capitolo 3
L'incidente
di Cernobyl:
i danni maggiori vennero dai media
Capitolo 4
Le scorie
nucleari non rappresentano un rischio
Capitolo 5
Il
riprocessamento del combustibile nucleare
Capitolo 6
Le origini
aristocratiche dei movimenti verdi
Capitolo 8
Il WWF in Africa
Capitolo 9
Il mondo poco pacifico
di Greenpace
Appendice
Il rischio di cancro per
basse
dosi di
radiazioni
Una confutazione completa della "Linear no Threshold
Theory (LNT)"
Prof. Bernard L. Cohen
Una misura scientifica del
rischio nucleare
Prof. Bernard L. Cohen
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Vivere con le radiazioni
Introduzione
La misura del
rischio
Lo
scontro non accademico sulla "linear no
threshold teory
Come
il corpo umano reagisce a basse dosi di radiazioni
Cernobyl:
i danni più gravi furono quelli provocati dai media
Il caso del Radon
Note
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alla pubblicazione e alla diffusione delle prime
10.000 copie del libro L'opzione
nucleare, l'alternativa alla
"green economy".
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Introduzione
Dopo 30 anni di martellante campagna
antinucleare sui media nellimmaginario collettivo
cè la convinzione che qualunque tipo di radiazione
uccide, provoca il cancro e mutazioni spaventose negli
uomini, negli animali, nelle piante.
Ma cosa sono in realtà le radiazioni emesse dai
materiali radioattivi e quanto sono pericolose?
Queste radiazioni dette ionizzanti (1) consistono
in diversi tipi di particelle subatomiche: raggi gamma,
raggi x, raggi beta (elettroni), neutroni, e particelle
alfa. Queste particelle attraversano lo spazio ad alta
velocità,160.000 Km al secondo, penetrano nel corpo
umano in profondità e danneggiano le cellule di cui il
corpo è composto. Questo danneggiamento può causare un
cancro o può causare difetti genetici nella successiva
generazione di cellule.
Spiegando in questo modo gli effetti delle radiazioni
sembra che il pericolo sia molto grave e che una persona
colpita da una di queste particelle rischia parecchio.
Questo è il modo in cui generalmente vengono descritte
le radiazioni nucleari nei libri proposti dai movimenti
antinucleari. Non si spiega però che ogni persona
normalmente è colpita da tali particelle circa 15000
volte per ogni secondo della sua vita, e che è stato
così per tutti gli uomini che ci hanno preceduto e che
sarà cosi anche in futuro. Queste particelle, da cui
siamo colpiti 40 mila miliardi (4 1012) volte
durante la vita provengono da fonti naturali [1]. Lo
sviluppo della tecnologia ha quindi aggiunto altre fonti
come quelle dei raggi X per le diagnosi e le cure mediche,
le TAC etc. Una tipica schermografia con i raggi X ci
colpisce con le particelle che ci colpirebbero
naturalmente in un anno di vita, una TAC addirittura con
le particelle che ci colpirebbero in 10 anni.
Con tutte queste particelle che ci bombardano, come mai
non moriamo subito di cancro?
Come vedremo la probabilità che una di queste particelle
causi il cancro è molto bassa, circa 1 su 28 milioni di
miliardi: 1/28.000.000.000.000.000 (2) [2]
Ci sono inoltre altri agenti fisici, chimici, e biologici
che colpiscono le nostre cellule in modo più pericoloso,
è stimato che solo 1% dei casi di cancro mortale sono
causati dai 40 milioni di miliardi di particelle che ci
colpiscono, gli altri 99% dei casi sono dovuti ad altri
agenti , chimici, fisici e biologici che attaccano le
cellule.
Come puntualizzano gli esponenti delle campagne
antinucleari, ogni particelle che ci colpisce in più
rispetto al fondo naturale aumenta il rischio di cancro,
è bene quindi evitare tali radiazioni e non costruire
centrali nucleari. Le persone sono quindi indotte a
pensare che le radiazioni siano assolutamente da evitare.
Prendendoli in parola possiamo dire che ci sarebbero
molti modi più efficaci per evitare le radiazioni. E'
possibile ridurre del 10% le radiazioni che ci colpiscono
vivendo in case di legno invece che di cemento e mattoni
i quali contengono materiali radioattivi come Uranio,
Torio e Potassio. Volendo, ognuno potrebbe costruire uno
schermo di piombo intorno al proprio letto, riducendo
così del 20% le radiazioni che lo colpiscono durante la
notte, oppure evitare i raggi X dei dentisti e le TAC
negli ospedali, evitare viaggi in aereo o le vacanze in
montagna e tante alte cose. La vita è piena di rischi,
ogni volta che prendiamo un boccone di cibo possiamo
scatenare un processo chimico che porta al cancro, eppure
non possiamo fare a meno di mangiare. Ogni volta che
camminiamo o corriamo rischiamo un incidente ma ciò non
ci impedisce di camminare o correre. Ugualmente l'attitudine
corretta sarebbe quella di non preoccuparci di piccole
dosi di radiazioni oltre il fondo naturale.
La
misura del rischio
Non è possibile avere una comprensione
del problema delle radiazioni se non lo si affronta da un
punto di vista quantitativo. Se facciamo un discorso solo
qualitativo allora concludiamo che il nucleare non va
bene, ma anche il carbone e il petrolio non vanno bene
perchè producono un inquinamento che uccide le persone,
il gas peggio ancora perchè oltre che produrre
inquinamento uccide le persone con le esplosioni. Occorre
misurare questi rischi e la scienza ci aiuta a farlo.
Solo dopo possiamo trarre le conclusioni più adeguate
per le nostre scelte.
L'unità di misura del Sistema Internazionale (SI) per la
radiazione è il Siviert (Sv), è però ancora in uso il
rem, 100 rem = 1Sv (3). Un mrem (un millessimo di
rem) = un centomillesimo di Sv, di esposizione equivale,
per un corpo medio, ad essere colpiti da 7 miliardi di
particelle standard, il Sv tiene conto anche del tipo di
particella e della massa della persona. Per esempio un
adulto e un piccolo bambino che stanno vicini in un campo
di radiazioni ricevono lo stesso rischio e quindi la
stessa dose in mSv anche se l'adulto riceve molte più
particelle del bambino a causa della sua maggiore massa.
In genere si parla di basse dosi di radiazioni fino 10
rem= 0,1Sv. In tutti gli incidenti che si sono avuti e di
cui si sente parlare spesso alla televisione a causa del
malfunzionamento di impianti nucleari, oppure per il
materiale radioattivo fuoriuscito dai contenitori durante
il trasporto, sorgenti radioattive lasciate incustodite
etc., non si sono mai avute rilasci di radiazioni nell'ambiente
circostante maggiori di 5-10 millirem, in genere si
rimane intorno a 1 millirem. Nell'incidente di Three Mile
Island del 1979 , il più grande incidente avvenuto in
una centrale nucleare nel mondo occidentale (4), l'esposizione
dell'area circostante fu di 1.2 mrem .
Quanto è pericolosa una simile radiazione? Come sappiamo
la radiazione naturale di fondo ci colpisce dall'alto (raggi
cosmici) con 20 mrem all'anno, dal basso con i materiali
radioattivi sempre presenti nel terreno: Uranio,
Potassio, Torio, in tutto 20 mrem all'anno anno, da tutte
le altre parti con la radioattività sempre presente nei
materiali usati per le costruzioni, 10 millirem all'anno,
dall'interno del nostro stesso corpo, Potassio-40 e
Carbonio-14, 25 millirem all'anno, il totale da 85 -100
millirem all'anno. Inoltre possiamo aggiungere 80 mrem,
in media, per analisi e terapie mediche e 180 mrem, in
media, dalle radiazioni del gas radon presente
nelle case
Il totale per ogni abitante può arrivare facilmente a
più di 360 mrem all'anno in aree di montagna dove la
concentrazione di Uranio e di Torio è alta e l'altezza
comporta una maggiore esposizione a radiazioni cosmiche.
In alcune località, la radiazione di fondo raggiunge
valori molto alti come nelle zone ricche di sorgenti
termali e minerali. Nella città inglese di Bath [3] le
acque termali hanno un contenuto 1730 pCi (5) di
Radon per litro e sono considerate altamente benefiche
per molti disturbi. Tuttavia, l'EPA (US Enverimental
protection Agency) decretò che occorre prendere
provvedimenti quando il contenuto di Radon nell'acqua
potabile supera 4 pCi / litro. Gli antichi Romani, che
non conoscevano lEPA, costruirono a Bath un tempio
nell'anno 42 DC dedicato alla dea della sapienza e la
salute e nel 1742 gli inglesi vi costruirono il Royal
National Hospital per le malattie reumatiche. Anche oggi
è alto il numero persone che vanno a Bath e in altri centri termali,
malgrado le acque abbiamo una radioattività molto elevata, per
beneficiare dei loro effetti terapeutici mentre secondo gli argomenti
degli ecologisti queste acque dovrebbero costituire un grave pericolo.
Poiché il fondo di
radioattività naturale in Piazza S. Pietro a Roma (700 mren/anno) è più elevato di quello medio esistente oggi
nell'area interdetta di raggio 30 km che circonda la
centrale nucleare di Chernobyl, secondo gli ambientalisti la basilica di S. Pietro potrebbe essere
ritenuta più pericolosa di Chernobyl, il problema è
che il selciato di Piazza S. Pietro è costruito
con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene
torio, elemento naturalmente radioattivo. Come si deduce
facilmente dall'incidente tanto pubblicizzato di Three
Mile Island, le radiazioni assorbite dalla popolazione nell'area intorno
alla centrale nucleare sono state quelle che normalmente si ricevano in
4-5 giorni dal fondo naturale dell'ambiente in cui viviamo. La
radiazione di 1 rem è quanto si riceve osservando per un anno la
TV due ore al giorno.
Poiché ogni volta che si presentano questi dati
quantitativi gli ambientalisti rispondono che ogni dose
extra rispetto a quella naturale può causare un danno.
Noi rispondiamo che non è vero, per due ragioni.
La prima è che i numeri prima riportati sulla radiazione
naturale sono una media nazionale, negli USA in Colorado
e negli Stati delle montagne rocciose (Wyoming, New
Mexico, Utah) con un sottosuolo ricco di Uranio e
maggiormente esposti per l'altezza ai raggi cosmici si ha
una radiazione di fondo maggiore del 15 % rispetto a
stati come la Florida dove l'altitudine è minima e il
terreno è povero di sostanze radioattive. In Italia la
radioattività di fondo di Napoli è 3 volte quella di
Milano e quella di Roma è il doppio di Milano (6).
Essere esposti alle radiazioni dell'incidente di Three
Mile Island sarebbe l'equivalente quindi ad un viaggio di
pochi giorni da Milano a Roma o Napoli. In ogni caso
milioni di persone vivono normalmente a Napoli e la
percentuale di casi di cancro in questa città è nella
media nazionale. Nel Colorado addirittura i casi di
cancro sono il 35% sotto la media nazionale. Una chiara
indicazione che le basse dosi di radiazioni non sono un
importante fattore per il rischio di cancro. Escludendo
il Radon [4] si stima che solo l'1% dei casi di cancro
dipende dalle radiazioni ionizzanti che normalmente ci
colpiscono.
La seconda ragione è che il corpo umano possiede
meccanismi di difesa biologica molto potenti contro i
danni che provocano le basse dosi di radiazioni..
Lattività del sistema immunitario e altri sistemi
biologici sono costantemente attivati e riparano il DNA
delle cellule che come abbiamo visto sono colpite in ogni
istante da 15000 particelle al secondo. Come vedremo
molti studi e molte ricerche sono state fatte in questo
campo che dimostrano che basse dosi di radiazioni (sotto
i 0,1 SV) attivano il sistema immunologico
rendendolo più efficace nella difesa del corpo umano.
Una controversia è nata allinizio degli anni
80 negli Stati Uniti su queste ricerche. Scienziati
facenti parte delle organizzazioni antinucleari come H.
Caldicott, J. W. Gofman, E. J. Sternglass ed altri
sostennero lidea della cosiddetta linear
no-threshold theory, cioè che anche a basse dosi di
radiazioni si aveva linduzione di tumori e
malformazioni genetiche, un rischio calcolabile con una
estrapolazione lineare rispetto al rischio dovuto alle
alte dosi di radiazioni (sopra i 0,1 Sv), un rischio
quindi minore ma sempre importante secondo i sostenitori
di questa impostazione.
Lo
scontro non accademico sulla "linear no-threshold
theory
I principali esponenti della comunità scientifica legati
al Comitty for Nuclear Responsability
( www.ratical.org/radiation/CNR
) e alla Union of Concerned Scientists (UCS www.ucsusa.org )
negli USA, organizzazioni che si oppongono al nucleare,
sostennero allinizio degli anni 80 la teoria
che la soglia di radiazioni ionizzanti, al di sotto della
quale si supponeva non vi fossero rischi per chi vi era
esposto, non esisteva. Secondo questa impostazione per
quanto piccola fosse lesposizione non cè mai
rischio zero: se 1 Gy (100 Rad) di esposizione da un
rischio R, allora 0,01 Gy di esposizione da un rischio R/100
e successivamente 0,00001Gy da un rischio R/10000 e cosi
via. Questa è chiamata la linear no-threshold
theory(LNT). La comunità scientifica, in
primis quella USA, non ha mai accettato questa
impostazione. Nel 2001 i 600 scienziati della Helth
Physic Society, la principale associazione americana
degli operatori di radiologica, fecero un documento in
cui si affermava che sotto i 10 rad il rischio di
cancro era troppo basso da essere osservato.
Cè da rilevare che non si tratta di una semplice
disputa accademica. La teoria del LNT è stata usata
negli ultimi 20 anni dai movimenti ambientalisti e
antinucleari per terrorizzare le popolazioni di tutto il
mondo. Il suo funzionamento è semplice, ad ogni minima
dose di radiazione assorbita in aggiunta al fondo
naturale viene associata una quantità extra di casi di
cancro e di morti previsti in futuro nella popolazione
esposta. Se poi la quantità extra di radiazione
assorbita raddoppia essa produrrà una quantità di casi
di cancro e di morti doppia, e così è pure per la
stessa dose assorbita da una popolazione doppia. Si può
immaginare il forte impatto che simili dati hanno sulla
popolazione, specialmente se sono forniti da autorità
governative e usati da stampa e TV alla ricerca di scoop
giornalistici. Ogni piccola radiazione, anche molto
minore delle radiazioni di fondo a cui normalmente si è
esposti diventa una "bomba atomica sporca",
vengono previsti per gli anni futuri migliaia di casi di
cancro e morti. Da considerare poi che anche piccolissime
dosi di radiazioni, assorbite però da una grande
quantità di popolazione portano ugualmente a calcolare
un gigantesco numero di casi. Un strumento di propaganda
fortissimo nelle mani dei movimenti ambientalisti di cui
si e fatto pieno uso nei media e nella propaganda in
generale dei movimenti antinucleari. Si ricordi a
questo proposito il rapporto di Greenpace del 2006, in
questo rapporto, ripreso dai media di tutto il mondo, a
causa dell'incidente di Cernobyl venivano previsti 6
milioni di casi mortali di cancro in più nelle
popolazioni dei paesi esposti (praticamente tutta l'Europa).
Uno dei primi a formulare la linear no-threshold
theory (LNT) fu il Prof Jhon Gofman, docente di
Biologia Molecolare e Cellulare all'Università di
Berkely in California e fondatore della Divisione di
Ricerche Biomediche del Livermore National Laboratory, e
Presidente, dal 1971, del Comitty for Nuclear
Responsability di San Fracisco unassociazione
contro il nucleare. I libri del Prof. Gofman, che è
morto nel 2007, sullincidente di Three Myle Island
(1979) e di Chenobyl (1986) ne hanno fatto una figura
guida del movimento antinucleare negli Stati Uniti e nel
mondo.
Inizialmente il Dipartment of Energy (DOE) degli USA
rifiutò questa concezione non perchè, dice Gofman in
unintervista, il DOE fosse convito del contrario ma
perchè era "sconveniente". Nel 2001 il
National Council on Radiation Protection and Measurements,
un istituto promosso dal Congresso degli Stati Uniti
abbracciò la teoria del LNT e, nel 2004, lUnited
States National Research Council un organo della National
Academy of Sciences USA la appoggiò.
Come abbiamo prima riferito, malgrado queste prese di
posizioni la teoria del "linear no-threshold
theory", non è mai stata accettata pienamente
dalla comunità scientifica internazionale. Infatti sul
National Association of Sciences Biological Effects of
Ionizing Radiation Report degli USA, NAS BEIR VII del
2006 si legge "In conclusione possiamo dire che ci
sono forti dubbi sulla validità della linear no-threshold
theory" nel valutare il rischio di cancro derivato
da esposizioni a dosi < di 100 mSv e anche per dosi
< di 10 mSv. La LNT può essere usata come uno
strumento pratico per fissare le regole di
radioprotezione solo per dosi sopra i 10 mSv, ma non è
basata su chiari concetti di scientifici di biologia, non
può essere usata senza precauzioni estrapolando i rischi
per dosi < di 10 mSv, specialmente per formulare
direttive sugli operatori di radiologia come è stato
fatto nelle direttive europee 9 - 43". Anche l'American
Nuclear Society prese posizione nel 2001 affermando
"che non vi erano sufficienti evidenze scientifiche
per affermare che la teoria della LNT fosse corretta".
Anche la Health Physics Society affermò ufficialmente
nel gennaio 1996 che "secondo le attuali conoscenze
sulle radiazioni si raccomanda di non fare stime
quantitative sui rischi dell'esposizione alle radiazioni
per dosi individuali inferiori ai 5 rem annuali o 10 rem
per tutto il periodo di vita in aggiunta alla radiazioni
di fondo assorbibile. I rischi in questo caso sono
strettamente qualitativi con la possibilità che gli
effetti siano zero. C'è attualmente una evidenza
incontestabile che sotto i 10 rem di radiazioni annuali i
rischi siano troppo bassi da essere apprezzati".
In Francia l'Académie des Sciences e l'Académie
nationale de Médecine pubblicarono nel 2005 un documento
in cui si rifiutava decisamente la teoria della LNT, in
Francia in tutte le direttive governative si è stabilita
una soglia minima di radiazioni ionizzanti che, come
dicono, azzera i rischi. Diversi scienziati
di fama hanno scritto articoli pubblicati dalle maggiori
riviste scientifiche contro la teoria del LNT. Ne citiamo
alcuni come il Prof. John Sasso e il Dr Micheal Rapacholi
della World Health Organization e il Prof. Bernard Cohen
dell'Università di Pittsburgh. Il Prof. L.B. Choen ha
spiegato nei suoi innumerevoli scritti che il corpo umano
non funziona secondo la linear no-threshold
theory. Secondo Cohen è sbagliata
lassunzione di base per cui anche una singola
particella di radiazione ionizzante che colpisce una
singola molecola di DNA nel nucleo di una singola cellula
può iniziare un cancro e tale rischio può essere
apprezzato e calcolato. Secondo Cohen la teoria LNT non
considera che esistono meccanismi di difesa del corpo
umano che prevengono questi eventi iniziali che portano
al cancro. Anzi questi meccanismi di difesa sono proprio
stimolati da basse dosi di radiazioni.
Riportiamo di seguito alcune parti dello scritto del
Prof. B.Cohen "The Cancer Risk from Low Level
Radiation" del 2006. (Testo Completo)
Come il corpo umano reagisce alle basse
dosi di radiazioni
Prof. Bernard L. Cohen,
Dept. of Physics, University of Pittsburgh,
Pittsburgh, PA 15260
Telephone: (412)624-9245 , Fax: (412)624-9163, e-mail:
blc@pitt.edu
Il nostro corpo produce enzimi che riparano il
DNA con unefficienza del 99,99 % per una
singola rottura del DNA e del 90 % per una doppia
rottura del DNA della stessa cellula. Bassi
livelli di radiazioni stimolano il corpo umano a
produrre questi enzimi. L'assorbimento di un
basso livello di radiazioni, in pratica, stimola
il sistema immunitario a prevenire le mutazioni
che provocano il cancro, un alto livello di
radiazioni lo deprime. Molti tipi di tumori sono
iniziati da agenti chimici ossidanti che
penetrano nella cellula e esistono processi che
eliminano tali sostanze dalle cellule. E
stato dimostrato che l'assorbimento di basse dosi
di radiazioni favorisce questa eliminazione.
Basse dosi di radiazioni inoltre allungano il
tempo nel ciclo della cellula tra una mitosi e la
successiva dando così più tempo agli enzimi
per riparare una cellula colpita.
I danneggiamenti naturali dovuti agli agenti
chimici e termici sulle nostre cellule avvengono
in grande quantità: circa 1 milione al giorno.
Solo 1 danneggiamento per cellula al giorno però
sfugge alle riparazioni e può produrre un cancro.
Una dose di 10 rem (0.1 Sv la massima nel campo
delle basse dosi di radiazioni) si stima possa
causare non più di 0,004 mutazioni a lungo
termine per cellula al giorno, una quantità
minima che si aggiunge a quella precedente.
Considerando questi fatti possiamo dire che le
radiazioni a basse dosi non sono il fattore
determinante negli eventi iniziali che portano al
cancro. Anzi leffetto principale dell'assorbimento
di basse dosi di radiazioni è quello di
stimolare i meccanismi di difesa contro linsorgere
del cancro.
Noi viviamo in un mondo naturalmente pieno di
radiazioni ionizzanti, lumanità è nata e
è tuttora immersa in un mare di radioattività.
La dose assorbita mediamente dal corpo umano in
un anno è di circa 2,4 milliSv Tuttavia
non subiamo alcun danno apparente da questo
bombardamento incessante. Anzi fino a quando non
furono inventati strumenti adeguati, le
radiazioni erano ignorate.
Risposta adattativa
Ci sono molti esempi su come bassi livelli di
radiazioni possono rafforzare i meccanismi di
difesa biologica. Poiché un cancro parte sempre
dal danneggiamento genetico del nucleo di una
cellula, un tipo di danneggiamento studiato a
lungo, è quello dellaberrazione o
mutazione cromosomica, un'alterazione nella
struttura dei cromosomi. Queste alterazioni
normalmente sono una conseguenza di un errore
durante la divisione cellulare e da tempo è
riconosciuto il fatto che una alta dose di
radiazione aumenta queste aberrazioni. Studi
fatti da (Shadley e Dei, 1992-1993) Tabella 1, mostrano
che il numero delle aberrazioni cromosomiche
causate da una alta dose di radiazione viene
ridotto in modo significativo se poche ore prima
le cellule sono irradiate con una bassa dose di
radiazioni. In un esperimento (Cai e Liu,1994) è
riportato che esponendo cellule di topo a 65 cGy
(1cGy=10-2Gy = 1 rad) si provocano
aberrazioni cromosomiche sul 38% delle cellule
del midollo osseo e sul 12,6% degli spermatozoi.
Se tale esposizione viene preceduta tre ore prima
da una esposizione di 0,1 cGy la percentuale di
aberrazioni si riduce del 19% e del 8,4 %
rispettivamente.
Molti esperimenti di questo tipo sia in vivo che
in vitro sono riportati nella letteratura
scientifica e sono spiegati con il risultato
della stimolazione della produzione di enzimi
riparatori delle cellule da parte delle basse
dosi di radiazioni.
Questo fenomeno è anche chiamato risposta
adattativa. Il corpo si adatta agli effetti
delle radiazioni sviluppando una risposta
protettiva.
Esponendo infatti sia i linfociti dei
residenti in unarea con unalta
radiazione di fondo (1cGy/anno) che quelli
relativi ad una popolazione di unarea con
una radiazione di fondo normale (0,1cGy/anno) a
una radiazione di 1,5 cGy (150 rad) si osserva
che la frequenza delle aberrazioni cromosomiche
risulta essere minore in quelli del primo gruppo,
0,098 ± 0.012 per cellula rispetto a
quella del secondo gruppo, 0,176±0,017 per
cellula (Chiassi-Nejad, M. Mortasavi SMT,
Cameron JR, Niroomand RadA, Karam PA. 1993). Una
differenza causata dalla risposta adattativa
indotta dalle radiazioni presenti nellarea
con una maggiore radiazione di fondo.
In uno studio sulle cellule umane linfoblastoidi
(Coleman et al,. 2005), fu investigato il
processo della risposta adattativa. Le cellule
furono irradiate con una dose di 0.05 Sv che fu
fatta seguire da una dose di 2Sv, la riposta
adattativa fu misurata dalla riduzione delle
aberrazioni dei cromosomi.. Lo scopo era quello
di identificare i geni implicati nella riposta
adattativa e determinare come i loro stadi di
attivazione fossero determinati dalla bassa
radiazione iniziale. 143 geni furono attivati
dalla dose iniziale, l'attivazione di tali geni
era regolata in modalità up per la
sintesi delle proteine, un fattore chiave per la
riparazione del DNA, e regolata in modalità
down per il metabolismo cellulare,
probabilmente per conservare le risorse da
devolvere alla riparazione del DNA. Molti geni
associati alla riparazione del DNA, alla risposta
allo stress, al controllo del ciclo delle cellule
e allapoptosi furono attivati dalla bassa
radiazione iniziale. Le caratteristiche di questo
processo sono sembrate molto complesse e, il
processo attivato dalle basse dosi di radiazioni
opera infatto in diverse direzioni. Per esempio
il gene TP53 che può agire o come promotore o
come soppressore di un tumore svolge un ruolo
importante anche se ancora non ben definito.
In un altro esperimento in vitro è stato trovato
che lesposizione di linfociti a 300cGy di
raggi X induce una frequenza di mutazioni
genetiche di 15,5 10-6 per hprt (hypoxanthine-guanine
phosphoribosyltransferase ), ma se questa
esposizione è preceduta di 10 ore da
unesposizione di 1cGy la frequenza si
riduce a 5,2 10-6 (Kelsey KT,
Memisoglu A, Frenkel A, and Liber HL,1991)
In un esperimento in vivo è stato trovato che la
percentuale di mutazioni letali dovute ad una
esposizione di drosophila femmina (moscerino
della frutta) di 200 cGy di raggi X era
ridotta notevolmente se preceduta da una dose di
2cGy. Per i ceppi diversi di drosophila e
differenti livelli di maturità dellovocita
le percentuali andavano dal 42 al 27%, dall11
al 4,5%, dal 40 al 36%, dal 32 al 12,5%, dal 42
al 30 %, dal 51 al 22%. (Fritz-Niggli H and
Schaeppi-Buechi 1991).
E stata studiata una tecnica per osservare
come il corpo umano ripara il DNA danneggiato.
Tali ricerche mostrano che facendo precedere a
unesposizione di 2 Gy di radiazioni gamma
una radiazione si 0,25 Gy (12) , 4 ore prima, il
tempo di riparazione del DNA passa da 100 a 50
minuti, una riduzione del 50%. Figura 1
Sono stati fatti anche studi sugli effetti delle
basse radiazioni sugli ossidanti che normalmente
causano le mutazioni del DNA che portano al
cancro e sugli agenti antiossidanti che eliminano
questi agenti ossidanti dalle cellule. Uno studio
sulle cellule dei ratti indica che 50 cGy di
raggi X aumenta la quantità degli antiossidanti
(superossido dismutasi) di circa il 25 % e fa
diminuire la quantità di perossido lipidico (sostanza
ossidata della cellula) del 20% (Yamaoka K, 1991).
Dai dati discussi si potrebbe arguire che la
risposta adattativa a basse dose di radiazioni è
solo in grado di proteggere da alte dosi di
radiazioni successivamente somministrate. Ci sono
dati però che dimostrano che tale risposta è
efficace anche contro la formazione spontanea di
un tumore da parte di cellule con una
predisposizione a tale trasformazione. In uno
studio (Azzam 1996) è stato mostrato che
esponendo cellule di topo C3H 10T1/2 a basse dosi
di radiazioni, il giorno dopo si riscontrava una
riduzione della formazione spontanea di
trasformazioni neoplastiche del 78%. In un
esperimento simile con le HeLa (cellule umane
immortalizzate usate nella ricerca) (Redpath 1998),
la riduzione fu del 55%.
E stata sollevata anche la questione su
quanto a lungo la risposta adattava persiste dopo
un irraggiamento a basse dosi. In un esperimento
in vivo (Zaichkina et al., 2003) è stato
misurato il danneggiamento dei cromosomi nelle
cellule del midollo osseo dei topi dopo un
irraggiamento a dosi molto alte. Una parte
delle cellule era stata irraggiata
precedentemente con una bassa dose di radiazioni,
0,1 e 0,2 Gy, la parte rimanente delle
cellule non era stata invece precedentemente
irraggiata. E stata verificata in
questo caso una risposta adattativa efficace dopo
1, 3, 6, 9. e 12 mesi. Una certa protezione
contro linsorgere di tumori spontanei era
riscontrabile inoltre anche dopo 20 mesi.
Il funzionamento della risposta adattativa contro
linsorgere spontaneo del cancro può essere
compreso dagli effetti che hanno le basse dosi di
radiazioni sugli agenti chimici ossidanti (ROS).
I ROS sono la causa dominante dei cancri
spontanei che iniziano con un danneggiamento del
DNA; riducendo la quantità di ROS e aumentando
la quantità degli agenti antiossidanti SOD, che
eliminano i ROS dalle cellule, si ottiene una
protezione contro linsorgere spontaneo dei
tumori. I risultati di uno studio sulle cellule
dei topi (Yamaoka 1991) sono mostrati nella Figura 2.
Si può constatare che 50 cGy di raggi X fanno
diminuire la quantità di perossido lipidico
ossidante (ROS)del 20 % e aumentare la quantità
di antiossidanti SOD del 25 %. Questi effetti
benefici sono apprezzabili per irraggiamenti a
basse dosi fino a 100cGy. Altri studi simili sono
riassunti nei rapporti di (Yamaoka) del 1991 e (Yukawa
ed al) del 2005.
Stimolazione del sistema immunitario
Gli effetti delle basse dosi di radiazioni sul
sistema immunitario sono rilevanti. Il sistema
immunitario distrugge le cellule che nella mitosi
(riproduzione cellulare) mantengono il
danneggiamento del DNA, prevenendo in questo modo
l'insorgere dei tumori. In un lavoro di (Liu SJ,
1992) sono riportate le risposte del sistema
immunitario Tabella 2,
dove si può vedere che tale risposta aumenta a
basse dosi di radiazioni almeno fino a 7,5 cSv.
In un lavoro del 1992 di (Makinodan T, 1992) Figura 3
si sono avuti aumenti della risposta immunologia
dell80% in vitro e del 40% in vivo a 20 cGy
e una rapido decremento di questa, ben al disotto
delle cellule non irradiate, per dosi di 60cGy.
In un lavoro successivo (Liu SJ, 2003) sono stati
analizzati ben 52 parametri della risposta
immunologia irraggiando a 10 livelli diversi il
corpo di un topo per determinare la relazione tra
due gruppi diversi di parametri e
lirraggiamento. Il primo gruppo includeva i
20 parametri che portano alla diminuzione
dellattività del sistema immunitario (parte
superiore della Figura 4),
il secondo gruppo comprendeva i 32 parametri che
portano allaumento dellattività del
sistema immunitario (parte inferiore della Figura 4).
Si può constatare che l'assorbimento di basse
dosi di radiazioni regolano verso il basso i
parametri che indicano la diminuzione
dellattività del sistema immunitario e
verso lalto i parametri che indicano un
aumento della riposta immunitaria. In entrambi i
casi questi effetti sono rovesciati da un
irraggiamento ad alte dosi di radiazioni
ionizzanti. Il risultato è che basse dosi di
radiazioni aumentano la risposta immunitaria e
alte dosi la fanno diminuire, in accordo con i
grafici della Figura
3.
Contrariamente a quanto afferma la teoria LNT,
secondo la quale il rischio di cancro dipende
solo dalla dose totale assorbita, gli effetti sul
sistema immunitario sono molto diversi se la
stessa dose è assorbita a un basso tasso (velocemente)
o a un tasso minore (lentamente).
In uno studio sugli indicatori della risposta
immunologia all'irraggiamento di diversi ceppi di
topi (Ina and Sakai 2005), irradiando
lintero corpo con 1,2 mGy per un'ora si è
avuta una stimolazione della risposta del sistema
immunitario, Figura 5.
La stessa dose di radiazioni data ad un tasso
più alto ha avuto un effetto opposto.
Ulteriori informazioni sulla dipendenza dal tasso
di radiazione assorbita sono state riportate in
uno studio sul linfoma timico dei topi (Ina et al
2005). Alte dosi di 7.2Gy velocemente assorbite
inducevano tumori nel 90 % dei topi. Se
invece i topi venivano esposti a
radiazioni ad un tasso di 1,2mGy all'ora per 285
giorni (che fanno in totale 7.2Gy, uguale alla
dose precedente), e successivamente veniva loro
somministrata la dose massiccia di 7.2Gy,
solo il 43% dei topi sviluppava tumori. Questo
può essere considerato come un caso estremo di
risposta adattativa. La dose iniziale a basso
tasso in realtà raddoppia la dose totale perché
si aggiunge a quella che viene data in seguito ad
un tasso più alto. Quasi tutti gli indicatori di
una risposta immunitaria positiva venivano
aumentati dallirraggiamento a basse dosi, e
a basso tasso, su tutto il corpo dei topi.
Il sistema immunitario si oppone al cancro e alle
metastasi. In uno studio effettuato inserendo
cellule tumorali nellinguine di un topo,
osservando landamento delle metastasi (Sakamoto
1997) si è constatato che le metastasi nel
polmone si riducevano praticamente della metà
irraggiando il corpo totale del topo con 16-20cGy
per 15 giorni dopo linserimento delle
cellule maligne. Al contrario irraggiando con 50
cGy si riduceva la risposta immunitario e le
metastasi aumentavano
Figura
6.
In uno studio sui topi (Hashimoto 1999) ) fu
mostrato che lirraggiamento del corpo
totale, ma non dei tessuti tumorali, con basse
dosi di radiazioni riduceva il tasso di crescita
delle metastasi e aumentava linfiltrazione
nel tumore di agenti del sistema immunitario (Makinodan
and James 1990. Tale irraggiamento riduceva
inoltre anche la grandezza del tumore (Hashimoto
1999) (Makinodan and James 1990).
Tabella
1 Effetti della preesposizione a
5cGy su due tipi di abberrazioni di
cromosomi delle cellule dei linfociti
umani indotte da dosi di 400cGy 6 ore
dopo (Shadley 1992)
| |
dicentrics &
rings
|
deletions
|
|
|
|
donor
|
400 cGy
|
(5 + 400) cGy
|
400 cGy
|
(5+400)cGy
|
|
|
1"
|
136
|
92
|
52
|
51
|
|
|
2"
|
178
|
120
|
62
|
46
|
|
|
3"
|
79
|
50
|
39
|
15
|
|
|
4"
|
172
|
42
|
46
|
34
|
|
|
5"
|
134
|
106
|
58
|
41
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
| |
Tabella
2: Effetti della
radiazione sulla risposta immunologica.
Le differenti colonne mostrano la
risposta del sistema immunologico di
cavie (topi) esposte alle radiazioni di 2,5;
5 e 7,5 cGy, in percentuale rispetto a
cavie (topi) non esposte a radiazioni (Liu
1992)
PFC
= plaque forming cell; MLC = mixed
lymphocyte culture, used as test of
T-cell function; Con A = concanavalin-A,
lectin that stimulates T-lymphocytes; NK
= natural killer cells which recognize
and kill tumor cells; ADCC = anti-body
dependent cell mediated cytotoxicity,
which assists NK activity.
Test
|
2,5cGy
|
5cGy
|
7.5cGy
|
|
PFC Reaction
|
110
|
143
|
174
|
|
MLC Reaction
|
109
|
133
|
122
|
|
Reaction to Con A
|
191
|
155
|
530
|
|
NK activity
|
112
|
109
|
119
|
|
ADCC Activity
|
109
|
128
|
132
|
|
| |
|
|
|
|
|
Tabella 3. Morti per
leucemia Studio dell'International Association
for Research on Cancer (IARC) (Cardis 1995). La
colonna finale riporta il rapporto tra casi
osservati /casi aspettati (O/E)
| Dose (cSv) |
Observed |
Expected |
O/E |
|
| 0-1 |
72 |
75.7 |
0.95 |
|
| 1-2 |
23 |
21.2 |
1.08 |
|
| 2-5 |
20 |
21.8 |
0.92 |
|
| 5-10 |
12 |
11.3 |
1.06 |
|
| 10-20 |
9 |
7.8 |
1.15 |
|
| 20-40 |
4 |
5.5 |
0.73 |
|
| >40 |
6 |
2.6 |
2.3 |
|
|
Cernobyl:
i danni più gravi furono quelli provocati dai media
Nel mese di aprile 1986, quando le nuvole contenenti
radioattività proveniente dallincidente alla
centrale nucleare di Cernobyl in Ucraina giunsero in
occidente. La popolazione fu informata sulla quantità di
radioattività (in picocuries) contenuta nelle nuvole. Ma
non fu spiegato che tale radioattività era bassissima,
che una persona avrebbe dovuto bere 250.000 litri di
acqua piovana di queste nuvole in un sol giorno per
ricevere la stessa quantità di radiazioni che si
ricevono normalmente sottoponendosi a una analisi per la
tiroide. (nota)
In quella occasione Greenpeace e molti altri gruppi
ambientalisti, terrorizzarono la popolazione mondiale con
la paura di malattie terribili, la leucemia e altri tipi
di tumori, causati da bassissime dosi di radiazioni
irradiate su una popolazione molto vasta. La dose di
radiazioni delle polveri di Chernobyl ricevute dagli
abitanti dei paesi europei durante il primo anno dopo l'incidente
del 1986 è stato 0,045 mSv. Si tratta di una dose
bassissima, calcolando però il rischio di cancro indotto
sull'intera popolazione europea con la teoria LNT risulta
un aumento di 6 milioni di casi cancro, peggio della
peste del 1500 (Rapporto di Greenpace su Cernobyl, aprile
2006).
In Italia con il referendum che fu fatto subito dopo si
bloccò del tutto la costruzione di nuove centrali
nucleari e lutilizzo di quelle esistenti. In
Germania e negli USA fu bloccata la costruzione di nuove
centrali.
Il Prof. Zbigniew Jaworowski, che è stato Presidente
dellUnited Nations Scientific Committee on the
Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR) e membro del
Committee of EFN (Environmentalists For Nuclear Energy) ,
ha scritto un articolo sullincidete di Cernobyl per
denunciare lallarmismo esagerato che ancora viene
sollevato su questo incidente e i suoi effetti. Secondo
Jaworowski il danno maggiore fatto alle popolazioni che
vivono nelle zone prossime alla centrale di Cernobyl è
stato fatto proprio dallisteria suscitata da questo
eccessivo allarmismo. Di seguito
riportiamo larticolo.
Cernobyl: i danni più gravi vennero dai
media
Prof. Zbigniew Jaworowski, il
Prof. Jaworowski è stato
Presidente dellUnited Nations Scientific
Committee on the Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR)
e membro del Committee of EFN (Environmentalists
For Nuclear Energy) - www.ecolo.org
Dieci giorni dopo che il reattore nucleare di
Cernobyl era saltato in aria per l'eplosione di
idrogeno e la pressione del vapore, il nucleo del
reattore che stava fondendo spontaneamente si
fermò. Il dramma di questa catastrofe è però
ancora vivo, alimentato dai media, dai politici,
gli ambientalisti e quanti hanno sfruttato e
sfruttano tale incidente per una violenta
campagna antinucleare.
Grandi quantità di radioattività furono immesse
nellatmosfera durante lesplosione, ma
questa è stata lo 0,5% di tutti i test nucleari
effettuati negli ultimi decenni,
Da queste esplosioni di prova, la più alta dose
di radiazione ricevuta dalla popolazione mondiale
è stata nel 1963 di 0,113 millisievert (UNSCEAR
2000). In confronto, la dose di radiazioni delle
polveri di Chernobyl ricevute dagli abitanti
dellemisfero Nord, durante il primo anno
dopo l'incidente del 1986, è stato 0,045 mSv,
che è inferiore al 2 per cento della media annua
naturale dose (2,4 mSv / anno 249 mrem/anno)
(UNSCEAR 1988)
Sappiamo che non sono mai stati individuati
effetti nocivi per la salute in aree con elevato
fondo naturale di radiazioni. Piuttosto il
contrario: Negli Stati Uniti e in Cina, l'incidenza
di tumori è inferiore nelle regioni con più
elevato tasso di radiazioni naturali rispetto
alle zone di bassa di radiazioni naturali. (Frigerio
et al. 1973; Frigerio e Stowe 1976; Wei 1990).
Oltre ai 28 morti tra i lavoratori della centrale
a causa delle alte dosi di radiazioni, e tre
decessi dovuti ad altri motivi (il Forum delle
Nazioni Unite di Chernobyl ha affermato che i
morti sono stati "meno di 50",
aggiungendo anche alcuni decessi avvenuti in
seguito a cause non connesse alle radiazioni,
come la tubercolosi polmonare, attacchi cardiaci,
incidenti d'auto.
In termini di perdite umane, l'incidente della
centrale nucleare di Cernobyl è stato un evento
minore, rispetto a molte altre catastrofi
industriali. Ricordiamo che nel 1984, circa 20.000
persone perirono dopo un'esplosione in una
fabbrica di pesticidi di Bhopal, India. Nel 1975,
ci fu un crollo della diga sul Banqiao Ru, un
fiume cinese, che causò 230.000 morti. Se
consideriamo gli incidenti legati alla produzione
di energia, i morti di Chernobyl inferiori a
quelli causati in Italia dalle continue
esplosioni di case a causa del gas metano, per
non parlare delle milizia di morte per il
disastro della diga del Vajont.
Il tasso di mortalità dei sopravvissuti al
momento acuto delle radiazioni è al 1,09%, era
di gran lunga inferiore al tasso di mortalità di
1,4%, per la popolazione della Bielorussia di 1,38%
della Russia, e di 1,65% dell'Ucraina. La
conseguenza più negativa sulla della catastrofe
di Chernobyl per i circa cinque milioni di
persone che vivono nelle regioni contaminate è
stata la paura irrazionale delle radiazioni,
aggravata da errate decisioni amministrative.
Secondo Leonid A. Ilyin Accademico, e principale
autorità russa in materia di radioprotezione, il
trasferimento di massa della popolazione fu
attuato dal governo sovietico sotto la pressione
dei populisti, gli ecologisti e di auto-nominato
"specialisti", contro il parere dei
migliori scienziati sovietici,
Ci sono state da 100.000 a 200.000 gravidanze
interrotto subite dopo l'incidente si Cernobyl in
Europa occidentale, dove i medici erroneamente
informavano le pazienti che le radiazioni di
Chernobyl mettevano a rischio la salute dei
bambini non ancora nati. Nel 2000 il Comitato
scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti
delle radiazioni atomiche (UNSCEAR), il più
autorevole organismo su questi temi, e nel 2006
anche il Forum delle Nazioni Unite su Chernobyl,
ha dichiarato che, eccezion fatta per i tumori
della tiroide, nelle zone che non sono state
altamente contaminate l'incidenza di leucemia e
tumori solidi non è aumentata. E stato
rilevato un aumento dei tumori della tiroide,
credo però che la scoperta è causata da un
effetto di screening. In condizioni normali nella
popolazioni vi è una forte incidenza di casi
"sconosciuti" di cancro della tiroide (che
non ha sintomi clinici), questo fenomeno è stato
stimato che abbassa le percentuali di questo
cancro del 28% in Giappone e il 35% in Finlandia.
Dopo l'incidente più del 90% dei bambini nelle
zone contaminate è stato sottoposto a test per
il cancro alla tiroide e tale screening ha
portato a fatto emergere casi sconosciuti di
cancro alla tiroide.
Sorprendenti sono i dati raccolti dal UNSCEAR e
dal Forum che riportano una riduzione che va dal
15% al 30% di decessi per il cancro tra i
lavoratori che hanno operato durante lemergenza
dellincidente di Cernobyl e la riduzione
del 5% di incidenza dei tumori solidi tra la
gente del distretto di Bryansk (il più
contaminato in Russia. Nella maggior parte di
questo gruppo di persone (irradiati con una dose
media di 40 mSv) il deficit di incidenza del
cancro è stata del 17%. Anche l'incidenza di
patologie ereditarie non è aumentata.
Questi dati epidemiologici devono essere
utilizzati come base per una corretta proiezione
realistica del futuro stato di salute di milioni
di persone ufficialmente denominate "vittime
di Chernobyl", piuttosto che utilizzare
proiezioni derivate dalla teoria della Linear no
threshod teory LNT sulla relazione tra dose
assorbita e incidenza dei tumori
Come sappiamo la teoria LNT afferma che anche a
basse dosi di radiazioni si producono tumori e
malattie ereditarie. Tale teoria è stata
utilizzata utilizzata estesamente nel caso
dellincidente di Cernobyl, il Forum stima
da 4000 a 9336 i decessi per cancro tra le
persone che hanno ricevuto dosi di radiazione
molto bassa, inferiore a quella che normalmente
ricevono persone che vivono in molte regioni del
mondo. Greenpeace è il gruppo che più ha
utilizzato la teoria LNT nella sua propaganda,
nella sua relazione del mese di aprile 2006 ha
presentato una stima per il futuro di sei milioni
di morti per cancro a causa dellincidente
di Cernobyl. Il Dr. Lauriston Taylor, Presidente
del U.S. National Council on Radiological
Protection and Measurements ha definito queste
stime una modo "profondamente immorale di
come si usa il nostro patrimonio scientifico".
Le conclusioni del rapporto dellUNSCEAR
sono che le persone che vivono in regioni
contaminate della Bielorussia, Russia e Ucraina
"non devono vivere nella paura di gravi
conseguenze per la salute", e che "in
generale prevalgono prospettive positive per il
futuro stato di salute della maggior parte delle
persone". Nei secoli a venire, l'incidente
di Cernobyl sarà ricordata come la prova che
anche nel caso del peggiore incidente
determinatosi l'energia nucleare si è rivelata
un modo sicuro per la produzione di energia.
|
Per basse dosi di radiazioni di esposizione annuale
aggiuntive oltre il fondo naturale (sicuramente per meno
di 10 rem) [5] vi è una forte correlazione positiva tra
i livelli di radiazioni e longevità, fertilità,
resistenza alle malattie e bassa incidenza di tumori. Le
cellule degli organismi viventi si sono evolute, fin dall'inizio,
in un mondo altamente radioattivo e hanno sviluppato una
notevole capacità di riparare i danni causati dalla
radioattività e a sfruttarla loro vantaggio. D'altro
canto la maggior parte degli impatti di particelle
radioattive con le cellule causa la loro morte e queste
quindi non mutano e si replicano formando tumori e
malformazioni genetiche. Non vogliamo qui affermare che
alte dosi di radiazioni non siano pericolose e ciò
comprende anche la radioattività naturale. Come però è
noto in medicina fin dai tempi di Paracelso (1550): è la
dose che fa il pericolo. Come in ogni altro tipo di
veleno. Una dose consistente di radiazioni uccide, una
molto minore può avere invece effetti benefici e
curativi.
Praticamente fino a 100.000 millirem allanno non si
determinano danni rilevanti sugli organismi viventi. Il
cancro si sviluppa con una certa probabilità (50%) nei
casi in cui l'esposizione è di 300.000 millirem
allanno.
Il caso del Radon
Ultimamente, il Radon ha ricevuto molta attenzione da
parte della stampa sempre in cerca di eventi
sensazionali. Dopo la scoperta della radioattività,
il Radon è stato identificato come un sottoprodotto del
decadimento del Radio che a sua volta proviene
dallUranio e fu stabilito in modo conclusivo che vi
era una forte correlazione tra i livelli di Radon
respirato e il cancro ai polmoni. Il problema fu studiato
a fondo a causa dalle morti per cancro al polmone nelle
miniere . Il Radon provenendo dal decadimento
dellUranio ha una distribuzione molto ampia in
tutta la superficie terrestre, è praticamente ovunque.
Da ogni 6,4516 cm2 (pollice quadrato) di
terreno, in media, risalgano dal basso circa 6 atomi di
Radon al secondo e sono disperse nellaria. Quando
il Radon, nel suo cammino verso la superficie trova una
casa, passa attraverso le fondamenta, le crepe e fessure
del cemento e i mattoni e anche attraverso le tubature
per l'acqua. Rimane quindi intrappolato all'interno della
casa per un certo tempo, fino a quando fuoriesce
attraverso altre fessure verso lesterno o qualcuno
apre una porta o una finestra. Questo è il motivo per
cui in una casa media, il contenuto di Radon è
normalmente 10 volte più alto che all'esterno, a volte
fino a 100 volte superiore. Nelle case vecchie, il Radon
può sfuggire all'esterno nello stesso modo con cui è
entrato, attraverso crepe e fessure, in questo caso
laccumulo di Radon non raggiunge alti livelli e non
costituisce un problema. Nelle case nuove, costruite con
isolanti, e prodotti capaci di mantenerle ermeticamente
chiuse per conservare il calore (o non farlo entrare in
estate) il ricambio di aria avviene molto lentamente,
anche una volta in 24 ore, di conseguenza, il Radon è
intrappolato e la sua concentrazione aumenta
costantemente man mano che il tempo passa [6].
Il Radon è radioattivo ma inerte, come si respira si
espira, irradia molto debolmente particelle alfa e il suo
tempo di dimezzamento è solo di 3,82 giorni . I
sottoprodotti del suo decadimento, noti come le "figlie
del Radon" (8), sono più pericolosi. Si
tratta di sostante solide solide (polvere), di breve vita
media che emettono particelle alfa o beta, e sono molto
reattive. Queste sostanze si legano alle particelle di
polvere e sono facilmente inalate, si attaccano alla
mucosa, come il fumo delle sigarette. Questo è ciò che
contribuisce a causare alcuni cancri ai polmoni.
L'accumulo di Radon, in media, in una casa comporta la
radioattività di 1 pCi/ litro (un picocuries per litro d'aria)
. Ciò dovrebbe portare ad una esposizione di circa 100
mrem all'anno, ben al di sotto del 500 mrem considerati
dalla EPA USA come la massima ammissibile. Tuttavia, ci
sono due fatti che possono aumentare tale esposizione
media: vivere in una casa con un elevato rendimento
termico (sigillata) e vivere in una regione in cui le
concentrazioni di Uranio nel terreno e quindi di Radon è
elevata. Negli Stati Uniti, il cui territorio è stato
studiato a fondo da questo punto di vista, la formazione
geologica più nota per i suoi alti livelli di Uranio, e
quindi di Radon si estende da Reading, Allentown e Easton
in Pennsylvania, attraversa Morristown nel New Jersey
fino al Stato di New York. Alcune delle case in questa
area hanno registrato livelli 1000 volte superiori ai
normali livelli di Radon, molte sono comunque le case che
raggiungono livelli di Radon 100 volte superiore alla
media.[7] .
Attualmente le guide dell EPA inoltre non dicono
nulla sui pericoli di edifici e case ermeticamente
sigillati. Si richiedono solo azioni correttive quando i
livelli di Radon sono al di sopra del 4 pCi /litro (equivalente
a 400 mrem all'anno).
Secondo le stime dellEPA, questo livello è
attualmente superato da ben 11 milioni di case negli
Stati Uniti, un fatto che coinvolge circa 26 milioni di
persone. E interessante rilevare che questo livello
di 4 pCi per litro d'aria è 40 volte più elevato dei 0.4
pCi / litro richiesti dalla NRC ( Nuclear Regolatory
Commission degli USA) negli edifici e negli impianti del
settore nucleare. Ci chiediamo perché le norme più
rigorose sono applicati ai posti di lavoro (nel settore
nucleare), in cui una persona passa solo 8 ore ogni
giorno, invece che alle case in cui ci sono adulti,
bambini e neonati. Si tratta chiaramente di una
assurdità. In Italia cè solo una norma per gli
edifici di lavoro che stabilisce un limite di 500 Bq/m3
ma non cè alcuna normativa al riguardo per le
abitazioni che stabilisca i livelli massimi ammissibili
di Radon . Cè solo una direttiva Europea del 12
febbraio 1990 (CEC 90/143) che stabilisce un livello di
Radon oltre il quale applicare dei riferimenti correttivi
di 400 Bq/ m3 come media annua per edifici
esistenti e 200 Bq/m3 per edifici da costruire. Ma è
solo una raccomandazione. Secondo la teoria del linear
no threshold theory milioni di edifici nel mondo e
centinaia di migliaia in Italia hanno inaccettabili
concentrazioni di Radon e si valuta che in Italia siano
attribuibili al Radon 4000 casi di tumore polmonare ogni
anno, 15000 degli Stati Uniti, 2000 dellInghilterra
e 900 della Svezia. Però secondo gli studi, già citati,
del Professore B.L. Cohen, effettuati analizzando ben 39.000
misure di esposizione al Radon in relazione
allincidenza dei tumori al polmone in 411 contee
negli Stati Uniti, la correlazione è negativa per valori
bassi di Radon: in pratica si è potuto constatare
empiricamente che, al di sotto di una soglia, una
maggiore concentrazione di Radon determina un minor
numero di casi di tumore al polmone. Per esempio, nella
Contea di Cumberland, Pennsylvania, il terreno ha nove
volte più Radon del resto degli USA, uttavia il cancro
ai polmoni è di gran lunga al di sotto della media
americana.
Stranamente la questione del Radon è in genere pure
ignorata dalle organizzazioni ambientaliste. La ragione
di questo comportamento non sta in un ritrovato approccio
realistico al problema delle radiazioni ma risiede nel
fatto che per ridurre il Radon in eccesso nelle case
sarebbe sufficiente proporre di abolire i sigillanti e le
barriere termiche che impediscono il ricambio
dellaria, il che è in aperto contrasto con il mito
del risparmio energetico, da sempre cavallo di battaglia
di queste organizzazioni.
Note
1. Le radiazioni sono divise in due gruppi, quelle non
ionizzanti e quelle ionizzanti. Le radiazioni non
ionizzanti, a cui per completezza si vuole fare un breve
cenno, sono quelle originate da campi elettrici e
magnetici dovuti agli elettrodotti, alle antenne ai
telefonini. La pericolosità delle radiazioni non
ionizzanti estata investigata mediante molti
esperimenti ma al momento non emai stata dimostrata.
Quindi il modo più corretto per inquadrarle, dal punto
di vista della loro incidenza come agenti cancerogeni,
sta nel dire che: anche una debole attività in
quella direzione non e mai stata provata.
Con la denominazione radiazioni ionizzanti si identifica
il passaggio nella materia di particelle (neutrini,
particelle alfa, beta e raggi X e gamma) con conseguente
ionizzazione della stessa. Il processo di ionizzazione
edovuto alla cessione di energia da parte della
radiazione alla materia mentre la attraversa. La
particella/fotone con energia E urta uno degli elettroni
atomici e gli cede una parte dellenergia, dE,
strappandolo dallatomo e riemerge con energia E -
dE, mentre lelettrone atomico acquisisce energia
pari circa a dE. A partire dallatomo
complessivamente neutro si vengono ad avere quindi due
particelle cariche (a prescindere dalla particella-proiettile
che rapidamente si allontanerà): lelettrone con
carica 1, e lo ione con carica +1. Con il termine
ionizzazione si intende quindi la separazione di un
elettrone dallatomo a cui appartiene. In alcuni
casi questo processo può innescare la rottura dei legami
fra atomi che sono normalmente legati nella stessa
molecola. Se lenergia ceduta da una particella
mentre attraversa il nucleo di una cellula rompe il
legame molecolare di una delle catene del DNA, la cellula
può morire oppure auto-ripararsi. In questo secondo caso
può accadere che il codice genetico venga reinterpretato
in modo sbagliato innescando una mutazione che può
essere linizio di un cancro. Come vedremo entrambi
i processi, morte della cellula e auto-riparazione,
avvengono continuamente in grande quantità nel nostro
corpo e la probabilità di una mutazione maligna e
estremamente piccola.
In ogni nazione e a livello internazione sono state
stabilite delle soglie massime di esposizioni alle
radiazioni ionizzanti al di sotto delle quali il rischio
è considerato nullo.
2. [1] Le analisi più importanti per calcolare il
rischio di cancro dovuto alle radiazioni furono fatte nel
1990 USA dalla National Academy of Sciences Committee on
Biological Effects of Ionizing Radiation (BEIR) e prima
nel 1988 dalla United Nations Scientific Committee on
Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR). Questi studi si
basavano principalmente sugli effetti delle radiazioni
sui giapponesi sopravvissuti alla bomba A, altri studi
furono fatti dalla U.S. National Council on Radiation
Protection and Measurements (NCRP), e dalla International
Commission on Radiological Protection (ICRP). Da notare
che tutti questi studi prendevano in considerazione dati
sull'assorbimento di dosi molto alte di radiazioni, 100.000-600.000
mrem,. Questi dati provenivano dai sopravvissuti
giapponesi alla bomba A: in pratica dosi
massicce assorbite quindi in poco tempo dopo l'esplosione.
Ci sono molti dati sperimentali che indicano che il
rischio per millirem è molto minore a basse dosi e
soprattutto se le dosi sono assorbite in un lungo
periodo di tempo, come avviene normalmente. Usando le
stime di rischio della BEIR, che sono quelle più alte,
si parte da un rischio del 78% (0.78) per una radiazione
di 1.000.000 mrem, cioè se un individuo assorbe 1.000.000
di rem ha la probabilità del 78% di morire di cancro, e
si assume che il rischio per 1 mrem sia 0,78/1000.000.
Come abbiamo mostrato (vedi studio del Prof.
B. Cohen ) il rischio a basse dosi è inferiore
rispetto a quello relativo alle alte dosi per cui sia
l'UNSCEAR che la NCRP hanno stimato, per basse dosi, un
rischio a minore di quello prima calcolato con una
semplice estrapolazione lineare, in pratica è stato
stimato che il rischio del 78% va diviso per un fattore
che va da 2 a 10, cioè un rischio che va da 0.30 a 0.078
su un milione. Nel testo abbiamo assunto un fattore di 3
per cui il rischio è 0,26 volte su un milione, cioè c'è
il rischio di 1 su 4 milioni, cioè del {1/4000000) x100}
% di contrarre un cancro mortale per l'esposizione di 1
mrem sull'intero corpo. Poiché 1 mrem corrisponde a
circa 7 miliardi di particelle che colpiscono il nostro
corpo, il rischio di provocare un cancro mortale per ogni
particella che ci colpisce è
(1/4.000.000)/7.000.000.000=1/28.000.000.000.000.000.
3. Lunità di misura più importante delle
radiazioni è la dose con la quale si indica la quantità
di radiazione ricevuta da un oggetto relativamente alla
massa delloggetto. Tale dose è definita come
lenergia depositata su una massa per effetto delle
radiazioni ionizzanti divisa il valore della massa. Nel
Sistema Internazionale (SI), lunitadi misura
e il Gray (Gy) che e pari allenergia di
un Joule depositata sulla massa di 1 kg. E ancora
in uso, come unitò di misura, il rad: 100 rad = 1 Gy.
Unaltra grandezza di rilievo e la dose
equivalente o efficace (detta anche RBE da Relative
Biological Effectiveness). Questa rappresenta la dose
misurata non in termini di pure grandezze fisiche (energia
e massa) ma in termini di efficacia biologica. La dose
efficace, De , e legata alla dose D da un fattore
detto fattore di qualità, Q, che dipende dal tipo di
radiazione ( fotoni, elettroni, protoni, neutroni, alfa,
etc...) e dallenergia della particella incidente,
De = Q x D. La tabella che segue da i valori di Q per
varie particelle.
Lunitadi misura della dose equivalente
eil Sievert (Sv) = Q x Gray.
Eancora usato, come unità di misura, il rem : 100
rem = 1 Sv.
Q per: fotoni =1; elettroni =1; protoni =10 ;particelle
alfa=20; neutroni =3
4. Abbiamo riferito del numero di particelle (ad esempio
fotoni gamma) che colpiscono in media una persona ogni
secondo. Sappiamo che un millerem
(1 mrem) per i raggi gamma è definito come l'assorbimento
da parte del corpo di10-5 joule di
energia per Kg di peso del corpo medesimo. Un MeV di
energia è definito come 1,6 10-5 joule,
e la media dei raggi gamma (fotoni gamma) che provengono
dalle radiazioni naturali ha una energia di 0,6 MeV,
quindi
0,6x1,6x10-13 = 1x10-13 J; 10-5
J corrispondono allora a 108 fotoni gamma.
Considerando il peso medio di una persona di 70 Kg, 1
mrem di radiazione assorbita corrisponde ad essere
colpiti da 70x108 = 7x108
fotoni gamma. La radiazione naturale che assorbiamo
normalmente in un anno è di circa 80 mrem/anno che
corrisponde a 80x7x109 =5x1011
fotoni gamma. In un anno ci sono 3,2 107
secondi per cui siamo colpiti da 5 1011 / 3,2
107= 15000 fotoni gamma al secondo. In una
vita (media mondiale) di 72 anni siamo colpiti da
72 x 5 x 1011 = 4 1013 = 40.000
109 miliardi di particelle di radiazioni
ionizzanti
Solo una radiografia a raggi X ci espone a 50 mrem cioè
50x 7 x109 = 3,5 1011 fotoni
gamma. Poiché l'energia dei fotoni gamma è tipticamente
dieci volte minore dei 0.6 MeV dei raggi gamma, sarà
necessario un numero di particelle maggiore di 10 volte
per depositare la stessa quantità di energia, 3,5 1011
x 10= 3,5 1012, è il numero di fotoni dei
raggi X che ci colpiscono quando facciamo una radiografia.
Poiché 1 mrem di raggi gamma corrisponde ad essere
colpiti da 7 109 fotoni e il rischio di
cancro per mrem assorbito è 0,26 10-6 , il
rischio di cancro che deriva dall'essere colpiti da 1
fotone gamma è 7 109 /0,26 10-6 a
= 2,7 1016 ovvero
1/ 27 1015 .
Poiché l'esposizione naturale è equivalente a 4 1013
fotoni gamma per tutta la nostra vita, la probabilità
che tale esposizione causi un cancro fatale è
4 1013 / 2,7 1016 = 1,5 10-3
ovvero 1/700. Poiché attualmente la nostra probabilità
di morire di cancro è 1/5 ciò vuol dire che solo
1/700/1/5 = 1 su 140 cancri mortali sono dovuti alle
radiazioni naturali.
5. Unità di misura di disintegrazioni nucleari
Il Curie (CI) è l'unità standard più vecchia, e
corrisponde a 3700 * 10 alla10 disintegrazioni nucleari
per secondo.
Un curie è pari approssimativamente all'attività di un
grammo dell'isotopo radio-226 (226Ra). Il curie è stato
sostituito dal Becquerel (Bq) nel sistema SI.
Il Becquerel (Bq) ,corrisponde ad 1 disintegrazione per
secondo. Da cui 1 Ci = 3,7 × 1010 Bq = 37 GBq
1 Bq = 2,7 × 10-11 Ci = 27 pCi
6. Three Mile Island è la centrale nucleare situata
sull'isola omonima lungo il fiume Susquehanna nei pressi
di Harrisburg (capitale dello stato della Pennsylvania,
USA, resa celebre quando nel 1979 subì il più grave
incidente mai avvenuto in una centrale nucleare
statunitense, con il rilascio di una quantità
significativa di radiazioni, stimate in un massimo di 13
milioni di curie in forma di gas nobili (480 PBq), e meno
di 20 curie (740 GBq) di iodio 131. Tuttavia non vi sono
state morti accertate fra i lavoratori della centrale ne
tra la popolazione del circondario direttamente
attribuibili all'incidente.
7. La radioattività del terreno nelle seguenti città
italiane espressa in milliSv/anno:
Ancona 0.85; Napoli 2.13;Aosta 0.49; Palermo 0.90Bari 0.83
Perugia 0.86 Bologna 0.80 Potenza 1.31 Cagliari 0.86
Reggio Cal. 1.28 Campobasso 0.69 Roma 1.58 Firenze 0.77
Torino 0.86 Genova 0.75 Trento 0.84 LAquila 0.82
Trieste 0.76 Milano 0.82 Venezia 0.77
Occorre aggiungere poi le radiazioni che provengono dai
raggi cosmici,
la quale cambia in funzione dellaltezza a cui ci si
trova, la dose di 0.3 mSv/anno se si è al livello
del mare, a 2000 metri di altezza la dose raddoppia.
Il fondo naturale totale e 1mSV=100 millirem
8. Le figlie del Radon sono:
Polonio-218 tempo di dimezzamento = 3.05 minuti,
alfa-emettitore
Bismuto-214 tempo di dimezzamento = 19.7 minuti,
rilascia radiazioni beta (elettroni)
Piombo-214 tempo di dimezzamento = 26.8 minuti,
rilascia radiazioni beta
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Nota sull'autore:
Dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare, docente,
direttore della rivista Fusione Scienza e Tecnologia
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